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	<title>victoria and albert museum &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>victoria and albert museum &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>La Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 May 2021 14:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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<p>Il forzato slittamento di uno degli eventi più celebri al mondo ha fatto sì che questa edizione fosse&nbsp;non solo attesissima, ma ricca di novità interessanti provenienti <strong>dalla comunità architettonica internazionale</strong>. La <strong>Mostra Internazionale di Architettura</strong> organizzata dalla <strong>Biennale di Venezia</strong> ci lascerà senza fiato, tra i dubbi di chi si domanda quali potenziali evoluzioni ci sarebbero dovute essere dopo un anno che ci ha permesso di accedere alla bellezza delle opere artistiche e architettoniche solamente in forma digitale.&nbsp;</p>



<p><strong>How will we live together?</strong></p>



<p>22 maggio e 21 novembre sono due date che segnano l’inizio e la fine di uno degli eventi più attesi di tutti i tempi: la <strong>Mostra Internazionale di Architettura di Venezia</strong>. Quest’anno la 17° edizione, dal titolo <strong><em>How will we live together?</em></strong>, segna uno straordinario ritorno alla normalità, regalando al suo pubblico la visione delle opere di 112 artisti provenienti da 46 Paesi. La mostra, curata da <strong>Hashim Sarkis</strong>, è divisa in 5 diverse aree tematiche allestite ai <strong>Giardini</strong>, all’<strong>Arsenale</strong> e <strong>Forte Marghera</strong>.&nbsp;</p>



<p>Straordinariamente variegata, permeata di tematiche estremamente attuali ed etiche, questa edizione si distingue non solo per essere un grande evento dopo un periodo di buio intellettuale, ma per comprendere una serie di partecipazioni fuori concorso di <strong>ricercatori</strong> provenienti dalle università di tutto il mondo.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Mostra-Internazionale-di-Architettura-1.jpg" alt="" class="wp-image-76934" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Mostra-Internazionale-di-Architettura-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Mostra-Internazionale-di-Architettura-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Mostra-Internazionale-di-Architettura-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Mostra-Internazionale-di-Architettura-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>L’intero evento presenta un particolare focus <strong>sull’apprendimento</strong>, tanto che è stato arricchito da incontri con <strong>architetti</strong> e <strong>studiosi</strong> che dialogheranno tra loro su tematiche legate al rapporto tra architettura e ambiente nei <strong><em>Meeting on Architecture</em></strong><em>. </em>Nel corso dell’ultimo decennio, <strong>La Biennale</strong> ha dato crescente importanza all’<strong>attività formativa</strong>, sviluppando un forte impegno nelle attività a sfondo educativo, che comprende un’offerta di percorsi guidati e attività di laboratorio per chiunque voglia approfondire la sua passione per la materia.&nbsp;</p>



<p><strong>Sostenibilità</strong> ed <strong>eticità</strong> si mescolano in un’edizione che vede premiati con il <strong>Leone d’Oro</strong> alla carriera <strong>Rafael Moneo</strong> e alla memoria <strong>Lina Bo Bardi</strong>, dimostrando che lo stereotipo dell’architettura come disciplina a trazione maschile è finalmente superata.&nbsp;</p>



<p><strong>Tra multidisciplinarietà e ibridazione</strong></p>



<p>La multidisciplinarietà ha da sempre rappresentato un’altissima forma di prestigio, e quest’anno La Biennale incrocia il <strong>15° Festival Internazionale di Danza Contemporanea</strong>, che impreziosirà l’edizione con frammenti coreografici ideati dal direttore artistico <strong>Wayne McGregor</strong>.&nbsp;</p>



<p>Multidisciplinarietà significa anche diversificazione, aspetto denotato dalla nazionalità dei partecipanti, che fanno passare alla storia questa edizione come la più ricca rappresentanza di progettisti attivi in <strong>Africa, America Latina</strong> e <strong>Asia</strong>.&nbsp;</p>



<p>L’ibridazione consiste nell’introduzione di <strong>17 eventi collaterali</strong> ammessi dal Curatore per arricchire il pluralismo di voci che caratterizzano la Mostra e per insediarsi nell’intero tessuto Veneziano.</p>



<p>Ospite speciale è il <strong>Victoria and Albert Museum</strong> di Londra, che per il quinto anno consecutivo presenta il Progetto Speciale dal titolo <strong><em>Three British Mosques</em></strong>. La mostra è coordinata dalla curatela dell’architetto <strong>Shared Saleem</strong>, che vuole mostrare il mondo non documentato degli spazi adibiti a moschee nella capitale inglese.&nbsp;</p>



<p>L’attesa è finita, spegniamo gli schermi e prepariamo gli occhi ad assistere alla <em>grande bellezza.&nbsp;</em></p>



<p><strong><em>di Martina Tronconi</em></strong></p>
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		<title>L&#8217;omaggio di Londra ad Alexander McQueen</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 08:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[Alexander Mc Queen]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_mc_queen-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_mc_queen-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_mc_queen-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_mc_queen-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2015/09/visore_mc_queen.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>A 5 anni dalla sua morte, il Victoria &#38; Albert Museum di Londra, dal 14 marzo al 2 agosto 2015, ha presentato la prima grande retrospettiva in Europa sul lavoro del visionario stilista Alexander McQueen: Savage Beauty. La prima versione della mostra, dedicata a uno dei più innovativi fashion designer della sua generazione, fu realizzata oltreoceano dal Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York, per poi essere ampliata e modificata per l&#8217;arrivo a Londra Una delle mostre più gettonate dell&#8217;anno, tra le più imprevedibili e spettacolari che abbiano mai messo in scena, tanto da contare su visitatori</p>
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<p style="text-align: justify;">La prima versione della mostra, dedicata a uno dei più innovativi fashion designer della sua generazione, fu realizzata oltreoceano dal <strong>Costume Institute del Metropolitan Museum of Art </strong>di <strong>New York</strong>, per poi essere ampliata e modificata per l&#8217;arrivo a Londra</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle mostre più gettonate dell&#8217;anno, tra le più imprevedibili e spettacolari che abbiano mai messo in scena, tanto da contare su visitatori giunti fin dai recessi più remoti del globo. Prima di chiudere i battenti, per la prima volta nella sua storia il museo è rimasto aperto per tutta la notte per soddisfare una domanda senza precedenti. Dal 14 marzo, data di apertura, la mostra è stata visitata da oltre <strong>345.000 </strong>persone diventando l&#8217;evento di maggior successo per il Victoria &amp; Albert in questi ultimi dieci anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dieci stanze riservate ai grandi capolavori del maestro britannico, dove era possibile ammirare la stravaganza e il senso dello stile, che hanno scandito negli anni precedenti i fashion show della maison, al punto di essere definito hooligan della moda.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’esposizione caratterizzata da abiti scenografici e imponenti, caratterizzati da <em>texture</em> esclusive e colori impressi, capaci di scatenare emozioni e accendere la propria creatività.</p>
<p style="text-align: justify;">Salutato come uno dei designer più creativi della sua generazione, icona della moda british, Alexander McQueen era noto per la sua capacità di mettere in passerella veri e propri spettacoli teatrali che elevano la moda al livello dell&#8217;arte. Così come è avvenuto con questa esposizione così suggestiva, che corona quello che è il connubio di <strong>moda-arte-design</strong>, utilizzando, inoltre, tecniche teatrali, ologrammi 3D e filmati che vanno a integrare le creazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra <strong>Savage Beauty </strong>trasmette l&#8217;essenza delle sue straordinarie sfilate nel corso degli anni: vanta oltre 200 capi originali che tracciano la carriera di Alexander McQueen dal periodo iniziale fino all&#8217;apice della sua fama mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La moda dovrebbe essere una forma di evasione non una prigionia&#8221;</strong>, diceva Alexander McQueen in uno dei suoi celebri aforismi che rispecchia il suo stile &#8220;libero&#8221;. Il suo modo di fare eccessivo, stravagante a tratti provocatorio, originale, particolare, futuristico, glamour e irresistibile è dedicato ad una donna con stile che non passa inosservata di certo.</p>
<p style="text-align: justify;">In una sala dell’esposizione è stato in grado di far rivivere l&#8217;essenza londinese in tutte le sue sfaccettature, esponendo capi sia gotici e punk che in stile rinascimentale, medioevale, ispirati all’epoca vittoriana, all’ arte simbolista e al cyborg style.</p>
<p style="text-align: justify;">Un eclettismo che ti riporta lungo le strade di Londra: il “true vintage”, la “street art” piú eccentrica, il contrasto tra la parte storica della cittá e il suo lato piú casual.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, la sua creatività fuori dagli schemi si riflette anche nella committenza tanto da aver avuto la fortuna di poter contare su testimonial d&#8217;eccezione, da <strong>Lady Gaga </strong>alla duchessa <strong>Kate Middelton.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>di Flavia Liviero</em></strong></p>
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