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	<title>Teatro Manzoni programmazione &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>Teatro Manzoni programmazione &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>“Scandalo” al Teatro Manzoni: quando il desiderio sfida le regole e fa cadere le maschere &#8211; regia di Ivan Cotroneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 14:56:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Anna Valle e Gianmarco Saurino raccontano una storia che parla di noi, delle nostre libertà e delle nostre resistenze</p>
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<p>Cosa succede quando il desiderio smette di chiedere permesso e si scontra con le regole sociali? Succede <em>Scandalo</em>.<br>Dal 9 al 21 dicembre arriva al Teatro Manzoni il nuovo spettacolo di Ivan Cotroneo, che dopo il successo di <em>Amanti</em> torna con una storia che mette al centro la libertà &#8211; quella vera, quella che fa tremare i polsi. A portarci dentro questo mondo carico di tensione emotiva ci sono Anna Valle e Gianmarco Saurino, insieme a un cast che funziona alla perfezione (Orsetta De’ Rossi, Angelo Tanzi, Matilde Pacella). I loro personaggi sono legati da un amore che non chiede scusa e che non si adegua: un amore che sfida “l’accettabile”. </p>



<p>È una coppia che funziona, forse perché lontana da ogni prevedibilità scenica, forse perché ci cattura subito il match attoriale fatto di sguardi e movimenti calibrati, ma ciò che è certo è che Cotroneo porta in scena la sua firma più riconoscibile: un mix autentico di intimità, ironia e tensione emotiva caratterizzata da ritmo e respiro. Il contrasto tra i due protagonisti — età, energia, sensibilità — diventa la miccia di materia viva, di una rinascita.</p>



<p><strong>Un’atmosfera elegante: silenzi e forte attrazione</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-1.jpg" alt="" class="wp-image-140710" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Ivan Cotroneo costruisce lo spettacolo come se avesse una macchina da presa invisibile. Si è parlato di “erotismo enigmatico” da parte di lei e di “ironia romantica” da parte di lui, e ciò che ne nasce è la tensione costante di due persone che si guardano senza filtri: il magnetismo viene innescato dai piccoli gesti, dagli avvicinamenti lenti e dal piano d’ascolto che collega le emotività dei personaggi alla parte sensoriale. Non è solo chimica di scena, ma un dialogo continuo tra due mondi, due età, due sensibilità, due realtà diverse.</p>



<p><strong>Non la solita storia di un amore proibito ma il riflesso delle nostre contraddizioni</strong></p>



<p>Quanto può essere potente l’incontro tra una donna adulta e un uomo più giovane? Abbastanza da mettere in crisi i ruoli sociali che tutti noi, in un modo o nell’altro, continuiamo a interpretare per soddisfare il “giusto”.&nbsp;</p>



<p><em>Scandalo</em> mette a nudo il momento in cui ciò che proviamo collide con ciò che la società si aspetta da noi: non punta sul plot twist facile, punta sulle domande, quelle scomode, quelle che toccano il modo in cui la società giudica il desiderio — soprattutto quando è femminile.</p>



<p>Laura, nota come la “sposa bambina” del marito ormai defunto, è una scrittrice di cinquant’anni che, dopo la morte di quest’ultimo, si rifugia sola nella villa vicino Roma, in una sorta di stasi emotiva. In questi casi la solitudine sembra essere la scelta “giusta”. Tutto però cambia quando nella sua vita entra Andrea, il giovane incaricato di riorganizzare la sua libreria. Tra i due c’è la stessa differenza d’età — 24 anni — che separava Laura dal marito.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-2.jpg" alt="" class="wp-image-140711" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Anna Valle: una donna che rivendica se stessa, adulta, profonda e magnetica</strong></p>



<p>Non è un personaggio “rassicurante”, così Anna Valle descrive il suo ruolo, e non possiamo darle torto. La donna che porta in scena con grande eleganza è intelligente, complessa, a tratti spietata nel dichiarare i suoi desideri e la verità — anche quando può ferire. È una donna capace di far convivere vulnerabilità e forza in un modo che raramente vediamo rappresentato; un personaggio tridimensionale che sa ciò che vuole, si mostra nella sua emotività e magnetismo, e riesce a riempire la sala già “solo” con la sua presenza.</p>



<p><strong>Gianmarco Saurino: l’amante che va oltre lo stereotipo</strong></p>



<p>Accanto a lei, Gianmarco Saurino porta in scena un’energia diversa con l’esplorazione di un uomo lontano dai cliché del “maschio da commedia romantica”: libero da etichette rigide, Saurino costruisce un personaggio che dialoga con il presente, porta alla luce i dubbi della sua generazione e dà forma a una nuova idea di desiderio e di ruolo. Non è il giovane seduttore quello che vediamo, ma un uomo che si mette in discussione, che accetta la fragilità come parte del proprio percorso e che coglie la tensione emotiva dell’altro.</p>



<p>Una presenza scenica morbida ma intensa, capace di far emergere ironia, dubbio e desiderio con la naturalezza di chi sa toccare la vulnerabilità dell’amante del proprio Io.</p>



<p><strong>Ok, ma… perché tenerlo d’occhio?</strong></p>



<p>Perché <em>Scandalo</em> fa ridere, pensare e un po’ discutere — e tutto nello stesso tempo attraverso un’ironia intelligente. Perché è una commedia brillante che riesce ad affrontare temi che spesso trattiamo come tabù: i ruoli di genere, le aspettative sociali, i pregiudizi sulle relazioni “fuori schema”, il coraggio di desiderare e l’evoluzione naturale di un rapporto che diventa specchio delle nostre contraddizioni.</p>



<p>Perché il teatro ha il potere di farci respirare e renderci parte della storia di confronto in una cornice contemporanea. Perché parla di ognuno di noi, di una rinascita e il finale ha un twist che ti farà rimettere in discussione tutto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-3.jpg" alt="" class="wp-image-140712" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/12/Teatro-Manzoni-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
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		<title>L’Iliade al Teatro Manzoni: il Quadrivio porta in scena la guerra eterna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 11:27:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/iliade-manzoni-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/iliade-manzoni-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/iliade-manzoni-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/iliade-manzoni-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/03/iliade-manzoni.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Dal 25 marzo al 6 aprile, l’Iliade arriva al Teatro Manzoni con la rilettura de Il Quadrivio, un viaggio nella guerra eterna tra destino e responsabilità.</p>
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<h4><strong>Un classico senza tempo che parla al presente</strong></h4>



<p>Dal 25 marzo al 6 aprile, il Teatro Manzoni di Milano ospita una nuova e potente reinterpretazione dell’<em>Iliade</em>, curata dal collettivo teatrale&nbsp;<em>Il Quadrivio</em>. Dopo il successo di&nbsp;<em>I Duellanti</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Don Chisciotte</em>, Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer tornano a confrontarsi con un grande classico della letteratura occidentale, portando in scena la guerra più celebre di sempre con uno sguardo lucido e attuale.</p>



<h4><strong>Un mondo dominato dal fato e dagli dèi</strong></h4>



<p>L’<em>Iliade</em>&nbsp;è il racconto di una civiltà in cui il destino degli uomini è deciso dagli dèi e l’etica del successo prevale su ogni idea di giustizia. In questo universo arcaico, la coscienza e la responsabilità personale non esistono ancora: le azioni degli eroi sono guidate da forze superiori e la guerra di Troia diventa un ingranaggio inevitabile, senza vincitori né vinti. Solo con l’avvento della Tragedia, secoli dopo, l’umanità scoprirà il peso della libertà e della colpa.</p>



<h4><strong>Uno specchio del nostro tempo</strong></h4>



<p>Nonostante il suo carattere mitico e lontano, l’<em>Iliade</em>&nbsp;si rivela più che mai attuale. Il mondo descritto da Omero – dominato dalla paura, dall’avidità, dall’ossessione per il nemico e dai giochi di potere – è uno specchio inquietante della nostra epoca. La guerra non è solo un tema del passato, ma una realtà ciclica e universale, alimentata dalle stesse forze distruttive che ancora oggi condizionano le nostre vite.</p>



<h4><strong>La poesia come via d’uscita</strong></h4>



<p>Ma la grandezza dell’<em>Iliade</em> sta nel suo doppio volto: accanto alla violenza e all’ineluttabilità del fato, la poesia epica contiene anche la possibilità del riscatto. In essa si annidano i primi semi della libertà di scegliere e della responsabilità di opporsi all’orrore. E proprio su questa tensione tra destino e autodeterminazione si fonda la nuova messa in scena de <em>Il Quadrivio</em>, che invita il pubblico a interrogarsi sul senso della guerra e sul ruolo dell’uomo nella Storia.</p>
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		<title>Il nuovo spettacolo sugli stereotipi di Vincenzo Salemme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jan 2022 11:16:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>“Napoletano? E famme ‘na pizza!” torna in scena a Milano per le sue prime date dal 4 al 16 gennaio al Teatro Manzoni</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/il-nuovo-spettacolo-sugli-stereotipi-di-vincenzo-salemme/">Il nuovo spettacolo sugli stereotipi di Vincenzo Salemme</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Che cosa vuol dire in fondo essere Napoletano</strong><strong>(con la N maiuscola)? </strong>Vuol forse dire gesticolare, bere il caffè bollente in tazza rovente? Essere un po’ pizzaiolo, un po’ commediante? Un po’ musicista e un po’ marinaio? Vuol dire amare il ragù di mamma e essere devotissimo a San Gennaro? Vuole forse dire niente di tutto questo oppure l’insieme di tutto ciò?&nbsp;</p>



<p><strong>Napoletano? E famme ‘na pizza!&nbsp;</strong></p>



<p>Attorno a tutte queste domande riguardanti la vera essenza dell’essere partenopei si è interrogato <strong>Vincenzo Salemme</strong>: il regista e attore campano ha riflettuto a lungo attorno ai mille e mille stereotipi dell’essere napoletano e ne ha tirato fuori un grande successo, <strong>“</strong><strong><em>Napoletano? E famme ‘na pizza</em></strong><strong>!”</strong>, dopo il tutto esaurito nella prima parte della stagione, torna in scena a <strong>Milano</strong> per le sue prime date <strong>dal 4 al 16 gennaio al Teatro Manzoni</strong>.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-2.jpg" alt="" class="wp-image-84616" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Salemme, che vanta un curriculum con <strong>28 spettacoli teatrali e 45 film</strong> (di cui 12 in qualità di regista e sceneggiatore), ha tratto questa commedia da un suo libro uscito nel 2020, una <em>Guida ironica per sfuggire ai luoghi comuni partenopei,</em> ma questo spettacolo oltre che un omaggio alla sua città e alla napoletanità (più presunta e “fantastica” che vera e propria), consiste anche in un mix di tutti i pezzi più scoppiettanti e esilaranti che l’attore abbia mai portato sul palcoscenico.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-1.jpg" alt="" class="wp-image-84615" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/01/Vincenzo-Salemme-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Dalla piccola Bacoli alla grande Compagnia di Eduardo de Filippo&nbsp;</strong></p>



<p>Nonostante Vincenzo paia agli occhi del grande pubblico come il vero e inimitabile <strong>Napoletano DOC</strong>, l’attore (la cui <strong>ultima commedia “</strong><strong><em>Con tutto il cuore</em></strong><strong>”</strong> è stata vista da <strong>150mila spettatori</strong> per un totale di 5 milioni di euro di incassi) in realtà è originario di Bacoli e in passato ha persino dovuto studiare per correggere il suo accento; ma al di là della distanza geografica, il suo cuore è sempre stato azzurro e bianco, ed è proprio Napoli che gli ha trasmesso il grande amore per il teatro, per la commedia, attraverso l’insegnamento dell’immenso <strong>Eduardo De Filippo, il suo primo mentore</strong>, che l’ha indirizzato verso il sipario e che sarebbe molto fiero della sua brillante carriera, ricca di soddisfazioni e di futuri successi (come questo).&nbsp;</p>



<p><strong><em>di Alessandra Baio</em></strong></p>
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		<title>&#8220;L’anima buona di Sezuan&#8221; e la fragilità della natura umana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2021 12:01:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Monica Guerritore inaugura la stagione di prosa al Manzoni con “L’anima buona di Sezuan” di Brecht, nella versione scenica di Giorgio Strehler</p>
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<p>Dal <strong>4 al 17 novembre 2021</strong> la stagione 2021/2022 del <strong>Teatro Manzoni di Milano</strong> prosegue con lo spettacolo “<strong>L&#8217;anima buona di Sezuan</strong>” di Bertolt Brecht (traduzione di Roberto Menin) ispirata all’edizione di Strehler.&nbsp;</p>



<p>La <strong>celebre artista Monica Guerritore</strong> inaugura la stagione di prosa con “L’anima buona di Sezuan” di Bertolt Brecht, nella versione scenica di Giorgio Strehler del 1981. Si tratta di un <strong>omaggio al più grande regista teatrale europeo</strong>, nonché suo maestro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-1.jpg" alt="" class="wp-image-83130" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Al fianco di Monica Guerritore recitano Matteo Cirillo, Alessandro Di Somma, Vincenzo Gambino, Nicolò Giacalone, Francesco Godina, Diego Migeni e Lucilla Mininno, che ne seguono le tracce con piena consapevolezza del personaggio, padronanza recitativa, e che fanno emergere con spietatezza e ironia, indossando alla perfezione i costumi di scena di Valter Azzini.</p>



<p>“Copio la versione scenica di Strehler e la riporto al pubblico che non l’ha vista. Senza copie nessun’opera d’arte sarebbe arrivata a noi. Mi misuro con il passato per togliergli, come scrive Pirandello nei Giganti ‘l’impalpabilità del non-essere’. E non ho paura. Poggio sulle spalle di un gigante. I grandi testi sono immortali germinatori di nuove visioni, versioni, a indicare il tempo in cui vengono letti compresi e rielaborati, ma le versioni sceniche che, come nel caso di Strehler, hanno la grandezza di un’opera d’arte si perdono. Mentre oggi quella versione di Strehler è lo specchio di quello che stiamo diventando” racconta Monica Guerritore.&nbsp;</p>



<p><strong>La trama dello spettacolo</strong></p>



<p>Nella capitale della provincia cinese del Sezuan si manifestano<strong> tre divinità</strong> <strong>alla ricerca di qualche anima buona </strong>e generosa e ne <strong>trovano solo una</strong>,<strong> la prostituta Shen Te</strong>, che li ospita per la notte. Il <strong>compenso</strong> inaspettato per tale atto di bontà è una tonda sommetta, <strong>mille dollari d’argento</strong>, che equivale, per Shen Te, alla possibilità di vivere bene. Ma il compenso è accompagnato da un <strong>comandamento</strong>, quello di <strong>continuare a praticare la bontà</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-2.jpg" alt="" class="wp-image-83131" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>La povera Shen Te aprirà così una tabaccheria e <strong>si ritroverà subito addosso uno sciame di parassiti, falsi parenti</strong> bisognosi, esigenti, <strong>che abuseranno della sua indole generosa</strong> per appropriarsi delle poche fortune che le appartengono, da cui lei sarà costretta a difendersi. Per farlo, una notte, si traveste da cugino cattivo, Shui Ta, spietato con tutti. La storia si disloca attraverso queste due figure, una bianca e candida, l’altra nera e carismatica. A rendere il tutto ancor più intricato sarà l’amore della donna verso un giovane aviatore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-3.jpg" alt="" class="wp-image-83132" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>“Nel mio spettacolo – anticipa l&#8217;attrice, insignita dal 2011 dell&#8217;onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica – sarà forte l’influenza del mio maestro”.</p>



<p><strong>Lo sdoppiamento del buono e del cattivo&nbsp;</strong></p>



<p>Nell’Anima Buona c’è tutta la <strong>tenerezza e l’amore per gli esseri umani</strong> <strong>costretti</strong>, dalla povertà e dalla sofferenza, <strong>a divorarsi gli uni con gli altri</strong> ma sempre raccontati con lo sguardo tenero e buffo di chi comprende. In questa <strong>parabola drammatica,</strong> lo <strong>sdoppiamento del buono e del cattivo</strong> ci riguarda. L&#8217;uomo è portato al bene. Il male è contro natura. La buona Shen Te dopo aver assunto le sembianze del cugino cattivo infatti dirà “com’è difficile essere cattivi”.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-4.jpg" alt="" class="wp-image-83133" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-4.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-4-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-4-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/11/Teatro-Manzoni-4-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>L’anima buona di Sezuan è uno <strong>spettacolo politico, sociale</strong>, ma altresì <strong>sentimentale e passionale</strong>. <strong>L’amore </strong>viene esibito<strong> nella sua forma più autentica</strong>, costretto a sopravvivere in un mondo che contempla la barbarie emotiva e i sentimenti puri sono merce di poco interesse. Uno spettacolo intrigante che conduce lo spettatore in una <strong>dimensione parallela,</strong> abitata da personaggi grotteschi, resi maestosi da un esercizio attoriale superlativo e una regia vibrante e sognatrice.</p>



<p><strong><em>di Sara Buzzoni</em></strong></p>
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		<title>The deep blue sea: il profondo mare dell’animo umano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 10:21:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/The-deep-blue-sea-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="The deep blue sea" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/The-deep-blue-sea-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/The-deep-blue-sea-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/The-deep-blue-sea-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/02/The-deep-blue-sea-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Luca Zingaretti dirige sua moglie, la splendida Luisa Ranieri, in The deep blue sea di Rattigan, in scena al Teatro Manzoni fino al 26 febbraio 2020</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/the-deep-blue-sea-profondo-mare-dellanimo-umano/">The deep blue sea: il profondo mare dell’animo umano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Il regista <b>Luca Zingaretti</b> (il commissario Montalbano, per gli amici) dirige sua moglie, la splendida <b>Luisa Ranieri</b>, in <b>The deep blue sea</b> di Rattigan, in scena al <b>Teatro Manzoni</b> fino al 26 febbraio 2020. Il dramma, considerato il grande capolavoro di Sir Terence Rattigan (che si definiva “un outsider, un omosessuale inquieto dell’<i>upper middle class</i>”) parla di passione, disillusione, di inquietudine, di matrimoni finiti e amori appena sbocciati, sullo scenario dell’<b>Inghilterra borghese del Dopoguerra</b>.</p>
<h3>Una donna persa nelle tenebre delle proprie passioni, può ritrovare se stessa?</h3>
<p>The deep blue sea racconta il giorno in cui la protagonista <b>Hester Collyer</b>, uno dei personaggi femminili più potenti di tutta la drammaturgia contemporanea, tenta di togliersi la vita inalando del gas. La donna si era trasferita da poco in uno squallido appartamento di periferia con il suo nuovo amante <b>Freddie</b>, dopo aver lasciato il marito, un facoltoso giudice dell’Alta Corte. La relazione con il giovane Freddie, ex pilota della RAF, nata sotto il segno di una focosa passione, si era immediatamente raffreddata a causa della situazione economica disastrosa dell’uomo e del suo alcolismo. Dopo il tentato suicidio della protagonista, il <b>Dr. Miller</b>, un misterioso inquilino, le darà una profonda lezione di speranza, e l’incontro tra queste due anime ferite, simili per aver troppo amato e troppo sofferto, ritroveranno, forse, l’uno nell’altro, la <b>speranza di vivere</b>.</p>
<h3>Luisa Ranieri “regina” del palcoscenico</h3>
<p>La regia di Zingaretti, pulitissima e stilisticamente molto elegante, lascia spazio alla “regina” della scena, Luisa Ranieri, e agli altri talentuosi membri del cast, <b>Maddalena Amorini, Giovanni Anzaldo, Alessia Giuliani, Flavio Furno, Aldo Ottobrino, Luciano Scarpa</b>, di esprimere tutta la loro bravura. Grazie alle scene e ai costumi di due professionisti come Carmelo Giammello e Chiara Ferrantini, la storia di Hester, ambientata nel 1952, sembra avere ancora molto da dire a noi abitanti del nuovo millennio che ancora non riusciamo ancora a comprendere la forza, salvifica e distruttrice, dell’amore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Alessandra Baio</i></b></p>
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