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	<title>Soly Cissé &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Moroso: tra linee minimal e emozioni d’Africa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Apr 2019 08:55:16 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/moroso-linee-minimal-emozioni-dafrica/">Moroso: tra linee minimal e emozioni d’Africa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<h3>Moroso e lo stand firmato da Patricia Urquiola</h3>
<p><b>Patricia Urquiola</b>, designer spagnola, progetta lo stand di Moroso, proiettandolo verso una ricerca di semplicità formale. Riesce a creare un collegamento tra arte e architettura attraverso giochi di linee, luci e colori. È la <b>bidimensionalità </b>la caratteristica principale del complesso. Ciò si realizza anche grazie al <b>colore</b> – tre tonalità: terracotta e due grigi azzurrati dalle nuances più chiare e più scure – proiezioni geometriche, luci e sensazioni.</p>
<p>Vi è un <b>contrasto</b> tra i piani cromatici e asimmetrici, così da creare una <b>varietà di movimenti visuali</b> in cui ogni spazio compositivo è collegato all’altro. Allo stesso tempo, il colore sulla tela produce delle visioni fotografiche. I materiali espositivi scelti sono il telaio e la tela per la loro valenza pittorica: hanno il chiaro intento di richiamarsi all’artista cubana <b>Carmen Herrera</b>. La palette cromatica riproduce ambienti freschi e primaverili, rassicuranti e contemporanei.</p>
<p>La pianta rettangolare è composta da un unico ingresso e un’unica uscita. Al suo interno, sette pedane, sollevate di 60 cm da terra, creano sette still-life. Ciascuna pedana riproduce una stanza, in cui <b>linee geometriche e contrapposizione netta dei colori</b> fanno da sfondo alle forme degli imbottiti e delle sedute. Al centro, una piazza, una vera e propria agorà, dove il pubblico può sedersi e godere della varietà di movimenti, ritmi e tensioni spaziali.</p>
<h3>Il vero protagonista dell’ambientazione living di Moroso: il nuovo divano Gogan</h3>
<p>Firmato sempre da Patricia Urquiola, con il <b>divano</b> <b>Gogan</b> il brand Moroso vuole sottolineare come l’equilibrio tra gli elementi sia dato dalla forma non troppo regolare: si utilizzano forme leggere ma che all’apparenza dovrebbero essere pesanti. L’ispirazione deriva dai sassi giapponesi tradizionalmente usati sugli argini di fiumi e laghi, che hanno l’utilità di essere sia da protezione degli argini, che di utilizzo estetico sulle rive.</p>
<h3>Sistemi modulari, tradizione artigianale, know-how del materiale: lo stand elegante, minimale e poliedrico di Moroso</h3>
<p>Riproposto anche quest’anno il <b>sistema modulare Josh</b>, realizzato da <b>Edward van Vliet</b> per Moroso. Per la zona dining si propongono vari tavoli da pranzo, come <b>Il Naturale</b> di <b>Heinz Glatzl</b> e <b>Joachim Mayr</b> in collaborazione con <b>Schotten &amp; Hansen</b>. Lavorazione artigianale del legno e sapienza del trattamento del materiale sono le caratteristiche principali di questo oggetto d’arredamento. Anche le sedute della collezione <b>Armada </b>della coppia <b>Doshi &amp; Levien</b> prendono posto sulla pedana, e quest’anno si aggiunge al loro fianco il divano come nuovo componente.</p>
<p>La collezione <b>Mathilda</b> di <b>Patricia Urquiola</b>, le cui sedute sono caratterizzate da una fascia colorata che collega tra loro gli elementi strutturali, viene riproposta assieme ad un tavolo interamente in legno, caratterizzato da due gambe a cavalletto che sostengono il piano. Sulla stessa pedana trovano spazio le nuove sedie, che vanno ad arricchire la famiglia di prodotti <b>Klara</b>. Altre due pedane sono dedicate alla presentazione di nuove collezioni.</p>
<p>Nella prima, il divano <b>Heartbreaker</b> di <b>Johannes Torpe</b>, immediatamente riconoscibile per il dettaglio del bracciolo a forma di “mezzo cuore”, che si ricompone giocosamente nelle combinazioni di divani affiancati. Infine, esposta una famiglia di sedute, <b>Precious</b>, esempio di equilibrio tra pulizia formale e grazia estetica. Nella seconda pedana viene esposta, in tutta la sua completezza, eleganza e poliedricità, la collezione <b>Yumi</b> di <b>Bendtsen Design Associates</b>, composta da sedie, poltroncine, poltrone, e tavoli e tavolini.</p>
<h3>M’Afrique collection: al Fuorisalone dieci anni di prodotti artigianali firmati dai più grandi designer internazionali</h3>
<p>Nasceva dieci anni fa <b>M’Afrique collection</b>, con una ventina di prodotti. L’<b>Africa</b>, luogo da sempre caro a <b>Patrizia Moroso</b>, che descrive così l’emozione alla base di tutto il progetto: “Per me l’Africa è uno struggente sentimento. È un luogo profondo dell’anima e dell’emozione. Tutto quello che viene da quel luogo è vitale e carico di infinita bellezza.  (…) Con l’Africa non riesco a essere razionale: è una terra che amo incondizionatamente”.</p>
<p>Realizzata in Senegal nell’Atelier <b>M’Afrique</b>, a cura di<b> Abdou Salam Gaye</b>, la collezione è disegnata da <b>Tord Boontje, Ayse Birsel e Bibi Seck, Marc Thorpe, Patricia Urquiola, Federica Capitani, Concetta Giannangeli, David Weeks, Martino Gamper, Sebastian Herkner</b>. Quest’anno si aggiungono <b>Ron Arad, </b>l’artista-designer che da sempre collabora con Moroso e che per la prima volta entra in <b>M’Afrique</b> con <b>“The Modou Collection”</b>;<b> Antonino Sciortino, </b>artista-scultore palermitano, con le sedute e i tavoli <b>Dancers</b>, in omaggio al suo passato di ballerino; infine, <b>Gala Fernández</b>, artista illustratrice e grafica spagnola, con le sedute <b>Griot</b>, dedicate all’Africa magica e spirituale.</p>
<p><b>M’Afrique Detached – 10 Years After, </b>progettato da <b>Marco Viola</b>, è il nome dell’evento di Moroso in via Pontaccio pensato per il Fuorisalone 2019 e nato per celebrare i dieci anni di vita della collezione. L’allestimento si è avvalso della cornice visiva della fotografia di <b>Alessandro Paderni</b>, che racconta un’Africa esplosiva, colorata e struggente, catturata in suo recente viaggio di reportage. Insieme ai pezzi storici e recenti della collezione M’Afrique, hanno fatto ritorno le opere di famosi artisti internazionali, <b>Soly Cissé,</b> <b>Fathi Hassan</b>,<b> Boubacar Touré Mandémory</b>, che con il loro talento visionario hanno raccontato l’Africa.</p>
<p>Moroso, ancora una volta, si pone come un viaggio di scoperta affascinante e emozionante nel mondo del design italiano e internazionale: non solo comfort e semplicità degli spazi, ma sapienza e conoscenza delle materie prime.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Ilaria Nassa</i></b></p>
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