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	<title>scrittore &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>scrittore &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Daniele Mencarelli: “La letteratura è una chiave per scoprire noi stessi e gli altri”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2024 12:13:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Daniele-Mencarelli-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Daniele-Mencarelli-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Daniele-Mencarelli-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Daniele-Mencarelli-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Daniele-Mencarelli.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Daniele Mencarelli esplora la scrittura come testimonianza, trasformazione e viaggio umano, tra realtà, letteratura e la forza del cambiamento.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Daniele-Mencarelli-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Daniele-Mencarelli-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Daniele-Mencarelli-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Daniele-Mencarelli-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2024/12/Daniele-Mencarelli.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p>Daniele Mencarelli, poeta e scrittore tra i più intensi e apprezzati della letteratura italiana contemporanea, è noto per la sua capacità di raccontare la complessità dell’animo umano e il senso di trasformazione che attraversa le vite. Con opere come &#8220;La casa degli sguardi&#8221;, &#8220;Tutto chiede salvezza&#8221; e il recentissimo &#8220;Brucia<em> </em>l’origine&#8221; (pubblicato il 15 ottobre 2024), Mencarelli esplora temi universali come la sofferenza, la salvezza, la fragilità e il cambiamento sociale. In questa intervista ci conduce attraverso le tappe del suo percorso, le riflessioni sul potere della letteratura e il significato profondo di trasformazione, tanto personale quanto collettiva.</p>



<p><strong>Il tuo percorso letterario ha toccato temi profondi come la salvezza, la sofferenza e il cambiamento. Come descriveresti l</strong>’<strong>evoluzione della tua scrittura dagli inizi fino ad oggi?</strong></p>



<p>È stata un’evoluzione dentro quel grande catino che si chiama realtà. Ho raccontato tanti fatti connessi direttamente alla mia vita e, nella fase più di invenzione, ho continuato a fare esattamente lo stesso: testimoniare vicende che considero di grande impatto sociale, culturale ed economico, in un momento storico molto particolare. Anche il mio ultimo libro, &#8220;Brucia l’origine&#8221;, che sembra trattare un tema più leggero, affronta questioni profonde come la nuova povertà e l’imbarbarimento sociale. Il protagonista, Gabriele, incarna tutte queste trasformazioni, in un mondo dove la lotta di classe è diventata orizzontale e il rancore si rivolge sempre verso chi sta peggio.</p>



<p><strong>Nei tuoi romanzi quanto c’è della tua esperienza personale e quanto dell</strong>’<strong>ispirazione che trai direttamente dalla società?</strong></p>



<p>Credo che si equivalgano, anche se mi riesce difficile parlare del processo che precede la scrittura. Ammiro quegli scrittori che catalogano tutto in percentuali: vita personale, aneddoti, testimonianze. La mia scrittura è un impasto irrazionale di tutti questi elementi. C’è il mio vissuto, ma anche una funzione testimoniale che considero fondamentale. Anche ho scritto in prima persona nei miei primi romanzi, il mio obiettivo era che i lettori trovassero nel racconto un’importanza per la loro vita. Per uno scrittore, ciò che conta è il risultato, e questo si misura attraverso la lingua.</p>



<p><strong>Sei un autore che riesce a raccontare con grande intensità il cambiamento interiore dei tuoi personaggi. Quanto credi che la letteratura possa aiutare a comprendere le trasformazioni che avvengono dentro di noi?</strong></p>



<p>Veniamo da un lungo periodo che tende ad affermare che la letteratura non salva, e in parte è vero. Ma per me, la letteratura è quella porta che ci fa scoprire altri mondi e ci fa capire che il nostro è molto più simile a quello degli altri di quanto pensiamo. È uno strumento potente per conoscere meglio se stessi e il mondo, e a volte può assumere i contorni della salvezza. La letteratura ci dice che nulla è nuovo, che l’uomo riprende sempre gli stessi temi, rinnovandoli nel proprio contesto storico.</p>



<p><strong>Il festival diPassaggio di Genova, a cui hai partecipato, quest</strong>’<strong>anno ha come tema la </strong>“<strong>trasformazione”, che è anche un concetto ricorrente nelle tue opere. Cosa significa per te </strong>“<strong>trasformazione” e come si riflette nelle tue storie?</strong></p>



<p>Credo che sia una parola specchio rispetto all’animo umano, ma oggi ha una cassa di risonanza enorme. È una parola jolly, che riflette la natura umana: c’è chi non può fare a meno di trasformarsi e chi, per paura, costruisce alibi per restare immobile. La trasformazione spaventa perché richiede di abbandonare i “participi passati” e vivere nei “gerundi”, in quel flusso di cambiamento che ci rende vivi. Purtroppo, il digitale ci sottrae spesso dall’arena della realtà, l’unico luogo in cui possiamo affrontare e superare questa paura. Non demonizzo il digitale, ma dobbiamo usarlo senza rinunciare al contatto diretto con la vita.</p>



<p><strong>Guardando indietro al tuo percorso, quali sono stati i momenti o gli incontri che ti hanno segnato maggiormente come autore? E come vedi oggi la tua relazione con la scrittura e con i lettori?</strong></p>



<p>A 16 anni ho incontrato casualmente la poesia, e questo ha cambiato tutto. Ho scoperto uomini più affini al mio sguardo di quanto potessero esserlo amici o parenti. Un altro momento fondamentale è stato lavorare al Bambin Gesù, una scuola di vita e di scrittura. Infine, nel 2018, la nascita del mio primo romanzo, &#8220;La casa degli sguardi&#8221;. Questi grandi momenti sono affollati da incontri, amicizie e esperienze quotidiane che sono state decisive per il mio cammino. Oggi vedo la scrittura come un mezzo per restare in dialogo con i lettori e, soprattutto, con me stesso.</p>



<p><strong>Sicuramente, nel corso della tua carriera hai acquisito diverse consapevolezze. Se potessi dire qualcosa al te stesso che ha iniziato a scrivere, cosa gli diresti?</strong></p>



<p>Rifai tutto quello che hai fatto. Il primo treno che ho preso è stato per andare a conoscere un poeta, e oggi, a 50 anni, posso dire che quel viaggio ha dato i suoi frutti. Al me più giovane direi: “Faticherai tanto, soffrirai tanto, ma ne varrà la pena”.</p>
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		<title>“La casa rossa” &#8211; Un&#8217;altra saga familiare firmata Haddon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 07:43:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unaltra-saga-familiare-firmata-Haddon_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unaltra-saga-familiare-firmata-Haddon_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unaltra-saga-familiare-firmata-Haddon_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unaltra-saga-familiare-firmata-Haddon_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Unaltra-saga-familiare-firmata-Haddon_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La casa rossa degli scontri emotivi familiari.</p>
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<p>“<strong><em>La casa rossa</em></strong>”, infatti, parla delle rivalità e dei problemi instaurati tra due famiglie, quella di Robert e quella di Angela, fratello e sorella, impegnati a gestire con fatica le proprie ansie e difficoltà createsi all’interno dei rispettivi <strong>nuclei familiari</strong>. Un soggiorno in campagna, nella casa affittata da Robert nell’Herefordshire, è sufficiente a far esplodere un <strong>big bang emotivo</strong>, portando in superficie tutto quello che i protagonisti reprimono dentro.</p>
<p>Quella che in apparenza può sembrare una storia semplice e magari già sentita, è in realtà una profonda riflessione sulle <strong>dinamiche interpersonali:&nbsp;</strong>due gruppi di persone, ciascuno con il proprio bagaglio di esperienze e sofferenze, si trovano a dover condividere lo stesso tetto per una settimana. La scrittura veloce, ritmica e moderna riflette la complessità del tema che Haddon tratta. In “<em>La casa rossa</em>” non c’è spazio né per introduzioni, né per spiegazioni superflue. Tutto è fluido, rapido, immediato.</p>
<p>Si potrebbe definire “<em>La casa rossa</em>” con il termine di “<strong><em>romanzo corale</em></strong>” perché l’autore, scandagliando le menti di tutti i suoi personaggi, riesce a far cogliere al lettore l’infinito numero di pensieri ed emozioni che vivono i protagonisti del libro. Grazie ai <strong>flussi di coscienza</strong> degli otto personaggi, il lettore al termine del romanzo riesce a scoprire tutto quello che “<em>La casa rossa</em>” nasconde.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>La casa rossa</strong></em><br />
di <em>Mark Haddon</em><br />
Einaudi &#8211;&nbsp;228 pp.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Ylenia Manfredi</em></strong>)</p>
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		<title>Villa Metaphora, palco di destini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 13:15:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Villa-Metaphora-destini-incrociati_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Villa-Metaphora-destini-incrociati_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Villa-Metaphora-destini-incrociati_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Villa-Metaphora-destini-incrociati_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Villa-Metaphora-destini-incrociati_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>De Carlo racconta i vizi e le virtù della società moderna.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/letteratura/villa-metaphora-palco-di-destini/">Villa Metaphora, palco di destini</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Villa-Metaphora-destini-incrociati_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Villa-Metaphora-destini-incrociati_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Villa-Metaphora-destini-incrociati_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Villa-Metaphora-destini-incrociati_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Villa-Metaphora-destini-incrociati_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><strong>Quattordici protagonisti</strong> tutti diversi tra di loro e che si passano il testimone di capitolo in capitolo, sette giorni da vivere su un&#8217;isola vulcanica ai margini estremi del Mediterraneo meridionale, un eccezionale resort di lusso. Questi gli ingredienti dell&#8217;ultimo capolavoro di <strong>Andrea De Carlo</strong>. <em><strong>“Villa Metaphora”</strong></em>, romanzo narrativo di difficile inquadratura, a causa dei differenti stili narrativi presenti, ma al tempo stesso accattivante, coinvolgente, ricco di aspettative e colpi di scena, che tengono sempre alta l&#8217;attenzione del lettore. Che, rapito, non sa staccarsi dalle pagine.</p>
<p>Un giovane marinaio nato sull&#8217;isola, un architetto milanese ideatore del resort, la sua manager e amante, un potentissimo banchiere tedesco di spicco con la moglie, uno chef spagnolo insofferente all&#8217;isola e all’assenza di ogni contatto col mondo esterno, un politico dalle mille facce, una saccente giornalista francese in incognito, due anziani e rispettabili coniugi italiani, una star del cinema americano e suo marito, una giovane italo-irlandese alla ricerca delle sue origini e della verità su un padre inesistente, un falegname dall’animo artistico e libertino: è attraverso queste numerose personalità opposte e anche per certi versi complementari che la storia prende forma pagina dopo pagina. E giorno dopo giorno.<br />
La trama è tutt’altro che scontata: un continuo susseguirsi di coincidenze, complicazioni, contrattempi rendono la lettura serrata, coinvolgente, scorrevole. L’autore non smette nemmeno per un momento di offrire il punto di vista di ciascun personaggio, servendosi abilmente non solo dell’uso di diverse lingue, ma anche di diversi stili a seconda del personaggio che racconta la sua prospettiva della storia. Il finale, in tutta la sua apertura, ci lascia liberi di immaginare quali potrebbero essere le sorti di una civiltà così internamente corrotta e distante dagli elementi naturali.</p>
<p>Insomma, anche in questa <strong>diciassettesima opera</strong>, l&#8217;intento dell’autore è evidente: servirsi di questo eccentrico gruppo per cercare di raccontare il mondo con le sue infinite contraddizioni e i suoi esasperanti conflitti. Con <em><strong>“Villa Metaphora”</strong></em>, sicuramente il suo romanzo più ambizioso, ironico, cattivo, avventuroso, polemico, <strong>De Carlo</strong> mette a disposizione tutta la sua esperienza e la sua maturità artistica per descrivere una fetta di mondo con le sue virtù e i suoi difetti peggiori, i suoi vizi, le sue paure, le sue insostenibili contraddizioni, un&#8217;attenta panoramica della società, una riflessione sui valori attuali.</p>
<p>Certo, raccontare il mondo non è mai facile, ma questo non sembra essere un grosso problema per lo scrittore milanese che è sempre pronto a nuove sfide. Profondamente attuale, reale e diretto non si può fare a meno di considerarlo già come l&#8217; ennesimo colpo di genio di una penna che dal suo esordio, avvenuto nel 1981 con il noto <strong><em>“Treno di panna”</em></strong>, regala sempre intense storie di destini pronti a incrociarsi.</p>
<p><em><strong> Villa Metaphora</strong></em><br />
di <strong>Andrea De Carlo</strong><br />
Bompiani &#8211; pp.&nbsp;921</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <em><strong>Simona Di Via</strong></em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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