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	<title>reggia &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Mostra dalle uova d&#039;oro, le creazioni di Peter Carl Fabergé</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 20:41:04 +0000</pubDate>
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Esposte troviamo le <strong><em>Uova Fabergé</em></strong>, creazioni risalenti al 1884 per mano dell’orafo degli zar di Russia<strong>, Peter Carl Fabergé</strong>. Il gioiello a forma di uovo fu creato per rispondere all’esigenza di <strong>Alessandro III</strong> di rispettare la tradizione ortodossa, che nel giorno di Pasqua vuole che lo Zar regali un Uovo alla Zarina e all’Imperatrice madre.<br />
Tredici esemplari unici, mai esposti prima, occupano elegantemente le<strong> 10 Sale delle Arti</strong>. Tra queste, si trovano ben <strong>nove uova-gioiello imperiali</strong>, realizzate in oro, pietre preziose e materiali pregiati, e <strong>cinque </strong>volute<strong> da committenti privati</strong>, quali la <strong><em>duchessa di Marlborought, </em></strong><em>l’americana</em><strong><em> Consuelo Vanderbilt </em></strong><em>e la famiglia di industriali russi</em><strong><em> Kelch</em></strong>.<br />
Si aggiunge <strong>la sorpresa di un Uovo imperiale,&nbsp;</strong>oggi disperso: uno splendido cuore rosso smaltato e ornato di diamanti, al cui interno si cela un trifoglio verde con le miniature imperiali. Sono esposti, inoltre, il primo Uovo imperiale, già menzionato, <strong>l’<em>Uovo con Gallina </em>del 1885</strong>, ma anche il penultimo, <strong>l’<em>Uovo con la Croce di San Giorgio </em>del 1916</strong>. Quelle del 1917, invece, non giunsero mai a corte per le note tragiche vicende storiche e lo sterminio dell’intera famiglia imperiale.<br />
Infine, tra gli altri, il prezioso <strong><em>primo Uovo donato alla nuova Zarina Alexandra, il Bocciolo di rosa del 1895, e poi quelli del 1911, il romantico Uovo con l’Albero di lauro</em></strong> che racchiude un usignolo, <strong><em>e il celebrativo dei 15 anni del regno dello Zar</em></strong>, dove sono riprodotti i ritratti della famiglia imperiale e i principali episodi della loro vita. Chiude la <strong><em>curiosa storia delle 54 Uova imperiali</em></strong>: dalla Rivoluzione del 1917 alla musealizzazione di alcune di esse, a Mosca, fino al collezionismo mondiale di oggi e al loro mito nel cinema e nella letteratura.<br />
<strong><em><br />
</em></strong>Fu così che ebbe inizio, nella notte dei tempi, la tradizione annuale delle uova pasquali, veri e propri capolavori leggendari, ornati da pietre preziose e platino. La realizzazione di ciascun pezzo era un segreto gelosamente custodito, e sempre con una sorpresa all&#8217;interno, lussuosa, simbolica e celebrativa di avvenimenti storici e familiari particolari. La lavorazione durava tutto l’anno e il <strong>primo esemplare fu l’Uovo con gallina, regalato appunto all’Imperatrice Maria Feodorovna, nel 1885</strong>.<br />
L’usanza venne portata avanti da <strong>Nicola II</strong> (1894-1917). <strong><em>L’Uovo più spettacolare venne realizzato nel 1896</em></strong>, nell’anno della solenne incoronazione di Nicola II a “<em>Zar di tutte le Russie</em>”<strong><em>.</em></strong> Per l’occasione la sorpresa dell’Uovo, realizzato in smalto giallo e decorato con aquile bicefale, fu la carrozza (<em>ndr. </em>in scala) dei sovrani in oro, platino, smalto rosso, diamanti, rubini e cristallo di rocca, sovrastata dalla corona imperiale. Durante i fasti ricchissimi per celebrare l’evento (che fu anche l’ultima esibizione pubblica dell’antico sfarzo della famiglia Romanov), partecipò, tra i re e i principi europei, anche il <strong>giovane Vittorio Emanuele III di Savoia</strong>, all’epoca principe ereditario di casa Savoia, che ci lasciò una testimonianza scritta e documentata:<br />
“<em>Tutte le feste erano immense, grandiose ogni oltre dire. La cosa più interessante per me è stato il banchetto solenne dopo l’Incoronazione, al quale gli Imperatori sedevano sui troni e tenevano la corona in testa; le vivande giungevano scortate da Ufficiali colle spade sguainate ed i Sovrani erano serviti dai Grandi dell’Impero: ogni volta che lo Zar beveva gli araldi alzavano le mazze e le trombe suonavano dei mezzi squilli, mentre le artiglierie tuonavano a spessissimi colpi; insomma un vero regno delle fate”.</em><br />
Troverete anche <strong>350 preziosissimi capolavori prodotti dalla fabbrica orafa di San Pietroburgo</strong>, oggi appartenenti alla collezione della <em>Link of Times Foundation </em>di <strong>Mosca</strong>. Le opere svelano con la loro bellezza i segreti dei maestri orafi della <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Maison Fabergé</span></em></strong> nella lavorazione dei metalli e pietre preziose, oro, argento, cristallo di rocca, diamanti e perle, e soprattutto degli smalti trattati con procedimenti particolari tali da conferire sfumature di colori meravigliosi e cangianti. Aperta nel 1842 a San Pietroburgo, l’azienda si ingrandì fino a contare quattro sedi in Russia e una a Londra con oltre 500 dipendenti per rispondere alle raffinate e altolocate committenze di tutta Europa. Con la Rivoluzione d’Ottobre, la famiglia Fabergé lasciò la Russia e Carl, ultimo dirigente della fabbrica di famiglia, morì a Losanna nel 1920. Oggi l’originaria <strong><em><span style="text-decoration: underline;">Maison Fabergé </span></em></strong>di San Pietroburgo, dopo alterne vicende e passaggi di proprietà, ha ripreso la produzione delle Uova sui disegni originali trovati negli archivi di Stato. Questa mostra fa una summa del repertorio di oggetti decorativi e accessori di rappresentanza: dalle cornici per le sacre icone agli orologi, dai set da scrivania alle scatole da sigarette, alle fibbie, borsette e gioielli per signora.<br />
L’evento espositivo della Venaria è anche l’occasione per <strong><em>rievocare i rapporti tra la corte dei Romanov e la corte dei Savoia, dalla visita del figlio e della nuora di Caterina la Grande, i cosiddetti “Conti del Nord” che nell’aprile del 1782 frequentarono proprio la Reggia di Venaria durante il loro famoso Gran Tour, fino al soggiorno dell’ultimo zar, Nicola II, in Piemonte, nell’aprile del 1910, quando venne ricevuto al Castello di Racconigi</em></strong> dalla corte e dai rappresentanti del governo italiano. Sono presentati, attraverso immagini fotografiche e apparati scenografici, i protagonisti del tempo e l’immenso territorio della grande madre Russia.<br />
Non vi sembra già di vivere le sensazioni e gli umori di quei tempi, luoghi e personaggi? Se andrete alla <strong>Reggia di Venaria (entro il 9 novembre)</strong> sarete ancora più ammaliati dal sentimento sfarzoso a cavallo fra l’Otto e il Novecento.<br />
&nbsp;<br />
<span style="text-decoration: underline;">Mostra<strong><em> Fabergé alla Venaria. Il gioielliere degli ultimi Zar</em></strong></span><br />
Visita alla mostra e alla reggia tutti i giorni dalle 9 alle 17.<br />
Mercoledì, sabato e domenica fino alle 20 (il mercoledì sera solo su prenotazione, allo 011 4992333<br />
Lunedì, a eccezioni di festivi che seguiranno l&#8217;orario domenicale, sempre chiusa.<br />
Ingresso per la mostra e i giardini della reggia:<br />
10 euro intero<br />
8 euro ridotto per gruppi min. 12 persone, over 65 anni e convenzionati<br />
4 euro per ragazzi 8-18 anni<br />
Se invece vuoi visitare anche la Reggia e l&#8217;altra mostra &#8220;I quadri del Re&#8221;, i prezzi per ogni categoria, di cui sopra, raggiungono i 20, 15 e 8 euro, rispettivamente.<br />
(di <strong><em>Azzurra Zaglio</em></strong>)</p>
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		<title>Italia &#8211; Cina alla Reggia di Monza</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 20:29:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1biennale-italia-cina-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1biennale-italia-cina-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1biennale-italia-cina-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1biennale-italia-cina-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1biennale-italia-cina.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Alla Biennale d'Arte Contemporanea due antiche tradizioni a confronto.</p>
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<p>L’obiettivo degli organizzatori &#8211; il presidente <strong>Paolo Mozzo</strong>, il direttore artistico <strong>Sandro Orlandi</strong>, i curatori <strong>Ivan Quaroni, Wang Chunchen e Mian Bu</strong> &#8211; è un&nbsp;<strong>confronto fertile</strong>&nbsp;tra le&nbsp;<strong>avanguardie artistiche</strong>&nbsp;di queste due antiche culture tanto diverse quanto simili, a tal punto che spesso risulta difficile distinguere la provenienza di un opera.</p>
<p>Il tema è&nbsp;“<strong><em>Naturalmente</em></strong>”: la scelta di questa dicotomia,&nbsp;<strong>natura &#8211; mente</strong>, per generare una serie di riflessioni sul&nbsp;<strong>rapporto tra arte contemporanea</strong>&nbsp;(come espressione di ciò che l’uomo pensa, attraverso la cultura) e&nbsp;<strong>natura</strong>&nbsp;(da sempre coinvolta nell’arte, basti pensare alle incisioni rupestri) in una società in perenne emergenza ecologica.<br />
Il programma comprenderà anche una serie di eventi trasversali,&nbsp;“<strong><em>I Collaterali</em></strong>&nbsp;”, che riguarderanno la&nbsp;<strong>letteratura</strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>gastronomia</strong>.</p>
<p>Il primo grande evento interattivo si terrà&nbsp;<strong>domenica 21 ottobre</strong>&nbsp;alle 12.00, e vedrà l’artista&nbsp;<strong>Lin Jingjing</strong>&nbsp;impegnata in una&nbsp;<strong>performance artistica live</strong>. Con l’aiuto di un centinaio di volontari vestiti di bianco,&nbsp;<strong>cucirà con un filo rosso circa duemila rose</strong>&nbsp;sul tappeto verde all’esterno dell’area espositiva. La performance, che si concluderà con una camminata dell’artista dall’esterno verso lo spazio espositivo principale, sarà filmata e registrata; il video sarà poi proiettato durante tutta la Mostra.<br />
“<em>La rosa è la nostra vita”, afferma&nbsp;</em>Lin Jingjing, spiegando cosa ci sia alla base della sua esibizione, “<em>subisce lo splendore del costante intreccio della brutalità della vita. Attraverso la performance si cerca la comunanza tra di noi, riconosciamo le nostre paure, i desideri comuni, la serietà, il controllo e l’equilibrio</em>&nbsp;”.&nbsp;Il&nbsp;<strong>bocciolo</strong>&nbsp;di tutte le rose diventerà poi una&nbsp;<strong>seconda opera d’arte</strong>: verrà recuperato e inserito in lattine di metallo chiuse ermeticamente che, numerate e dotate di certificato di autenticità, potranno essere acquistate come ricordo indelebile di questa prima edizione della Biennale, che l’anno prossimo sarà allestita in Cina, alternandosi così di anno in anno nei due Paesi.</p>
<p><strong>Dal 20 ottobre al 16 dicembre</strong>&nbsp;una serie di progetti collaterali coinvolgerà l’intera città di Milano con una straordinaria rete di opere d’arte.<br />
<strong>A Palazzo Lombardia</strong>&nbsp;lo&nbsp;<strong>spettatore</strong>&nbsp;sarà il&nbsp;<strong>protagonista</strong>&nbsp;dell’esposizione: per accedere all’ingresso dovrà passare attraverso due sagome umane, una maschile e una femminile, per “spogliarsi” di sé ed entrare senza pregiudizi nel mondo Zen.&nbsp;Otto gli artisti cinesi che esporranno le loro opere nella nuova sede della Regione: per iniziare&nbsp;<strong>Zhang Zhaohui</strong>, il cui&nbsp;“<strong><em>Mito di Narcisio”</em></strong>&nbsp;prevede una vasca piena d’acqua al centro della stanza, nella quale lo spettatore potrà gettare le pietre poste sul bordo creando magici giochi di luce e diventando lui stesso artista.&nbsp;Si passa poi alla grande installazione (occupa 50 mq) di&nbsp;<strong>Feng Zhengjie</strong>, che su un tappeto verde applica&nbsp;<strong><em>50 rose di ceramica</em></strong>, e a&nbsp;<strong>Shao Yi Nong</strong>, unica artista donna della mostra, che conquista il pubblico con le originali ragnatele di seta&nbsp;“<strong><em>Heaven and Earth &#8211; Silk”</em></strong>&nbsp;e ancora installazioni, fotografie e bassorilievi.</p>
<p><strong>A Palazzo Isimbardi</strong>&nbsp;sarà presentata in anteprima mondiale l’opera di&nbsp;<strong>Chen Wenling</strong>, la scultura più grande mai realizzata al mondo: il modello in acciaio in scala ridotta del ponte che la città di Pechino ha acquistato per collegare due parchi.</p>
<p><strong>A Lissone</strong>, presso il Museo d’Arte Contemporanea, si potrà assistere al confronto tra i fotografi&nbsp;<strong>Marco Bertin</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Li Wei</strong>, esponenti di una nuova generazione di intellettuali che attraverso le loro opere veicolano il proprio pensiero e la propria filosofia. Marco Bertin conduce da anni una ricerca sulla produzione commerciale della Cina.&nbsp;“<strong><em>Made in China”</em></strong>&nbsp;è appunto il titolo della sua installazione, una raccolta di oggetti simbolo della tradizione occidentale tutti rigorosamente prodotti in Cina: tra gli altri, una gondola veneziana, il Cristo sulla croce, il calendario ebraico, la Tour Eiffel e la Statua della libertà. Bertin rappresenta questi oggetti sullo sfondo del rosso cinese con l’ideogramma della scritta ormai nota a tutti “Made in China”.&nbsp;Li Wei è uno dei più famosi fotografi cinesi le cui performance sono straordinarie sfide di equilibrio, la cui stessa Cina è alla ricerca, per conciliare l’enorme spinta interna verso una maggiore libertà e democrazia e uno sviluppo economico che le sta conferendo lo status di superpotenza mondiale.</p>
<p>La Biennale d’Arte Contemporanea Italia &#8211; Cina sarà aperta al pubblico&nbsp;<strong>dal 20 ottobre al 16 dicembre</strong>;&nbsp;sarà questa un’occasione di rinascita per la splendida&nbsp;<strong>Villa Reale di Monza</strong>&nbsp;la quale, con i suoi tremila mq di area espositiva, si candida come uno dei principali poli d’attrazione in previsione della Expo 2015.</p>
<p>Informazioni:<br />
<a href="http://www.reggiadimonza.it/" target="_blank" rel="noopener">www.reggiadimonza.it<br />
</a><a href="http://www.biennaleitaliacina.com/" target="_blank" rel="noopener">www.biennaleitaliacina.com</a><br />
<em><strong><br />
</strong></em>(di <em><strong>Marta Lualdi</strong></em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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