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	<title>Prada SS21 &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Prada multiple views SS21: The show that never happened</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2020 09:54:37 +0000</pubDate>
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<p>Cinque image maker e artisti propongono la loro <b>visione unica</b> attraverso cinque differenti capitoli che raccontano la <b>storia</b> di una collezione coerente ma singolarmente delineata. <b>Prada SS21</b> rappresenta una vera propria <b>conversazione</b> che propone una miriade di interpretazioni dell’uomo e della donna Prada.</p>
<h3>La quintessenza Prada: come indossare gli abiti, dove e perché</h3>
<p>La tradizionale sfilata di moda dove ogni osservatore ha il proprio punto di vista e le proprie opinioni viene riproposta in modo intrinseco. La <b>versione digital</b> di quest’anno rappresenta non solo una necessità ma anche un’evoluzione: modernità e tradizione si abbracciano dando vita ad una <b>comunità virtuale</b> che riflette la realtà di questa presentazione digitale. Una realtà apparentemente divergente ma vista da molti, questa volta nel proprio ambiente, nel proprio tempo, nel proprio mondo.</p>
<p>I <b>cinque film</b> presentati dagli artisti prendono forma uno dopo l’altro nella presentazione della nuova collezione, richiamando l’attenzione sugli indumenti, interpretando alla perfezione la <b>quintessenza di Prada:</b> <b>come indossare gli abiti, dove e perché</b>. Quando i tempi diventano più complessi, l’abito diventa semplice, non ostentato: “<b>macchina</b>” per vivere la nostra quotidianità, compiere azioni e attività.</p>
<h3>I capitoli</h3>
<p>Lo show si apre con il primo capitolo firmato <b>Willy Vanderperre</b>, regista e fotografo belga classe 1971, che rappresenta uno <b>sguardo al passato rivolto al futuro</b>. “Ci è sembrata anche introspettiva e leggermente schizofrenica” commenta l’artista, aggiungendo “Spero che il pubblico percepisca il film come una presentazione pura e onesta della collezione”.</p>
<p>Il secondo capitolo è invece presentato da <b>Juergen Teller</b> – fotografo tedesco con una lunga carriera alle spalle – che interpreta l’ultima collezione di Miuccia donandole una <b>prospettiva onesta e diretta</b>.</p>
<p>Prosegue lo show il terzo capitolo la fotografa polacca <b>Joanna Piotrowska</b>, con un cortometraggio dove lo <b>“schiocco” di dita</b> rappresenta l’elemento centrale, segnando i movimenti e riorientando lo spettatore su ogni nuovo look.</p>
<p>Il quarto capitolo richiama invece <b>gli anni ’60</b> con diversi riferimenti alla <b>cultura cinematografica e alla sorveglianza/subveglianza</b> da quel periodo fino ad oggi. L’artista <b>Martine Syms</b> si è infatti ispirata al ruolo che gli schermi hanno nel fare e disfare l’essere umano e a cosa significhi vivere, respirare, muovere persone in carne ed ossa in un mondo che ne è pieno.</p>
<p>Il quinto e ultimo capitolo è invece presentato da <b>Terence Nance</b>, artista poliedrico classe 1982 che vanta numerose ed importanti collaborazioni nel mondo della moda, cinema, televisione e musica. Il film nasce <b>velocemente e per gioco</b>: “Non ci sono parole per decodificarne il significato presente, passato e futuro, ma forse è solo <b>questione di </b>“<b>tempo</b>” e di trattenere i propri organi in quel contenitore che chiamiamo corpo mentre si contorce per amare ogni secondo che passa e non torna più”, afferma Nance.</p>
<h3>La collezione</h3>
<p>La <b>silhouette</b> per l’uomo è definita e stretta con <b>manifatture tecnologicamente innovative in nylon</b> Prada e <b>materiali elasticizzati</b> giustapposti al tradizionale abito. Per la donna invece i tessuti assumono <b>volumi e trattamenti couture</b>. Gli indumenti <b>industrial</b> vengono, al contrario, lavorati con <b>manifatture classiche</b>: pellami, cotoni, taffettà e influenze vere e proprie <b>dell’abbigliamento</b> <b>sportivo</b>, tecnicamente innovativo, tratto da <b>Linea Rossa</b> dove la funzione detta la forma.</p>
<p>I capi, che sono collocati in mondi diversi, debuttano quindi non solo rappresentati dall’occhio di Prada, ma da una <b>panoplia di creativi</b>. Secondo questa logica, anche la <b>lingerie</b> viene semplificata e snellita all’essenziale in un contesto di <b>vulnerabilità, fragilità e umanità</b>. Morbida maglia, tessuti leggeri e colori fragili sono indossati come indumenti di tutti i giorni, <b>semplici e puri</b>, come un cappotto che viene stretto sulla pelle nuda.</p>
<p>Si celebra la contraddizione, il <b>radicalismo che emerge dalla purezza</b>, una semplicità complessa che rappresenta un antidoto all’inutile complicazione: attraverso la gioia rigorosa è possibile trovare forza nell’apparente fragilità. <b>Emozioni e fisicità</b> si uniscono con il dinamismo dell’abbigliamento sportivo, che si traduce attraverso una sensazione di piacere, energia, divertimento. I molteplici punti di vista raccontano la storia di uno <b>“show mai successo”</b>, lasciando però la sua impronta ben definita in un periodo che rimarrà negli annali della storia della moda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Cristina Camporese</i></b></p>
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