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	<title>Placido Domingo &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Prima della Scala: su Rai Cultura l’inaugurazione di stagione</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2020 10:40:10 +0000</pubDate>
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<h3>Uno spettacolo “mai visto prima”</h3>
<p>La decisione di far coincidere l’inaugurazione della stagione artistica e il giorno di Sant’Ambrogio risale al 1951. Quel primo 7 dicembre Victor de Sabata diresse per esprimere il legame tra la città e il suo teatro, ricostruito dopo i bombardamenti del ‘43. Il significato dell’appuntamento operistico non è cambiato da allora. Anche nel 2020, in una Milano colpita ma decisa a non fermarsi, il Piermarini celebrerà il suo Santo Patrono con una serata straordinaria. Per merito della direzione di <b>Riccardo Chailly</b> e la regia di <b>Davide Livermore</b>, assisteremo a un <b>qualcosa di “mai visto prima”</b>. Dopotutto, in tempi eccezionali, nulla può essere normale, neppure la Prima delle Prime. “Sognavamo di fare il 7 dicembre ma il nostro sogno quest’anno non può diventare realtà. Quindi facciamo di necessità virtù e offriamo qualcosa di mai fatto. Vogliamo mandare un messaggio di speranza”, spiega il sovrintendente del teatro <b>Dominique Meyer</b>.</p>
<h3>A riveder le stelle: la musica d’opera raccontata in tv</h3>
<p>Quest’anno la Scala e la Rai porteranno in tutte le case il <b>valore dell’arte</b>, ribandendo la sua centralità nella vita culturale e civile italiana. Questa sarà la serata dei cantanti, del corpo di ballo, dell’orchestra e del coro. Ma anche di tutti quei lavoratori che, di fronte alla seconda ondata di Coronavirus, hanno dovuto sospendere le loro attività. Sarà una <b>serata di speranza e determinazione</b> in cui, per la prima volta, ad andare in scena non sarà un’opera, bensì un progetto speciale. Non un concerto, ma un <b>cammino tematico</b> che abbraccerà <b>un secolo di musica</b>, partendo dal <i>Guglielmo Tell</i> di Rossini e arrivando alla <i>Turandot</i> di Puccini. Le arie e i balletti saranno collegati e contestualizzati da <b>testi recitati da attori </b>di prosa. Parole originali o conosciute, a significare quella <b>continuità tra le arti</b> indicata dal titolo che riprende il dantesco “e quindi uscimmo a riveder le stelle”.</p>
<h3>Una lista di 24 cantanti e 16 titoli</h3>
<p>Il viaggio narrativo, lungo <b>16 titoli</b>, si concentra sul <b>repertorio operistico italiano</b>, ma include anche pagine di <b>grandi compositori europei</b>. Passando da estratti di opere di Verdi, Rossini, Giordano, Puccini e Donizetti, si arriverà a toccare brani di Wagner, Bizet e Massenet. In programma anche la <b>musica leggera</b>. Emblematica, in questo senso, la scelta di “Fragile” di Sting. Si alterneranno sul palco 24 tra le più grandi voci liriche del nostro tempo, a cominciare da <b>Lisette Oropesa</b> e <b>Juan Diego Flórez</b>. I due avrebbero dovuto essere i protagonisti della <i>Lucia di Lammermoor</i>, il capolavoro donizettiano che era stato inizialmente selezionato per la Prima della Scala 2020. A seguire <b>Placido Domingo</b>, che nel 2019 ha festeggiato il 50° del suo debutto al Piermarini. Tra gli altri anche <b>Francesco Meli</b>, il Cavaradossi della <i>Tosca</i> di Livermore, e <b>Vittorio Grigolo</b>, il tenore applaudito lo scorso gennaio con <i>Romeo et Juliet</i>.</p>
<h3>La danza: Roberto Bolle e i ballerini scaligeri</h3>
<p>La parte dedicata alla danza sarà diretta dal maestro <b>Michele Gamba</b>, con le coreografie di <b>Manuel Legris</b>, <b>Rudolf Nureyev</b> e <b>Massimiliano Volpini</b>. Ci saranno <b>tre intermezzi di balletto</b>, ispirati alle partiture di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Davide Dileo, Erik Satie e Giuseppe Verdi. Immancabile l’étoile <b>Roberto Bolle</b>, che porterà a teatro un pezzo contemporaneo. Sul palco anche i primi ballerini <b>Timofej Andrijashenko</b>, <b>Martina Arduino</b>, <b>Claudio Coviello</b>, <b>Nicoletta Manni</b>, <b>Virna Toppi</b>, oltre ai solisti <b>Marco Agostino</b> e <b>Nicola Del Freo</b>.</p>
<h3>La scenografia e i costumi</h3>
<p>La scena curata dal regista insieme a <b>Giò Forma</b>, con le scenografie digitali di <b>D-Wok</b>, vedrà protagonista il teatro con l’orchestra al centro della platea. Gli artisti non saranno collocati solo in palcoscenico, ma collegati dai palchi e in diversi spazi dell’edificio. L’impianto scenico così creato verrà inserito all’interno di un ambiente in 3d, con elementi rilevabili unicamente dalla ripresa televisiva. Grazie a un accordo con la <b>Camera Nazionale Moda Italiana</b>, i costumi porteranno la firma di alcuni dei più prestigiosi stilisti italiani. La vestizione avverrà comunque con il coordinamento del costumista <b>Gianluca Falaschi</b>.</p>
<p>Questo <b>7 dicembre</b> il Teatro alla Scala non resta in silenzio. La grande musica deve andare avanti. Ed è grazie alla collaborazione con Rai Cultura che “quest’anno saremo tutti in prima fila”. L’appuntamento con “A riveder le stelle” è fissato per le <b>ore 17</b>, quando l’evento sarà trasmesso su <b>Rai 1</b>, <b>Radio 3</b> e <b>Rai Play</b>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Asya Manzoni</i></b></p>
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		<title>La Traviata di Verdi in scena alla Scala di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2019 22:31:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/01/La-Traviata-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="La Traviata" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/01/La-Traviata-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/01/La-Traviata-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/01/La-Traviata-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/01/La-Traviata-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La Traviata di Verdi andrà in scena dall’11 Gennaio al 17 Marzo al Teatro alla Scala di Milano sotto la direzione dI Myung-Whun Chung e Marco Armiliato</p>
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<p>Era il 1853 quando al Teatro La Fenice venne proposta l’opera <b>La Traviata di Giuseppe Verdi</b>, anche se probabilmente a causa della scarsa bravura degli interpreti fu tutt’altro che un successo.  Oggi è possibile godere del fascino di quest’opera dall’11 Gennaio al 17 Marzo 2019 al Teatro alla Scala di Milano, tempio della lirica, sotto la direzione del magnifico <b>Myung-Whun Chung</b> nelle nove rappresentazioni tra gennaio e febbraio, mentre nelle altre tre di marzo assisteremo al debutto di <b>Marco Armiliato</b>.</p>
<p>Il <b>cast </b>dei principali interpreti e personaggi prevede nei mesi di gennaio e febbraio <b>Marina Rebeka</b>, nel complesso ruolo di Violetta Valéry, i tenori <b>Francesco Meli</b> e <b>Benjamin Bernheim</b> ad alternarsi come Alfredo Germont, e il baritono noto alla Scala, <b>Leo Nucci</b>, interpreterà Giorgio Germont; nelle date di marzo vedremo, invece, <b>Sonya Yoncheva</b> (Violetta), Francesco Meli (Alfredo), <b>Placido Domingo</b> (Giorgio Germont).</p>
<h3>Myung-Whun Chung e Marco Armiliato, i verdiani del Ventunesimo Secolo</h3>
<p>Il noto direttore d’orchestra e pianista sudcoreano <b>Myung-Whun Chung</b> non è la prima volta che porta la sua maestria alla Scala, anche se con non pochi cambi di rotta. Stando a quanto riportato da magazine musicali, aveva annunciato il suo addio al medesimo Teatro in quanto non ancora ricevuto chances per la direzione musicale, il cui posto era ancora vacante dopo le dimissioni di Riccardo Muti.</p>
<p>Non da meno <b>Marco Armiliato</b>, classe 1967, è tutt’ora uno dei principali direttori d’orchestra italiani apprezzati in tutto il mondo. Entrambi si portano dietro un bagaglio di esperienza di noto rilievo, e con l’opulenta regia di Liliana Cavani e le scene di Dante Ferretti riusciranno senza dubbio a portare sul palcoscenico uno spettacolo dal fascino inqualificabile.</p>
<p>Tra le numerose opere di Giuseppe Verdi, La Traviata (appartenente all’eminente Trilogia Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata) è quella che creò più scalpore, rappresentando un’<b>emancipazione della donna</b> e della società che la circondava. Quando compose quest’opera, Verdi prese ispirazione da <b>La Dame aux camélias</b> di Alexandre Dumas figlio, della quale fu rimasto folgorato. Lo colpì soprattutto la storia d’amore di questa bella cortigiana parigina e l’aitante Armando Duval. Verdi fu talmente entusiasta che impiegò pochi giorni a comporla, ma tanti che furono sufficienti a renderla unica.</p>
<h3>La Traviata (Libretto di Francesco Maria Piave; Regia di Liliana Cavani)</h3>
<p>La Traviata, <b>melodramma</b> composto in tre atti, ci mostra l’<b>evoluzione interiore</b> della protagonista Violetta Valéry, interpretata da Marina Rebeka (nelle rappresentazioni dirette da Myung-Whun Chung) e da Sonya Yoncheva (in quelle di Armiliato), due delle più conosciute in questo ruolo. La cosa ardua è la scelta dell’interprete di questo personaggio, in quanto deve far emergere le due anime di Violetta, la frivolezza e la profondità interiore.</p>
<p>Questa donna era una prostituta <b>abituata a vivere nel lusso</b>. Quando però si scoprì affetta da una grave malattia, per cercare di dimenticare, invita degli amici a cena, ed è proprio il famoso brindisi “Libiam né i Lieti Calici” che le consente di iniziare una nuova vita con Alfredo Germont. I due amanti decidono di trasferirsi al di fuori dello sfarzo e dei lussi, <b>rifugiandosi in campagna</b> nella casa di Violetta, dove quest’ultima si trova costretta a vendere i suoi beni per mantenere lei e Alfredo.</p>
<p>All’inizio tutto sembrava comunque florido, sino a quando il padre del ragazzo, Giorgio Germont, certo che lei si stesse approfittando dei soldi della loro famiglia, <b>costringe la giovane a lasciarlo</b> (pur avendo compreso i sentimenti reciproci dei due e l’innocenza di Violetta) mettendole in testa che tra loro non avrebbe mai funzionato a causa delle differenze sociali, e perché il suo passato era talmente scandaloso da mettere in crisi la celebrazione del matrimonio della sorella di Alfredo.</p>
<p>La protagonista non può fare altro che autoconvincersi di tali parole e, con una semplice lettera ed un invito ad un ricevimento a Parigi, per Alfredo torna alla sua vecchia vita. Dal momento in cui il giovane avrebbe fatto qualunque cosa pur di riaverla, decide di recarsi all’evento e, vedendola con colui che era il suo protettore, arriva anche a compiere il gesto inconsulto di gettarle addosso delle banconote, esclamando a tutti che fosse stata pagata per essere lì.</p>
<p>Questa mossa, non approvata nemmeno da suo padre, causa uno svenimento dell’amata. In seguito a quest’ultimo accadimento, Violetta si rende conto che la sua fine sta arrivando, ma per fortuna crollerà nel profondo solo dopo aver ascoltato, ed accettato, il perdono e la <b>dichiarazione di amore eterno</b> da Alfredo.</p>
<h3>Amore e Morte: i due cardini de La Traviata</h3>
<p>È sulla base di due cardini fondamentali, <b>amore e morte</b> per la vita di ciascun individuo, che Verdi costruisce una storia tanto nuova quanto legata al passato. Nella prima fase di Violetta troviamo l’esempio di <b>donna eroica</b>; dai lussi di una prostituta non esita a cambiare vita, inizialmente preservando l’amore che prova verso l’altro con tutta se stessa, sino poi a rinunciarvi per non creare scompigli in famiglia e ulteriori sofferenze.</p>
<p>In un crescendo di turbinii di emozioni si arriva alla fase conclusiva dell’evoluzione: il <b>diventare un angelo</b>. Tutte le fasi, grazie soprattutto alla lodevole interpretazione di Marina Rebeka e Sonya Yoncheva, lasciano spazio all’alternarsi di<b> tre voci diverse</b>: nel I atto agile e dotata di virtuosismo belcantistico, nel II intensa e drammatica, nel III sofferente.</p>
<p>L’opera trasporta lo spettatore in un universo parallelo dove si può commuovere, riflettere e sospirare, con la consapevolezza che è stata comunque una storia d’amore degna di nome. Per informazioni su date, orari e ticket, è possibile consultare il Link: <a href="http://www.teatroallascala.org">www.teatroallascala.org</a> o contattare il numero: 02 72003744</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/la-traviata-verdi-scena-alla-scala-milano/">La Traviata di Verdi in scena alla Scala di Milano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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