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	<title>Niccolò Ammaniti &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>Niccolò Ammaniti &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>ANNA: la nuova serie scritta e diretta da Niccolò Ammaniti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2021 11:12:10 +0000</pubDate>
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<p><strong>Semplicemente ANNA</strong></p>



<p>Il titolo della <strong>nuova serie di scritta e diretta da Niccolò Ammaniti</strong> è semplicemente <strong>ANNA</strong>: tutto maiuscolo, palindromo, speciale e deciso, che rispecchia perfettamente la protagonista che lo porta, speciale anch’essa, determinata, coraggiosa.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-1.jpg" alt="" class="wp-image-76579" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Dei bambini che non vogliono, ma devono crescere</strong></p>



<p>Anna (interpretata da <strong>Giulia Dragotto</strong> alla sua prima e molto convincente prova attoriale) è una ragazzina di 13 anni che vive ai tempi della Rossa e si prende cura del fratello minore Astor (il giovanissimo Alessandro Pecorella). La Rossa è una malattia virale respiratoria altamente contagiosa e letale che si è diffusa in tutto il mondo e colpisce solo gli adulti: la cosa più assurda di tutto ciò è che <strong>le riprese della serie sono iniziate 6 mesi prima dell’odierna pandemia</strong>.</p>



<p>Quando la Rossa è iniziata, la madre di Anna, interpretata da <strong>Giulia Lietti </strong>(che abbiamo già visto nella precedente fatica televisiva di Ammaniti, <em>Il miracolo</em>, 2018) si è trasferita con i suoi due figli in una casa di campagna vicino a Palermo per scampare al virus e ha iniziato a scrivere un “<strong>manuale di sopravvivenza</strong>”, un libro di consigli sulla vita dopo la sua morte, il cui capitolo più importante porta il titolo “<strong><em>Cose da fare quando la mamma muore</em></strong>”.&nbsp;</p>



<p>Anna e Astor da 4 anni conducono così una vita relativamente tranquilla nella loro piccola oasi di pace circondata da un bosco e da una recinzione: Anna esce solo per prendere il cibo, mentre Astor la aspetta, poiché non ha il permesso di uscire dal cancello, perché fuori, gliel’ha detto Anna, ci sono i mostri e si muore. Un giorno Anna torna a casa ma Astor non c’è, è stato rapito dai Blu, bambini allo stato selvaggio capitanati dalla spietata Angelica (la bravissima <strong>Clara Tramontano</strong>), che è in possesso (sì, è il caso di parlare di possesso) di una persona immune al virus, la <strong>Picciridduna</strong>, un ermafrodita le cui ceneri, se mangiate, dovrebbero guarire dalla Rossa.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-3.jpg" alt="" class="wp-image-76581" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Anna intanto ha incontrato Pietro (Giovanni Mavilla), un ragazzo che aveva baciato una volta, che la indirizza verso l’accampamento dei Blu, dove trova il fratello ma viene accidentalmente morsa da una vipera e Angelica, per salvarla (ma forse non ce n’era bisogno), le amputa un braccio. Dopo essere guarita, Anna e la Picciridduna si coalizzano contro Angelica e la uccidono, ponendo così fine al suo impero del male. Nel frattempo Astor è fuggito e Anna, mentre lo sta cercando, incontra Pietro che ha preso la Rossa e sta per morire: il suo ultimo desiderio è andare sull’Etna, dove gli hanno detto che le anime dei morti si rifugiano. Dopo la morte di Pietro e il ricongiungimento di Anna con il fratello<strong>, i due decidono di tentare la traversata dello stretto per raggiungere la terraferma</strong> dove, forse, qualcuno ha trovato una cura. Durante l’impresa i due si imbattono in una grossa nave su cui vivono dei sopravvissuti. La serie si conclude con l’incontro dei due fratelli con i 5 adulti e <strong>un neonato</strong>, simbolo potentissimo di speranza, di una rinascita possibile, di nuova vita.&nbsp;</p>



<p><strong>Naufraghi a casa propria</strong></p>



<p>Le aspettative sulla nuova serie di Ammaniti prodotto da Sky erano altissime e sono state rispettate: <strong>ANNA è una miniserie incredibile, magica, tremenda ma favolosa, agghiacciante ma anche tenera</strong>. Un racconto distopico, <strong>post-apocalittico</strong>, in cui dei bambini lasciati a loro stessi sono costretti a badare a loro stessi, e a diventare adulti fin da giovanissimi, con la certezza che un giorno, quando i primi segni della pubertà si presenteranno sui loro corpi (cioè quando paradossalmente diventeranno veramente adulti), inevitabilmente moriranno. L’ambientazione è una <strong>Sicilia meravigliosa ma deserta</strong>, anch’essa abbandonata, una specie di “<strong>isola che non c’è</strong>” dove <strong>l’unica dimensione possibile dell’esistenza è l’infanzia</strong>, non del tutto negata, in cui bambini già maturi non vorrebbero crescere mai, ma vi sono costretti perché il mondo sembra reggersi tutto sulle loro piccole spalle.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-2.jpg" alt="" class="wp-image-76580" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Niccolò-Ammaniti-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Oltre alle notevoli performance di questi giovanissimi, lo stile di regia e anche la fotografia di <strong>Gian Enrico Bianchi</strong> danno un tocco veramente personale alla serie: un esempio di questo <strong>stile onirico e surreale</strong>, forse la scena più bella dell’intera serie, è quella in cui Anna si immagina che la madre, ormai morta da giorni e in avanzato stato di decomposizione, esca con passo solenne dalla loro casa vestita da astronauta, perfettamente in salute e con il loro gatto in braccio, e si avvicini alla bambina che le stampa un tenero bacio sulla visiera del casco.&nbsp;</p>



<p><strong>Vivere 14 anni come i cani</strong></p>



<p><em>“Non importa vivere una vita breve, chissene frega di morire a 14 anni, come i cani, se si è vissuta una vita piena</em>” dice Pietro, l’amico di Anna, già moribondo. Questa è solo una delle innumerevoli riflessioni che questa “<strong>fiaba per adulti</strong>” suscita: <strong>che importa impegnarsi a vivere, se bisogna morire?</strong> A che punto può arrivare una persona per sopravvivere? Esiste la morale in una società senza leggi? Ha senso avere speranza di fronte all’ineluttabilità della morte? Ammaniti ci sbatte in faccia (o per meglio dire, sullo schermo) tutte queste suggestioni attraverso l’azione e le parole di <strong>bambini che, come i pazzi, a volte, sembrano avere la verità in tasca</strong>.<strong>&nbsp;</strong></p>



<p><strong><em>di Alessandra Baio</em></strong></p>
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		<title>Italia: terra di poeti, santi e&#8230;scrittori!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 May 2012 22:14:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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<p>Uno degli scrittori di maggior successo di vendite in Italia, ma tradotto anche all’estero, è poi <strong>Andrea Camilleri</strong>. I suoi <strong>romanzi gialli</strong>, caratterizzati da una forte teatralità ereditata dalla carriera di sceneggiatore, sono stati tradotti in ogni lingua. Debole invece lo scrittore romano<strong>&nbsp;Federico Moccia</strong>, autore del best seller <em>Tre Metri Sopra il Cielo</em>, probabilmente perché le sue storie d’amore non riescono a fare impazzire i teenager stranieri, molto meno romantici dei coetanei italiani.</p>
<p>Grazie a<em> Io Uccido</em>, invece, l&#8217;ex comico <strong>Giorgio Faletti</strong> è diventato uno degli scrittori più conosciuti all’estero. E acclamato è anche <strong>Niccolò Ammaniti</strong>, soprattutto per il suo romanzo <em>Io non ho paura</em>. Il <strong>Los Angeles Times</strong> ha definito la sua prosa forte, cangiante e incredibilmente&nbsp; cinematografica. Sono però soprattutto i classici a comparire sugli scaffali stranieri. <strong>Calvino, Collodi, Pasolini</strong> possono essere definiti <em>longseller</em> ossia quei libri a diffusione costante nel tempo. Vietato scordarsi di <strong>Umberto Eco</strong>, che con il suo romanzo enigmatico <em>Il Nome della Rosa</em> si posiziona tra i mille libri più letti al mondo. Capofila del genere più esportato è la narrativa per ragazzi. Una curiosità? Geronimo Stilton, è diventato fenomeno dell’editoria <em>made in Italy</em> e tradotto in <strong>35 lingue in 180 Paesi</strong>.</p>
<p><em><strong>Ilaria Forastieri</strong></em></p>
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		<title>Il grande ritorno di Bernardo Bertolucci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 May 2012 22:31:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/05/visore-bertolucci11-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/05/visore-bertolucci11-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/05/visore-bertolucci11-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/05/visore-bertolucci11-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/05/visore-bertolucci11-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il maestro del cinema in gara a Cannes con la storia tratta da un romanzo di Ammaniti</p>
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<p>Questa appare l’unica differenza rispetto agli anni in cui esplose la sua fama dopo aver diretto<strong> Marlon Brando e Maria Schneider</strong> in <em>‘Ultimo tango a Parigi’</em>, film-scandalo che lo rese celebre in tutto il mondo entrando nel mito con alcune scene erotiche inizialmente censurate. Ha poi diretto star come <strong>Robert De Niro</strong> e <strong>Gérard Depardieu</strong> in <em>‘Novecento’</em>, un capolavoro che racchiude più di cinquant’anni di vita italiana, consacrato genio del cinema mondiale con <em>‘L’ultimo Imperatore’</em>, film girato in Cina che vinse<strong> 9 premi Oscar</strong>, tra i quali miglior film e migliore regia. Incrementa la sua notorietà con altre pellicole come ‘<em>Io ballo da sola’</em> e ‘<em>Il piccolo Buddha’</em>, fino ad arrivare a <em>‘The Dreamers’</em> nel 2003 che sembrava aver messo fine alla sua carriera. Da allora, il suo genio sembrava essersi fermato. E per lui, solo premi&nbsp;di riconoscimento. Fino &#8211; appunto &#8211; ad oggi, con il gran ritorno a<strong> Cannes</strong>.</p>
<p><em><strong>Hilary Haaron Tiscione</strong></em></p>
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