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	<title>Messico &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Messico: 8,3 milioni di persone fuori dalla povertà grazie ai salari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2025 11:51:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo.jpg-15-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo.jpg-15-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo.jpg-15-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo.jpg-15-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/09/Progetto-senza-titolo.jpg-15.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il Messico dimostra che salari più alti e politiche sociali riducono davvero la povertà.</p>
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<p>In soli due anni, il Messico ha compiuto un passo che ha sorpreso osservatori e analisti di mezzo mondo: 8,3 milioni di cittadini sono usciti dalla condizione di povertà non grazie a miracoli economici, ma con misure concrete, mirate e strutturali. Un percorso che ha visto il triplicarsi del salario minimo, il rafforzamento dei sostegni sociali e il controllo dei prezzi dell’energia, segnando un cambio di paradigma che rimette al centro il valore del lavoro e il ruolo dello Stato nella costruzione di una società più equa.</p>



<p><strong>Il potere del salario minimo</strong></p>



<p>Secondo i dati della Banca Mondiale, è stato proprio l’aumento del salario minimo a determinare l’impatto maggiore: oltre l’80% della riduzione della povertà è direttamente legato a questa misura. Una scelta coraggiosa, spesso considerata rischiosa per il mercato del lavoro, che ha invece dimostrato come garantire redditi più dignitosi alle fasce più fragili non solo non provochi disoccupazione di massa, ma possa anche stimolare i consumi interni, rafforzando l’intero tessuto economico. Un segnale chiaro: ridurre le disuguaglianze è possibile partendo dal basso, dando più forza al lavoro quotidiano.</p>



<p><strong>Politiche sociali e controllo dei prezzi</strong></p>



<p>Accanto al salario, il governo messicano ha puntato su politiche sociali mirate, come sussidi diretti alle famiglie e programmi di sostegno per anziani e studenti. Al tempo stesso, il controllo dei prezzi dell’energia ha impedito che gli aumenti del costo della vita vanificassero i progressi ottenuti. Insieme, queste misure hanno costruito un “cuscinetto” capace di proteggere milioni di persone dal rischio di ricadere nella povertà, mostrando che l’azione pubblica può fare la differenza se guidata da una visione chiara e pragmatica.</p>



<p><strong>Un modello che fa discutere</strong></p>



<p>Il caso messicano solleva inevitabilmente un dibattito internazionale: se in Messico è stato possibile ottenere risultati così rapidi, perché non provare a immaginare politiche simili altrove? Paesi come l’Italia, con dinamiche economiche differenti, non possono replicare meccanicamente questo modello, ma possono trarne ispirazione. Alzare i salari, ridurre le disuguaglianze e sostenere i redditi più bassi non è solo una scelta sociale, ma una strategia economica di sviluppo sostenibile. L’esempio messicano dimostra che investire nella dignità del lavoro significa rafforzare l’intera comunità.</p>



<p><strong>Dare valore al lavoro</strong></p>



<p>Questa storia ci ricorda una verità semplice ma fondamentale: dare valore al lavoro è la via più solida per costruire una società giusta. Non si tratta di assistenzialismo, ma di redistribuzione intelligente e di riconoscimento del ruolo di chi ogni giorno tiene in piedi l’economia. Se il Messico ha potuto compiere in due anni una trasformazione così profonda, allora ovunque è possibile aprire un dibattito serio sulle politiche salariali. Perché il futuro si costruisce non solo con crescita e tecnologia, ma con equità e dignità.</p>
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		<title>Careyes, un paradiso nascosto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 06:34:48 +0000</pubDate>
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<p>Al largo della costa pacifica del <b>Messico</b> si nasconde un piccolo paradiso segreto: <b>costa Careyes</b>. Un luogo utopico dove il tempo si è fermato. La combinazione unica delle meraviglie naturali che circondano le tipiche casitas e l’ospitalità della sua gente fa di questo luogo la Costa Felice, o come viene comunemente chiamata “<i>Costalegre</i>”. Questo mix rende Careyes una delle destinazioni più ambite al mondo.</p>
<h3>Un sogno per gli amanti del design</h3>
<p>Nell’unico Resort presente sulla costa il <b>design </b>regna soprano. Elementi tipici del Mediterraneo si sposano perfettamente con la carica colorata e potente della tradizione Sud Americana. Come spiega il figlio del fondatore, Giorgio Brignone, “Non ci sono angoli, tutto è arrotondato, molto organico”. Tra le diverse accommodation che offre il Resort troviamo <b>Tigre del Mar</b>. È il più grande dei castelli oceanici di Costa Careyes. Una rivelazione architettonica; la proprietà offre viste panoramiche sull&#8217;oceano ed è composta da tre strutture completamente separate e ubicate nella stessa proprietà: The Tower, The Main Living &#8211; Dining Palapa e Casa del Tres Mil.</p>
<p>La struttura dispone di due piscine, di cui una pavimentata in piastrelle che assorbono il sole del giorno per illuminare con luce incandescente il buio della notte. Inoltre, la struttura vanta una <b>spiaggia privata incontaminata</b> e una <b>grotta sotterranea</b>. Ma il design non finisce qui. Essendo una vera e propria colonia di artisti, Careyes è ricca di creazioni maestose, tra queste <b>Copa del Sol</b>. Una coppa di enorme cemento appollaiata sulla scogliera, totalmente in contrasto con l’armonia della natura circostante.</p>
<h3>Cosa fare</h3>
<p>Essendo sul mare, sono diverse le attività che si possono fare in questo luogo meraviglioso. Dalle immersioni allo snorkeling, al surf al paddle boarding. Ma anche l’entroterra offre la possibilità di organizzare gite all’insegna dell’avventura, come andare in mountain bike o fare hiking lungo la costa.</p>
<p>Chi invece è amante della tranquillità si può concedere una giornata in SPA seguita da una lezione di <b>yoga</b> al tramonto. Sono inoltre presenti il campo da golf, da tennis e da polo. Una delle esperienze più consigliate rimane quella della <b>nascita delle tartarughe</b>, attività che da più di 33 anni viene rigorosamente controllata e protetta dalla specifica fondazione.</p>
<p>Non lasciatevi quindi sfuggire l’opportunità di vivere un&#8217;esperienza magica in un luogo paradisiaco, a contatto con la natura e l’amore per il design.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Rachele Conti</i></b></p>
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		<title>Cancun, un paradiso da scoprire</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jul 2019 13:43:13 +0000</pubDate>
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<p>Acque cristalline e chilometriche spiagge dorate: questa è <b>Cancun</b>. Una meta molto versatile, capace di accontentare ogni tipo di viaggiatore, dal più avventuroso a chi, invece, vuole vivere una vacanza di pieno relax e comfort.</p>
<p><b>Playa Delfines</b> è il luogo perfetto per oziare e dedicarsi alla tintarella da spiaggia. Un po’ isolata dal trambusto e dalla frenesia dei luoghi di ritrovo turistici, è ubicata alla fine della zona degli hotel, ed è apprezzata sia dai turisti che dai locali. Oltre ad essere libero dai rumori della città, questo è il luogo ideale per perdersi in un sogno ad occhi aperti.</p>
<p>Assicuratevi però di portare spuntini e pranzi; questa spiaggia non ha il guazzabuglio di ristoranti turistici e stand gastronomici, come la maggior parte degli altri posti marittimi. Moltissime sono le strutture sulla costa che offrono la possibilità di vivere un’esperienza indimenticabile, in compagnia di ospiti molto speciali: i delfini.</p>
<h3>Che l’avventura a Cancun abbia inizio</h3>
<p>L’<b>avventura</b> a Cancun è all’ordine del giorno. Si possono prendere lezioni di surf o di vela, anche se vengono molto incoraggiati lo <b>snorkeling</b> e le <b>immersioni</b> data la limpidezza delle acque caraibiche, che offrono una perfetta visibilità.</p>
<p>L’esplorazione continua alla scoperta delle <b>rovine Maya</b>. Uno dei siti più visitati in Messico è <b>Chichén Itzá,</b> costruito intorno al 440 d.C.; questa antica rovina scavata nella penisola dello Yucatan era un’antica città abitata. Comprende diverse strutture, e la più iconica è indubbiamente la Piramide a gradoni di El Castillo.</p>
<p>Il viaggio prosegue dunque verso il<strong> sito archeologico di</strong><b> Coba</b>, un altro ottimo modo per conoscere la storia dello Yucatan. Raggiungere il sito richiede una gita di una intera giornata, ma ne vale la pena. Una volta arrivati si ha l’opportunità di scalare la più alta delle rovine Maya. Altrimenti è possibile noleggiare delle biciclette per ammirare il sito nella sua interezza. Questa esperienza è un modo meraviglioso per fondere un&#8217;avventura all&#8217;aria aperta con un momento culturale.</p>
<h3>Nightlife latina</h3>
<p>Una vacanza a Cancun non sarebbe la stessa senza un assaggio della sua piccante <b>nightlife</b>. Concedetevi una passeggiata sulla <b>Avenida Kukulkan</b>, fulcro di Cancun. Una passerella dinamica e vivace nella zona degli alberghi è un ottimo hotspot per ristoranti, bar e negozi.</p>
<p>Camminando per le sue strade si possono provare diverse delizie culinarie tipiche dello <b>street food messicano</b>. Sorseggiate poi un cocktail in una delle tipiche cantine messicane della zona, oppure visitate una delle numerose discoteche che suonano <b>musica latina</b> dal vivo e&#8230;ballate tutta la notte.</p>
<p>Dai siti archeologici ai lussuosi alberghi, dalle acque cristalline ai sapori piccanti del Messico. Se siete alla ricerca di una vera e propria avventura, Cancun fa al caso vostro!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Rachele Conti</i></b></p>
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		<title>San Miguel de Allende, un &#8220;Pueblo Mágico&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 22:11:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/San-Miguel-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="San Miguel" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/San-Miguel-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/San-Miguel-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/San-Miguel-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/02/San-Miguel-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>San Miguel de Allende fa parte dei "Pueblos Mágicos" messicani, ovvero le città magiche. È inoltre entrata a far parte delle città più belle al mondo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/san-miguel-de-allende-un-pueblo-magico/">San Miguel de Allende, un &#8220;Pueblo Mágico&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>A <b>San Miguel de Allende</b>, in Messico, si trova l’albergo più romantico del mondo secondo il tablet award. Si tratta de <b>L&#8217;Ôtel Chiquitos</b>, che si trova a pochi passi dalla piazza principale di questa piccola città. Una casa coloniale che stimola tutti i sensi grazie ai colori, all’eleganza e ai dettagli, dettati già dall’incredibile ingresso di questo <b>Boutique Hotel</b>.</p>
<p>La struttura offre infatti quattro suites uniche e completamente diverse tra loro, ma accomunate da una grande ricerca di design e raffinatezza. All’ultimo piano de L’Ôtel Chiquitos si trova una splendida terrazza, che offre la vista migliore della città su un paesaggio nostalgico e di straordinaria bellezza che regala tramonti incredibili. Un momento magico da passare con chi si ama.</p>
<h3>San Miguel de Allende, alla scoperta di un Pueblo Mágico</h3>
<p>San Miguel de Allende è inserita nella lista dei cosiddetti <b>Pueblos Mágicos</b> messicani, ovvero le città magiche. Sono tipiche piccole cittadine messicane, dove la popolazione mantiene da molto tempo un particolare e tradizionale stile di vita. È inoltre entrata a far parte delle <b>città più belle del mondo</b> secondo il magazine Conde Nast Traveller, che ogni anno premia le località di tutto il mondo con una graduatoria in base a capacità ricettive di alberghi, ristoranti, e hotel.</p>
<p>Iniziate ad ammirare l’unicità di questa piccola città passeggiando per le sue strade ciottolate alla scoperta dell&#8217;architettura coloniale, dei negozi e dei giardini. Partendo proprio dal <b>Jardin Principal</b>, il cuore di San Miguel, completamente chiuso al traffico. È circondato da caffè e ristoranti, e i colori che dominano il luogo sono tonalità calde come l’ocra e il marrone, che vengono ravvivate da una sferzata di colore grazie alle bouganville che si arrampicano sulle facciate delle case. Sul lato sud del Jardin si trovano la <b>Parroquia de San Miguel Arcángel y la Plaza de Los Toros</b>, dove si tengono le corride.</p>
<p>Le vostre passeggiate saranno accompagnate dal suono della musica classica, che in particolare a Marzo riempie le strade in occasione del <b>Festival de la Musica Barocca</b>. In contemporanea con il Festival, la città diventa il palcoscenico di numerosi eventi culturali e mostre. Per gli amanti della natura, è il luogo ideale per poter godere della vita selvatica che questa città e i suoi dintorni hanno da offrire.</p>
<p>Tappa immancabile è la <b>riserva di El Charco del Ingenio</b>, che si estende per trecento acri e conta anche un giardino botanico. Non è quindi un mistero che San Miguel de Allende sia un gioiellino protetto dall’<b>Unesco</b>. Una città che vi lascerà senza parole e che vi farà innamorare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Rachele Conti</i></b></p>
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		<title>Pablo Llana: la denuncia al junk food, piaga del Messico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Dec 2018 08:32:57 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Pablo-Llana-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Pablo Llana" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Pablo-Llana-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Pablo-Llana-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Pablo-Llana-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Pablo-Llana-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La maggior parte della popolazione messicana è in <b>sovrappeso</b> o obesa, e una persona su sei è affetta da diabete, una patologia che ogni anno uccide circa settantamila persone nel Paese. <b>Pablo Llana</b>, artista emergente messicano nelle arti plastiche e visive, denuncia il fenomeno consumistico transnazionale del <b>junk food</b>, cibo spazzatura sviluppatosi in <b>Messico</b> durante la seconda metà degli anni ‘80.</p>
<h3>Pablo Llana: gli esordi</h3>
<p>Pablo Llana nasce nel 1980 a Tijuana, in Messico, in cui vive e lavora. In seguito al conseguimento della laurea in materie artistiche alla Casa della Cultura di Tijuana, ha partecipato al “Programma di professionalizzazione artistica per artisti visivi’’ presso il centro umanistico in Bassa California. Ha preso parte a più di quaranta mostre collettive locali e internazionali. Il suo lavoro fa parte del patrimonio culturale del <b>CECUT</b> (Museo del Centro Culturale di Tijuana).</p>
<h3>La scelta linguistica</h3>
<p>Il lavoro di Pablo Llana consiste principalmente in cicli di grandi <b>opere plastiche</b> basate sull’indagine della trasformazione nella <b>cultura del consumo</b>. Il fulcro della sua ricerca è un’indagine continua sulla struttura di simboli colossi del consumo, come ad esempio l’azienda Mc Donald’s, in rapporto all’anima dell’uomo e al contesto politico di cui essa è specchio.</p>
<h3>Pablo Llana e l’origine della protesta</h3>
<p>La cultura del consumo in Messico ha cominciato a trasformarsi radicalmente durante la seconda metà degli anni ‘80, quando lo Stato ha attuato una serie di politiche economiche neoliberiste. Il paese passò dall’essere un mercato protezionistico ad uno aperto alla produzione estera. Il carico maggiore di merce proveniva principalmente dagli Stati Uniti. Questa situazione si intensificò con l’entrata in vigore dell’<b>Accordo di libero </b>scambio nordamericano nel <b>1994</b> fra USA, Canada e Messico, che prevedeva l’eliminazione delle barriere al commercio e all’investimento fra i paesi membri.<br />
A poco a poco, beni che in precedenza non esistevano localmente, iniziarono ad occupare gli scaffali dei supermercati messicani. Tali alimenti furono categorizzati all’interno del termine ‘‘<b>cibo spazzatura</b>’’. Fu inoltre in questo periodo che comparvero i primi stabilimenti della catena <b>McDonald’s</b> in tutto il paese. Tali colossi attirarono i consumatori più poveri, accecati dal basso costo del prodotto, rendendo il Messico il primo paese con il più <b>alto tasso di obesità</b> al mondo, che ha tra le principali cause di morte il <b>diabete</b>.</p>
<h3>Le opere</h3>
<p>Usando come materie prime involucri di prodotti alimentari ‘‘spazzatura’’, Pablo Llana intende portare l’osservatore ad una <b>riflessione politica</b> e sociale del paese. Il risultato sono opere caratterizzate da uno <b>spreco di plastica</b>, frutto dell’enorme ondata consumistica portatrice di scarse condizioni di salute all’interno della società. L’intento di Pablo Llana è quello di invitare l’osservatore ad una<b> riflessione</b> sulla <b>cultura del consumatore</b>.</p>
<h3>La scelta dei colori</h3>
<p>I vari marchi, al fine di essere identificati facilmente dal consumatore, devono essere caratterizzati da <b>colori vibranti</b> sintetizzati in <b>soluzioni iconiche</b>. Forme semplificate, come “l’onda” della Coca Cola o gli “archi” di McDonald’s, devono essere percepite come qualcosa di stimolante per il fruitore. Pablo Llana nelle sue opere <b>deforma</b> i più grandi loghi della cultura del consumo, tradendo così sia l’uso efficace del colore che delle forme iconiche che attiravano l’acquirente.<br />
Nelle sue opere non ci sono mai descrizioni vere e proprie, quanto richiami velati ed <b>allusioni</b>. I colori, riferimenti alle principali <b>catene di consumo</b> di massa, contribuiscono alla <b>presa di coscienza</b> della condizione personale e al tempo stesso della condizione umana in quell’epoca. Sono opere care a Pablo Llana, senza dubbio. Ma l’intimità di un artista è, come ogni suo gesto, un riflesso per gli altri che osservano.</p>
<h3>‘‘Siamo vittime di un consumismo eccessivo’’</h3>
<p>Con queste parole Pablo Llana porta alla riflessione sulla <b>salute globale</b>, in cui l’innovazione sociale e il benessere sembrano essere basati su un approccio cosmopolita che, nonostante uno sviluppo civilistico-tecnologico, continua a soffrire di oneri fondamentali come la salute dei cittadini. Tuttavia, è proprio grazie alle corporazioni industriali dei junk food che è stato favorito lo <b>sviluppo</b> di un’<b>economia della selezione del cibo</b>, dedita alla salute, dunque ai diritti umani.<br />
<b><i>di Giulia Perrone</i></b></p>
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		<title>A Massimiliano Giornetti:il premio di GQ!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2013 15:30:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_GQ-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_GQ-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_GQ-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_GQ-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/11/visore_GQ.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Giornetti premiato come miglior designer da GQ!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/trends/a-massimiliano-giornetti-direttore-creativo-di-ferragamo-il-premio-di-gq/">A Massimiliano Giornetti:il premio di GQ!</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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Chissà a chi andrà la nomination 2014 per questa categoria?! Se avete già qualche idea&#8230;ditecelo anche attraverso la nostra <a href="http://https://www.facebook.com/GiltMagazine?fref=ts">pagina Facebook</a>!</p>
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