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	<title>Mario Martone &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<title>Mario Martone &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Fuori di Mario Martone: la libertà dietro le sbarre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 16:17:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/cannes-1-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/cannes-1-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/cannes-1-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/cannes-1-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2025/05/cannes-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Fuori di Mario Martone emoziona Cannes con il racconto intimo e politico di Goliarda Sapienza, tra carcere, libertà e sorellanza.</p>
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<h4><strong>Il racconto intimo e politico di Goliarda Sapienza conquista Cannes</strong></h4>



<p>Mario Martone torna a Cannes con Fuori, un’opera che scava nel cuore dell’identità femminile, raccontando la storia vera della scrittrice Goliarda Sapienza. Il film, presentato in anteprima al Festival, è tratto dal memoir L’università di Rebibbia e porta sul grande schermo una pagina poco conosciuta ma intensa della vita dell’autrice: la sua esperienza in carcere nel 1980. Lontano da ogni pietismo, Martone trasforma il carcere in un luogo di rivelazione, di umanità, di confronto.</p>



<h4><strong>Un cast potente per una storia profonda</strong></h4>



<p>Protagonista è Valeria Golino, nei panni di Goliarda Sapienza, che offre una prova attoriale intensa e composta, ricca di sfumature emotive. Attorno a lei si muovono due presenze forti: Matilda De Angelis, nei panni della detenuta politica Roberta, e Elodie, al suo debutto cinematografico, che interpreta Barbara, una giovane carcerata dallo sguardo enigmatico. Insieme, le tre danno vita a un trio femminile in cui confluiscono esperienze, fragilità e forme diverse di resistenza. L’interpretazione della Golino è stata accolta con grande favore, sottolineando il suo carisma e la sua capacità di trasmettere l’intensità interiore della scrittrice.</p>



<h4><strong>Il carcere come luogo di rivelazione</strong></h4>



<p>Martone, insieme alla sceneggiatrice Ippolita Di Majo, evita di scivolare nei luoghi comuni: il carcere non è solo un ambiente di punizione, ma uno spazio di incontro. Lì, Goliarda trova una sorellanza inaspettata, un’umanità cruda ma sincera, una forza che la riporta a sé stessa. La narrazione procede con ritmo sobrio ma coinvolgente, alternando momenti di introspezione a scambi vibranti, senza rinunciare a una forte componente politica.</p>



<h4><strong>Una ricezione divisa tra Italia e mondo</strong></h4>



<p>La critica italiana ha accolto con entusiasmo Fuori, definendolo un film libero, irregolare, potente. Ne sono stati lodati il tono onirico, la capacità di muoversi tra piani diversi di realtà e la volontà di restituire complessità a una figura come Sapienza, troppo a lungo rimasta ai margini. All’estero, le opinioni sono state più contrastate: c’è chi ha apprezzato la sensibilità del racconto e la prova del cast, ma anche chi ha sottolineato una certa ripetitività e un finale poco incisivo. Resta comunque unanime il riconoscimento di un’opera che mette in scena una delle voci più coraggiose della letteratura del Novecento con rispetto e originalità.</p>



<h4><strong>Un film che mette a nudo la vera libertà</strong></h4>



<p>Fuori è un film necessario, che parla di corpo e parola, di prigioni visibili e invisibili, di donne che, nonostante tutto, scelgono di non restare in silenzio. È un’opera che esplora il confine tra il dentro e il fuori, tra ciò che ci imprigiona e ciò che ci libera, e che trova nella figura di Goliarda Sapienza non un’icona, ma una donna viva, vulnerabile, resistente.</p>
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		<title>Laggiù qualcuno mi ama: un omaggio al grande Massimo Troisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2023 14:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Al cinema dal 23 febbraio, il docu-film “Laggiù qualcuno mi ama” di Mario Martone rappresenta un sentito omaggio, da un punto di vista inedito, al grandissimo attore e regista Massimo Troisi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Massimo Troisi attraverso lo sguardo di Mario Martone&nbsp;</strong></p>



<p>Per celebrare il settantesimo anniversario della sua nascita, la vita e la straordinaria carriera di <strong>Massimo Troisi</strong> tornano al cinema nel docu-film “<strong>Laggiù qualcuno mi ama</strong>”, scritto dal collega <strong>Mario Martone</strong> e da Anna Pavignano, per molti anni al suo fianco nella vita e nel lavoro.</p>



<p>Il film verrà presentato al settantatreesimo Festival Internazionale del Cinema di Berlino e sarà proiettato in anteprima in Italia il 19 febbraio, per poi arrivare in tutte le maggiori sale dal 23 dello stesso mese. “Laggiù qualcuno mi ama” indaga la personalità e l’arte di Troisi da un punto di vista inedito: viene innanzitutto investigata la sua fortuna e la sua grandezza come regista e solo in un secondo momento come attore comico. </p>



<p>Per meglio delineare il suo ritratto vengono inoltre presentate alcune testimonianze di artisti che lo hanno amato e ne hanno fatto un punto di riferimento, come Paolo Sorrentino, Ficarra e Picone e Francesco Piccolo, e sono riportate le interviste di alcuni critici e degli artefici de “Il postino”, la sua opera postuma.</p>



<p>“<strong>Laggiù qualcuno mi ama</strong>” non rappresenta quindi solo un grande omaggio a uno straordinario e amatissimo artista, ma è anche uno sguardo inedito, attraverso gli occhi di Mario Martone, della sua vita e della sua indimenticabile carriera, con particolare sottolineatura al suo essere non solo un grande comico ma anche un eccellente regista.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-2.jpg" alt="" class="wp-image-101895" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-1.jpg" alt="" class="wp-image-101894" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/02/Laggiù-qualcuno-mi-ama-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Massimo Troisi: una vita dedicata al mondo del cinema</strong></p>



<p>Classe 1953, <strong>Massimo Troisi</strong>, icona della comicità napoletana, si accostò giovanissimo al mondo dello spettacolo, esordendo a teatro a soli quindici anni. Negli anni Settanta formò un gruppo teatrale insieme ad alcuni amici, con due dei quali, Lello Arena ed Enzo Decaro, costituì negli anni Ottanta il trio “La Smorfia”, che partecipò a programmi radio-televisivi.</p>



<p>Il debutto cinematografico avvenne nel 1981 con “<strong>Ricomincio da tre</strong>”, di cui Massimo Troisi è regista e protagonista, e con cui iniziò il sodalizio con <strong>Anna Pavignano</strong>, che continuò oltre la fine della loro storia d’amore. Per questo capolavoro vinse il David di Donatello come miglior film e miglior attore. Massimo dedicò tutta la sua vita al mondo del cinema e tra i suoi altri grandi successi ricordiamo: “Scusate il ritardo”, “Non ci resta che piangere”, in collaborazione con Roberto Benigni, e “Pensavo fosse amore…invece era un calesse”, solo per citarne alcuni, ma la lista è lunga.</p>



<p>Una dolceamara comicità quella di Massimo Troisi, accompagnata da una gestualità nevrotica che l’ha reso uno dei comici più amati del secolo scorso.</p>
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		<title>&#8220;Qui rido io&#8221; di Mario Martone al Festival del Cinema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Sep 2021 10:48:44 +0000</pubDate>
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<p><strong>Mario Martone racconta la storia di Eduardo Scarpetta e del teatro napoletano</strong></p>



<p>Secondo regista napoletano in concorso in questa edizione del <strong>Festival del Cinema</strong> dopo il collega Paolo Sorrentino, che il secondo giorno di Mostra ha presentato il suo “È stata la mano di Dio” riscuotendo grande successo di pubblico e di critica. <strong>Mario Martone</strong> prosegue dunque con il <strong>racconto di Napoli</strong> iniziato da Sorrentino tornando ancora più indietro nel tempo. </p>



<p>Siamo infatti nei primi anni del Novecento, e quella che viene mostrata è una città dall’intenso fervore culturale. Martone è al quinto film di fila presentato a Venezia, a undici anni da “Noi credevamo” e dopo il successo dello scorso anno con “Il sindaco del rione Sanità”, torna con la storia del grande <strong>Eduardo Scarpetta</strong>, del suo teatro e della sua famiglia. </p>



<p><strong>La trama&nbsp;</strong></p>



<p>Non poteva che essere <strong>Toni Servillo</strong> a interpretare il grande attore comico. Con lui nel cast anche <strong>Maria Nazionale</strong>, <strong>Cristiana Dell’Anna</strong> e <strong>Eduardo Scarpetta</strong>, discendente dello Scarpetta raccontato nel film. Martone segue una parte della vita dell’attore.</p>



<p>Sceglie di raccontare uno Scarpetta già avviato, noto e acclamato dal pubblico; sceglie di raccontare la sua complessa vita familiare e un episodio in particolare che lo lega a <strong>Gabriele D’Annunzio</strong>. Scarpetta decide infatti di parodiare un’opera di D’Annunzio, La figlia di Iorio.</p>



<p>Nonostante il poeta e Vate avesse ricevuto la notizia in anteprima e sembrasse appoggiare il progetto, al momento della messa in scena lo spettacolo dell’attore napoletano viene fischiato e D’Annunzio procede con la denuncia per plagio. Inizia così una fase decadente per Eduardo Scarpetta, che si vede superato da giovani astri nascenti e dal nuovo modo di fare spettacolo, il cinematografo. Martone introduce anche i personaggi di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, figli illegittimi di Scarpetta. </p>



<p><strong>Perché andare a vederlo&nbsp;</strong></p>



<p>Il film del regista napoletano è ben costruito. Nonostante la difficoltà nel mostrare davanti alla macchina da presa il complesso mondo del teatro, Martone riesce a non rendere le scene sul palco pesanti o eccessivamente statiche. Si serve del collega e amico Servillo in modo intelligente, creando un personaggio a cui è facile affezionarsi e di cui è facile avere stima. Le musiche e le scenografie aiutano lo spettatore a immergersi nella <strong>Napoli della Belle Epoque</strong>, conquistandolo. “<strong>Qui rido io</strong>” esce nelle sale a partire dal 9 settembre, da non perdere.&nbsp;</p>



<p><strong><em>di Ludovica Ungari</em></strong></p>
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		<title>Il filo di mezzogiorno: la storia di Goliarda Sapienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 10:03:54 +0000</pubDate>
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<p><strong>Goliarda Sapienza: femminista folle</strong></p>



<p>Dall’1 al 6 giugno al<strong> Teatro Franco Parenti</strong> sarà possibile entrare nella mente di una donna molto speciale, controcorrente e poliedrica, attrice, scrittrice, femminista, rivoluzionaria, disperata amante, buffona, psicologicamente instabile: <strong>Goliarda Sapienza</strong>.</p>



<p><strong>Il filo della storia psichica di Goliarda Sapienza</strong></p>



<p>Attraverso le pagine del romanzo postumo<strong> </strong><strong><em>Il filo di mezzogiorno</em></strong><strong> (1969)</strong>, la sceneggiatrice <strong>Ippolita di Majo</strong> ci accompagna in un difficile e tortuoso viaggio attraverso la psiche di questa scrittrice, nel tentativo di dipanare la matassa, di trovare e seguire il filo della sua storia di donna, di amante, di malata di mente.</p>



<p>Non è stato facile per la sceneggiatrice cercare di fare chiarezza sulla storia psichica di Goliarda Sapienza, che dopo essere caduta in una pesante depressione, sfociata in un tentativo di suicidio, si sottopone a degli incontri con uno psicoterapeuta e all’elettro-shock. Il romanzo è infatti testimonianza di uno dei primi, maldestri e violenti <strong>approcci italiani alla psicanalisi</strong>; un tentativo, questo, che non avrà un esito felice.</p>



<p><strong>La regia di Mario Martone</strong></p>



<p>Per rappresentare le due facce della malattia mentale, il regista teatrale e cinematografico <strong>Mario Martone </strong>(<em>L’amore molesto</em>, <em>Il giovane favoloso</em> e <em>Capri-revolution</em>) opta per una scenografia “manichea”, che fa da contraltare alle uniche due presenze in scena, <strong>Donatella Finocchiaro</strong> nei panni di Goliarda e <strong>Roberto de Francesco</strong> nei panni dello psicoterapeuta; la stanza viene divisa in due parti, l’una è la sua casa, il luogo della realtà, della quotidianità, della relazione; l’altra parte, vuota, oscura, rappresenta i meandri dell’inconscio della protagonista, in cui lei stessa si perde per non trovarsi mai più.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/Goliarda-Sapienza-1.jpg" alt="" class="wp-image-77202" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/Goliarda-Sapienza-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/Goliarda-Sapienza-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/Goliarda-Sapienza-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/Goliarda-Sapienza-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Il groviglio inestricabile e inspiegabile dell’animo umano</strong></p>



<p><strong>Due persone, una mente da esplorare</strong>, studiare, dissezionare, <strong>una stanza divisa a metà</strong>: uno spettacolo apparentemente semplice, con pochi elementi, ma che nascondono dietro di essi tutta la complessità, il <strong>groviglio inestricabile e inspiegabile</strong> dei sentimenti, delle gioie, dei dolori e incubi dell’animo umano.&nbsp;</p>



<p><strong><em>di Alessandra Baio</em></strong></p>
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		<title>L&#8217;uomo &#8220;Meraviglia&#8221;: intervista ad Alberto Angela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2020 11:26:30 +0000</pubDate>
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<p>Ed è proprio <strong><em>Meraviglie – La Penisola dei tesori</em></strong> il titolo della trasmissione che dal 4 gennaio lo rivedrà protagonista su Rai 1, pronto a prendere per mano l’Italia e a condurla alla scoperta del suo stesso patrimonio d’arte e di natura. <strong>Dalle sale nascoste di Palazzo Vecchio a Firenze ai tetti del Duomo di Milano, dalla magnificenza della reggia di Torino alla sontuosità delle fontane di Roma, dal blu intenso della Grotta Azzurra di Capri al verde rigoglioso del Parco Nazionale d’Abruzzo</strong>, Alberto Angela parlerà della storia d’Italia e dei personaggi che l’hanno resa grande.</p>
<p>Uomini e donne antichi e contemporanei si incontreranno nel viaggio di <em>Meraviglie</em>: a personalità storiche quali <strong>Gian Galeazzo Visconti, Eleonora Duse, Giacomo Casanova, Eleonora di Toledo, Celestino V, Vincenzo Bellini, Cristoforo Colombo</strong>, si alterneranno illustri ospiti moderni come <strong>Roberto Bolle, Carlo Verdone, Arturo Brachetti, Ottavia Piccolo, Mario Martone, Vinicio Capossela, Luca Bizzarri, Lino Guanciale</strong>. Perché il bello di oggi è legato indissolubilmente alle gesta di ieri.</p>
<p><strong>Dal 4 gennaio 2020 torna su Rai 1 la terza stagione di Meraviglie – La penisola dei tesori. Le scorse edizioni hanno avuto un grande successo, soprattutto per la ricostruzione filmica di alcune parti grazie all’ausilio di nomi importanti del cinema e della televisione italiana. Quale pensa che sia la chiave del successo di questo documentario sulle bellezze del nostro Paese?</strong></p>
<p>Sicuramente la passione e l’entusiasmo per questo lavoro. Sono sempre stato una persona entusiasta e ho sempre avuto passione per tutto ciò che mi circonda. Inoltre per me è valido il detto “Squadra che vince non si cambia”, che comunque non significa che il nuovo <strong>Meraviglie</strong> resterà uguale a sé stesso. Stavolta non resterò fermo al centro di una sala ma aprirò porte, esplorerò altre stanze, mi infilerò in cunicoli segreti di castelli medievali, percorrerò tunnel misteriosi verso tombe preistoriche, visitando luoghi meravigliosi del Nord, del Centro e del Sud.</p>
<p><strong>C’è qualche luogo in particolare che, durante le riprese, l’ha colpita per le sue tradizioni o la conservazione del suo patrimonio storico o semplicemente per l’incantevole paesaggio?</strong></p>
<p>Sono diversi. Venezia ad esempio: sui tetti della Basilica di San Marco si può ammirare uno spettacolo unico. O ancora il Duomo di Milano: il suo interno mi ha emozionato, i suoi pilastri sono alti come sequoie e in cima vi sono dei capitelli con nicchie all’interno delle quali vi sono statue alte 2 metri. Inoltre non posso dimenticare il monastero dei Benedettini di Catania: all’interno vi è una biblioteca che contiene la Bibbia più bella del mondo</p>
<p><strong>Tema del nostro numero di gennaio è il tempo. Da Paleontologo, quale è stata l’emozione più grande provata nella sua carriera a contatto con il passato?</strong></p>
<p>L’aver trovato un cranio di un ominide di circa due milioni di anni fa, in Congo, nel 1983. È stata una grande emozione, un momento che non puoi scordare quando sei il primo a toccare un oggetto che emerge dal suolo dopo centinaia di migliaia di anni.</p>
<p><strong>Diffondere la cultura in prima serata e per di più di sabato. Pensa che riuscirà a tenere incollata al televisore una vasta fetta di utenza?</strong></p>
<p>Certamente l’andare in onda il sabato sera è un ottimo risultato per la cultura italiana. Siamo tutti molto orgogliosi e felici del risultato ottenuto poiché il programma [Meraviglie] si pone l’obbiettivo di stimolare la mente di chi ci guarda.</p>
<p><strong>Ha trovato difficoltà nel girare il documentario?</strong></p>
<p>Sì, moltissime. Neve, pioggia incessante, luoghi con grande umidità e a pochi gradi sopra lo zero. E molte riprese sono avvenute di notte, quando i luoghi sono deserti, privi di visitatori.</p>
<p><strong>Fra i suoi fan più calorosi ci sono sicuramente i giovani, soprattutto studenti del liceo e dell’università, che l’hanno anche accolta a braccia aperte in molte delle città visitate per le riprese di <em>Meraviglie</em>. Cosa vuole lasciare a queste nuove generazioni di appassionati di arte e cultura?</strong></p>
<p>Spero che il mio lavoro serva a far comprendere ai giovani l’importanza di preservare e tramandare la bellezza del nostro Paese e della nostra cultura. Nel libro Meraviglie – alla scoperta della penisola dei tesori ho inserito proprio una dedica a tutte le ragazze e ai ragazzi: il nostro patrimonio è nelle loro mani, e gli auguro buona fortuna nel proteggere quel meraviglioso tesoro che è la nostra identità.</p>
<p>La Redazione di Gilt Magazine ringrazia Alberto Angela per la sua gentilezza e la grande disponibilità!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>di Martina Faralli</strong></em></p>
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		<title>David di Donatello 2019: tornano gli Oscar italiani</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 11:16:59 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/david-donatello-2019-tornano-gli-oscar-italiani/">David di Donatello 2019: tornano gli Oscar italiani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Mercoledì 27 marzo andrà in onda su Rai1 la consueta premiazione dei <b>David di Donatello</b>. Arrivata alla 64esima edizione, la presentazione è affidata anche quest’anno a <b>Carlo Conti</b> e si svolgerà come di consueto da alcune edizioni sempre a Roma, negli studi de Paolis.</p>
<p>È un anno speciale questo per i David, che hanno subito alcuni cambiamenti importanti. A spiccare tra tutti, il primo film di produzione Netflix tra i candidati (“Sulla mia pelle”) e il nuovo premio <b>David del Pubblico</b>, un riconoscimento al film che ha totalizzato non il maggior numero di incassi, ma di presenze di spettatori.</p>
<p>In giuria, poi, saranno presenti anche i candidati e i vincitori delle scorse edizioni: i <b>Manetti Bros</b>, per esempio, registi del miglior film vincitore lo scorso anno; il regista <b>Ferzan Özpetek</b>, che ha partecipato ai David con diverse pellicole, quali “La finestra di fronte” (Miglior Film e David scuola), “Allacciate le cinture” e “Napoli velata”; l’attrice <b>Jasmine Trinca</b>, che nel 2018 ha vinto come Migliore Attrice Protagonista per il film “Fortunata”; <b>Luca Argentero</b>, candidato nel 2009 come Miglior Attore Protagonista per “Diverso da chi?”.</p>
<h3>David 2019: premi e nomination</h3>
<p>Sono già stati assegnati alcuni premi, che saranno ovviamente consegnati alla cerimonia. Il David del Pubblico sarà consegnato alla pellicola “<b>A casa tutti bene</b>” di <strong>Gabriele Muccino</strong>, mentre <b>Dario Argento</b> riceverà il David speciale, che negli ultimi anni è diventato l’equivalente di un premio alla carriera, perché “un maestro nell&#8217;arte della paura e del thriller, un esempio di cinema pop sempre linguisticamente innovativo&#8221;, utilizzando le parole del Presidente e Direttore Artistico dell&#8217;Accademia del Cinema Italiano, Piera Detassis.</p>
<p>Tra i candidati per le principali categorie, spicca il nome di <b>Matteo Garrone</b> e il suo “Dogman” con 15 candidature, tra cui Miglior Film e Migliore Regia. In queste categorie anche “Chiamami col tuo nome” di <b>Luca Guadagnino</b>, “Lazzaro felice” di <b>Alice Rohrwacher</b>, “Euforia” di <b>Valeria Golino</b>. Come Miglior Film anche “Sulla mia pelle” di <b>Alessio Cremonini</b>, mentre <b>Mario Martone </b>è nominato come migliore regista per “Capri-Revolution”. Tra gli attori candidati, invece, Elena Sofia Ricci, Anna Foglietta, Toni Servillo e Alessandro Borghi, per elencarne alcuni.</p>
<p>Un anno di cambiamenti, dunque, che, però, come possiamo leggere sulle pagine dedicate alla storia del Premio sul sito dei David, “svolti con lucide e precise intuizioni di pari passo con la storia migliore del cinema italiano e di quello internazionale. Un risultato cui, anche in futuro, si saprà tendere: con gli stessi impegni e un identico amore per il cinema”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Maria Giulia Gatti</i></b></p>
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		<title>Capri-Revolution: una storia di guerra, amore, arte e libertà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2018 10:32:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Capri-Revolution-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Capri-Revolution" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Capri-Revolution-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Capri-Revolution-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Capri-Revolution-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Capri-Revolution-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Capri-Revolution è il titolo dell’ultimo attesissimo film di Mario Martone, presentato durante la 75° edizione del Festival del Cinema di Venezia</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/capri-revolution-storia-guerra-amore-arte-liberta/">Capri-Revolution: una storia di guerra, amore, arte e libertà</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Capri-Revolution-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Capri-Revolution" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Capri-Revolution-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Capri-Revolution-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Capri-Revolution-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Capri-Revolution-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Capri-Revolution, il nuovo rivoluzionario film di Mario Martone</h3>
<p>Presentato durante la 75° edizione del Festival del Cinema di Venezia, <b>Capri-Revolution</b> è il titolo dell’ultimo attesissimo film di <b>Mario Martone</b> (regista de “Il giovane favoloso”, 2014 e di “Amore molesto”, 1995) frutto di una collaborazione internazionale Francia-Italia tra l’Indigo Films, Rai Cinema e Pathé.</p>
<h3>Capri-Revolution e la battaglia di Lucia per la libertà</h3>
<p>In Capri-Revolution il regista napoletano mette in scena un appassionato <b>racconto di formazione </b>ambientato nel <b>1914</b>, alle soglie della Grande Guerra. La protagonista <b>Lucia</b>, alias la talentuosa <b>Marianna Fontana</b>, una giovane donna che vive umilmente con la sua famiglia nella lussureggiante e vergine isola di Capri, ad un certo punto della sua esistenza si trova di fronte ad un bivio.</p>
<p>Da una parte ci sono le tradizioni millenarie, l’amatissima madre, il padre malato e i fratelli autoritari che le impongono uno stile di vita troppo severo, come un abito che per Lucia si fa troppo pesante e insopportabile. Dall’altra parte, gli incontri concomitanti con il nuovo medico di paese <b>Carlo</b>, alias <b>Antonio Folletto</b>, un giovane volitivo e interventista, e i membri della comune (che si ispira alla comunità di artisti di Karl Diefenbach realmente attiva sull’Isola tra il 1900-1913), a cui fa capo <b>Seybu</b>, un pittore e performer con cui la giovane intrattiene una relazione amorosa.</p>
<p>Lucia, oppressa dalla rigidità dello stile di vita impostole e dai valori familiari della tradizione, vede in quei ragazzi nordeuropei che ballano nudi sulla scogliera, definiti dal fratello “diavoli”, l’emblema di quanto di più caro lei possieda al mondo: la sua <b>libertà</b>. Le novità che entrano come un fulmine a ciel sereno nella sua tranquilla vita di isolana hanno davvero il carattere di una “rivoluzione” capace di stravolgere non solo tutto ciò che le sta attorno, ma soprattutto ciò che le sta dentro, i suoi sentimenti, i suoi progetti, i suoi desideri.</p>
<p>A fare da cornice all’appassionante storia di Lucia, l’isola di <b>Capri</b> come non l’abbiamo mai vista, con paesaggi mozzafiato e atmosfere magiche e ancestrali, per un film veramente toccante, che farà provare allo spettatore una sfrenata voglia di libertà.</p>
<p><b><i>di Alessandra Baio</i></b></p>
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