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	<title>Maria G&#039;s londra &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Maria G&#8217;s: la nuova officina gastronomica di Robin Gill</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2022 13:48:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/Maria-Gs-ristorante-Robin-Gill-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/Maria-Gs-ristorante-Robin-Gill-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/Maria-Gs-ristorante-Robin-Gill-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/Maria-Gs-ristorante-Robin-Gill-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/Maria-Gs-ristorante-Robin-Gill.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La città di Londra accoglie una nuova perla culinaria nella famosa rete di bistrot, il ristorante Maria G's di Robin Gill</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/maria-gs-la-nuova-officina-gastronomica-di-robin-gill/">Maria G&#8217;s: la nuova officina gastronomica di Robin Gill</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Nella sua biografia di Twitter, <strong>Robin Gill</strong> si presenta come <em>“cook/ family man/ creator and director of @TheDairyClapham @SorellaClapha @culturesnax previously judge @MasterChef_IRL author of Larder by @Bloomsburycooks” </em>(cuoco/padre di famiglia/fondatore e direttore di @TheDairyClapham @SorellaClapha @culturesnax ex giudice @MasterChef_IRL autore di Larder di @Bloomsburycooks)&nbsp;</p>



<p>Dublinese di origine, Robin Gill ha lavorato con chef rinomati come <strong>Marco Pierre White e Raymond Blanc</strong>. Dopo aver sbalordito la scena della ristorazione londinese con il suo debutto, <strong>The Dairy</strong>, e con i suoi seguiti, tra cui Sorella, Darby&#8217;s e il Bloodshot Supperclub, il prossimo progetto era destinato a non tardare. E <strong>Maria G&#8217;s</strong> è un gioiello assoluto.&nbsp;</p>



<p><strong>La location</strong></p>



<p>La location da sola risulta estremamente interessante, o meglio, misteriosa: situato a <strong>West Kensington</strong>, non conviene infatti seguire alla lettera le indicazioni del navigatore. Il ristorante vero e proprio si trova all&#8217;interno di un nuovo complesso residenziale, ma è così profondamente incastonato che sembra trovarsi in una strada completamente diversa. Basta percorrere Warwick Road fino a raggiungere il nuovo e altissimo complesso residenziale di Coe House, per poi addentrarsi tra gli imponenti edifici. È in una tranquilla piazza sul retro che si raggiunge il Maria&#8217;s.&nbsp;</p>



<p>Lo spazio in sé è un bellissimo corridoio di cabine a forma di C, sovrastate da un enorme lampadario Art Déco, ma è lo spazio esterno che risalta davvero. Aperto da enormi porte, è una piccola piazza chiusa, con un prato ben curato, un letto di erbe aromatiche (da cui la cucina attinge molto spesso) e quello che potrebbe essere l&#8217;unico tavolo da chef all&#8217;aperto della città. Il tavolo è in pietra, circondato da importanti sedie in vimini e affiancato da una piccola fontana.&nbsp;</p>



<p><strong>Un omaggio all’Italia</strong></p>



<p>Il ristorante sarà una sorta di omaggio al periodo che lo chef ha trascorso lavorando nel sud Italia, in particolare a <strong>Marina Del Cantone</strong>, un piccolo villaggio sulla spiaggia lungo la costa amalfitana.&nbsp;</p>



<p>Gill ha dichiarato allo <em>Standard</em>: “Durante la mia formazione ho avuto la fortuna di trascorrere del tempo vicino alla Costiera Amalfitana, dove un piccolo villaggio di pescatori chiamato Marina del Cantone ha lasciato un&#8217;enorme impronta su di me e sul modo in cui cucino oggi”. Continua: “Il Maria G&#8217;s è un ristorante che mi porta sul viale dei ricordi. Creerò i miei piatti preferiti con alcuni dei miei ingredienti preferiti provenienti dai miei amati fornitori”.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/Maria-Gs-ristorante-Robin-Gill-1.jpg" alt="" class="wp-image-92418" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/Maria-Gs-ristorante-Robin-Gill-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/Maria-Gs-ristorante-Robin-Gill-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/Maria-Gs-ristorante-Robin-Gill-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/07/Maria-Gs-ristorante-Robin-Gill-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Il menù</strong></p>



<p>Ideato dallo storico amico ed executive chef <strong>Aaron Potter</strong>, il menù è conciso ma estremamente curato, impostato per adattarsi attraverso le stagioni, passando dal Sud Italia in estate al Nord Italia in inverno.&nbsp;</p>



<p>Tra i piatti di spicco dell&#8217;inaugurazione, le acciughe avvolte in un pacchetto di foglie di salvia e successivamente fritte; un delizioso piatto di stracciatella de <em>La Latteria</em> servita con pompelmo, erbe tenere e olio d&#8217;oliva, fette di succulenta fesa d&#8217;agnello con cagliata di capra, peperoncino e menta.&nbsp;</p>



<p>Il piatto che si è aggiudicato il titolo di re è invece lo <strong>sgombro alla bolognese</strong> con linguine al nero di seppia e una piccola piramide di pangrattato croccante. Da bere è offerta un’ampia serie di spritz, cocktail, sorbetti, amari e birre.&nbsp;</p>



<p>La <strong>carta dei vini</strong>, prevalentemente italiana, presenta produttori di tutto il paese, dai rossi audaci e fruttati del sud ai bianchi freschi e frizzanti e al prosecco del nord. Tra i vini di spicco figurano il Kalimera Biancolella DOC, prodotto sull&#8217;isola di Ischia al largo di Amalfi, e il Tignanello Antinori Chianti Classico 2016. La lista comprende anche bottiglie selezionate da Francia, Spagna, Portogallo e dall&#8217;inglese Hattingley Valley nell&#8217;Hampshire.&nbsp;</p>



<p>Come per gli altri suoi ristoranti, anche in questo caso ci sarà un&#8217;attenzione particolare alla riduzione dei rifiuti e alla provenienza il più possibile locale.</p>
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