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	<title>margherita &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>margherita &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Margherita Racchelli Steiner si racconta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 15:47:30 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Libera-e-decisa-la-donna-Missisdesign-D_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Libera-e-decisa-la-donna-Missisdesign-D_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Libera-e-decisa-la-donna-Missisdesign-D_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Libera-e-decisa-la-donna-Missisdesign-D_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Libera-e-decisa-la-donna-Missisdesign-D_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Ama la pelle, ma anche il raso, le pietre lucenti e la forza del metallo, ma soprattutto i colori. Con i suoi gioielli veste la femminilità delle donne che vogliono attirare l’attenzione sulla loro scelta di gusto, che fa la differenza. <strong><em>Margherita Racchelli Steiner</em></strong> ha iniziato giovanissima a coltivare la sua passione per il <em>design.</em> Dopo essersi laureata allo <strong>IED</strong> e specializzata in <em>Design del Gioiello</em>, ha lavorato per un marchio italiano di alta gioielleria e nel mondo dell’arredamento. Nel 2010 arriva per lei il momento di scrivere una nuova storia&#8230; Quella di <strong><em>MRS Design</em></strong>, e lancia così la sua prima linea di gioielli.</p>
<p>Colore! Tanti colori! Colori vivaci e brillanti: questa la costante nei suoi bracciali borchiati, nei suoi collier di pelle che si contraddistinguono per il loro effetto <em>embrassery</em>, ovviamente in technicolor che a volte accosta a lamine di ottone dorato, e ancora lunghe collane di catene décor con dettagli charms che si rifanno alla storia dei popoli, totem ultra contemporanei che ‘<em>proteggono’</em> la donna nelle sue battaglie quotidiane. Orecchini, anelli gothic-style e bangle-fiocco coloratissimi ed eccentrici. Dal nonno pittore, <strong><em>Margherita</em></strong> ha ereditato la sensibilità artistica e l’amore per il Lago Maggiore, luogo in cui è nata e dove si rifugia ogni volta che deve creare una nuova collezione.</p>
<p>Quando si aprono le porte della sua <em>maison</em>, si svela un laboratorio pieno di energia positiva e ricco di ispirazione, in cui le pelli e i rasi colorati fanno girare la testa. Forse è anche per questo che la sua ‘<em>mission’</em> è ‘c<em>reare un gioiello che si distingua sempre per eleganza all’occhio di chi ammira incuriosito un mondo che gira’</em>. Le sue donne sono le guerriere di oggi, che indossano gioielli come armature per attirare l’attenzione su precise parti del corpo: il collo, le braccia, la vita e la schiena. Si distinguono per stile, dolce e nostalgico (grazie ai talismani che le difendono nella vita di tutti i giorni) ma contemporaneamente ultramoderno, dovuto all’eclettismo technicolor dei materiali. Altra caratteristica che contraddistingue da designer è la meticolosità con cui seleziona gli artigiani che con lei collaborano per creare gioielli dalla forte ed esclusiva identità <strong><em>made in Italy</em></strong>.</p>
<p>E proprio da qui, <strong><em>Margherita Racchelli Steiner</em></strong> si racconta e ci racconta come, nonostante il cambiamento vorticoso del <em>fashion life style</em>, uscire dagli schemi tradizionali con buon gusto è possibile ed è l’arma della donna che si trasforma in una raffinata guerriera.</p>
<p><strong>Perché i gioielli e la pelle sono sempre protagonisti nelle tue collezioni?<br />
</strong>Ho vissuto parte della mia infanzia in Africa e sono sempre rimasta incuriosita dalle donne delle tribù che spesso erano vestite solo con collane, bracciali e orecchini dai colori molto forti e contrastanti. Crescendo, ho scoperto che c&#8217;è un mondo dietro tutto questo, una tradizione, un vero e proprio linguaggio e così mi sono dedicata molto allo studio del significato dei totem e delle tradizioni africane. Non voglio fare lezione di storia, ma per loro ’i gioielli’ sono dei veri e propri abiti che raccontano l’essenza di una donna o di un uomo, la loro appartenenza. Non concepisco, dunque, il gioiello come un oggetto di vanità, ma come un ornamento dipinto sul corpo di una donna. Non è per me importante il valore della materia, ma quello che vuole comunicare. Da qui deriva anche la mia scelta di utilizzare materiali non preziosi come l’ottone.</p>
<p><strong>E la pelle? Sempre coloratissima, lavoratissima e dominante fin dal prototipo?<br />
</strong>La pelle è un materiale che adoro, che dà quel tocco deciso nell’impatto visivo ed è tanto versatile nella lavorazione. Può essere lavorata al laser come spesso propongo e questo mi permette di sbizzarrirmi parecchio. A volte la propongo su linee più frizzanti con l’effetto ‘pizzo’, a volte semplice e lineare per dare robustezza alle collane e ai bracciali.</p>
<p><strong>Le sue creazioni sono dei ‘progetti’ che realizza prima a computer poi nel concreto… Come nascono, o meglio, da cosa trae ispirazione?<br />
</strong>Mi piace osservare; osservo e rifletto su tutto ciò che mi circonda e che attira la mia attenzione, sono decisamente curiosa e mi soffermo molto sui dettagli, che fanno la differenza. È da questi ultimi che prendo spunto. Faccio l’esempio del cuoco, per dar meglio l’idea (ride). Quando un cuoco deve fare una nuova ricetta, va a fare la spesa, che tradotto, per me vuol dire andare a vedere nuovi materiali, scegliere i colori delle pelli e dei rasi, le forme delle borchie, le chiusure delle collane e dei bracciali, le pietre e così via, anche il cuoco come me li mette in una grande cesta, e poi sceglie gli abbinamenti assecondando le sue emozioni. Ecco, dalla base di tutto ciò prendo la mia principale ispirazione. Odio la ripetitività, per me tutto è in continua evoluzione e l’ispirazione è ovunque ci sono delle emozioni.</p>
<p><strong>Perché questa sua radicata filosofia made in Italy?<br />
</strong>Deformazione professionale. Ho lavorato per diversi brand nel corso di questi anni, tutti sempre molto attenti alla qualità che era garantita dalla sapienza e dall’abilità degli artigiani italiani con cui collaboravano. Ho avuto la fortuna di conoscere gli artigiani italiani che hanno contribuito a rendere grandi tanti marchi nel mondo, e quando avere un marchio tutto mio era ancora un sogno, sognavo in grande, come fanno tutti del resto. Con il tempo, quando l’idea di firmare le mie collezioni iniziava a prendere corpo, mi sono ripromessa che se avessi mai fatto una tale scelta mi sarei rivolta a loro per creare i miei gioielli, e così è stato… Non cambierò mai idea su questo e mi fa davvero piacere quando qualcuno nota l’impronta ‘made in Italy’ ; significa che sono riuscita a trasmettere le mie radici nonostante i simboli che si rifanno a usi e costumi di altri mondi.</p>
<p><strong>Che cosa è per lei l&#8217;eleganza?<br />
</strong>Posso dire dove la cerco e dove la trovo… nell’anima delle persone. Non ricordo di aver mai trovato elegante qualcuno a seconda di com’è uscito di casa, per come si veste. Ma mi affascinano coloro che spiccano per i valori che trasmettono. Sono molto sensibile nei confronti di questo aspetto; sono cresciuta in una famiglia ricca di ideali e ad oggi, nonostante lavori in un ambiente dove il lusso, l’immagine e l’abbinamento giusto fanno la differenza (e garantisco che la fanno anche per me), cerco e apprezzo l’umiltà che distingue certe persone nelle loro scelte. A volte con umiltà si può azzardare anche nella scelta di un accessorio ed essere terribilmente eleganti.</p>
<p><strong>Pelle, metalli, simboli e colori sono elementi costanti nelle sue linee. I colori quanto sono importanti per lei e come li sceglie? In base alla moda o in base al suo stato d&#8217;animo?<br />
</strong>Mixo tutto nella mia grande cesta, come puoi vedere. Senza ombra di dubbio butto sempre un occhio verso le tendenze del momento, ma sono di fondamentale importanza le emozioni che provo quando vedo o penso a certi accostamenti. Quando li vado ad unire alle pelli che utilizzo è fondamentale che ci sia un forte contrasto sia materico sia visivo. Ne sono un esempio le pelli opache accostate a rasi lucidi e i metalli satinati abbinati alle luci delle pietre, che da quest’anno sono comparse nelle mie collezioni.</p>
<p><strong>Perché da quest’anno le pietre?<br />
</strong>I charms quest’anno sono animali, e a questi animali dovevo dare luce. Dopo diverse prove, le pietre in alcuni casi sono diventate ‘gli occhi’ dei miei pendagli. Mi ha trasmesso un’energia incredibile questo accostamento e da lì ho studiato il modo per ‘giocare’ anche con loro… Ovviamente anche le pietre sono coloratissime.</p>
<p><strong>Chi è la donna Missisdesign?<br />
</strong>È&nbsp;una donna a cui piace la libertà, una donna decisa che affronta il mondo con ironia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MRS Design<br />
</strong>Via Gavaggi, 50 &#8211; 28831 Verbania<br />
ShowRoom (+39) 347 4334625<br />
<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.missisdesign.it/">www.missisdesign.it</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Marianna Morandi</em></strong>)</p>
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		<title>Marguerite Guyot, un bouquet d&#8217;emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 17:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti & Food]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot-.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Miglior Champagne la Cuvée Extase Blanc de Blancs Grand Cru.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot--480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_Champagne-Marguerite-Guyot-.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><em>Da una perla si aprono i petali, come da una passione secolare di famiglia fiorisce uno Champagne. </em>è questo il motto di <strong>Marguerite Guyot</strong>, firma di grandissimo prestigio nell&#8217;ambito delle <em>&#8216;uve chiampenoise</em>&#8216; più esclusive. Una tradizione di famiglia, portata avanti con passione ed estrema dedizione; una tradizione e una passione riconosciute alla <strong>Giornata Champagne</strong> che ha eletto la <strong>Cuvée Extase Blanc de Blancs Grand Cru</strong>, millesimato 2002, come il <strong><em>miglior Champagne</em></strong>. L&#8217;etichetta, che fonda le sue radici nei <strong>vitigni di Damery</strong>, terra di antica tradizione champenoise, si è aggiudicata il primo posto assoluto tra quasi duecento champagne nella classifica stilata da <strong>Scatti di Gusto.</strong></p>
<p>Di grande espressività aromatica, eccezionale persistenza e magnifica eleganza, la <strong>Cuvée Extase Blanc de Blancs Grand Cru</strong> rappresenta il <em>“petalo d’oro”</em> della <strong>margherita a cinque petali</strong>, simbolo della <strong>Maison Marguerite Guyot</strong>. Ogni suo petalo assume, infatti, il colore dell’emozione che vuole rappresentare.</p>
<p><em>“Questo riconoscimento mi rende molto felice”,</em> ha dichiarato <strong>Florence Guyot</strong>, titolare della Maison, <em>“e non lo considero un successo personale ma di tutti coloro che hanno creduto in me: da Johan Casters, che mi ha aiutata nel sapiente assemblaggio delle uve, al team di artisti e professionisti grafici che hanno saputo interpretare le emozioni che scaturivano dalle mie bollicine, realizzando l&#8217;abito su misura per Marguerite Guyot: il logo, le etichette e la firma”.</em></p>
<p><em>“Questo elegantissimo prodotto da Chardonnay”,</em> (ndr. che ha fatto assegnare alla Maison Marguerite Guyot <strong><em>“4 scatti e secchio”,</em></strong> ossia il massimo punteggio realizzabile, a giustificazione del riconoscimento attribuito)<em>“unisce toni minerale a note di mandarino e mela. Sapido e strutturato. Chiude gessoso”</em>, hanno sottolineato gli esperti <strong>Carlo Bertilaccio</strong> e <strong>Maurizio Valeriani.</strong></p>
<p>Gli <strong>Champagne Marguerite Guyot</strong>, si diceva, nascono nella <strong>valle della Marna</strong>, vero cuore della Champagne, da un’idea di <strong>Florence Guyot</strong>, che da anni è tra le protagoniste sulla scena italiana delle bollicine francesi. Un’idea che ha radici nella sua famiglia: frutto di un armonico assemblaggio di cultura italiana e francese, Florence ha respirato fin dall’infanzia, a Lione, i profumi dell’antica cava di proprietà del suo trisnonno e si è ispirata al nome floreale della nonna, <strong>Marguerite</strong>, vissuta nell’epoca dell’<strong><em>Art Noveau</em></strong>, per dare vita al suo progetto: <strong><em>cinque etichette, ovvero cinque “petali” uniti a comporre il fiore di Flo, la margherita.</em></strong></p>
<p><a href="http://www.champagnemargueriteguyot.com/" target="_blank" rel="noopener">www.champagnemargueriteguyot.com</a></p>
<p>(di <em><strong>Azzurra Zaglio</strong></em>)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/marguerite-guyot-un-bouquet-demozioni/">Marguerite Guyot, un bouquet d&#8217;emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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