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	<title>lettura &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Francesca Crescentini in arte @tegamini: letteratura a portata di mano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 May 2019 16:29:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/01/Francesca-Crescentini-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Francesca Crescentini" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/01/Francesca-Crescentini-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/01/Francesca-Crescentini-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/01/Francesca-Crescentini-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/01/Francesca-Crescentini-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Effervescente, ironica e determinata: Francesca Crescentini  - in arte @tegamini - ha costruito un universo attorno a sé dedicato alla letteratura</p>
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<p><b>Ciao Francesca, rompiamo un po’ il ghiaccio: il tuo nickname incuriosisce molto. Quale legame si cela fra “tegamini” e i tuoi amati </b><b><i>librini</i></b><b>? Perché questa scelta?</b></p>
<p>“Tegamini” era il nome che avevo scelto per il nuovo corso del blog. Ne avevo già uno, ma col cambio di città e anche un po’ di vita avevo voglia di ricominciare da zero con qualcosa di più pensato. Visto che l’approccio è a dir poco multidisciplinare, volevo un nome che rispecchiasse la mia idea di “contenitore”. Ma il più possibile giocoso. E dal brainstorming (con me stessa e basta, temo) è uscito Tegamini, che poi mi è rimasto allegramente appiccicato e ormai mi accompagna ovunque.</p>
<p><b>Hai un blog che aggiorni con cura e sei attiva su diversi social, ma non è sempre stato così. Dopo la laurea sei volata a New York in un’agenzia di pubbliche relazioni per poi spostarti a Torino lavorando nel marketing, fino a raggiungere Milano come copy di un’agenzia digital. Perché la svolta tutta dedicata al web? Cosa significa per te questo universo virtuale?</b></p>
<p>Il passaggio all&#8217;agenzia mi ha insegnato moltissimo. Mi sono spostata in parte per cogliere opportunità contingenti e un po’ per inserirmi in un nuovo settore indubbiamente avventuroso (e in crescita). E quello che ho imparato gestendo pagine, inventando quotidianamente contenuti per i clienti e progettando strategie editoriali, è un bagaglio prezioso che mi permette di lavorare oggi, da sola, con più consapevolezza. Ho sempre visto il web e i social come un “posto&#8221; capace ospitare quello che mi andava di scrivere, fotografare e inventare. O uno spazio in cui coltivare relazioni e fare scoperte. Non credo sia saggio distinguere tra identità “reale” e identità “virtuale”. È una separazione pericolosa e ancora molto radicata, che spesso fa pensare a molti di poter fare online quello che non si permetterebbero mai di fare di persona (o almeno spero!). Tutto il reale finisce nel virtuale? Non credo proprio. Ma quello che finisce nel virtuale, per me, è uno spaccato di quello che sono e che scelgo di condividere, non un’identità alternativa.</p>
<p><b>I libri ci fanno sognare grazie all’intreccio minuzioso ed evocativo delle parole scelte con cura dall’autore. Tu, in parallelo, ti dedichi alla traduzione di saggistica, romanzi e qualsivoglia testo dalla lingua inglese: quali elementi ritieni essenziali per ottenere un buon risultato? </b></p>
<p>Il Mantello dell’Invisibilità, credo! Punto alla trasparenza più totale: non mi si deve vedere. Quello che deve uscire è il tono dell’autore, il ritmo della frase d’origine, l’atmosfera creata dalla scelta di determinati termini. Serve rispetto per il materiale di partenza e a volte serve anche molta ricerca. Ogni mondo ha un suo lessico, e va il più possibile approfondito se vogliamo sperare di trasportarlo sensatamente nella nostra lingua.</p>
<p><b>Un’ultima curiosità: quale lettura ti ha cambiato la vita?</b></p>
<p>Faccio fatica a battezzarne una. Forse, però, <i>La scopa del sistema </i>di David Foster Wallace. È il primo consiglio letterario che ho ricevuto appena arrivata in casa editrice. Ero ignorantissima. Ora la situazione è lievemente migliorata, ma quel libro mi ha spalancato un’infinità di strade da esplorare. E credo sia quello il regalo più grande che può farci una lettura azzeccata. Se ne tira dietro tante altre. Potenzialmente per sempre!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Sara Olmo</i></b></p>
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		<title>“Alzati e corri, direttora”, il giallo ironico di Silvia Volpi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 May 2019 08:47:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Silvia-Volpi-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Silvia Volpi" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Silvia-Volpi-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Silvia-Volpi-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Silvia-Volpi-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Silvia-Volpi-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Con grande ironia e felice leggerezza, Silvia Volpi ha scritto un giallo delizioso, spumeggiante, tutto al femminile, da leggere con il sorriso sulle labbra</p>
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<p style="text-align: center;"><i>«Morotti, questo omicidio sa di femmina. Lo senti il profumo?» Boia dè, se lo sento… pensa Tommaso senza muovere le pupille da quelle di lei.</i><i><br />
</i><i>La direttora ritrae tutto il corpo e si mette in posizione eretta e composta sulla scrivania.</i><i><br />
</i><i>«Ora smetti di scantucciarmi lo scrimolo e vai a lavorare»</i></p>
<p><b>Elsa Guidi</b>, quarantasette anni, un marito affettuoso ma distratto, due figli adolescenti che la fanno disperare quanto basta, tutte le mattine si alza e corre: il modo migliore per iniziare la giornata è infilarsi le scarpe da running quando ancora tutti dormono e avviarsi nel quartiere lungo le vie silenziose di <b>Pisa</b>. In realtà, questo momento tutto per sé è una scusa per annusare l’aria in città prima di tutti. Da un paio d’anni Elsa è a capo della “Piazza”, il quotidiano con sede sul Lungarno di fronte alla chiesa di Santa Maria della Spina. La “direttora” comanda a bacchetta tutti e non le manda a dire a nessuno, a partire dalla riunione delle dieci, in cui affida i vari pezzi della giornata.</p>
<p>Il suo bersaglio preferito è <b>Tommaso Morotti</b>, “il Moro”, cronista di nera con gli occhi dolci e le spalle larghe. Trentatré anni, livornese, è arrivato da qualche mese al giornale ma ha già creato non poco scompiglio. Innanzitutto nella vita di <b>Paola</b>, segretaria della Guidi, vittima dei suoi occhi neri e dei suoi modi gentili ma impertinenti. Quando, in una bella mattina di primavera, un giovane elettricista precipita dal terrazzo di un condominio in centro, la direttora non ci pensa due volte a scatenare il suo segugio migliore e a chiedergli di raccontare la storia della persona dietro quel corpo sul selciato: un bravo giornalista deve arrivare al cuore del lettore.</p>
<p>Le cose si complicano però quando al giornale vengono recapitate un paio di buste anonime apparentemente legate al suicidio dell’uomo. Intervistando alcuni negozianti della zona, il Moro si accorge che qualcosa non torna. Direttora e nerista, in corsa contro il tempo per battere la concorrenza sulla notizia, si buttano a capofitto nell’indagine, non senza punzecchiarsi in continuazione. <b>Chi arriverà per primo alla verità?</b></p>
<h3>Un personaggio energico, autoritario e intrigante, che sa il fatto suo e non si lascia intimorire da nulla</h3>
<p><i>“Il naso è parte integrante della scrittura, è uno dei talenti che un narratore deve possedere. La capacità d’intuire, di approfondire, di risolvere viene poi affidata a un personaggio che si muove nella storia. Credo che in un giornale fra il cronista e la notizia succeda qualcosa di simile”</i>.</p>
<p>Scrive <b>Silvia Volpi</b> nella sua biografia che per lei la scrittura è <i>una goduria pazzesca</i>, come lo è leggere questo romanzo. “La Piazza” è metafora della <i>piazza</i> quotidiana in cui accadono incidenti, eventi, avvenimenti di cronaca nera. Il tutto però è raccontato con molta leggerezza: non vi sono scene drammatiche, ma i personaggi si muovono ad un ritmo incalzante e veloce, così com’è la vita di un giornale. <b>La trama risulta essere mai banale. Il plot giallo è efficace</b>: cattura e stuzzica il cervello con intelligenza e sagacia e offre un distinto ma sinergico spazio sulla scacchiera delle indagini sia alle forze dell’ordine che ai giornalisti.</p>
<p style="text-align: center;"><i>“Risente precise nelle orecchie le parole della dottoressa Ponimonte al telefono: “Andiamo tutte e due alla ricerca della verità, scaviamo e indaghiamo per poter procedere. Ciascuno al proprio posto.”</i></p>
<p style="text-align: center;"><i>“Pensate a questo. Se una notizia riesce a nutrire gli strati più profondi del lettore, la sua sensibilità, il suo cuore, l’anima insomma, vuol dire che quella notizia è fatta a punta, buca, entra, penetra, raggiunge.”</i></p>
<h3>Alzati e corri, direttora è accattivante, così come lo è la protagonista, Elsa Guidi, la direttora</h3>
<p><i>“La Guidi ha negli occhi l’acume di una lince, la determinazione di una leonessa. Emana energia come se avesse la spina di una centrale elettrica attaccata ai polsini della camicia.”</i></p>
<p><b>Elsa Guidi è un turbine, sempre un passo avanti a tutto e tutti</b>, a partire dalla quotidiana corsa al mattino presto, unico momento della giornata in cui resta con se stessa, un ricarico di energia che la porta ad essere nelle ventiquattr’ore giornalista professionista. È un<b> personaggio potente e autoritario</b>, ma improntato al gioco di squadra, perché sa che così le cose funzionano, in una redazione, in casa, nella vita. E funzionano benissimo, infatti, anche i personaggi accanto, dal cronista di nera <b>Tommaso Morotti</b>, alla segretaria <b>Paola</b>, al marito <b>Pierpi</b>. E così anche Pisa, inedita e pur riconoscibile, nuova sebbene non snaturata, controcanto e soprano, cornice e quadro.</p>
<p style="text-align: center;"><i>“Corre e pensa che a volte la sua Pisa sia particolarmente trasparente, come una pelle sottile che lascia intravedere il cuore.”</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Ilaria Nassa</i></b></p>
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		<title>Donato Carrisi scala le classifiche con Il Gioco del Suggeritore</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2019 10:04:16 +0000</pubDate>
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<h3>Donato Carrisi, maestro del thriller</h3>
<p>A dieci anni di distanza dal suo esordio di successo, Il Suggeritore, Donato Carrisi torna a scalare le classifiche con il <b>sequel</b>, Il Gioco del Suggeritore, romanzo che fa parte del ciclo che vede come protagonista <b>Mila Vasquez</b>, poliziotta esperta di casi dei minori scomparsi, dalla personalità problematica.</p>
<p><b>Chi è il Suggeritore</b>? Per dirlo con le parole dell’autore: “è un serial killer subliminale, non ha contatti con le vittime, si serve però del lato oscuro che coltiviamo tutti noi e il più delle volte rimane sopito”. Dieci anni fa, il Suggeritore si muoveva all’interno del mondo reale, mentre oggi ha deciso di esplorare un nuovo territorio di caccia: il<b> web</b>.</p>
<p>Il romanzo si apre con la nostra Mila che, dopo l’ultima straziante esperienza, ha lasciato il lavoro e ha deciso di isolarsi dal mondo con la propria figlia in una tranquilla casa sul lago. Suo malgrado, però, verrà coinvolta ancora una volta in un caso inquietante: una famiglia viene sterminata dopo aver rinunciato ad un qualsiasi tipo di utilizzo delle tecnologie. Il presunto assassino è un uomo dalla personalità enigmatica, pieno di numeri tatuati, tra i quali si scorge il nome di Mila. Il gioco non è finito.</p>
<h3>Internet: l’illusione di essere liberi</h3>
<p>Quello di Donato Carrisi è un romanzo che va a toccare un qualcosa che è comune a tutti noi: Internet. Una porta pericolosa, da cui possiamo sbirciare ed essere sbirciati. Siamo tutti, anche involontariamente, esposti al pericolo. Un romanzo energico e dinamico, dai ritmi incalzanti, in grado di offrirci anche concreti spunti di riflessione: quanto ci esponiamo attraverso il web? Quanto le nuove tecnologie mettono in pericolo le nostre vite?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Marzia Mai</i></b></p>
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		<title>Megan Hess e il suo tributo alla moda italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2018 09:31:20 +0000</pubDate>
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<h3>Megan Hess e il ritorno dell’illustrazione di moda: tra autenticità e tradizione</h3>
<p>La fotografia, ormai sempre più costante e presente nella vita quotidiana, pare abbia preso il sopravvento sull’illustrazione di moda; ma non è forse la conclusione del progetto stesso? Qui interviene l’<b>illustrazione</b>, da intendersi come una dimostrazione visiva di ciò che è la nascita e l’elaborazione di un’idea. Una tecnica quasi scomparsa, che detiene però una potenza ed efficacia ineguagliabile.</p>
<p>L’illustrazione ci conduce al momento creativo in tutta la sua totalità: dagli occhi all’immaginazione, dalla forma al colore, dalla personalità alla sua concretezza. Così Megan Hess <b>riprende e rimodernizza</b> l’autenticità di una tradizione iniziata molti anni fa, celebrando il lavoro di dieci tra i più noti e ammirati <b>designer italiani</b>: Armani, Gucci, Fendi, Valentino, Pucci, Prada, Miu Miu, Missoni, Dolce e Gabbana.</p>
<p>Un <b>tributo</b> da parte di una delle più affermate illustratrici moderne di moda, che nella sua vita ha  collezionato grandi collaborazioni con grandi nomi: Louis Vuitton, Dior, Yves Saint Laurent, giusto per citarne alcuni, ma anche illustrazioni di copertina della serie “Sex and the City book” di Candace Bushnell. I suoi libri hanno venduto oltre 300.000 copie in tutto il mondo e mostrano il meglio della moda in un modo sognante, creativo, stimolante e innovativo. Megan Hess nel suo lavoro unisce il disegno a mano con l&#8217;elaborazione digitale in un modo che migliora l&#8217;autenticità di questo concetto.</p>
<h3>Un’inconfondibile location</h3>
<p>Un ambiente dalla luce semi soffusa, calda, accogliente, in cui il tempo ora sembra essersi fermato agli anni ’60. Siamo all’<b>Arabesque</b>, negozio di culto nel centro di Milano, in cui poter ammirare oggetti di rara bellezza, dal gusto un po’ retrò. Una scelta di grande impatto visivo e raffinatezza, perfettamente in linea con il concept dell’evento. Un “petit salon de curiosités”<i>, </i>una wunderkammer che ospita colori, profumi, sapori, forme, giochi di luci e ombre, opere d’arredo, libri, tessuti, abiti e accessori unici nel loro genere. Il luogo d’eccellenza per instancabile ed insaziabili appassionati del bello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Francesca Mileti Nardo</i></b></p>
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		<title>Leggere a lume di stella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Sep 2013 16:06:32 +0000</pubDate>
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<p>«<i>Le aveva scritto ancora una lettera, come ogni anno, e come ogni anno si era messo in viaggio per consegnarla nelle sue mani. Nel giorno più bello della loro vita</i>.»</p>
<p>Se cercate emozioni, se credete nell’<b>amore</b> vero, unico e duraturo…allora il nuovo romanzo di <b>Nicholas Sparks</b>, <b><i>La risposta è nelle stelle</i></b> – titolo originale <b><i>The Longest Ride</i></b> &#8211; fa di sicuro al caso vostro.</p>
<p>Due coppie, che apparentemente non hanno niente in comune, non si conoscono e sono diverse per età ed esperienze; quattro protagonisti, Ira e Ruth, Luke e Sophia, che il <b>destino</b> farà incontrare attraverso uno dei suoi disegni misteriosi e complicati; il fil rouge è l’amore, come è nello stile di questo autore.<br />
Non mancano scene struggenti, colpi di scena, segreti e sentimenti: un mix che vi farà vibrare ad ogni pagina e vi terrà incollati fino alla fine, quando il finale struggente vi strapperà inevitabilmente qualche lacrima.</p>
<p><i>La risposta è nelle stelle</i> non deluderà di certo i fans di Nicholas Sparks, ma potrebbe essere anche un regalo gradito per chi ama i romanzi rosa ed è ancora digiuno dei suoi romanzi.&nbsp;Già acquisito dal <b>cinema</b> per produrre un film, che probabilmente arriverà sugli schermi nel 2015, il libro ci ricorda che la vita è un viaggio stupendo, che va vissuto con coraggio e senza risparmiarsi nulla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Federica Livio</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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