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	<title>led &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Giovanni AA &#8211; “Creo per emozionare e emozionarmi”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 20:18:40 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/creo-per-emozionare-e-emozionarmi/">Giovanni AA &#8211; “Creo per emozionare e emozionarmi”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Il suo percorso verso la progettazione è partito dall’Università di Firenze, quando seguiva corsi di sociologia e antropologia, denotando da subito un forte interesse all&#8217;aspetto umanistico nella relazione con gli oggetti e alla relazione affettiva che con essi si crea. <strong><em>Philips</em></strong><em>,<strong> Vitra</strong>,<strong> Alessi</strong>;</em> seppur molto giovane, sfoggia già un palmares di tutto rispetto.&nbsp; Una delle sue prime creazioni, il <strong><em>POP UP</em></strong>, uno stappa bottiglie ‘<em>magico’</em>, dalla curiosa forma fluida, ispirata ad una goccia d’acqua, vincendo il <em>Good Design Award</em> è entrato a far parte della collezione permanente del museo d&#8217;arte ed architettura, &#8220;<strong><em>The Chicago Atheneum&#8221;</em></strong>.</p>
<p><strong>Quando ha capito che da grande avrebbe fatto il designer?</strong><br />
Veramente non mi considero un designer nel classico modo di intendere questa figura professionale &#8230; mi sento più un apprendista. Imparo ed utilizzo il mestiere del progetto per far venire a galla e coinvolgere chi entra in contatto con il mio mondo, la mia sensibilità nei confronti di ciò che mi accade anno dopo anno.<br />
Secondo, non sono ancora grande, lotto continuamente per non diventarlo! I grandi hanno strutture complesse attraverso le quali leggono il mondo, io cerco costantemente, e con metodo, di destrutturare il modo con cui interagisco ed interpreto il mio mondo, cercando quasi di entrare in contatto con l&#8217;aspetto magico, umile ed emotivo di quello che vedo, sento e provo. Poi certo, una volta fatte affiorare tutte queste sensazioni, cerco di tradurle attraverso gli oggetti per poterle rendere comprensibili anche ai grandi.<br />
George Bernard Shaw diceva: <em>&#8220;Non smettiamo di giocare perché diventiamo grandi, diventiamo grandi perché smettiamo di giocare&#8221;</em> &#8230; ci credo fortemente, e credo anche che in fondo non sia necessario smettere di giocare per diventare grandi e cavarsela in questo mondo&#8230; io ci provo e tra qualche anno vi faccio sapere!</p>
<p><strong>E quando ha deciso di farlo per il marchio di famiglia? </strong><br />
ALESSI è stato ed è tuttora una realtà (una delle poche rimaste valutando le mie esperienze fatte fin ora), dove posso continuare ad esplorare quello di cui ti ho parlato sopra, tenendo ben presente la relazione con il mercato, che è l&#8217;elemento che in fondo giustifica e supporta l&#8217;attività di progetto di cui sono appassionato.</p>
<p><strong>Qual è per lei il miglior modo per apprendere? </strong>.<br />
Per quanto mi riguarda ho sempre imparato le cose non tanto sui libri, piuttosto sbattendoci la testa e provandomi sul campo direttamente.<br />
Credo che esistano due tipi di persone, quelle caute, che studiano bene sui libri come quando si deve imparare a nuotare, sperano di non sbagliare o di sbagliare il meno possibile una volta entrati in acqua, ecco, io sono l&#8217;opposto&#8230; mi butto in acqua, stando attento a farlo dove tocco o quasi, mettendomi nella condizione di dover imparare, pena l&#8217;annegamento. Cerco metodicamente l&#8217;errore e mi espongo volentieri a rischi e giudizi. Sono convinto che le lezioni più importanti arrivino dagli errori e non c&#8217;è come farli di propria iniziativa, assumendosene la responsabilità, e provare se stessi per imparare sia come funziona il proprio mondo, sia come si è fatti intimamente.</p>
<p><strong>Ha vissuto un anno ad Hong Kong, sei mesi a Basilea, è sempre in giro per il mondo a caccia di lavoro o di ispirazione? </strong><br />
Cerco di viaggiare il più possibile, non tanto per cercare lavoro, quello, quando uno è appassionato di ciò che fa e ci dedica tutto se stesso arriva, ma cerco il contatto con gente nuova e storie nuove, solo così riesco a guardare gli stessi argomenti con prospettive differenti. In confidenza <em>(</em>sorride<em>, ndr.)</em> il mestiere che faccio, lo faccio proprio per darmi la possibilità di emozionarmi e buttarmi in nuove avventure, per poi far si che quello che raccolgo nei miei viaggi si trasformi in lavoro in grado di riproporre le stesse sensazioni a chi si relaziona con il mio lavoro.</p>
<p><strong>Che cosa significa lavorare per uno dei marchi più famosi al mondo dove hanno lavorato e lavorano designer altrettanto famosi?</strong><br />
Questa medaglia ha due lati ben chiari ai miei occhi. Da un lato è un enorme opportunità, in quanto collaborare con aziende come Alessi e con chi al suo interno ha fatto maturare la cultura del progetto e dell&#8217;industria dell&#8217;eccellenza è un esperienza unica ed irripetibile. La vivo come una vera esperienza illuminante, difficile da descrivere, rischierei di farti stare con me un giorno intero a parlarne&#8230;<br />
Dall&#8217;altro lato è un enorme responsabilità. Significa sedersi a un tavolo su cui si stanno discutendo da diverse decine di anni, non solo questioni di mercato e di business, ma vere e proprie questioni profondamente umanistiche e sociali&#8230; Queste aziende come Alessi hanno il grande dono di esplorare la contemporaneità, il ruolo degli oggetti nella società dei consumi ed esplorare l&#8217;immaginario del grande pubblico. In nessun altro caso e in nessun altro mercato ho potuto ad oggi disquisire di questioni di questo tipo. Quello che sappiamo fare in Italia è davvero qualcosa di unico!</p>
<p><strong>Creare per Alessi significa rispettare delle linee guida oppure ha totale libertà?</strong><br />
Quando si lavora con Alessi in particolare , ma con le fabbriche del Design Italiano in generale, si è immersi in un contesto di completa libertà di pensiero e di approfondimento dei temi che toccano le rispettive sensibilità dai progettisti. Certo, esistono vincoli dettati dall’ecosistema delle aziende con le quali si collabora (intendo vincoli di tipologie di prodotti e di canali distributivi), ma è proprio attraverso quei vincoli che si riesce a far affiorare il genio, sia nell’ambito di progetto che nell&#8217;ambito di industria.</p>
<p><strong>Che tipo di design è il suo? </strong><br />
Difficile da dire ad oggi. Cerco di avere un approccio fondato su una progettazione umanistica, ma sono ben lontano dal riuscirci, in fondo ho appena cominciato la mia avventura attraverso questo mestiere&#8230; E poi c&#8217;è da sottolineare che disegnare oggetti è uno degli strumenti con cui si può approfondire il nostro tempo, non è detto che il mio futuro non mi riservi altri ruoli nel mondo del progetto. Fatto salvo però che il mio più profondo interesse ‘siamo noi’, la nostra società contemporanea, spero di arrivare alla fine della mia avventura ed essere stato in grado di sollevare quesiti che hanno alimentato la discussione che si sta facendo attorno ai tavoli su cui si discute l&#8217;industria, il progetto, la società. Ne approfitto per sottolineare un punto fondamentale del mio approccio al progetto. Non sono interessato alle risposte, quello che più mi incuriosisce è la capacità di porsi domande e la qualità delle domande che vengono poste. Le risposte spesso le lascio ad altri ben più bravi di me nel darle.</p>
<p><strong> Design di stile o funzionale? </strong><br />
Nel mondo del prodotto per l&#8217;industria la funzione non può essere trascurata ovviamente. Sono interessato sempre di più a quella ambigua relazione che c&#8217;è tra l&#8217;oggetto e la sua funzione affettiva, più che alla funzione &#8220;pratica&#8221; o &#8220;meccanica&#8221;. Lo stile per me è solo lo strumento attraverso il quale cerco di far venire a galla i pensieri e le sensazioni provate durante l&#8217;esplorazione del ruolo affettivo degli oggetti. E’ innegabile che gli oggetti che ci circondano hanno il grande potere di farci leggere il mondo che ci circonda con nuovi occhi e dandoci nuove emozioni. Credo che gli oggetti siano una delle più importanti opportunità transizionali del nostro tempo, non c&#8217;è come comprendere il loro potere magico per innamorarsi di questo mestiere.</p>
<p><strong>Se dico rivoluzione dell&#8217;illuminazione, cosa le viene in mente? </strong><br />
Leggo chiaramente un invito a parlare di ALESSILUX! Sbaglio?</p>
<p><strong>Non sbaglia&#8230;<br />
</strong>ALESSILUX è uno dei progetti più interessanti che ho affrontato negli ultimi anni. Ho avuto la grande opportunità di ragionare su una tipologia di prodotto al centro di grandi discussioni generazionali e sociali, ovvero l&#8217;energia e le fonti di luce, quali le lampadine. Utopisticamente il mio desiderio è stato quello di esplorare l&#8217;immaginario alla ricerca di una relazione affettiva con le fonti luminose, cercando di create una relazione affettiva tra il prodotto lampadina e il pubblico che, obbligato dalle nuove normative in materia di risparmio energetico, si è trovato a dover scegliere tra fonti luminose classiche o già conosciute (alogene, fluorescenti compatte, ecc..) e i LED.<br />
Tra tutte queste tecnologie, i LED rappresentano quella con il minor impatto sul nostro ecosistema, perciò un&#8217;esplorazione delle emozioni legate alla luce attraverso la forma della fonte luminosa stessa mi è sembrato non solo un percorso di progetto corretto da approfondire, ma anche un dovere non legato al mercato, ma al tentativo di sedurre il largo pubblico nell&#8217;utilizzare fonti luminose in grado di ridurre dell&#8217;80% i consumi energetici oltre che ad acquistare un bene durevole. Basta pensare che le lampadine ALESSILUX hanno una vita superiore ai 25 anni.</p>
<p><strong>E se dico GAA design Farm?</strong><br />
Anche se cerco di non essere sentimentalista mi emoziono. GAA Design Farm è stato il mio primo tavolo attorno al quale mi sono seduto con diversi giovani progettisti a discutere del nostro mestiere, della relazione con l&#8217;industria e con il largo pubblico.<br />
Abbiamo approfondito temi ancora molto caldi nel mondo del progetto, e continuiamo a farlo anche se, come tutte le cose, questo nostro tavolo è maturato e mutato, sia rispetto a chi ci è seduto sia rispetto ai temi trattati.<br />
ALESSILUX, per fare un esempio, è stato uno di quei temi ed argomenti di approfondimento nati con il gruppo di ragazzi con cui ho affrontato GAA Design Farm nei primi anni della mia avventura professionale.</p>
<p><strong>Le piace l&#8217;associazione al &#8216;momento powerfull&#8217; di Gilt Magazine? </strong><br />
Mi piace si, e lo associo ad un contesto &#8220;emotivamente powerful&#8221;, dove poter far affiorare tutti quegli aspetti che creano stupore e sensazioni magiche. Mi parlavi di powerfull winter: ecco, l&#8217;inverno non ha solo bisogno di &#8220;power&#8221; inteso come calore ed energia, ma si porta con se tutta una serie di emozioni e valori legati all&#8217;inverno, come la famiglia, gli affetti, il gioco, i sogni per l&#8217;anno nuovo&#8230; ecco&#8230; questo per me è il vero potenziale di un &#8220;powerfull winter&#8221;.</p>
<p><strong>Da grande vorrebbe essere come&#8230;? E ora com&#8217;è? </strong><br />
E chi lo sa&#8230; il futuro lo guardo, ma con un po&#8217; di diffidenza. Preferisco non concentrarmi troppo sul futuro altrimenti mi perdo il presente!<br />
<strong><em>GAA Design Farm</em></strong><br />
<a href="http://www.gaadesign.net/">www.gaadesign.net</a><br />
(di <strong><em>Marianna Morandi</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Samsung SPI: design per il benessere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 14:21:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-SPI-design-per-il-benessere_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-SPI-design-per-il-benessere_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-SPI-design-per-il-benessere_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-SPI-design-per-il-benessere_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-SPI-design-per-il-benessere_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La tecnologia al servizio della salute.</p>
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<p>Si tratta di un dispositivo che purifica l&#8217;aria eliminando in modo efficace virus e batteri grazie all&#8217;innovativa tecnologia&nbsp;<strong>S-Plasma Ion</strong><strong>&nbsp;</strong>che produce idrogeno attivo e ossigeno, debellando il 99% degli elementi insalubri che ci sono nell&#8217;aria. Avvolto da una straordinaria scocca, la cui linea elegante e avvolgente lo rende un oggetto raffinato e ricercato, è disponibile in due varianti di colore per adattarsi e valorizzare ogni ambiente: azzurro e bianco. Una pratica&nbsp;<strong>luce LED</strong>&nbsp;di cortesia lo completa.</p>
<p>La ricercatezza nella silhouette lo rendono adatto a ogni stanza, un oggetto di design&nbsp;che abbellisce gli angoli dei nostri salotti o delle altre stanze, pratico da spostare grazie alla sua forma affusolata e alla sua leggerezza, e un alleato indispensabile contro la polvere e le impurità che si annidano nell&#8217;aria che respiriamo.</p>
<p><strong>Samsung SPI</strong>&nbsp;rappresenta la <strong>perfetta fusione tra benessere&nbsp;fisico ed estetico, tecnologia&nbsp;e design</strong>, un sogno per tutti coloro che vogliono preservare la propria salute con un oggetto di lusso&nbsp;da mostrare con orgoglio nei propri ambienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Chiara Bazzani</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/innovazione/samsung-spi-design-per-il-benessere/">Samsung SPI: design per il benessere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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		<title>Samsung crea Galaxy camera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 07:36:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-crea-Galaxi-camera_2-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-crea-Galaxi-camera_2-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-crea-Galaxi-camera_2-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-crea-Galaxi-camera_2-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-crea-Galaxi-camera_2.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La fotocamera iperconnessa che sa usare Android.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-crea-Galaxi-camera_2-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-crea-Galaxi-camera_2-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-crea-Galaxi-camera_2-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-crea-Galaxi-camera_2-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Samsung-crea-Galaxi-camera_2.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><em>&#8220;Produciamo macchine fotografiche, produciamo cellulari dagli ottimi display: perché non</em> <em>fondere le due cose?&#8221;</em>&nbsp;È a questo che deve aver pensato <strong>Samsung</strong> prima di creare la <em><strong>Galaxy Camera.</strong></em></p>
<p>Potrebbe sembrare una normale fotocamera, ma in realtà funziona con<em><strong> Google Android</strong></em>, ha uno schermo touchscreen, connessione <strong>3G</strong> e <strong>Wi-Fi</strong> che permettono di condividere ogni foto online senza il minimo sforzo, con un semplice click.&nbsp;La risoluzione è di <strong>720&#215;1280</strong>, il design è elegante e “stiloso”, soprattutto nella versione bianca (ndr. che però facilmente si sporca; meglio allora puntare sugli altri colori disponibili, nero o arancione).</p>
<p>La parte anteriore della fotocamera è dotata di <strong>zoom</strong> <strong>ottico</strong> <strong>21x</strong>, il flash è a scomparsa e sulla sinistra, insieme al regolatore dello zoom, si trovano il connettore <strong>micro-usb</strong> e l&#8217;ingresso per le cuffie. Lettore <strong>micro-sim</strong> e compartimento batteria sono posizionati nella parte inferiore. Nonostante la memoria interna sia di <strong>8Gb,</strong> essa è&nbsp; <strong>espandibile</strong> grazie al lettore di <strong>micro-sd</strong> fino a <strong>64Gb.</strong></p>
<p>Il pannello posteriore, poi, è un <strong>touchscreen</strong> da <strong>4.8 pollici</strong> ad alta definizione e non presenta pulsanti. Solo una robusta e solida protezione <strong>anti-graffio</strong> e un&#8217;elevata qualità di visione grazie alla tecnologia <strong>super AMOLED</strong>, in grado di garantire immagini eccellenti con un risparmio di batteria fino al 20%. Ideale per godersi i propri scatti a <strong>16.3 megapixel</strong>, per girare <strong>video</strong> a <strong>120 fps</strong> e <strong>768&#215;512</strong> di risoluzione, così come per distrarsi con i videogiochi che è possibile far girare, in tutta <strong>fluidità</strong>, grazie al processore da <strong>1.4 GHz</strong> e a 1Gb di ram.</p>
<p>Tutto questo ha un prezzo, ancora non confermato, che dovrebbe aggirarsi <strong>tra i 499 e i 549 euro</strong>.</p>
<p>Unica pecca i 305 gr di <strong>peso</strong> e il fatto che non possa stare in un taschino senza forzare un po&#8217; la mano.<br />
<em>Non riesce ancora a &nbsp;fare telefonate, ma sicuramente in Samsung si faranno venire qualche idea in mente di qui a poco.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Luca Schirripa</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>“Brecce di luce”, design emozionale</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/brecce-di-luce-design-emozionale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 17:14:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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		<category><![CDATA[collezione]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore_1Brecce-Lamps-Collection-1-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore_1Brecce-Lamps-Collection-1-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore_1Brecce-Lamps-Collection-1-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore_1Brecce-Lamps-Collection-1-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore_1Brecce-Lamps-Collection-1.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Nuova vita ai materiali: led nel legno dal minimo impatto ambientale.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore_1Brecce-Lamps-Collection-1-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore_1Brecce-Lamps-Collection-1-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore_1Brecce-Lamps-Collection-1-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore_1Brecce-Lamps-Collection-1-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/visore_1Brecce-Lamps-Collection-1.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Non poteva trovare nome più adatto per la sua&nbsp;<strong><em>Brecce Lamps Collection</em></strong>,&nbsp;<strong>Marco Stefanelli</strong>: guardando le lampade si ha l&#8217;impressione che <em>“brecce”</em> di luce scavino il legno.</p>
<p>La luce diventa materiale da costruzione, parte integrante della lampada stessa, anziché sua emanazione. In realtà si tratta di un <strong><em>led incastonato in una sezione di resina inserita direttamente nel legno</em></strong>, ma questa illusione ottica fa di <strong><em>Brecce Collection</em> </strong>un perfetto esempio di<strong><em>&nbsp;design emozionale</em></strong>&nbsp;, nuova branca del design che mira non solo a realizzare oggetti funzionali, ma anche a stimolare l&#8217;emotività dello spettatore. Emotività stimolata anche dal concetto alla base di questo progetto, ovvero la <em><strong>volontà di dare una seconda chance a materiali in disuso</strong></em>:<strong> il&nbsp;riciclo</strong>&nbsp;che si impone sul ciclo naturale. Si regala una&nbsp;nuova vita&nbsp;a sfridi di lavorazione di segheria, tronchi portati dal fiume, legna da ardere, materiali arrivati alla fine del loro ciclo che ritrovano un posto in primo piano grazie alla creatività di <strong>Stefanelli</strong>.</p>
<p>Realizzate rimuovendo una sezione del legno, incorporando sapientemente <strong>led</strong> al proprio interno e riempendo lo spazio svuotato con resine, le opere di <strong>Stefanelli</strong> creano interessanti <strong>giochi di luce,</strong> sorprendentemente naturali. Rifinite con <em><strong>cera naturale e olio di lino</strong></em>, le opere più grandi hanno la funzione di sgabelli, aggiungendo funzionalità a questi stupendi oggetti d’arte.</p>
<p>La vera potenza di queste opere sta nel sapiente <em><strong>uso della materia prima</strong></em>, lavorata per creare un oggetto sapientemente raffinato, a <em><strong>basso impatto ambientale</strong></em>.<br />
Questo settembre, alla <strong>fiera internazionale di <span style="text-decoration: underline;"><em>Londra&nbsp;100% Design</em></span></strong>&nbsp;è stata presentata una nuova lampada della collezione: <strong>la&nbsp;Bou! Lamp</strong>. Composta da una base squadrata in cedro da cui fuoriesce una bolla di vetro soffiato, più raffinata, <strong>Bou!</strong> rappresenta l&#8217;evoluzione delle lampade precedenti e mostra la grande versatilità di questo concept.</p>
<p><a href="http://www.marcostefanelli.it/" target="_blank" rel="noopener">http://www.marcostefanelli.it/</a><br />
<a href="http://www.100percentdesign.co.uk/" target="_blank" rel="noopener">http://www.100percentdesign.co.uk/</a><br />
(di <em><strong>Chiara Lavagetto</strong></em>)</p>
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