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	<title>Kobe Bryant &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Oscar 2020, la notte hollywoodiana da Standing Ovation</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2020 14:37:20 +0000</pubDate>
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<p>Per chi vive di emozioni e di immaginazione, per chi crede che i film non siano semplici pellicole ma vere storie raccontate. Per chi sa immergersi e trarne un vero e proprio insegnamento lungo il corso della vita. Ai film che lasciano un’impronta, che diventano dei veri e propri modelli di ispirazione. A simboleggiare e tenere alto questo messaggio è proprio la <b>notte degli Oscar</b>, la notte hollywoodiana più glamour e imprevedibile dell’anno che con la sua <b>92esima</b>, anche in questo <b>2020</b> è giunta al termine.</p>
<p>La cerimonia è iniziata quando in Italia erano le due, con l’ingresso degli attori lungo il consueto <b>red carpet</b>, una sfilata di sfarzo e di bellezza sul celebre tappeto rosso che inaugura i commenti e le attenzioni riguardo a registi, attori, musicisti, sceneggiatori e ospiti vari, con i fotografi che li rincorrono da un lato all’altro. Molto apprezzato <b>Spike Lee</b>, che si è presentato in uno smoking viola e giallo in omaggio al campione dei Lakers <b>Kobe Bryant</b> e alla figlia Gianna. A stretto giro di posa una<b> Margot Robbie</b> in nero mozzafiato, e una <b>Scarlett Johansson</b> in bianco panna, praticamente perfetta. In mancanza di un vero presentatore, formula che probabilmente proseguirà nei prossimi anni, l’apertura grintosa, fastosa e raffinata, si è tenuta sotto la musica di<b> Janelle Monae</b>.</p>
<h3>Parasite: il miglior film – la dedica del miglior regista al Maestro Scorsese</h3>
<p>Ad incoronare il sogno hollywoodiano e scalare la cima è<b> Parasite</b>, film sudcoreano di <b>Bong Joon-ho</b> che ha vinto anche l’Oscar per la <b>miglior regia, per il miglior film internazionale e per la miglior sceneggiatura originale</b>. Con quattro premi totali è stato il film più premiato della cerimonia. <b>Parasite</b><i>, </i>che è un thriller, ma anche una satira sociale, con momenti alternati comici e drammatici, racconta scene di lotta di classe in Corea del Sud, l’incontro tra due famiglie di diverso rango sociale. Una collisione tra ricchezza e povertà che ha colpito spettatori di tutto il mondo.</p>
<h3>Il discorso dei vincitori, da quello ambientalista di Joaquin Phoenix alle parole passionali di Laura Dern</h3>
<p>È stato poi il momento di <b>Joker</b> con <b>Joaquin Phoenix</b>, per lui è la prima vittoria e la quarta nomination. Il film, diretto da <b>Todd Phillips</b>, principale avversario di Batman, era in concorso con ben 11 nomination e ha ricevuto il premio per il <b>miglior attore protagonista</b>, interprete di Arthur Fleck/Joker, e quello per la <b>migliore colonna sonora originale</b> con la compositrice islandese <b>Hildur Guðnadóttir</b>. Durante il suo discorso, Phoenix ha lanciato un appello a lottare a favore dei diritti contro “le diseguaglianze di genere, il razzismo e  la discriminazione Lgbt”. “Siamo così disconnessi dalla natura, con un punto di vista egocentrico che andiamo nella natura e la distruggiamo”, ha commentato l’attore,  “Commettiamo crimini contro gli animali. Abbiamo paura dell&#8217;idea di cambiare, ma dovremmo usare l&#8217;amore e la compassione come principi di guida”.</p>
<p>Prima vittoria anche per <b>Renée Zellweger</b>, che ottiene la statuetta per la sua interpretazione come <b>Judy Garland in Judy</b>. L’attrice ha parlato di questo film come una delle esperienze più speciali della sua carriera. Ha dedicato il premio ai suoi genitori, immigrati arrivati negli Usa senza nulla se non il “sogno americano” da realizzare. Ha raccontato inoltre che quest&#8217;ultimo anno in cui si è celebrato Judy Garland è stato un modo bello per ricordarci che ci sono eroine a cui ci ispiriamo e a cui ci uniamo, che ci fanno pensare che sono tante le cose che ci accomunano e chi spingono spesso a prendere la stessa direzione.</p>
<p>Anche <b>Brad Pitt</b>, il bello di Hollywood, ha continuato la sua gara verso la vetta, aggiudicandosi invece l’Oscar come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione in <b>C’era una volta Hollywood</b>. Per Pitt è il secondo Oscar della carriera, ma il primo come attore. Anche <b>Laura Dern</b> conquista il suo premio come migliore attrice non protagonista per il ruolo di avvocatessa grintosa e priva di scrupoli in <b>Storia di un matrimonio</b>. Dopo i ringraziamenti di rito, l&#8217;attrice alla sua prima statuetta ha detto: “Noah ha scritto un film che parla d&#8217;amore, tutti i ponti possibili che si possono costruire per tenere insieme una famiglia e anche questo nostro pianeta”. Un messaggio che fa riflettere, un messaggio che trasmette al pubblico il vero valore della costruzione, del mantenere sempre solido qualcosa in cui si crede.</p>
<p>Per gli amanti dell’animazione e del cartone, ecco <b>Toy Story 4</b>, candidato e vincitore come miglior film d’animazione e alla portata di tutte le famiglie. Il quarto episodio dell’amatissima saga <b>Pixar</b> è riuscito a sbaragliare la concorrenza aggiudicandosi il premio dell’anno. Mentre a bocca asciutta rimane mestamente <b>The Irishman</b> di Martin Scorsese, che in mezzo a tutta la compagnia di giro degli altri nominati e vincitori <b>è parso improvvisamente un film vecchissimo e imbalsamato</b>.</p>
<h3>Un Oscar da musica, quella che corona ogni sogno</h3>
<p>Questa lunga e appassionata notte è stata colorata anche a suon di musica, ma che musica. Sulle note di <b>I’m Gonna Love Me Again</b>, dalla colonna sonora di <b>Rocketman </b>il meraviglioso Elton John, che sul coloratissimo palco ha riscaldato e commosso tutti gli animi. Per lui il secondo Oscar della carriera, il primo vinto nel 1995 per il pezzo Can You Feel the Love Tonight dal film The Lion King. A sorpresa, poi,  a risvegliare la platea del <b>Dolby Theater</b>, facendo ballare Brad Pitt e Leonardo DiCaprio ci ha pensato <b>Eminem</b>, esordendo con il brano Lose Yourself con cui vinse l’Oscar proprio nel 2003.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Elena Strappa</i></b></p>
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		<title>Grammy Awards: la serata di Black Mamba. Tutti i vincitori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 10:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Grammy-Awards-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Grammy Awards" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Grammy-Awards-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Grammy-Awards-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Grammy-Awards-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2020/01/Grammy-Awards-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La 62esima edizione dei Grammy Awards è stata condotta dalla cantante Alicia Keys e ha visto trionfare Lizzo e Billie Eilish</p>
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<h3>Serata dedicata a Kobe Bryant</h3>
<p>Nel palazzetto dei Lakers la serata è cominciata con un minuto di silenzio per ricordare il campione di basket morto insieme alla figlia Gianna (13 anni) a seguito dello schianto del suo elicottero in California. Fuori dell’arena, dove si è svolta la cerimonia, si sono radunati centinaia di fan che hanno voluto rendergli omaggio con cartelloni e foto. La madrina della serata, Alicia Keys ha aperto così la serata: “Eccoci nella notte più importante della musica per celebrare gli artisti che hanno dato il meglio, ma per essere onesti stiamo tutti provando una grande amarezza”.</p>
<h3><b>Grammy Awards</b>, tutti i vincitori</h3>
<p>Questa edizione ha visto la giovanissima Billie Eilish aggiudicarsi ben 5 Grammy Awards nelle categorie più rilevanti. Ma vediamo tutti i vincitori suddivisi per categoria:</p>
<p>Record of the Year, “Bad Guy” — Billie Eilish</p>
<p>Album of the Year, “When We All Fall Asleep, Where Do We Go?” — Billie Eilish</p>
<p>Best New Artist, Billie Eilish</p>
<p>Best Rap/Sung Performance, “Higher” — DJ Khaled ft. Nipsey Hussle &amp; John Legend</p>
<p>Song of the Year, “Bad Guy” — Billie Eilish O’Connell &amp; Finneas O’Connell, songwriters (Billie Eilish)</p>
<p>Best Rap Album, IGOR — Tyler, The Creator</p>
<p>Best Comedy Album, Sticks &amp; Stones — Dave Chappelle</p>
<p>Best Country Duo/Group Performance,  “Speechless” — Dan &amp; Shay</p>
<p>Best Pop Solo Performance, “Truth Hurts” — Lizzo</p>
<h3>Per la categoria POP</h3>
<p>Best Pop Duo/Group Performance, “Old Town Road” — Lil Nas X &amp; Billy Ray Cyrus</p>
<p>Best Traditional Pop Vocal Album, Look Now — Elvis Costello &amp; The Imposters</p>
<p>Best Pop Vocal Album, When We All Fall Asleep, Where Do We Go — Billie Eilish</p>
<h3>Dance-Elettronica</h3>
<p>Best Dance Recording: “Got To Keep On” — The Chemical Brothers</p>
<p>Best Dance/Electronic Album: No Geography — The Chemical Brothers</p>
<h3>Contemporanea strumentale</h3>
<p>Best Contemporary Instrumental Album: Mettavolution — Rodrigo y Gabriela</p>
<h3>Rock</h3>
<p>Best Rock Performance: “This Land” — Gary Clark Jr.</p>
<p>Best Metal Performance: “7empest” — Tool</p>
<p>Best Rock Song: “This Land” — Gary Clark Jr., Songwriter (Gary Clark Jr.)</p>
<p>Best Rock Album: Social Cues — Cage The Elephant</p>
<p>Alternative</p>
<p>Best Alternative Music Album: Father of the Bride — Vampire Weekend</p>
<h3>R&amp;B</h3>
<p>Best R&amp;B Performance: “Come Home” — Anderson .Paak &amp; André 300</p>
<p>Best Traditional R&amp;B Performance: “Jerome” — Lizzo</p>
<p>Best R&amp;B Song: “Say So” — Pj Morton, Songwriter (Pj Morton Ft. Jojo)</p>
<p>Best Urban Contemporary Album: Cuz I Love You (Deluxe) — Lizzo</p>
<p>Best R&amp;B Album: Venture — Anderson.Paak</p>
<h3>RAP</h3>
<p>Best Rap Performance: “Racks In The Middle” — Nipsey Hussle ft. Roddy Ricch &amp; Hit-boy</p>
<p>Best Rap Song: “A Lot” — Jermaine Cole, Dacoury Natche, 21 Savage &amp; Anthony White, songwriters (21 Savage ft. J. Cole)</p>
<h3>Country</h3>
<p>Best Country Solo Performance: “Ride Me Back Home” — Willie Nelson</p>
<p>Best Country Song: “Bring My Flowers Now” — Brandi Carlile, Phil Hanseroth, Tim Hanseroth &amp; Tanya Tucker, Songwriters (Tanya Tucker)</p>
<p>Best Country Album: While I’m Livin’ — Tanya Tucker</p>
<h3>Jazz</h3>
<p>Best Improvised Jazz Solo: “Sozinho” — Randy Brecker, soloist</p>
<p>Best Jazz Vocal Album: 12 Little Spells — Esperanza Spalding</p>
<p>Best Jazz Instrumental Album: Finding Gabriel — Brad Mehldau</p>
<p>Best Jazz Ensemble Album: The Omni-american Book Club — Brian Lynch Big Band</p>
<p>Best Latin Jazz Album: Antidote — Chick Corea &amp; The Spanish Heart Band</p>
<h3>Gospel/Musica Cristiana contemporanea</h3>
<p>Best Gospel Performance/Song: “Love Theory”– Kirk Franklin; Kirk Franklin, Songwriter</p>
<p>Best Contemporary Christian Music Performance/Song: “God Only Knows” — for King &amp; Country &amp; Dolly Parton; Josh Kerr, Jordan Reynolds, Joel Smallbone, Luke Smallbone &amp; Tedd Tjornhom, songwriters</p>
<p>Best Gospel Album: Long Live Love — Kirk Franklin</p>
<p>Best Contemporary Christian Music Album: Burn The Ships — for King &amp; Country</p>
<p>Best Roots Gospel Album: Testimony — Gloria Gaynor</p>
<h3>Latina</h3>
<p>Best Latin Pop Album: #ELDISCO — Alejandro Sanz</p>
<p>Best Latin Rock, Urban or Alternative Album: El Mal Querer – Rosalía</p>
<p>Best Regional Mexican Music Album (Including Tejano): De Ayer Para Siempre — Mariachi Los Camperos</p>
<p>Best Tropical Latin Album: Opus — Marc Anthony (WINNER – TIE) – A Journey Through Cuban Music — Aymée Nuviola (WINNER – TIE)</p>
<h3>American Roots</h3>
<p>Best American Roots Performance: “Saint Honesty” — Sara Bareilles</p>
<p>Best American Roots Song: “Call My Name” — Sarah Jarosz, Aoife O’donovan &amp; Sara Watkins, songwriters (I’m With Her)</p>
<p>Best Americana Album: Oklahoma — Keb’ Mo’</p>
<p>Best Bluegrass Album: Tall Fiddler — Michael Cleveland</p>
<p>Best Traditional Blues Album: Tall, Dark &amp; Handsome — Delbert McClinton &amp; Self-made Men</p>
<p>Best Contemporary Blues Album: This Land — Gary Clark Jr.</p>
<p>Best Folk Album: Patty Griffin — Patty Griffin</p>
<p>Best Regional Roots Music Album: Good Time — Ranky Tanky</p>
<h3>Reggae</h3>
<p>Best Reggae Album: Rapture — Koffee</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Susanna Meazza</i></b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/musica/grammy-awards-la-serata-black-mamba-tutti-vincitori/">Grammy Awards: la serata di Black Mamba. Tutti i vincitori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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