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	<title>Haute Couture AI 2019-20 &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Zuhair Murad vola a Parigi per l’Haute Couture AI 2019/2020</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 14:53:08 +0000</pubDate>
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<p>Nell’intesa settimana che trasforma la città dell’amore in pura ode all’Haute Couture, non poteva mancare lui, <b>Zuhair Murad</b>, il designer che interpreta la donna liberata da pudori e costrizioni grazie alla sua ricercata femminilità, che non si traduce mai in qualcosa di volgare.</p>
<h3>Mirage at Oasis: un round trip in Marocco</h3>
<p>La collezione firmata Zuhair Murad si ispira ad una vecchia Medina, e si compone per lo più di abiti lunghi e corti, gonne modello pareo con aperture frontali e tute. I capi della linea sono caratterizzati da <b>profonde scollature</b> e <b>trasparenze</b> nei punti giusti, arricchite da<b> strass e piume</b> che vanno a creare quell’effetto di vedo-non vedo estremamente chic. Scollature, quindi, per tutti i gusti: dalla classica a V, alla barchetta, a cuore, al monospalla tornato molto in voga, sino alla raffina Queen Anne.</p>
<p>Ogni opera d’arte si adatta a qualsiasi tipo di fisico, valorizzandolo e sottolineandone i punti forti. Zuhair Murad sceglie di evidenziare il <b>punto vita</b>, talvolta con cinture, altre ricreando un’empatia tra il bustier e la gonna, abbondante negli abiti lunghi. Nulla è lasciato al caso, e viene sempre messo in risalto il lavoro che si cela dietro la realizzazione dei dettagli e delle cuciture da parte delle ricamatrici e delle sarte. Zuhair Murad utilizza spesso lavorazioni interamente fatte a mano, e in questo caso si nota la lavorazione in jacquard molto colorata e giacche con perline handcraft che conferiscono un sapore fresco e nuovo al suo mondo di conturbante sensualità.</p>
<h3>Una palette che richiama il Libano</h3>
<p>Il designer libanese ha spesso rivelato che trae ispirazione dalla sua terra per le collezioni, cosa evidente osservando le palette che utilizza, le preziose lavorazioni e lo stile. In questo caso lo scenario è in perfetta sintonia con gli abiti; i motivi degli arazzi nordafricani creano un tutt’uno con la prima metà del défilé, dove c’è una predominanza di rosso ciliegia, total black, arancio e fucsia. L’oro, l’argento e il verde brillante conducono invece alla chiusura. Tra i materiali non mancano l’<b>organza leggera</b>, che sembra essere la predominante, lo <b>chiffon</b> e il <b>lurex</b>, utilizzato con una raffinatezza innata.</p>
<h3>Fasce mon coeur</h3>
<p>Le <b>fasce</b> sono spesso oggetto di dibattiti, o le si ama o le si odia. In questo caso aggiungono quel tocco marocchino che Zuhair Murad ha voluto portare in passerella con la collezione <b>Mirage at Oasis</b>. Realizzate in tessuto, il designer le propone in quasi tutti i look, persino indossate con abiti bridal, certo non adatti alla sposa tradizionale, ma che fanno sognare. Zuhair Murad prima del défilé ha spiegato che stava bramando una serie bohémien degli anni Settanta, molto Saint Laurent!</p>
<h3>Il designer che vuole sempre cavalcare l’onda</h3>
<p>Zuhair Murad, classe 1971, nasce in Libano ma diventa presto cittadino del mondo; prima si trasferisce a Parigi per frequentare una scuola di moda, poi a Beirut dove fa il suo esordio come couturier, infine a Roma e di nuovo a Parigi. Tanta strada per un ragazzo così giovane che ha fame di farsi conoscere in tutto il mondo. Impiega poco tempo, infatti, a veder indossate le sue meravigliose creazioni dalle celebs internazionali, da Jennifer Lopez a Miley Cyrus, ma anche Marion Cotillard, giusto per citarne alcune.</p>
<p>Lo stile di Zuhair Murad viene riconosciuto immediatamente anche dai più estranei al mondo della moda, grazie alle linee che valorizzano la silhouette e ne enfatizzano le curve femminili con <b>pizzi</b>, <b>trasparenze</b>, <b>ricami</b> e <b>sensuali stampe</b> che vedono predominare tinte quali il bianco, il corallo, il lime e, grande amato dallo stilista, il <b>malva</b>, nuance che più gli ricorda la sua terra d’origine, nonché sua fonte d’ispirazione.</p>
<p>Dunque, una collezione fuori dagli schemi, sensuale e unica nel suo genere, che si pone perfettamente nella cornice dell’Haute Couture parigina. Chapeau alla maison guidata da Zuhair Murad.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>Parigi Haute Couture: occhi puntati su big e new entry</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2019 15:51:59 +0000</pubDate>
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<h3>Parigi Haute Couture 2019-2020: assenti illustri e grandi esordi</h3>
<p>Basta aprire il calendario delle sfilate parigine per notare un’assenza illustre: quella di <b>Balmain Couture</b>, brand guidato da <b>Olivier Rousteing</b> che a gennaio era ritornato all’Alta Moda proprio nella Ville Lumière dopo ben 17 anni.</p>
<p>A controbilanciare il vuoto ci pensano due esordi già chiacchieratissimi alla guida di una coppia di Maison che ha fatto la storia dell’Alta Moda. Lunedì 1 luglio toccherà infatti a <b>Daniel Roseberry </b>esordire come nuovo Direttore Creativo di <b>Schiaparelli</b>. Dopo un passato con la ben più compassata Thom Browne, Roseberry ha annunciato di voler improntare verso l’avanguardia il suo percorso con la griffe di Place Vendôme.</p>
<p>Martedì 2 luglio sarà invece il turno di <b>Virginie Viard </b>al debutto nell’Haute Couture di <b>Chanel</b>. Se la pupilla di Karl Lagerfeld aveva già dato prova del proprio estro improntato alla vestibilità con la Cruise Collection di maggio, i critici attendono il banco di prova dell’Alta Moda per sbilanciarsi sull’erede di Kaiser Karl.</p>
<h3>Sfilate e riconoscimenti…BIG</h3>
<p>Haute Couture fa da sempre rima con nomi leggendari, e anche per questa stagione le passerelle parigine saranno affollate dalle Maison riconosciute come colonne portanti dell’intero universo moda. Tale riconoscimento acquista in questa edizione una forma ancora più sostanziale: quella del titolo di <b>Cavaliere della Légion d&#8217;Honneur</b>, che verrà conferito a <b>Maria Grazia Chiuri </b>lunedì 1 luglio. E quale miglior modo per festeggiare una tale onorificenza se non con una sfilata? La Chiuri porterà infatti in scena l’Alta Moda femminile di <b>Christian Dior </b>proprio nella stessa giornata. <i>The show must go on</i>, letteralmente.</p>
<p>Martedì 2 luglio sarà invece la volta di <b>Giorgio Armani Privè</b>, fresco del debutto della sua nuova fragranza <i>Orangerie Venise</i>, e di <b>Givenchy</b>, che già aveva fatto chiacchierare Firenze durante lo scorso Pitti Uomo 96 grazie ad una collezione uomo ispirata a Charles Baudelaire. La giornata di mercoledì 3 luglio sarà poi delle più dense. <b>Maison Margiela </b>aprirà le danze all’Ambasciata britannica di Parigi e presenterà una collezione in collaborazione con l’agenzia di comunicazione votata allo sviluppo sostenibile <b>EcoAge</b>. L’highlight da non perdere: il <i>green carpet</i>, in pieno stile eco-friendly.</p>
<p>Nel pomeriggio si susseguiranno<b> Elie Saab</b>, <b>Zuhair Murad </b>e <b>Jean Paul Gaultier</b>, quest’ultimo fresco della presentazione del suo <b><i>Fashion Freak Show</i></b>, lo spettacolo di cui lo stilista è autore e regista e che andrà in scena a Spoleto dal 4 al 7 luglio. A chiudere con un colpo da maestro ci penserà invece <b>Valentino</b>, che farà seguire la sua sfilata dal gran ballo <i>Born in Rome Ball</i>, un evento che si preannuncia strabiliante e che avrà luogo presso l’Ambasciata italiana.</p>
<h3>Eventi controtendenza, a Parigi e non</h3>
<p>La voglia di rompere gli schemi è tanta in casa <b>Giambattista Valli</b>. Dopo la partnership low cost con H&amp;M, il designer ha deciso che a Parigi non sfilerà. Al posto della passerella, i suoi abiti vedranno i riflettori di un’esibizione vera e propria, un viaggio nella mente dell’artigiano haute couture da esperire nelle sale dell’hotel Shangri-La.</p>
<p>Sempre in tema di rinuncia alla sfilata, ma non al buzz che ne deriva, <b>Azzedine Alaïa </b>presenterà nella omonima Gallerie Azzedine Alaïa la mostra “<i>Azzedine Alaïa: Une autre pensée sur la mode – La collection Tati</i>”, la quale ripercorre la grandiosità e l’estro inusitato della collezione ispirata alla cittadina franco-tunisina Tati.</p>
<p>A concludere in bellezza sarà una Maison che teletrasporterà tutta Parigi a Roma per una notte: <b>Fendi</b>, che giovedì 4 luglio omaggerà l’intramontabile Karl Lagerfeld con una mastodontica sfilata sul Palatino. Il titolo? “<i>Dawn of Romanity</i>’, l’alba della romanità. Perché l’Haute Couture di Parigi ha un fascino intramontabile, ma sono le radici che non si dimenticano mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Martina Faralli</i></b></p>
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