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	<title>giovane &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Yadira Capote, l&#8217;emergente</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Oct 2013 08:35:05 +0000</pubDate>
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<p><strong>Da dove arriva la tua passione per questo lavoro?<br />
</strong>Sono sempre stata attratta da tutto ciò che è arte: musica, danza, architettura e moda. A Cuba ho iniziato a farlo per guadagnare. Di giorno facevo la maestra d’asilo e la sera sfilavo con i miei modelli di costumi da bagno fatti a uncinetto. Ho iniziato così, poi sono passata a realizzare abiti da sera per eventi particolari e alla fine ho scelto di spostarmi, e sono andata in Svizzera a cercare lavoro.</p>
<p><strong>Qui cosa hai trovato?</strong><br />
Nonostante cercassi anche altri lavori, le offerte che ricevevo erano sempre come sarta. Quindi ho lavorato per alcune sartorie e atelier a Lugano. Non ero soddisfatta al cento per cento e ho così deciso di iscrivermi ad una scuola di moda, l’Istituto di Moda Burgo a Milano, per perfezionare la tradizione familiare che ho acquisito da mia nonna e imparare le rifiniture.</p>
<p><strong>Quando hai capito che volevi realizzare un tuo marchio?</strong><br />
Già a metà del secondo anno avevo le idee chiare su quello che sarebbe stato il mio percorso e i progetti che volevo intraprendere. Così appena diplomata mi sono messa subito all’opera per realizzare la collezione. E dopo due anni, tanta fatica, eccomi qua!</p>
<p><strong>A cosa ti ispiri quando crei? E cosa ha ispirato in particolare questa collezione?</strong><br />
Per creare mi ispiro ad architettura e agli elementi, sfumature e forme della natura. Voglio creare movimento sui miei abiti. Sono quasi delle opere d’arte in seta. Per questa collezione mi sono ispirata ai Caraibi, ai colori del mare e dei pesci. Ho scelto i colori in base alle emozioni che mi davano. Se non mi batte il cuore allora non è quello giusto. Un dettaglio che è presente spesso nella collezione sono le spine, puntano verso l’altro, verso la vittoria. Sono un segno di ambizione.</p>
<p><strong>Che rapporto hai con i tuoi abiti?</strong><br />
Gli abiti sono come delle persone. Devono emozionare, non sono solo stoffa da indossare. Quando creo a volte parlo con loro, mi relaziono. Come tutte le cose ci deve essere feeling e passione. E i miei abiti hanno questo: mio lavoro, la mia ricerca e il mio amore.</p>
<p><strong>Come definiresti la collezione per la prossima primavera estate?</strong><br />
Elegante, futurista, contemporanea e sensuale.</p>
<p><strong>Cosa ti ha mosso finora e cosa alimenta oggi il tuo lavoro?</strong><br />
La passione, l’amore, la ricerca. Ne ho fatta molta per dare vita a questa linea. Ricerca nei tessuti, nei colori, nelle finiture. I tessuti sono 100% Made in Italy. Ricerco la qualità e la perfezione per ogni capo che realizzo.</p>
<p><strong>Ti senti un esempio?</strong><br />
Si, non mi sento di avercela fatta ancora. Sono in continua evoluzione e aspiro sempre a qualcosa di più, ma mi sento di essere sulla buona strada. Mia nonna diceva sempre di non ascoltare nessuno tranne te stesso. Io ho dei sogni e sono sulla via giusta per poterli realizzare. Trovo che non si possa vivere senza sogni o ambizioni. Sono un motore. Consiglio di sognare e fare di tutto per poter realizzare i propri sogni e progetti. Bisogna perseverare.</p>
<p><strong>Chi è un esempio per te?</strong><br />
Quelle persone che non ce l’hanno fatta subito. Se tutto succede subito e in maniera facile si perde il gusto delle cose. Ci vuole lavoro, determinazione e qualche caduta, ma bisogna sempre risalire in sella e continuare. Basti pensare a Coco Chanel,&nbsp; Henry Ford o Walt Disney. Hanno tutto dovuto affrontare avversità nella vita e nel lavoro e ora sono personaggi famosi in tutti il mondo.</p>
<p><strong>Sei stata a Parigi per la fiera del lusso, che cosa hai provato?</strong><br />
In realtà non ci credo ancora. Ho realizzato cosa stava davvero succedendo quando ho visto appesi i miei capi sugli stand. È stata un’emozione incredibile.</p>
<p><strong>Che progetti hai per il futuro?</strong><br />
Sto realizzando la collezione invernale del mio pret-a-porter di lusso, ho in mente una linea di accessori e punto a creare della vera e propria haute couture.</p>
<p><strong>Cosa fa una stilista emergente passionale come te nel tempo libero?</strong><br />
Ballo! Sono cubana e ballare è una cosa che mi è sempre piaciuta. Nel tempo libero mi sfogo così o uscendo con mio marito e gli amici a bere un buon bicchiere di vino e facendo due chiacchiere o leggendo i miei amatissimi gialli di Ellery Queen.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Gaia Uboldi&nbsp;</strong></em></p>
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		<title>Alexander Vinash &#8211; Upcoming designer d&#8217;oltreoceano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2013 18:56:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/AlexVin01-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/AlexVin01-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/AlexVin01-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/AlexVin01-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/09/AlexVin01.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Alexander Vinash traccia sul ghiaccio il suo concetto di moda.</p>
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<p><strong>Alexander Vinash</strong>. Nativo di Buenos Aires, ma ha vissuto un po&#8217; ovunque.&nbsp;Ex pattinatore professionista su ghiaccio, conserva ancora lo spirito di sacrificio, l&#8217;umiltà e il fisico atletico tipico della forma mentis sportiva; oggi con il suo marchio Alex Vinash veste le donne più sofisticate made in U.S.A., creando un nuovo concetto di moda:&nbsp;il Contemporary-minded.</p>
<p><b>Alex, inizio curioso il tuo…<br />
</b><em>Si, in effetti ho iniziato creando body per i pattinatori su ghiaccio, sono stato uno di loro.Ebbene, durante un campionato del mondo i miei pezzi catturarono l&#8217;attenzione di uno stylist che li volle per un editoriale video.&nbsp;La cosa buffa è che finirono insieme a nomi altisonanti, dei veri guru per me, Dior, Dolce &amp;Gabbana.. e io non avevo nemmeno un&#8217;etichetta tutta mia.&nbsp;Fu però l&#8217;inizio di tutto. La classica porta aperta, il passe-partout che mi serviva.</em></p>
<p><em>Da allora per i miei abiti c&#8217;è una waiting list, tante sono le richieste, sono ricercati da stylist, modelle, e i fotografi mi contattano continuamente x averli nelle loro produzioni.&nbsp;Una grande gioia per me e una immensa soddisfazione.</em></p>
<p><b>Cosa ispira le tue creazioni?<br />
</b><em>Ho davvero viaggiato molto in vita mia.&nbsp;15 anni di tour solo per la mia carriera di pattinatore. Ho visto così tanti posti, scorci, culture , conosciuto così tante persone che non potevano che lasciarmi emozioni.&nbsp;Emozioni che ora trasferisco sui tessuti, con le stampe e tramite i tagli.</em></p>
<p><b>Un&#8217;anteprima sul tema della collezione che andrai a presentare a breve, la SS2014?<br />
</b><em>Dico solo che sto cercando di guardare all&#8217; &#8220;essenziale&#8221; di me stesso… il che è piuttosto difficile poiché adoro i fiori, le stampe e gli orpelli in generale.</em></p>
<p><b>So che sarai presente alle sfilate di Las Vegas e che sei stato invitato a partecipare a quelle di New York, come ti senti? Che effetto fa?<br />
</b><em>È&nbsp;tutto così veloce ed eccitante e&nbsp; allo stesso tempo temo per i miei nervi.&nbsp;Proprio questa settimana sono stato invitato anche alla FW di Los Angeles, a metà ottobre.&nbsp;Ha tutto dell&#8217;incredibile, ma io ne sono entusiasta.</em></p>
<p><b>Cosa manca ancora ad Alex? Il tuo next step?<br />
</b><em>Voglio rafforzare e consolidare il business in America e poi arrivare alla Fashion Week di Milano, e perché no, magari un giorno anche a Parigi.&nbsp;Onestamente non credo ci vorrà ancora molto, nel frattempo l&#8217;editoriale moda del&nbsp;mese è dedicato a lui, ad Alex Vinash e alle sue creazione in perfetta amalgama con una sofisticata ricerca accessori made in Italy e France, proprio come lui sogna.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Federica Piacenza</em></strong>)</p>
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		<title>“ OUTLOOP ”, made in Italy “eco-green”</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2013 14:08:49 +0000</pubDate>
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<p><em><strong>“Break Habits”</strong></em>. Questo il <strong>motto dei due giovani marchigiani Emanuele e Marco</strong>, che con entusiasmo hanno deciso di intraprendere la sfida di lanciare un brand di t-shirt tutto loro. <strong>OUTLOOP</strong> nasce dal bisogno di cambiamento rivolto alle nuove generazioni, dalla necessità di dare spazio a nuove occasioni e nuovi modi di vedere il mondo, restando comunque nel mood del made in Italy.</p>
<p>Le<strong><em> T-shirt sono in cotone organico</em></strong>, rispettando il <em>100% eco-green</em>, la manifattura è totalmente artigianale e le stampe sono realizzate in <em>tre linee diverse</em> in collaborazione con <em>artisti emergenti come <strong>Stefano Ortega</strong></em>, fotografo italo-argentino che lavora a New York dove ha sviluppato la collezione<strong> Untitled</strong>, <em><strong>Elisabetta Lugari</strong></em>, anche lei fotografa free-lance fra Milano e Parigi che ha dato vita alla linea<strong>&nbsp;In Bloom</strong>&nbsp;e, infine, <em><strong>Marina Cinciripini e Giovanna Carati</strong></em>, giovani designer che vivono a Milano e hanno chiamato la collezione per Outloop <strong>Back to the Roots</strong>.</p>
<p>Questi giovani artisti hanno una visione a 360° del panorama internazionale e del suo sviluppo rimanendo sempre in linea con i canoni di sviluppo del brand e incrementandolo a sua volta. Come i più moderni designer, per ora, il canale di vendita è on- line su www.outloop.com, ma siamo sicuri che a breve conquisteranno le vetrine dei più famosi shops di Streetwear.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Benedetta Gandini</em></strong>)</p>
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		<title>Cannavacciuolo, l’erede di Gordon Ramsay</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 21:51:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Chef stellato napoletano: “Il mio maestro? Mio padre”</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Cannavacciulo_5.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>È&nbsp;italiano, più precisamente napoletano di Vico Equense, sposato e padre di due bambini; è lo <strong>Chef pluristellato di <em>Villa Crespi</em></strong> e in primavera lo vedremo su <strong><em>Fox Internationals Channels Italy</em></strong>, sul <em>canale 144</em> di <em>Sky</em>, a condurre <strong><em>Cucine da Incubo</em></strong>, proprio come <strong>Gordon Ramsay</strong> in <strong><em>Kitchen Nightmares</em></strong>. Anche se è il suo ‘<em>erede’</em>, in Italia, Antonio, meglio conosciuto come Antonino, non è certo glaciale come il collega scozzese, ma in tutto e per tutto partenopeo. Quindi, solare, carismatico, dalla ‘stazza’ possente e, a prima vista, un pizzico burbero. <em>“Qb”</em> potremmo dire, se burbero fosse l’ingrediente di una ricetta, con un&#8217;evidente sensibilità per il buon gusto.</p>
<p>Impossibile non entrare nella trappola dei doppi sensi, ma stiamo parlando di uno dei nomi dell’alta gastronomia italiana, di un uomo che giovanissimo, a soli 38 anni, è gestore insieme all’incantevole moglie Cinzia, di <strong><em>Villa Crespi</em></strong>, <em>Relais Chateau</em> tra più belli d’Europa, una residenza di fine ‘800 sulle sponde del Lago D’Orta.</p>
<p>E ora Antonio Cannavacciuolo, <em>dalle ‘stelle’ passerà alle ‘stalle’</em>, in cucine di ristoranti sull’orlo del precipizio che hanno bisogno non solo dei consigli esperti di uno chef come lui, ma di una bonifica generale; lo si vedrà infatti all’opera nel tentativo di risollevare le sorti dei ristoranti italiani in difficoltà. Nel frattempo e nonostante i suoi mille impegni, noi di <strong><em>Gilt Magazine</em></strong> siamo riusciti a intervistarlo, complice la moglie Cinzia&#8230;</p>
<p>E vi garantiamo che l&#8217;intervista è avvenuta davvero in via del tutto speciale!</p>
<p><strong>Antonino Cannavacciuolo, veniamo subito al dunque: qual è il suo piatto preferito? E perché?</strong><br />
Pasta e fagioli, innanzitutto perché ho mille ricordi di mia nonna in cucina che con i suoi cocci sul fuoco già di prima mattina cucinava questo piatto, e poi perché mi piace veramente tanto.</p>
<p><strong>Che cosa l’ha portata al nord&#8230;sul Lago D&#8217;Orta?</strong><br />
Sono approdato al lago per amore (di Cinzia, <em>ndr</em>) e per dar vita a una grande scommessa. Prendere in gestione, da solo, con una buona dose di incoscienza, una struttura come Villa Crespi, senza essere famoso, per esprimere la mia cucina. Oggi posso dire di averla vinta quella scommessa!</p>
<p><strong>Dove ha imparato a cucinare?<br />
</strong>Ho avuto la fortuna di iniziare molto presto. Mio padre insegnava alla scuola alberghiera di Napoli. Già a 14 anni, dopo la terza media, sono riuscito a entrare in alberghi a 5 stelle come il Vesuvio a Sorrento, La Sonrisa, il Quisisana di Capri.</p>
<p><strong>Quando ha capito che sarebbe diventato il suo mestiere?<br />
</strong>La passione per la cucina è cresciuta con me fin dalla mia infanzia, da quando ammiravo le creazioni di mio padre e le tavole imbandite della tradizione campana. Da qui un percorso continuo, esperienze professionali, crescita interiore e sviluppo del gusto per la realizzazione di una cucina che riesca a parlare di me e che permetta di esprimermi.</p>
<p><strong>Alcuni criticano la cucina troppo elaborata, abbinamenti sofisticati dove i gusti a volte si confondono, e riescono ad apprezzarla solo alcuni&#8230;<br />
</strong>Per me non esistono un pensiero o una ricerca precisa, realizzare una nuova ricetta o un nuovo piatto significa permettere alle mie idee di fuoriuscire e prendere forma …</p>
<p><strong>Mozzarella di bufala e pasta di Gragnano, per Cannavacciuolo oltre a essere due ingredienti che identificano alcune delle sue ricette, cosa sono?</strong><br />
Il ricordo dei sapori e dei colori della tradizione campana, della mia infanzia.</p>
<p><strong>La cucina stellata deve rispettare molte regole per essere considerata tale, senza entrare troppo nel tecnico. Dei 5 sensi quale è il più importante per lei?</strong><br />
Penso che il visivo sia il primo e quindi il biglietto da visita.</p>
<p><strong>Stelle, Cappelli, Forchette: il suo ristorante li ha tutti. Che effetto fa essere così giovane e avere tutto ciò? E ora andare anche su Fox a condurre un programma.</strong><br />
Naturalmente mi fa piacere perché vuole dire che ho fatto e sto facendo bene il mio lavoro. Ed è uno stimolo a continuare così.<br />
<strong><br />
Quale chef le ha insegnato di più?</strong><br />
Mio padre, certamente. Più che insegnarmi, mi ha riempito di consigli, che ancora oggi uso con i miei ragazzi. Poi Nazzareno Menghini che mi ha fatto conoscere nuovi influssi, più europei, meno napoletani.</p>
<p><strong>Quale chef, oggi, è un innovatore?</strong><br />
Chef innovatore? Massimo Bottura.</p>
<p><strong>&#8216;La gavetta&#8217; abbiamo detto che ha avuto la fortuna di farla in alcuni dei più quotati ristoranti italiani e francesi. Chi vince tra Italia e Francia? C&#8217;é qualche altro Paese che per sapori e pietanze la ispira?</strong><br />
Durante la mia crescita vince la Francia per l’esperienza che mi ha donato nei miei anni di gavetta, mentre mi ispira molto il Giappone. L’Italia è fonte di ispirazione quotidiana per i prodotti, poi la tradizione e il grande patrimonio delle cucine regionali.</p>
<p><strong>La chiave del successo in cucina, in brigata e nella vita? Sembra che lei l&#8217;abbia trovata, o comunque è sulla buona strada&#8230;La svelerebbe a noi di Gilt Magazine?</strong><br />
Determinazione, costanza e passione sono gli elementi che mi hanno portato a raggiungere quanto fin ora ottenuto.</p>
<p><a href="http://www.hotelvillacrespi.it/">www.hotelvillacrespi.it</a><br />
<strong><em></em></strong></p>
<p>(di <strong><em>Marianna</em><em> Morandi</em></strong>)</p>
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		<title>Icons of Heritage by Gucci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2012 17:02:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1Icons-of-Heritage-Cut-Craft-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1Icons-of-Heritage-Cut-Craft-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1Icons-of-Heritage-Cut-Craft-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1Icons-of-Heritage-Cut-Craft-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1Icons-of-Heritage-Cut-Craft.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Un concorso per artisti e giovani talenti della moda.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1Icons-of-Heritage-Cut-Craft-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1Icons-of-Heritage-Cut-Craft-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1Icons-of-Heritage-Cut-Craft-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1Icons-of-Heritage-Cut-Craft-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_1Icons-of-Heritage-Cut-Craft.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Lanciata il <strong>6 settembre</strong>, la campagna&nbsp;<strong><em>“Icons of Heritage &#8211; Cut &amp; Craft”</em>&nbsp;</strong>è dedicata a&nbsp;<strong>Jackie</strong>,&nbsp;<strong>New Bamboo&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Stirrup</strong>, le borse iconiche del marchio, e non solo.</p>
<p><strong>Gucci</strong>&nbsp;dà, infatti, modo a chiunque di immedesimarsi in uno dei suoi <em>“mastri artigiani”</em>, lanciando un concorso mondiale, ospitato in un’apposita <strong><em>tab</em></strong> sulla pagina <em><strong>Facebook</strong></em> istituzionale e disponibile in <em><strong>5 lingue</strong></em> (italiano, inglese, francese e arabo; per <em><strong>Giappone e Corea</strong> </em>ci saranno invece delle <em>tab locali</em>, nelle relative lingue).</p>
<p>Ogni utente interessato potrà conoscere le tre borse, grazie a<strong> brevi&nbsp;filmati in 3D&nbsp;</strong>e, ispirato dalla galleria di immagini della collezione attuale. Potrà scaricare i&nbsp;<strong>modelli in carta</strong><strong>&nbsp;</strong>delle borse che, una volta assemblate (le istruzioni saranno all’interno dei video), potrà&nbsp;<strong>personalizzare</strong><strong>&nbsp;</strong>secondo il proprio stile. Infine, caricando le immagini delle realizzazioni nell’apposita galleria, potranno essere votati e votare a loro volta altri modelli “artigianali”.</p>
<p><strong>Il concorso</strong> ha riscosso un grande successo e conta numerose partecipazioni: tra i <strong>nove finalisti,</strong> <strong>Frida Giannini</strong>, direttore creativo di <strong>Gucci,</strong> selezionerà i&nbsp;<strong></strong><strong>tre modelli migliori</strong><strong>&nbsp;</strong>le cui immagini saranno pubblicate come&nbsp;<em><strong>cover&nbsp;sulla&nbsp;pagina facebook&nbsp;del marchio</strong></em>, dando così l’opportunità ad artisti e aspiranti stilisti di esseri visibili da un pubblico di nove milioni di utenti!<br />
Un artigiano Gucci impiega almeno due giorni per creare meticolosamente una borsa, e voi?&nbsp;Nessuna regola, nessun limite, solo il libero flusso della propria creatività.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Link Utili</span><br />
<a href="http://www.gucci.com/">www.gucci.com</a>(www.gucci.com/it/worldofgucci/articles/cut-and-craft-facebook-contest#1)<br />
<a href="http://www.facebook.com/GUCCI">www.facebook.com/GUCCI</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>(</strong></em>di<em><strong> Marta Lualdi)</strong></em></p>
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		<title>“Who is on next?”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 20:02:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fashion Shows]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="256" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_3who-is-next-768x256.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_3who-is-next-768x256.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_3who-is-next-300x100.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_3who-is-next-480x160.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/10/visore_3who-is-next.jpg 900w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Nuova generazione di talenti scelta da Vogue Italia.</p>
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<p>È&nbsp;davvero una fashion week dedicata ai giovani quella di quest’anno, dopo le premiazioni dei <strong><em>talenti “young”</em></strong> &nbsp;ai <em>“Chi è chi awards”</em> , <strong><em>Vogue Italia</em></strong>, in collaborazione con <strong><em>Altaroma</em></strong> e <strong><em>Fidenza Village Chic Outlet Shopping</em></strong>, torna a investire sulla moda di domani supportando i più promettenti talenti emergenti.</p>
<p>La serata d’apertura, ha registrato la presenza di due ospiti davvero importanti:&nbsp; la direttrice italiana di Vogue, <strong><em>Franca Sozzani</em></strong> ed <strong><em>Anna Wintour</em></strong>, direttrice di Vogue Usa. Le due regine della moda, tra il timore e l’emozione dei finalisti e vincitori del concorso, hanno commentato ogni collezione con attenzione e professionalità.</p>
<p>Vincitori della sezione “ready to wear” <strong><em>Marcobologna</em></strong>, by Marco Giuliano e Nicolò Bologna. Per la categoria accessori <strong><em>Giancarlo Petriglia</em></strong> insieme con le creazioni di <strong><em>Conspiracy</em></strong> di Gianluca Tamburini e <strong><em>Charline de Luca</em></strong> di Carlotta De Luca. Vincitrice del premio speciale <strong><em>“yoox.com”</em></strong> <strong><em>Suzanne Susceptible</em></strong> by Cha Soo Jung.</p>
<p>Ma l’apertura di nuove strade per i giovani non si ferma certo qui, per l’autunno 2013 la liason tra Vogue Talents e Fidenza village Chic outlet Shopping porterà infatti all’apertura di <strong><em>The</em></strong> <strong><em>Talent Store at Fidenza</em></strong> <strong><em>Village,</em></strong> supporto creativo per le nuove generazioni di designer.</p>
<p>(di<strong><em> Gaia Ginevra Pignataro</em></strong>)</p>
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