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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>L&#8217;arte o l&#8217;amore: qual è &#8220;La migliore offerta&#8221;?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 18:07:58 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Larte-o-lamore-qual-è-la-miglior-offerta-_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Larte-o-lamore-qual-è-la-miglior-offerta-_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Larte-o-lamore-qual-è-la-miglior-offerta-_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Larte-o-lamore-qual-è-la-miglior-offerta-_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Larte-o-lamore-qual-è-la-miglior-offerta-_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>È&nbsp;l&#8217;ultimo film dell&#8217;autore di Baarìa, <strong>Giuseppe Tornatore</strong>, tra i registi italiani più apprezzati sulla scena internazionale. Un “maestro”, in questo caso, che ci presenta un&#8217;opera variegata, piena di sfumati, enigmatica e intensa con quella scorrevolezza simile a una lunga pennellata che solo lui, tra i registi nostrani, sa regalarci.</p>
<p>È di una minuziosa &#8220;cesellatura&#8221; che ci parla &#8220;<strong>La migliore offerta</strong>&#8220;. Pellicola sulle vicende di un brillante esperto antiquario apprezzato in tutto il mondo, Virgil Oldman (<strong>Geoffrey Rush</strong>), che un giorno viene chiamato da una misteriosa donna di nome Claire (<strong>Sylvia Hoeks</strong>) a effettuare una valutazione del suo ingente patrimonio artistico in quanto considerato dalla donna massimo esperto nel settore antiquario.</p>
<p>La vicenda si svolge in un&#8217;imprecisata città europea, in cui Oldman rifugge da autentici rapporti interpersonali, non a caso indossando metaforicamente un paio di guanti. Ricerca costantemente la compagnia di un&#8217;opera d&#8217;arte, sia essa un dipinto o una scultura, privilegiando la riflessione e il soliloquio, come quando si trova in presenza della sua collezione privata popolata da decine di ritratti femminili che lo guardano come ad attendere solo un suo sguardo di complice apprezzamento.</p>
<p>È una tematica non nuova, per Tornatore, quella della fobia degli spazi aperti. Infatti, come già in un suo film del 1998, il protagonista de &#8220;La leggenda del Pianista sull&#8217;Oceano&#8221; temeva l&#8217;accesso al mondo esterno, così ora il regista ci svela il multisfaccettato carattere della giovane Claire: sfuggente, malata di agorafobia e per questo timorosa anche del più piccolo contatto umano che vanifica con minuzia, comunicando unicamente da dietro una porta nascosta della villa.</p>
<p>Due personaggi, due mondi diversi con storie antitetiche che mostrano, però, un&#8217;umanità di fondo molto simile, tratti marcati e altri meno che combaciano e si fondono, come in un gioco d&#8217;incastri. Proprio come quegli insoliti ingranaggi, quei singoli tasselli che Oldman ritrova sparsi qua e là nella villa. L&#8217;uno è incompleto senza l&#8217;altro. Ed è proprio questo continuo fondersi di sentimenti la vera bellezza del film che combacia e si immerge perfettamente nel ritmo serrato, tipico del thriller più intenso e che solo alla fine svelerà l&#8217;opera compiuta: così come, pezzo dopo pezzo, si giunge, finalmente, a costruire l&#8217;antico automa, così accade per le vicende interpersonali tra Oldman e la seducente Claire.</p>
<p>Attraverso un costante gioco di sguardi si costruiscono le intrecciate vicende della storia tra l&#8217;antiquario e la donna, ma quello che il primo non sa è che aiutare la ragazza avrebbe cambiato persino se stesso. Lo avrebbe trasformato in un uomo nuovo, pronto ad affrontare anche la dura realtà che Claire stava architettando alle sue spalle.</p>
<p>Proprio come l&#8217;assistente di Virgil riuscirà ad aprirgli gli occhi affermando che &#8220;i sentimenti umani sono come le opere d&#8217;arte, si possono simulare&#8221;, così Oldman comprende che è una strada che può percorrere esclusivamente da solo.</p>
<p>Un film sull&#8217;amore nella cornice del mondo delle aste, dunque, ma, più in generale, un lavoro sull&#8217;eterna dicotomia tra verità e finzione che molto spesso non sono distinguibili con chiarezza e lucidità. Tutto è sfumato, ma è proprio da questa nebbia che risalta ancor più il talento di un regista che riesce a creare un&#8217;opera come un pittore dipingerebbe e si perderebbe, come un infante, nella perpetua scoperta dei sentimenti umani; nell&#8217;ossessione del continuo percorrere quel filo tagliente fino a godere, infine, della tela compiuta, del lavoro portato a termine ma da cui si sprigiona ancora un alone magico, misterioso ed infinito, proprio come se ancora fosse in corso d&#8217;opera. Un film che riesce a mostrare solo alla fine l&#8217;autentico nella finzione per metterci alla prova, per ritemprarci e farci rinascere più forti. Perché è questa, dopotutto, la forza che spinge l&#8217;uomo ad affrontare il presente e a proseguire il cammino nonostante le avversità della vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Luca Schirripa</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le 5 leggende: gli adulti possono sognare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 11:10:11 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Le-5-leggende-gli-adulti-possono-sognare_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Le-5-leggende-gli-adulti-possono-sognare_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Le-5-leggende-gli-adulti-possono-sognare_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Le-5-leggende-gli-adulti-possono-sognare_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Le-5-leggende-gli-adulti-possono-sognare_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><em>Rise of the guardians</em>, meglio conosciuto dal pubblico italiano come <strong>Le 5 leggende</strong>, è&nbsp; stato un successo al botteghino nel suo primo weekend di uscita.</p>
<p>Il cartone animato natalizio targato <strong>Dreamworks</strong> ha conquistato grandi e piccini, trascinando anche lo spettatore adulto nel mondo delle favole. Il film d’animazione segue le vicende dei classici eroi delle leggende popolari e delle fiabe: l’amato e famosissimo <em>Babbo Natale</em>, la <em>fatina dei denti</em>, il <em>coniglietto pasquale</em> e <em>Sandman</em>, conosciuto come “colui che protegge i sogni”, sono chiamati a rapporto dall’<strong>Uomo della Luna</strong>, l’entità magica e saggia che osserva le vicende terrestri, per sconfiggere <strong>Pitch</strong>, il perfido uomo nero determinato a trasformare i dolci sogni dei bimbi in terribili incubi. La forza dei quattro personaggi leggendari non è abbastanza per poter combattere il malvagio Pitch: per questo motivo, l’Uomo della Luna richiede l’aiuto di una quinta figura leggendaria, lo scapestrato <strong>Jack Frost</strong>. Ed è proprio in questo personaggio che si sintetizza la morale dell’ultima fatica della Dreamworks: a differenza dei suoi compagni di avventura, Jack non è idolatrato dai bambini e raramente viene considerato all’altezza delle altre leggende, insicurezza che lo spingerà a ricercare la propria forza nel profondo dell’anima, rivivendo i suoi ricordi d’ infanzia e riscoprendo la sua gioventù da “bambino normale”. Sarà proprio questo ritorno alle origini che permetterà alle cinque leggende di combattere il temibile Pitch e di restituire la tranquillità ai sogni dei bimbi.</p>
<p>Tratto dalla serie di libri “I guardiani dell’infanzia” di <strong>William</strong> <strong>Joyce</strong> <strong>e prodotto dal visionario Guillermo Del Toro</strong> <strong>, <em>Rise of the guardians</em> &nbsp;nasce come film per un pubblico di bambini ma strizza l’occhio anche nei confronti dello spettatore adulto, attingendo ad un substrato emozionale che può essere compreso solo dai più grandi. Come spiega il regista Peter Ramsey</strong> <strong>sul red carpet del <em>Festival del Cinema di Roma</em> (occasione in cui è stato presentato il film): “</strong>Nel film c’è un sottotesto emotivo non esplicitato che ha lo scopo di riportare chi guarda allo stato infantile. Sono personaggi fantastici che ritroviamo in qualunque parte del mondo.”</p>
<p>Attraverso le avventure di questi cinque leggendari eroi che divertono e affascinano i bambini, affrontando battaglie e lotte degne di un film d’azione per “grandi”, si nasconde una morale universale, la necessità di “credere per poter vedere”, di&nbsp; mettere da parte la maschera adulta che ci impedisce di avere fede e di confidare nella magia e nel potere di una forza superiore.</p>
<p><strong><br />
</strong>(di <strong><em>Alice Cella</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La classe operaia forte come l&#8217;Acciaio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 20:23:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/La-classe-operaia-forte-come-lAcciaio_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/La-classe-operaia-forte-come-lAcciaio_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/La-classe-operaia-forte-come-lAcciaio_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/La-classe-operaia-forte-come-lAcciaio_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/La-classe-operaia-forte-come-lAcciaio_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Tratto dal romanzo di Silvia Avallone, è un inno al riscatto.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/La-classe-operaia-forte-come-lAcciaio_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/La-classe-operaia-forte-come-lAcciaio_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/La-classe-operaia-forte-come-lAcciaio_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/La-classe-operaia-forte-come-lAcciaio_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/La-classe-operaia-forte-come-lAcciaio_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Nel film di <strong>Stefano Mordini</strong>, tratto dal romanzo-caso-letterario di <strong>Silvia Avallone</strong>, il nucleo attorno al quale prende vita l’intera storia è l’adolescenza. Le protagoniste sono due attrici esordienti: <strong>Anna</strong> <strong>Bellezza </strong>e<strong> Matilde Giannini</strong> che interpretano le vite di Anna e Francesca, due quattordicenni con il sogno di vivere un’esistenza migliore lontane da Piombino (Toscana).</p>
<p>Vedono la loro vita quotidiana come un inferno, costrette a vivere in una periferia operaia che attinge il suo più ampio guadagno dall’acciaieria Lucchini, una maestosa fabbrica storica che dà lavoro a molti operai. Non vedono uno sbocco di fronte a loro e le disagevoli situazioni famigliari di entrambe non aiutano di certo. Ma la speranza del riscatto è forte e viva in loro, e soprattutto è forte la voglia di sognare.</p>
<p>Da una parte c’è l’immagine cruda di questo incessante lavoro infernale e dall’altra, non molto lontana, si intravvede l’isola d’Elba, immaginata come un’irraggiungibile oasi di serenità, luogo di vacanza frequentato da famiglie felici e ricche.</p>
<p>Il regista dà molto spazio anche al personaggio di Alessio, fratello di Anna e operaio dell’acciaieria interpretato da <strong>Michele Riondino</strong> (talentuoso attore in ascesa già conosciuto per le serie televisive “<em>Distretto</em> <em>di polizia”</em> e “<em>Il giovane Montalbano” </em>). È&nbsp;un ragazzo dal carattere indefinibile, spigoloso ma onesto, che affronta il passaggio dall’adolescenza alla vita adulta mantenendo l’intera famiglia a causa di un padre assente. Preferisce guadagnare pochi soldi lavorando come operaio, andando a letto sporco ma di un sudore pulito. È&nbsp;ossessionato da Elena (<strong>Vittoria Puccini</strong>), il suo primo amore adolescenziale, che dopo essere andata a studiare lontano dalla sua città, torna a Piombino proprio per un colloquio di lavoro negli uffici della Lucchini.</p>
<p>Con questo film Mordini non vuole lanciare un messaggio, ma far vivere un’esperienza forte partendo dalle vite di giovani ragazzi speranzosi, affamati nei confronti del mondo, alla ricerca di un futuro migliore che sta altrove. Si intrecciano forti valori, l’ambizione, il sostegno e la voglia di non arrendersi.</p>
<p>(di <strong><em>Hilary Tiscione</em></strong>)</p>
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		<title>Le “architetture” di Gianfranco Ferrè</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Sep 2012 19:51:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="600" height="212" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/Ferré_1-600x212-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/Ferré_1-600x212-1.jpg 600w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/Ferré_1-600x212-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/09/Ferré_1-600x212-1-480x170.jpg 480w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><p>Asimmetrie e scollature profonde per esaltare il corpo femminile.</p>
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<strong><br />
Piaggi</strong> e <strong>Citron</strong>, giunti alla loro terza prova da direttori creativi per&nbsp;<strong>Gianfranco Ferrè</strong>,&nbsp;portano in scena per la prossima primavera una donna moderna, dinamica, elegante e molto raffinata.<br />
<strong>Guy Bourdin</strong>, il celebre fotografo, è la fonte di ispirazione per i due stilisti che pensano e forgiano abiti dai&nbsp;tagli essenziali&nbsp;e precisi. Senso di pulizia imperante sottolineato e ravvivato da <em><strong>scollature profonde e giochi asimmetrici</strong></em> a esaltare il corpo. Un taglio anche al superfluo che i due intendono, in questo caso, nelle lunghezze.<br />
Fatta eccezione per&nbsp;pantaloni ampi&nbsp;e alcuni abiti da sera lunghi, ma dagli spacchi laterali abissali, le gambe sono in vista e insieme a <em><strong>trasparenze e cinture</strong></em> che strizzano il punto vita regalano una donna dal tocco sexy nonostante volumi, tagli e proporzioni mantengano l’essenzialità della pulizia e la purezza. Semplicità che non distrae con accessori.</p>
<p>(di <em><strong>Federica Piacenza</strong></em>)</p>
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