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	<title>Gigi Proietti &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>&#8220;Io sono Babbo Natale&#8221;: l’ultimo ruolo di Gigi Proietti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 10:34:01 +0000</pubDate>
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<p>Ettore (<strong>Marco Giallini</strong>) è un ex galeotto senza grandi prospettive di vita, se non quella di continuare la sua carriera da rapinatore. Così, si ritrova nella casa di Nicola (<strong>Gigi Proietti</strong>), un signore che non possiede oggetti di valore ma ha un’incredibile rivelazione da fare. <strong><em>Io sono Babbo Natale</em></strong>, dal<strong> 3 novembre </strong>al cinema.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-1.jpg" alt="" class="wp-image-82965" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Ettore è già stato in carcere, eppure si sente costretto a continuare la sua vita burrascosa, mentre Nicola è un signore come tanti altri, anche se dice di essere Babbo Natale. <strong>Gigi Proietti</strong>, maestro del cinema italiano, ci saluta così, recitando nei panni di un personaggio magico, in un film diretto da <strong>Edoardo Falcone</strong>. Non ci saranno i cattivi che vogliono rubare il Natale, la magia delle feste, i folletti, è solo la storia di due uomini. Di un Babbo Natale che fa la spesa, passeggia nel parco, guarda la tv e fa le parole crociate, e di un uomo che non sa cos’altro fare, se non rubacchiare per sopravvivere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-2.jpg" alt="" class="wp-image-82966" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Note di regia che è bello leggere: il senso del film e un grazie agli attori</strong></p>



<p>Il regista <strong>Edoardo Falcone si racconta così</strong>: «Quando scrivo una commedia, quello che mi interessa di più è la possibilità di raccontare in maniera ironica e divertente l’umanità delle persone. Questa volta però la sfida si presentava più ardua del solito.&nbsp;<strong>Mi trovavo di fronte a un personaggio che di umano ha ben poco</strong>. Uno che durante l’anno fa perdere completamente le sue tracce, per materializzarsi improvvisamente la Vigilia di Natale e distribuire indiscriminatamente doni a tutti i bambini del mondo. Piuttosto eccentrico, direi.&nbsp;&nbsp;E non tanto per il vestito dal dubbio accostamento cromatico, o per il vezzo di spostarsi a bordo di una slitta volante, ma proprio <strong>per la sua incredibile generosità</strong>, a cui noi mortali onestamente siamo poco abituati. L’obiettivo allora è diventato come raccontare Babbo Natale rispettando tutto il consueto immaginario natalizio, ma allo stesso tempo cercando di vivere il suo aspetto più normale, o meglio: quotidiano.&nbsp;<strong>Ho pensato a un uomo come tanti</strong>, che quando non “lavora” va a fare la spesa al mercato, passeggia al parco, guarda la tv o fa le parole crociate.&nbsp; <strong>Così è nato Nicola Natalizi</strong>, l’anziano mite e gentile sempre pronto a “dare”, senza mai chiedere nulla in cambio.&nbsp;E questo nessuno lo sa meglio di <strong>Ettore</strong>,<strong> l’altro protagonista della storia</strong>. L’esatto contrario di Nicola. Una persona che ha costruito sul “prendere” la sua intera esistenza, ma che in realtà <strong>è solo un uomo infelice</strong>, a cui da bambino, come a molti altri, è stato negato il regalo più grande: l’affetto dei propri genitori».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-3.jpg" alt="" class="wp-image-82968" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-3.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-3-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-3-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/10/Io-sono-Babbo-Natale-3-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p>Poi, il regista descrive <em>Io sono Babbo Natale</em> come una commedia dal realismo magico, pensata per tutti, per qualsiasi forma di famiglia. <strong>Conclude con un pensiero agli attori Marco Giallini e Gigi Proietti</strong>, e rivela di aver scritto il film proprio pensando a loro; «Perché nessuno come loro poteva rendere al meglio due caratteri così diversi, ma allo stesso tempo così pieni di umanità». «<strong>Oggi Gigi se ne è andato</strong>. Il dolore è ancora vivo. Anche se uomini come lui difficilmente ci lasceranno mai. Incontrarlo è stata una fortuna. Dirigerlo un onore. Parole che potrebbero sembrare retoriche, ma che acquistano ben altro valore alla luce di quello che era questa persona. E che è ancora, per tutti noi.&nbsp;<strong>Poter lavorare con lui è stato un grande “dono”. Forse Babbo Natale esiste davvero. Chissà</strong>».</p>



<p><strong>Ma chi è il regista?</strong></p>



<p><strong>Edoardo Falcone</strong> <strong>è il regista romano</strong> della commedia <strong><em>Se Dio vuole</em></strong> (2015), scritta con Marco Martani e interpretata da Marco Giallini e Alessandro Gassman, rispettivamente nei panni di un medico ateo e un sacerdote. La pellicola ha ricevuto importantissimi riconoscimenti italiani ed esteri, come il David di Donatello e il Nastro D’argento<em> </em>come Miglior regista esordiente, nonché il Premio del pubblico al Tokyo Film Festival.</p>



<p>Falcone, nella sua carriera, ha collaborato alla sceneggiatura dei film <strong><em>Tutto l’amore del mondo</em></strong> (2010), <strong><em>A Natale mi sposo</em></strong><em> </em>(2010), <strong><em>Matrimonio a Parigi</em></strong> (2010),&nbsp;<strong><em>Poveri ma belli</em></strong> (2009), <strong><em>Nessuno mi può giudicare</em></strong> (2011), <strong><em>Viva l’Italia</em></strong> (2012) e <strong><em>Confusi e Felici</em></strong> (2014). Ma anche <strong><em>Mai Stati Uniti</em></strong> (2013) e <strong><em>Un matrimonio da favola</em></strong> (2014), <strong><em>Stai lontana da me</em></strong> (2013), e <strong><em>Ti ricordi di me?</em> </strong>(2014).</p>



<p>Nel 2016 scrive con Marco Martani e Fausto Brizzi <strong><em>Forever Young</em></strong>, per approdare l’anno successivo al suo secondo film: <strong><em>Questione di Karma</em></strong>, che riceve una candidatura ai Globi D’oro del 2017 come Migliore commedia dell’anno. Negli ultimi anni, pur continuando ad occuparsi dei suoi progetti registici, ha proseguito la sua attività di sceneggiatore. Nel 2017 ha collaborato ad <strong><em>Amici come prima</em></strong>, regia di De Sica; mentre il&nbsp;2020&nbsp;è stata la volta de <strong><em>La mia banda suona il pop</em></strong>. L’ultimo progetto in ordine di tempo è stato <strong><em>D.N.A.</em></strong> (Decisamente Non Adatti), scritto l’anno scorso con Lillo e Greg, al loro esordio alla regia.</p>



<p>Una commedia natalizia all’insegna dell’umanità, dell’autenticità e del dono. Un saluto tra sorrisi e lacrime a un grande maestro del cinema. <strong>Gigi, non è un addio, ma un arrivederci alla prossima pellicola</strong>.</p>



<p><strong><em>di Camilla Mantovani</em></strong></p>
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		<title>L’eterna poesia di Pinocchio nel film di Matteo Garrone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 10:29:31 +0000</pubDate>
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<h3>Il cast di Pinocchio: Benigni è Geppetto nella fiaba di Matteo Garrone</h3>
<p>Nel nuovo fedele adattamento firmato da <b>Matteo Garrone</b> tornano al cinema gli indimenticabili personaggi del capolavoro di Collodi. Ad interpretare il vivace Pinocchio, un giovanissimo <b>Federico Ielapi</b>, circondato da un cast di veterani: primo tra tutti, il Premio Oscar <b>Roberto Benigni</b>, già nei panni del protagonista nella sua poco fortunata e controversa versione del 2002. Un’evoluzione interiore, dopo circa venti anni, da burattino a Mastro Geppetto nella pellicola di Garrone, che mira a sottolineare l’umanità del suo falegname.</p>
<p>L’eccezionale cast vede ancora <b>Gigi Proietti</b> nelle vesti del burbero Mangiafuoco e il duo <b>Rocco Papaleo </b>&#8211; <b>Massimo Ceccherini</b> come Il Gatto e La Volpe; l’attrice francese <b>Marine Vacth</b> è invece l’adulta Fata Turchina. Al due volte Premio Oscar <b>Mark Coulier</b> (Grand Budapest Hotel, The Iron Lady) si deve la realizzazione delle creature fantastiche che appaiono nel film; trucco ed effetti digitali sono frutto della collaborazione con VFX Supervisor Rachael Penfold (The Revenant, Cloud Atlas).</p>
<h3>Il Pinocchio di Garrone: una storia d’amore tra padre e figlio</h3>
<p>Dopo lo straordinario successo ottenuto con il pluripremiato <b>Dogman</b> e il trionfo a Cannes, Garrone si avvicina con devozione e rispetto al grande classico. Il regista non ha mai nascosto il suo trasporto per l’opera di Collodi: già dall’età di sei anni, la sua versione prendeva forma nei disegni del suo primo storyboard. E in occasione del Natale, Garrone realizza un sogno, regalando un’avventura per tutta la famiglia il cui motore è l’<b>amore tra padre e figlio</b>.</p>
<p>Un amore nato nel primo istante in cui i due si incontrano, e che accompagna costantemente la vicenda fino alla fine. Sono proprio le scene in cui Pinocchio e Geppetto sono insieme, quelle  più coinvolgenti e umane; la nascita del figlio “da un minuto all’altro”, il figlio che fugge, la ricerca e, infine, il ricongiungimento, Pinocchio che si prende cura del padre: sono questi i momenti che rivelano il lato più umano dei protagonisti.</p>
<p>Si manifesta qui la volontà del regista di accentuare questo legame, in una perfetta combinazione con aspetti ironici e leggeri e una impeccabile ricerca estetica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Giulia Minonne</i></b></p>
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		<title>Aladdin: il fantastico remake firmato Walt Disney</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 08:53:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Aladdin-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Aladdin" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Aladdin-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Aladdin-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Aladdin-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/05/Aladdin-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><h3>Aladdin: un nuovo remake di un classico intramontabile della Disney diventa un film colossal e ci fa tornare bambini</h3>
<p>Era il <b>1992</b> quando uscì nelle sale cinematografiche <b>Aladdin</b>, film d’animazione firmato <b>Walt Disney</b>. Il protagonista, Aladdin, appunto, è uno straccione che riesce a sopravvivere rubacchiando qua e là grazie alla sua scimmietta, Abu. Innamoratosi della principessa Jasmine dopo averla incontrata nei vicoli del mercato della città sotto mentite spoglie, cercherà di conquistarla fingendosi un principe, grazie all’aiuto del Genio della Lampada. Jafar, tuttavia, il consigliere più fidato del Sultano, sarà il nemico terribile da sconfiggere. <b>Tra magie, intrighi, svelamenti, momenti ironici e divertenti e romanticismi mai smielati</b>, la storia di Aladdin ha appassionato un gran numero di spettatori, grandi e piccini, fin dal suo primo esordio nelle sale cinematografiche.</p>
<p>Siamo nel <b>2019</b> e <b>Guy Ritchie</b>, il regista, ci permette di sognare con il <b>remake</b> del film. Tuttavia questa volta solo attori veri e <b>effetti speciali così spettacolari</b> da lasciare completamente a bocca aperta. Il <b>tappeto volante</b> è proprio quello disegnato nel 1992 dalla Disney e prende (letteralmente) vita grazie alle nuove tecnologie. <b>Abu</b> è una scimmietta con gilet e cappellino e due occhioni espressivi che “parla” con noi. La <b>Caverna delle Meraviglie</b> è un luogo affascinante e malefico pieno di ricchezze e di monili preziosi.</p>
<h3>Effetti speciali, scenografie da sogno e un cast perfettamente funzionale</h3>
<p><b>I personaggi risultano estremamente credibili, mostrando luci e ombre nel loro comportamento</b>. Seppur protagonisti di una favola e proprio per questo motivo non sono tradizionalmente caratterizzati a livello psicologico, mostrano atteggiamenti e desideri a volte contrastanti ma sempre in linea con il loro ruolo. Allora <b>il Genio è un fantastico Will Smith</b>, perfettamente a suo agio nella veste di amico, consigliere e aiutante; nasconde però un profondo desiderio di essere liberato dal “maleficio” della lampada. Il personaggio di <b>Aladdin</b>, interpretato da <b>Mena Massoud</b>, è un ragazzo rimasto orfano che ha fatto ciò che poteva per riuscire a sopravvivere ad un mondo ostile.</p>
<p>Nonostante sia onesto e di buon cuore, ingannerà la principessa circa la sua vera identità. <b>Jasmine</b> (<b>Naomi Scott</b>) è una principessa rinchiusa nel suo sfarzoso palazzo che rivendica a gran voce il proprio ruolo come regnante, non volendosi sposare per questioni politiche, tuttavia non risultando mai così estremamente ribelle o contro gli schemi imposti dal padre. Il <b>Sultano</b> (<b>Navid Negahban</b>), uomo di buon cuore, credulone e ingenuo, rimane fermo nel non voler dare alla figlia troppe libertà e si comporta come un ottimo regnante. <b>Jafar</b> (<b>Marwan Kenzari</b>) è un arrampicatore sociale che utilizza mezzi subdoli e sinistri per raggiungere i suoi obiettivi, confessando un passato da straccione.</p>
<h3>Una produzione firmata Disney che non manca di essere precisa in ogni dettaglio, dalle musiche fino ai dialoghi</h3>
<p>La sfida di Guy Ritchie, quindi, è stata quella di creare una <b>pellicola live-action credibile</b>, in cui lo spettatore potesse immedesimarsi con uno dei personaggi, non volendo snaturare un classico così ricco di elementi perfettamente funzionanti. È forse per questo che il film viene quasi del tutto riadattato alla pellicola originale. <b>Le musiche sono esattamente le stesse</b>, ma l’arrangiamento è quello di <b>Alan Menken</b>. La scenografia (<b>Gemma Jackson</b>) è ancor più ricca di elementi e ci fa entrare in un mondo esotico e mediorientale da <i>Le mille e una notte</i>.</p>
<p>I costumi (<b>Michael Wilkinson</b>) degli abitanti del palazzo sono sfarzosi, originali e da sogno.  Solo per fare un esempio, la scena più sfarzosa, divertente e ricca è quando Aladdin fa il suo ingresso come <b>il grande Alì principe di Ababua</b>, paese inesistente e inventato solo al fine di avere un titolo. E così che arriva in groppa alla sua scimmietta Abu, trasformata in un elefante dal Genio, preceduto da un corteo di guerrieri, di ancelle e servi, che recano gustosi doni o preziosi oggetti, di danzatrici e altri servitori, in uno spettacolare gioco che pare quasi un circo sfarzoso e da sogno.</p>
<p>La sceneggiatura (<b>John August e Guy Ritchie</b>) non è mai banale. Nonostante sia un film Disney, e dunque rivolto ad un pubblico molto giovane, i dialoghi appaiono funzionali e mai scontati, anzi, servono a svelare segreti e intrighi, a rivelare qualcosa di più dei personaggi, a interrompere momenti di pathos e drammatici con scenette divertenti e ilare.</p>
<p>Non mancano <b>momenti imbarazzanti ma romanticamente convincenti</b> in cui Jasmine e Aladdin si corteggiano un po’ a vicenda, in uno scambio di sguardi, di negazioni e di assenzi, fino ad arrivare al momento più famoso e aspettato del film. Quando sul tappeto magico Aladdin porge la mano a Jasmine domandandole: “Ti fidi di me?” e lei, come in un deja-vu, chiedendo di ripeterlo ancora, risponderà alla fine di sì. E sarà sul tappeto magico, solcando le nuvole di diversi mondi, che i due canteranno <i>Il mondo è tuo</i>, legando il proprio destino in modo indissolubile l’uno all’altra.</p>
<h3>Il doppiaggio italiano: un must sempre da ricordare</h3>
<p>Una nota di merito, dobbiamo proprio sottolinearlo, va al <b>doppiaggio italiano</b>, essendo da sempre un cavallo di battaglia del nostro paese. Abbiamo un fantastico <b>Manuel Meli</b> per il personaggio di Aladdin. Per il personaggio di Jasmine, una determinata <b>Giulia Franceschetti</b> per i dialoghi e una sonora e incredibile <b>Naomi Rivieccio</b> per il canto.<b> Francesco Venditti</b> ha prestato la sua voce per il temibile Jafar. <b>Sandro Acerbo</b> (dialoghi) e <b>Marco Manca</b> (canto) hanno reso ancora più divertente e intramontabile il Genio. E infine, abbiamo eccezionalmente nella voce del Sultano, <b>Gigi Proietti</b>, che nel 1992 doppiò con così tanta bravura il Genio.</p>
<p>Questo film è adatto alle famiglia e a tutti i nostalgici che vogliono tornare a ridere ed emozionarsi con una pellicola che ha poco da essere criticata. Dal 22 maggio nelle sale cinematografiche italiane.</p>
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<p><b><i>di Ilaria Nassa</i></b></p>
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