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	<title>diritti delle donne &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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	<title>diritti delle donne &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>2 giugno: le lotte e le conquiste delle donne per il diritto di voto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jun 2023 16:19:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/2-giugno-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/2-giugno-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/2-giugno-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/2-giugno-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2023/06/2-giugno.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Il diritto di voto alle donne è sempre stato oggetto di continue battaglie, dalla seconda metà dell’800 in poi</p>
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<p><strong>Un po’ di storia e cultura&nbsp;</strong></p>



<p>Durante la dominazione austriaca, le donne benestanti e amministratrici dei loro beni potevano esprimere le loro preferenze elettorali attraverso un tutore e in alcuni comuni potevano addirittura essere elette. La situazione, dopo l&#8217;Unità d&#8217;Italia, iniziò a peggiorare e precipitare: si diede infatti per scontato la non partecipazione delle donne alla vita politica. Spinte da un animo di rivalsa, all&#8217;indomani dell&#8217;Unità, le donne lombarde portarono alla Camera una petizione per riscattarsi e rivendicare il diritto di voto, ma ciò portò a scarsi risultati.</p>



<p>Alla fine dell&#8217;Ottocento, la situazione cominciò a migliorare: nel 1890 venne approvata una legge che conferiva alle donne la possibilità di votare e di essere votate nei consigli di amministrazione delle istituzioni di beneficenza: iniziava così il cammino speranzoso per arrivare alla conquista del suffragio universale. Presto però, con l’epoca fascista, i diritti delle donne indietreggiarono. La guerra e l&#8217;importante ruolo svolto dalle donne durante la Resistenza fecero ribaltare di nuovo la situazione e venne esteso il suffragio anche alle donne.&nbsp;</p>



<p>Più tardi prese forma il decreto De Gasperi-Togliatti, meglio conosciuto come decreto Bonomi, che finalmente estendeva il diritto di voto alle donne. Le prime donne a votare furono, nel 1944, le capofamiglia della Repubblica libera della Carnia, un&#8217;entità politicamente autonoma costituita dai partigiani. Nello stesso anno, Laura Lombardo Radice scrisse un opuscolo intitolato “Le donne italiane hanno diritto al voto”: la battaglia era vinta. Alle elezioni del 2 giugno 1946 per l&#8217;elezione dei deputati dell&#8217;Assemblea Costituente, parteciparono anche le donne, sia come elettrici, sia come candidate.&nbsp;</p>



<p><strong>Le donne protagoniste</strong></p>



<p>Tra le donne che si batterono per il diritto di voto alle donne spiccano alcuni nomi: tra le prime, Anna Maria Mozzoni, la più coerente sostenitrice del suffragio nell&#8217;Italia dell&#8217;Ottocento. Nella sua opera “La donna e i rapporti sociali” del 1864 sottolineò l’importanza da parte della donna di protestare contro la sua condizione e richiedere con determinazione il diritto di voto, nonostante il suo impegno non si arrivò a risultati concreti. All&#8217;inizio del Novecento un&#8217;altra donna si batterà per estendere il diritto di voto alle donne: Maria Montessori con il suo invito alle donne a iscriversi alle liste elettorali politiche. Anche la socialista Anna Kuliscioff si schierò a favore del diritto di voto alle donne, senza tuttavia ottenere grandi risultati.</p>
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		<title>Moving in Space without Asking permission: la nuova mostra firmata Andrea Bowers</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Sep 2022 11:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Questa mostra, promossa da Fondazione Furla e da GAM, consente di immergersi all’interno del lavoro dell’artista con focus sulla lotta per la parità di genere e l’emancipazione della donna</p>
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<p><strong>Qualche curiosità in più sull’artista della mostra</strong></p>



<p><strong>Andrea Bowers</strong> è una donna attivista americana particolarmente attiva nella politica e con ideali molto femministi. Parità di genere, diritti delle donne e immigrazione sono tra le tematiche che più le stanno a cuore. Per trasmettere le sue ideologie e dare concretezza ai suoi pensieri, Andrea utilizza nelle sue mostre un approccio formale con grande impatto visivo; si serve di grande varietà di mezzi espressivi quali video, disegni e installazioni varie. Questa donna ha la grande capacità di tradurre in un linguaggio semplice e popolare argomenti apparentemente molto complessi da descrivere e affrontare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-2.jpg" alt="" class="wp-image-93264" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-2.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-2-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-2-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-2-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>L’attualità della mostra</strong></p>



<p>Questa mostra vuole descrivere la <strong>relazione tra femminismo e autonomia corporea</strong>. Dietro la costruzione e messa in scena di queste mostre, c’è uno studio approfondito della Bowers che prende spunto proprio da alcune esperienze femministe italiane concrete di oggi. L’attivismo politico e la pratica artistica sono perfettamente miscelati in questa mostra, che riesce a far diventare i due concetti compatibili e interconnessi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1000" height="400" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-1.jpg" alt="" class="wp-image-93263" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-1.jpg 1000w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-1-300x120.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-1-768x307.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/09/Moving-in-Space-without-Asking-permission-1-480x192.jpg 480w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p><strong>Cos’è Furla Series?</strong></p>



<p>È il progetto che impegna <strong>Fondazione Furla</strong> nella realizzazione di mostre in cui la donna diventa la colonna portante, il soggetto e protagonista dell’esposizione; l’obiettivo è proprio quello di dare valore e grande visibilità alle figure femminili in ambito culturale.</p>
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		<title>8 Marzo: non la Festa della Donna ma la festa dei Diritti delle Donne</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/attualita/8-marzo-non-la-festa-della-donna-ma-la-festa-dei-diritti-delle-donne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Mariangela Frascati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2022 08:14:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti delle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/festa-della-donna-8-marzo-eventi.copertina-3-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/festa-della-donna-8-marzo-eventi.copertina-3-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/festa-della-donna-8-marzo-eventi.copertina-3-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/festa-della-donna-8-marzo-eventi.copertina-3-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/festa-della-donna-8-marzo-eventi.copertina-3.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Una riflessione per cercare di uscire dalla stereotipizzazione di genere tipica della Festa della Donna e alcuni degli eventi in programma in Italia per l’8 marzo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="461" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/festa-della-donna-8-marzo-eventi.copertina-3-768x461.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/festa-della-donna-8-marzo-eventi.copertina-3-768x461.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/festa-della-donna-8-marzo-eventi.copertina-3-300x180.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/festa-della-donna-8-marzo-eventi.copertina-3-480x288.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2022/03/festa-della-donna-8-marzo-eventi.copertina-3.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />
<p><strong>Le mimose non le vogliamo</strong></p>



<p>Il dibattito pubblico è sempre più interessato a discutere di temi inerenti alla condizione femminile in maniera costruttiva ma non sempre si è capaci di affrontare nel modo corretto certe tematiche. Fino a poco tempo fa – e in parte ancora oggi – l’8 marzo era considerata una giornata di festa perché ce l’hanno sempre raccontata così: come un giorno in cui le donne vanno a cena fuori con le amiche, e questo non ne ha mai permesso una corretta lettura. In realtà, è una giornata in cui si pone l’attenzione nei confronti di temi che, purtroppo, tutti gli altri giorni dell’anno non ricevono la stessa visibilità e attenzione. Non è stata ancora superata del tutto la visione della donna come mamma, come cura, come chioccia, un essere speciale da proteggere e tutelare perché delicata. Una visione, dunque, poco inclusiva e decisamente settoriale di “traguardo femminile”. Una visione stereotipata che ci incastra in ruoli non competitivi e ignora completamente tutta una serie di quotidiane dimostrazioni sociali come la disoccupazione, condizioni lavorative ingiuste, situazioni familiari opprimenti, mancata indipendenza economica, che rendono difficile la possibilità di una libera scelta continuando a farci essere marginalizzate e invisibili. Il fatto che si parli di condizione femminile e che l’8 marzo sia tornata ad essere una giornata simbolica e significativa dopo anni che invece sembrava essere solo una ricorrenza da festeggiare, dovrebbe responsabilizzare tutti coloro che non credono sia importante parlarne e chi pensa che la parità sia ormai stata raggiunta. L’8 marzo non è la giornata in cui bisogna dedicare un pensiero gentile alle donne perché le donne non vanno picchiate o perché le donne sono esseri speciali. Non si tratta di essere creature speciali, si tratta di essere cittadine aventi gli stessi diritti. Si tratta di parlare di pregiudizi, discriminazioni, stereotipi, non di celebrare la donna in quanto donna, in quanto essere speciale e figura angelica. L’8 marzo non è una giornata retorica perché la parità sociale, lavorativa o economica non è ancora stata raggiunta. La discriminazione è sistemica e per questo è necessario continuare a parlarne affinché il genere femminile possa finalmente essere destinatario non solo di mazzi di mimose, ma di politiche concrete e risolutive. Quello che possiamo fare oggi è imparare a recuperare le parole giuste, ascoltare e agire affinché l’8 marzo non sia più necessario.</p>



<p><strong>Alcuni degli eventi in programma in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne:</strong></p>



<ul><li>Martedì 8 marzo l’ingresso nei <strong>Musei, nei Parchi Archeologici e nei luoghi della cultura dello Stato</strong> sarà gratuito in tutta Italia per tutte le donne;</li><li><strong>L’Osservatorio Astronomico di Capodimonte</strong> l’8 marzo terrà incontri gratuiti con le astronome per conoscere il lato femminile dell’astronomia;</li><li>Per ricordare tutte le conquiste e i traguardi raggiunti sul piano politico e sociale, ma anche per non dimenticare le violenze e le discriminazioni subite, il <strong>Museo Archeologico Nazionale di Potenza</strong>, celebra il ruolo rivestito dalla donna nell’antichità in un incontro/laboratorio;</li><li>Il <strong>Museo Nazionale romano</strong> prevede ingressi gratuiti in tutte le quattro sedi e per tutte le donne. Sarà inoltre possibile partecipare a delle visite guidate a cura delle Funzionarie Archeologhe Responsabili di Sede;</li><li>A <strong>Napoli</strong>, sono stati organizzati tour guidati alla scoperta dei racconti più belli di donne che hanno fatto la storia della città. Si parte dal duomo di Napoli, fino al centro storico, tra fatti realmente accaduti, miti e leggende;</li><li>In accordo con il <strong>Comune di Monza</strong>, <strong>l’Associazione Salute Donna Onlus,</strong> ha predisposto un camper in Piazza Roma l’8 marzo per accogliere tutte le donne che vorranno sottoporsi a una visita senologica gratuita;</li><li>A <strong>Salerno</strong> verrà istituito un <strong>Villaggio della Salute</strong> in collaborazione con <strong>Humanitas</strong> e prenotandosi al numero verde <strong>800.23.33.30</strong> ogni donna avrà la possibilità di eseguire una visita gratuita tra quelle a disposizione: <strong>mammografia, visita dermatologica, oculistica, odontoiatrica, diabetologia, dietologia, cardiologia&nbsp;</strong>ed<strong>&nbsp;ecocolordoppler arti inferiori;</strong><strong></strong></li><li>Anche <strong>Palermo</strong> si mobilita l’8 marzo per la salute e la prevenzione con il progetto <strong>Donna e ospedale solidale</strong>, dedicando una giornata alla diagnosi precoce dei principali tumori che colpiscono le donne;</li><li>Presso<strong> l’Auditorium della Musica di Roma, </strong>l’8 marzo, dalle 10.00 alle 12.00, si terrà la conferenza<strong> <em>La</em></strong><em>&nbsp;<strong>Cultura che verrà</strong></em>: evento di presentazione dell’<strong>Osservatorio per la parità di genere del Ministero della Cultura</strong>. Parteciperà la&nbsp;<strong>Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti</strong>. Previsto l’intervento della Presidente dell’Osservatorio Celeste Costantino insieme a quello di alcune componenti come&nbsp;<strong>Berta Zezza e Cristiana Capotondi</strong>. L’incontro potrà essere seguito, in&nbsp;<strong>diretta streaming</strong>, sul canale Youtube del MiC;</li><li>Martedì 8 marzo alle 17.00, alla <strong>Biblioteca universitaria di Pavia</strong>, per la&nbsp;Giornata internazionale dei diritti della donna&nbsp;si presenterà l’antologia poetica&nbsp;<strong><em>Dalla stessa parte. Uomini contro la violenza sulle donne</em></strong>&nbsp;a cura di Salvatore Contessini e Salvatore Sblando.</li></ul>
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		<title>“Una giusta causa”: la battaglia donne e uguaglianza va vinta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 13:54:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Una-giusta-causa”.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="“Una giusta causa”" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Felicity Jones è Ruth Bader Ginsburg ne “Una giusta causa”, pellicola che incita le donne a combattere per i propri sogni e far sentire la propria voce</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/giusta-causa-la-battaglia-donne-uguaglianza-va-vinta/">“Una giusta causa”: la battaglia donne e uguaglianza va vinta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="1" height="1" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Una-giusta-causa”.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="“Una giusta causa”" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><h3>Felicity Jones è Ruth Bader Ginsburg ne “Una giusta causa”, pellicola che incita le donne a combattere per i propri sogni e far sentire la propria voce</h3>
<p>Il titolo originale è “On the basis of sex”, la protagonista l’iconica <b>Ruth Bader Ginsburg</b>. <b>“Una giusta causa”</b>, diretto da <b>Mimi Leder</b> e in uscita sugli schermi italiani il <b>28 marzo</b>, vuole essere più di un tributo all’iconica onorevole. Si tratta di un prepotente urlo di tutte le donne, dedicato alle donne stesse.</p>
<h3>“Una giusta causa”: un ritratto di famiglia</h3>
<p>La bozza del copione, scritta da <b>Daniel Stiepleman</b>, è stata inserita nella “Blacklist”, la lista delle migliori sceneggiature di Hollywood non ancora prodotte. Non è un caso che abbia folgorato sia gli attori che la regista sin dalla prima lettura. Stiepleman, nipote del giudice Ginsburg, ha avuto l’idea di raccontare la storia della zia il giorno del funerale di suo marito.</p>
<p>«Non c’è stato matrimonio che abbia ammirato di più di quello tra lo zio Martin e la zia Ruth», afferma. «Quando durante la funzione uno dei loro amici ha raccontato di un litigio fra i miei zii, ho pensato: questo potrebbe essere un film incredibile!». Stiepleman ha costruito la sceneggiatura intervistando la zia Ruth. Questa, fedele al suo modo di essere donna, ha sempre sottolineato che la cosa importante per lei fosse che la storia rimanesse concreta. Difatti, il film la mostra in tutta la sua umanità.</p>
<h3>Premio alla perseveranza</h3>
<p><b>Mimi Leder </b>ha sentito l’urgenza di raccontare la storia di questa figura così forte. Una delle sole nove donne ammesse nel 1956 al corso di Legge ad Harvard, seconda donna ad essere nominata <b>Giudice alla Corte Suprema</b>. A dispetto di ogni ostacolo, Ruth Ginsburg è stata capace di portare avanti la sua lotta a favore dell&#8217;uguaglianza di diritti. Inizialmente veniva rifiutata dagli studi legali per il suo sesso; l’inaspettata vittoria di un controverso caso di discriminazione di genere è stata la svolta. Si trattava di Charles Moritz, un uomo a cui vennero negati 296 dollari sulla sua detrazione fiscale in quanto badante maschio.</p>
<p>Regista e protagonista hanno molto in comune: anche Leder ha dovuto combattere la discriminazione, tentando di ottenere lavori assegnati poi a degli uomini.</p>
<h3>Un cast di eccellenze, per omaggiare un’eccellenza</h3>
<p>È la candidata Oscar <b>Felicity Jones </b>a dare voce a Ruth Ginsburg: era proprio un personaggio femminile come questo che l’attrice desiderava incarnare da anni. «Una donna ferocemente devota a quello che fa, ma, allo stesso tempo, che esplora il senso della sua vita e della sua natura», «una rivoluzionaria». È così che la Jones definisce la sua controparte, di cui è stata perfettamente capace di comprendere l’essenza.</p>
<p>La famiglia Ginsburg è completata da <b>Armie Hammer</b>, che riporta in vita Martin, e <b>Cailee Spaeny </b>nel ruolo della figlia Jane. Il premio Oscar <b>Kathy Bates </b>interpreta l’avvocato progressista Dorothy Kenyon, famosa femminista che ha affiancato Ginsburg nella risoluzione del caso Moritz.</p>
<h3>“Una giusta causa”, molto più di semplici riprese</h3>
<p>Un altro “regalo” alle donne è il monologo che Felicity Jones recita quando Ruth Ginsburg prende parola in tribunale per il discorso finale. Superando i cinque minuti di lunghezza, è uno dei discorsi più lunghi che una donna abbia mai dovuto tenere nella storia del cinema americano. L’impatto emotivo è fortissimo.</p>
<p>Lo scenografo <b>Nelson Coates </b>sottolinea la dedizione impiegata nella ricerca di ambientazioni e colori. Si è trattato di un lavoro molto complesso, dato che le scene si svolgono in città e periodi differenti. Anche il costumista <b>Isis Mussenden </b>ha dato il meglio di sé: sembra che gli attori abbiano rubato i vestiti dal guardaroba delle persone che interpretano. Il risultato è tanto efficace quanto una macchina del tempo: lo spettatore è totalmente catapultato nell’universo di Ruth Ginsburg.</p>
<h3>A movie with a mission</h3>
<p>Non è mai stato facile essere donne. La battaglia per il raggiungimento della parità fra i sessi viene combattuta da secoli ed è, ciononostante, oggi più attuale che mai. Il cinema si riconferma il media perfetto per trasmettere messaggi importanti entrando nel cuore degli spettatori, emozionandoli e non cadendo mai nel banale. Ecco perché questo film, incentrato sull’uguaglianza, in linea con la corrente di movimenti quali #MeToo e Time’s Up, è un <b>must-see </b>per entrambi i sessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Lisa Panzeri</i></b></p>
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		<title>Colette: la grande protagonista della Belle Époque</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2018 09:30:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Colette-1-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Colette" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Colette-1-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Colette-1-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Colette-1-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2018/12/Colette-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La storia di Sidonie-Gabrielle Colette, simbolo dell’anticonformismo e dell’emancipazione femminile, al cinema con il film "Colette" di Wash Westmoreland</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/colette-la-grande-protagonista-della-belle-epoque/">Colette: la grande protagonista della Belle Époque</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Uscirà nelle sale italiane giovedì 6 dicembre il biopic <b>Colette</b> del regista <b>Wash Westmoreland</b>; il film narra la storia di <b>Sidonie-Gabrielle Colette</b>, prolifica scrittrice e attrice teatrale francese, simbolo dell’anticonformismo e dell’emancipazione femminile, che ha aiutato a superare alcuni tabù nel periodo della <b>Belle Époque</b>.</p>
<p>Colette è interpretata da <b>Keira Knightley</b>, che ripercorre la vita della protagonista dall’arrivo a Parigi accompagnata dal marito Henri Gauthier-Villars, Willy, aristocratico e impresario letterario. Colette, durante gli anni di studio, aveva scritto alcuni racconti, che ora Willy decide di pubblicare; la protagonista di queste storie è Claudine, che rappresenta nella sua figura la <b>libertà femminile</b>.</p>
<p>I libri, firmati con il nome Willy, diventano presto un successo; allo stesso tempo, cresce la consapevolezza di Colette del proprio valore di scrittrice e donna, e per questo decide di intraprendere il percorso del divorzio e di emancipazione, reclamando inoltre i diritti sulle proprie opere.</p>
<h3>La vera storia di Sidonie-Gabrielle Colette</h3>
<p>Nella sua vita Colette è stata <b>non solo una scrittrice</b>, ma anche una attrice di music-hall, oltre a giornalista, caporedattrice, critica teatrale e sceneggiatrice. Ha dato spesso scandalo soprattutto per le sue relazioni sia etero che omosessuali. La sua figura e i suoi scritti hanno dato voce alla necessità di rompere alcune restrizioni della società nei confronti delle donne.</p>
<p>“Scappata” dalla campagna francese, entra in contatto con la società libertina parigina e ne diventa il simbolo; ma attenzione a non definirla una femminista dell’epoca, dato che lei stessa odiava le femministe. Ha lottato, però, molto per i suoi <b>diritti di donna</b> e scrittrice, e per questo ha ricevuto numerose onorificenze e, infine, i funerali di Stato; fu la prima donna della storia francese.</p>
<p>Nel cast, oltre a Keira Knightley, <b>Dominic West</b>, nei panni di Willy, <b>Eleanor Tomlinson</b> (Georgie Raoul-Duval), <b>Fiona Shaw</b>, come la madre Sido, e <b>Denise Gough</b>, nel ruolo di Missy. Il film assomiglia più a un’ambientazione in costume inglese che ad una rappresentazione della Belle Époque. È comunque una pellicola interessante, che però non si lascia andare al carattere fortemente spregiudicato di Colette e del mondo in cui viveva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Maria Giulia Gatti</i></b></p>
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