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	<title>design ecocostenibile &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>Sostenibilità e architettura: i progetti di Luca Curci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 09:16:25 +0000</pubDate>
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<p>Fondato nel 2006 a <b>Bari</b>, lo studio <b>Luca Curci Architects</b> si occupa di progettazione architettonica, urbana e d’interni, con una particolare attenzione alla <b>sostenibilità ambientale</b>. Il suo fondatore, l’artista, architetto e designer<b> Luca Curci</b>, pone al centro dei suoi progetti la riflessione sull’interazione tra uomo e ambiente. I suoi lavori raccontano l’ibridazione tra identità umana e luogo, quale centro propulsore di stimoli e variazione.</p>
<p>Luca Curci sostiene, infatti, che la qualità della vita delle persone sia fortemente influenzata dal tipo di architetture che le circondano. Fra le più importanti realizzazioni dello studio vi sono la progettazione di una passerella pedonale sulla Senna, a Parigi, nel 2007 e numerosi Apple Store. Dal 2013 al 2015, Luca Curci Architects lavora a tre proposte progettuali sostenibili, concepite per il <b>Medio Oriente</b>. Parliamo di <b>“Organic Cities”</b> (2013), <b>“Desert Cities”</b> (2014) e <b>“Vertical City”</b> (2015). Vediamoli da più vicino.</p>
<h3>Organic Cities (2013)</h3>
<p><b>“Organic Cities”</b> è un progetto che mira alla realizzazione di vere e proprie “città organiche”. La loro peculiarità è di essere in completa <b>armonia con l’ambiente</b>, senza mancare di nulla. Le città organiche progettate da Luca Curci Architects dispongono, infatti, di zone residenziali, negozi, distretti economici, aree di svago, benessere e siti culturali. Il progetto, che ambisce a diventare il fulcro dello skyline del Golfo Persico, si articola in due complessi costruttivi, connessi da infrastrutture. Sulla terraferma sono i “Palazzi Organici”, mentre le “Lune” si affacciano sul mare.</p>
<p>L’estetica dei <b>“Palazzi Organici”</b> dialoga con il particolare paesaggio del Medio Oriente: il <b>deserto</b>. La loro forma circolare richiama gli elementi che per natura popolano quell’ambiente, come le piante grasse e le sinuose dune di sabbia. Le <b>“Lune”</b> sono edifici dalle forme futuristiche e si affacciano sulle <b>spiagge</b>. Possono avere tre differenti dimensioni secondo la loro funzione di hotel, residence o dimora privata.</p>
<h3>Desert Cities (2014)</h3>
<p>Il progetto <b>“Desert Cities”</b> propone un <b>nuovo modello di vita nel deserto</b>. Il complesso costruttivo comprende tre tipologie di architetture che differiscono per dimensione, funzione e connotazione identitaria. Ciascuna di esse sarà realizzata con materiali naturali e locali, a basso impatto ambientale. L’intento è di diffondere una nuova visione sociale ed economica caratterizzata dal <b>rispetto dell’ambiente</b>, l’<b>ottimizzazione delle risorse</b> e la <b>valorizzazione dei rapporti umani</b>.</p>
<p>In termini pratici, la sostenibilità del progetto si traduce nel raggiungimento di un sviluppo sociale tramite l’utilizzo degli elementi naturali presenti nell’ambiente. L’energia, per esempio, si ricaverebbe dal sole e dal vento. Per l’acqua, invece, elemento che introduce una questione più delicata, si propone un uso attento e consapevole che sostiene il riutilizzo delle acque di scarto. Lo scopo ultimo è di promuovere una <b>comunità sostenibile</b>: un modello socio-economico teso alla cooperazione e alla capacità di coinvolgimento.</p>
<h3>Vertical City (2015)</h3>
<p><b>“Vertical City”</b> è l’ultima proposta progettuale di Luca Curci Architects. Si tratta di un <b>edificio-città </b>che coniuga <b>sostenibilità e densità abitativa</b>. Il progetto trae ispirazione dal grattacielo, simbolo dell’architettura contemporanea. Il suo concetto è rivisitato e trasformato in un monumentale luogo verde e aperto, che sorge dall’acqua, a impatto energetico zero. La struttura dell’edificio è infatti avvolta da una membrana di vetri fotovoltaici che genera elettricità per gli usi interni. “Vertical City” ospita tutte le strutture necessarie alla vita dell’uomo.</p>
<p>Ogni piano contiene, inoltre, spazi verdi, con luce ed aria naturali, per il benessere fisico dei suoi abitanti. La struttura si radica al fondale, con piani subacquei a diretta vista sottomarina. È  raggiungibile via mare, tramite i moli al basamento, e via terra, attraverso un ponte carrabile, dotato di mezzi pubblici elettrici. La torre ospita persino un eliporto, per essere raggiunta tramite via aerea. Cosa può mancare?</p>
<p>Luca Curci Architects si afferma come uno degli studi di architettura più all’avanguardia nella Penisola. Le proposte progettuali delle città sostenibili sono prova dello sguardo consapevole e volto al futuro con cui l’artista Luca Curci si approccia al suo lavoro. In uno scenario ambientale e sociale come quello di oggi, lo sviluppo dell’idea di comunità sostenibile è importantissimo per un futuro nel rispetto dell’ambiente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Chiara Pellini </i></b></p>
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		<title>Why Materials Matter: la creatività sostenibile di Seetal Solanki</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2019 08:39:55 +0000</pubDate>
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<h3>Why Materials Matter</h3>
<p>Il titolo del libro, cha ha come fulcro il design responsabile, racchiude in sé già molte informazioni. L’opera dell’affermata interior designer <b>Seetal Solanki</b> si focalizza su diversi step che l’individuo deve affrontare nella realizzazione di un’opera. Se fino ad ora non sono state prese troppo in considerazione tecniche e materiali alternativi, ora la Solanki vuole proporre al mondo dell’interior design una riflessione sull’importanza di contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta. <b>Why Materials Matter</b> apre la mente ai creativi e propone un catalogo di vastissime possibilità che possono aiutare tutti gli interior designers ad applicarsi nell’utilizzo di tecniche e materiali che vanno <b>contro lo spreco e l’inquinamento</b>.</p>
<h3>Renewable line of thought</h3>
<p><b>Seetal Solanki</b>, interior designer, o meglio, <b>materials designer</b> controcorrente ed innovativa, vive a Londra e dedica la sua vita alla ricerca di nuovi metodi per creare senza dall’altra parte distruggere il nostro pianeta. La proposta di utilizzo di <b>materiali riutilizzabili</b> è ridondante in ogni suo scritto ed insegnamento.</p>
<p>Oltre a dedicare tempo e consigli preziosi agli studenti del <b>Royal College of Art di Londra </b>nel ruolo di<b> visiting tutor</b>, infatti, Seetal Solanki è la madre del progetto <b>Ma-tt-er</b>, ovvero un design studio che esplora la natura e la validità dei materiali del presente e del passato per poter proporre qualcosa di migliore in quelli del futuro, col fine di allungare il ciclo vitale del pianeta. <b>They can be re-used</b> è il motto della giovanissima e brillante Solanki. Un uso responsabile e lecito dei materiali da parte di tutti può fare la differenza per un futuro più armonioso.</p>
<p>Il manifesto sull’utilizzo responsabile di materiali e sul valore manufatturiero del prodotto sarà indubbiamente un punto di partenza per molti del mestiere, che magari da tempo cercavano qualche ispirazione o novità per creare senza distruggere. Ora grazie ai preziosi insegnamenti di una delle menti più brillanti nel mondo dell’interior design, sarà più facile avvicinarsi a soluzioni innovative, ma pur sempre rispettose nei confronti dell’ambiente, che ci regala &#8211; da sempre e per sempre &#8211; il materiale e l’essenza per poter trasporre la creatività su un oggetto concreto. <b>Why Materials Matter</b> debutterà al <b>London Design Festival</b> e riscuoterà indiscutibilmente stupore e successo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Sara Steccanella</i></b></p>
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