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	<title>Back to Black &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Dopo quindici anni Amy Winehouse è ancora un’icona di stile</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2024 12:27:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/dopo-quindici-anni-amy-winehouse-e-ancora-unicona-di-stile/">Dopo quindici anni Amy Winehouse è ancora un’icona di stile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p><strong>Un’artista che sapeva anticipare le tendenze</strong></p>



<p>C’erano una volta le modelle super skinny e lo stile Indie Sleaze. E se una maggiore attenzione al corpo ha favorito una presenza più eterogenea di forme sulle passerelle, non sono invece stati superati i look confusi tipici degli anni a cavallo del Duemiladieci. Moltissime millennial guardavano a quello stile e tentavano di riprodurlo; dopotutto erano gli anni di Skins, del gossip sulle gemelle Olsen e della venerazione per Alexa Chung.</p>



<p>Ma coincideva anche con l’apice del successo di Amy Winehouse, che di Indie Sleaze &#8211; neologismo coniato di recente dalla scrittrice di moda Mandy Lee (e creatrice della 75 Hard Style Challenge) &#8211; ne sapeva qualcosa. I suoi look mischiavano il rockabilly delle pin-up con il trasandato del grunge, passando per l’hipsterismo prima che diventasse una moda.&nbsp;</p>



<p>Un’icona di stile, dunque, che ha anticipato molte delle tendenze degli anni successivi e, come purtroppo spesso accade, si è spenta velocemente, entrando così a far parte del Club 27, insieme a quegli artisti che come lei se ne sono andati all’età di 27 anni.&nbsp;</p>



<p><strong>Il biopic Back to Black</strong></p>



<p>Era il 2006 quando Amy Winehouse raggiungeva il successo con Rehab, fortunato singolo che anticipava l’album Back to Black dello stesso anno. Ora un film narra proprio i primi tempi della sua intensa, seppur breve, carriera, dai primi passi come musicista jazz in North London fino alla conquista delle classifiche e dei premi.&nbsp;</p>



<p>Back to Black è quindi il titolo scelto per la pellicola di Sam Taylor-Johnson, in cui Marisa Abela veste i panni dell’artista, scomparsa prematuramente nel 2011. Nel cast anche Jack O&#8217;Connell (Skins) nel ruolo dell’ex marito Blake Fielder-Civil, Eddie Marsan (Ray Donovan) che interpreta il padre Mitch Winehouse, Juliet Cowan (Ragazze elettriche) è la madre Janis Winehouse-Collins e Lesley Manville (The Crown) come Cynthia Winehouse, nonna della cantante, a cui ha dedicato il famoso tatuaggio della pin-up che la giovane portava sul braccio.</p>



<p>Il film è distribuito nelle sale britanniche dal 12 aprile, mentre esce nei cinema italiani il 18.</p>
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		<title>Good bye, Amy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 22:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Amy Whinouse]]></category>
		<category><![CDATA[Back to Black]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="300" height="106" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/visore-amy-300x106-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Addio alla regina del soul contemporaneo: Amy Whinouse.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="300" height="106" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/visore-amy-300x106-1.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>È il 23 luglio del 2011, e a Londra si spegne una delle più discusse artiste del nostro tempo. <strong>Amy Winehouse</strong>, 27 anni viene trovata morta dalla sua guardia del corpo alle 5.00 p.m. nel suo appartamento.<br />
Una breve vita spezzata e vissuta senza vie di mezzo, in nessun senso. L’esagerazione nel suo carattere, nel suo look, le spinte a volte dark nelle parole delle sue canzoni lo hanno dimostrato. Amori vissuti al limite, concerti indimenticabili, altri cancellati all’ultimo secondo per la sua indole e per il suo “brutto” carattere.<br />
Uno stile inconfondibile, fatto di tanti elementi contrastanti mescolati tra loro. Un carattere e una sregolatezza assimilabili alle rockstar anni ’70. Una voce nera che colpisce dritto al cuore e alle orecchie. Una pettinatura, sempre la stessa, che richiama i volumi degli anni ’60 con bandane e grandi fiori, ma senza quel tocco di bon ton che non faceva parte della personalità della Winehouse.. non era raro trovare una pinza per capelli o una forcina nelle sue acconciature.&nbsp; Il trucco pesante su occhi e labbra, i tatuaggi rockabilly sulle sue braccia. Questa era Amy, senza mezzi termini nemmeno nel look:&nbsp; passava dalle ballerine ultra flat a stiletti vertiginosi con naturalezza. Un giorno l’abbiamo vista in camicia preppy, l’altro era di nuovo con i suoi cortissimi shorts che sottolineavano l’eccessiva magrezza delle sue gambe, abbinati a corpetti stretti con biancheria a vista, maxi cinture e tocchi animalier.<br />
Avrebbe potuto cambiare forse, ma la sua scelta è rimasta la coerenza con se stessa. Un personaggio unico, impertinente ma non costruito. Una scelta coraggiosa nel mondo della discografia, che a volte cambia i cantanti secondo i gusti e le mode del momento. Lei no, fino alla fine è rimasta la Amy di <strong>Back to Black</strong> dallo sguardo laconico e con la sigaretta in bocca.<br />
La sua vita fin troppo chiacchierata, sta trasformando anche la sua prematura morte in una corsa all’ultimo gossip fatto di lacrime vere, di speculazioni e di fan dell’ultima ora e di chi vuole associarla al famoso <strong>Club 27</strong>, di cui fanno parte leggende della musica rock: Janis Joplin, Jimi Hendrix, Jim Morrison, Kurt Cobain.<br />
La verità della sua fine, come è giusto che sia, non la sapremo mai. La verità, in fondo, è che era una ragazza di 27 anni, 28 il prossimo settembre, che amava l’amore (come ricordano i suoi genitori, <em>ndr</em>) e che si è lasciata morire nei suoi eccessi. Una giovane donna che a 27 anni è riuscita a scrivere un pezzo di storia della musica con le sue parole e con la sua voce.</p>
<p><em>Good bye Amy…</em></p>
<p><em><strong>Luana Lupacchini</strong></em></p>
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