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	<title>attrice &#8211; Gilt Magazine</title>
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	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
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		<title>Wurth, è tutta una passione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 17:20:01 +0000</pubDate>
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<p>Cosa c’è di meglio di una dose di energia positiva per tornare alla routine con l’umore giusto? Ecco perché noi di Gilt abbiamo scelto una donna giovane e bella che trasmetta grinta e voglia di fare, proprio per rientrare in città e al lavoro cariche!</p>
<p>Dall’imminente Festival di Venezia ai progetti per la stagione invernale, Giorgia Wurth si racconta con la semplicità di una ragazza, ma con l’esperienza di una donna…volete saperne di più?&nbsp;Basta un <em>Blink</em> (rapida occhiata a quanto segue) e il gioco è fatto!</p>
<p><strong>Il 2 settembre si&nbsp; avvicina e così la settantesima edizione del Festival del Cinema di Venezia. Emozionata per la presentazione del cortometraggio “Insieme &#8221; di </strong><em><strong>Annamaria Liguori di cui sei protagonista?</strong><br />
</em><em>Venezia emoziona sempre, a prescindere! Sono felice ed orgogliosa che proprio lì, per la prima volta, verrà proiettato “Insieme”, una storia delicata e drammatica ma che regala tanta speranza e positività a chi purtroppo è malato di tumore e alle loro famiglie.</em></p>
<p><em></em><strong>Nel corto interpreti un ruolo molto delicato e impegnativo, una ragazza malata. Come vivi il mutamento continuo imposto dal tuo mestiere?<em><br />
</em></strong><em>Lo vivo come un’opportunità, una scoperta, un’evoluzione, un mettersi in gioco. Il privilegio del mestiere dell’attore è proprio questo: avere la possibilità di approfondire e interpretare vite tanto distanti da te. In questo caso specifico poi, cioè dare corpo a una donna malata di cancro, mi fa pensare a quanto, per ora, sono fortunata.</em></p>
<p><em></em><strong>A proposito di mutamento, il tuo romanzo d’esordio “Tutta da rifare” racconta proprio di un processo di trasformazione, ma stavolta dal punto di vista estetico. Com&#8217;è il rapporto con il tuo corpo, con il tuo aspetto?<em><br />
</em></strong><em>È&nbsp;piuttosto negativo, nel senso che non mi piaccio quasi mai! Però ormai mi conosco: sono l’eterna insoddisfatta. E ho imparato a convivere con me stessa al punto da prendermi in giro da sola.</em></p>
<p><em></em><strong>Da attrice a conduttrice, da scrittrice di romanzi a giornalista: ti piacerebbe raccontarci come riesci a conciliare tutte queste passioni?<em><br />
</em></strong><em>Guarda, è molto più semplice di quanto si possa immaginare: se fai l’attore, di solito lavori pochi mesi all’anno. Io, quando non sono sul set, scrivo. E mi rimane ancora un sacco di tempo libero!</em></p>
<p><em></em><strong>Prima del cinema c’è stato anche il teatro, da cui sei partita, ti piacerebbe lavorare di nuovo sul palcoscenico?<em><br />
</em></strong><em>Amo il teatro più di ogni altra cosa! A settembre sarò in scena insieme a Marco Fiorini a Roma al teatro dei Servi con “Xanax”, uno spettacolo scritto da Angelo Longoni e diretto da Marco Falaguasta, che racconta la storia di due che rimangono bloccati in ascensore per tre giorni. Vi aspetto!</em></p>
<p><em></em><strong>Di palcoscenici e di set ne hai calcati diversi e non solo in Italia; cosa ci racconti? Che differenze hai riscontrato tra il cinema italiano e quello Svizzero ad esempio dove hai lavorato?<em><br />
</em></strong><em>Ho avuto la fortuna di lavorare molto in Svizzera, la mia seconda patria. Quello che mi ha colpito del cinema svizzero, è il fatto che lì non ci sono gerarchie: un film è un lavoro di squadra, dove il produttore vale tanto quanto il macchinista o il truccatore o la comparsa. Lavorare lì è un’esperienza di grande umanità. Vorrei fosse così anche in Italia, invece</em><em>…</em></p>
<p><em></em><strong>Tornando alla Giorgia conduttrice, l’esperienza di “Voglio Vivere Così” format andato in onda sul canale&nbsp; Cielo di Sky, cosa ti ha lasciato?&nbsp; Potresti essere tu un giorno a scegliere di cambiare vita radicalmente come i protagonisti del programma?<em><br />
</em></strong><em>Ci sto pensando seriamente da qualche mese a questa parte!</em></p>
<p><em></em><strong>…E ora, qual è la tua versione ideale del “Voglio Vivere Così”?<br />
</strong><em>Mi piacerebbe diventare mamma, magari adottando un bimbo.</em></p>
<p><em></em><strong>A un’attrice è d’obbligo questa domanda: film&nbsp; preferito?<em><br />
</em></strong><em>Te ne dico due: “Irina Palm” di </em><b>Sam Garbarski</b><em> e “Dolls” di </em><b>Takeshi Kitano.</b></p>
<p><em></em><strong>&#8230;E &nbsp;quale attore\attrice emergente preferisci in questo momento?<em><br />
</em></strong><em>Rosabell Laurenti Sellers. Anche se ormai credo abbia fatto più film di me, nonostante la sua giovanissima età!</em></p>
<p><em></em><strong>Nel mondo dello spettacolo è possibile instaurare amicizie solide e durature secondo te? Ad esempio con Violante Placido hai mantenuto i rapporti anche dopo aver lavorato insieme nella serie Sky su Moana Pozzi in cui interpretavi Cicciolina?<em><br />
</em></strong><em>Con Violante ci sentiamo poco, invece con Euridice Axen (mia sorella nel corto “Insieme”) ci sentiamo tutti i giorni. Generalmente però i miei amici fanno lavori molto più seri del mio!</em></p>
<p><strong>Bella, giovane, ma soprattutto brava, ti va di anticipare i tuoi progetti per il futuro a noi di Gilt?<em><br />
</em></strong><em>Troppo buona, grazie! Come ti dicevo a settembre e ottobre sarò in teatro, sempre a settembre partirà su Canale 5 la seconda serie delle “Tre rose di Eva”, in autunno uscirà al cinema “Oro Verde”, una commedia con Fausto Sciarappa, e poi presto, spero, sarà pronto il mio secondo romanzo!</em></p>
<p><em></em><strong>Un saluto a Gilt e ai suoi lettori!<em><br />
</em></strong><em>Buona vita a tutti!</em></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><em>(di Margherita Esposito)</em></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p><b>&nbsp;</b></p>
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		<title>Cinema Oscar, favoriti Day-Lewis e Hathaway</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 18:15:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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<p>Con 12 nomination<em> “Lincoln”</em> di <strong>Steven Spielberg</strong> è il film favorito, ma le recenti previsioni dei bookmakers mostrano le quotazioni di <em>“Argo”</em> (ultimo film di <strong>Ben Affleck</strong>) in continua crescita, al punto da prevedere una dura battaglia tra i due.<br />
A concorrere nella stessa categoria come miglior film ci sono anche <em>“Django Unchained”</em> di <strong>Quentin Tarantino</strong>, <em>“Il lato positivo”</em> di <strong>David O. Russel</strong>, il musical <em>“Lès Miserables”</em> con la regia di<strong> Tom Hooper</strong>, <em>“Vita di Pi”</em> di <strong>Ang Lee</strong>, <em>“Zero dark thirty”</em>, film sulla cattura e l’uccisione di Osama Bin Laden diretto da <strong>Kathryn Bigelow</strong>, “<em>Re della terra selvaggia</em>” di <strong>Benh Zeitlin</strong> e in ultimo <em>“Amour”</em> film francese di <strong>Michael Haneke</strong>.</p>
<p>Quest’anno <strong>Daniel Day-Lewis</strong> potrebbe vincere il terzo Oscar della sua vita per la sbalorditiva interpretazione dell’ex presidente degli Stati Uniti: <em>Abramo Lincoln</em>. Le previsioni lo preannunciano già vincente nella categoria miglio attore protagonista, ma si sa che nelle competizioni le sorprese non mancano, specialmente trovandosi come lui a contendere il premio con attori di grande talento come <em>Hugh Jackman (“Lès MIseables”), Joaquin Phoenix (“The master”), Danzel Washinton (“Flight”) e Bradley Cooper (“Il lato positivo”)</em>.</p>
<p>La candidata favorita per la vittoria finale nella categoria<strong> miglior attrice non protagonista</strong> è <strong>Anne Hathaway</strong> per l’interpretazione di <em>Fantine</em> (ruolo che precedentemente interpretò anche sua madre a teatro quando lei era bambina) nell’illustre musical <em>“Lès Miserables”</em>, ma insieme a lei corrono per l’ambita statuetta anche <strong>Sally Field</strong> nel ruolo di <em>Mary Todd Lincoln</em>, <strong>Amy Adam, Helen Hunt e Jaki Weaver</strong>.</p>
<p>Nella categoria<strong> miglior attrice protagonista</strong> spicca il nome di <strong>Jessica Chastain</strong> diretta da Kathryn Bigelow in “Zero dark thirty” (film intorno al quale ci sono state molte polemiche di recente) che gareggia contro <strong>Naomi Watts</strong>, grande interprete nel dramma “The impossible”, capace di raccontare perfettamente il terribile tsunami avvenuto in Thailandia nel 2004, <strong>Jennifer Lawrence</strong> (“Il lato positivo”) già vincitrice del Golden Globe, la veterana <strong>Emmanuelle Riva</strong> (85 anni) per l’interpretazione in “Amour” e <strong>Quvenzhanè Wallis</strong>, attrice di nove anni e in assoluto la più giovane mai candidata all’Oscar nella storia della manifestazione.</p>
<p>Non poteva mancare <strong>Robert De Niro</strong> candidato come miglior attore non protagonista sempre per “Il lato positivo” in gara insieme a <strong>Christoph Waltz</strong> per l’indimenticabile interpretazione nel western di Tarantino “Django Uncained”,<strong> Tommy Lee Jones</strong> in “Lincoln”, <strong>Philip Seymour Hoffman</strong> per “The Master” e <strong>Alan Arkin</strong> per “Argo”. L’unico italiano in gara per la statuetta è <strong>Dario Marianelli</strong> che ha ottenuto la nomination per la colonna sonora di “Anna Karenina”; il musicista aveva già vinto un Oscar quattro anni fa per il film “Espiazione”.</p>
<p>Adesso non resta che attendere la diretta che incomincerà con lo <strong><em>speciale red carpet alle 22.50 del 24 febbraio, seguito dallo show alle 2.30 su Sky Cinema Oscar.</em></strong></p>
<p><em>And the winner is&#8230;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di<em><strong> Hilary Tiscione</strong></em>)</p>
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		<title>Wright e Keira insieme in Anna Karenina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 09:57:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro e Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La Durran disegna i costumi. Premi e nomination agli Oscar</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/02/Wright-e-Keira-insieme-in-Anna-Karenina_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>&nbsp;</p>
<p>Cinquanta ore di lavorazione per realizzare ciascun capo. E l&#8217;abile mano di <strong>Jaqueline Durran</strong>. Il risultato? Una nomination agli Oscar 2013. Perché ciò che rende magico e indimenticabile un film storico sono i costumi, creazioni fedelmente ispirate all&#8217;epoca e modellate sui corpi degli attori.</p>
<p>Per il suo ultimo lavoro cinematografico, &nbsp;<em><strong>Anna Karenina&nbsp;</strong></em>, <strong>Joe Wright</strong> ha richiamato proprio la designer di “Espiazione” (sempre di Wright, e con <strong>Keira Knightley</strong> sempre protagonista), che in questo film ha espresso tutto il suo incredibile talento. <em><strong>In mostra, oltre che sul grande schermo, anche a Londra</strong></em>. Una selezione dei migliori costumi indossati da Keira Knightley in “Anna Karenina” si trova infatti <em><strong>alla Ham House</strong></em> (dove tra l&#8217;altro sono state girate alcune scene): le creazioni della Durran resteranno qui esposte <strong>fino al 4 aprile</strong>.</p>
<p><em>Intanto in Italia finalmente sta per arrivare (21 febbraio) nelle sale l&#8217;attesissima pellicola</em>. Una storia di tradimenti, passioni. Un amore epico che sconvolse una nazione al crepuscolo di un impero. Abbiamo già accennato alla trama nel numero di settembre di Gilt.</p>
<p>Da allora la fatica cinematografica di Wright ha ottenuto numerosi successi nel mondo: lo scorso 2 febbraio sono stati assegnati i premi della 17esima edizione degli Art Directors Guild Awards e<strong> Sarah Greenwood</strong>, per “Anna Karenina”, candidato all’Oscar, ha ottenuto il<strong> premio Best Art Direction for a Period Film.</strong> Candidata all’Oscar<strong> come miglior colonna sonora</strong> anche la <strong>musica di Dario Marianelli</strong> che accompagna i protagonisti per l’intero film. Sulla candidatura a Miglior Scenografia alcuni critici ritengono ci sarebbe molto da discutere, data la scelta del regista di proporre l’intera pellicola all’interno di un teatro dalle mille facce col rischio di non rendere giustizia ad un film d’epoca che si presta a scenografie di più ampio respiro; secondo altri critici la scelta atipica di creare un’intera storia all’interno di un teatro sarebbe invece la particolarità, il valore aggiunto di questo film. Discordanza nella critica l&#8217;ha suscitata anche l’interpretazione di Keira Knightley , per alcuni troppo giovane e poco esperta per un ruolo così controverso e psicologicamente insidioso, per altri invece bravissima interprete dallo sguardo intenso ed ammaliante che ha saputo donare eleganza e sublime femminilità al suo personaggio come già aveva fatto nel film “Espiazione”.</p>
<p><em>Adesso non ci resta che prenotare il miglior posto al cinema e un volo per Londra</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Martina Ingallinera</em></strong>)</p>
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		<title>Naomi Watts &#8211; Quando la speranza supera “l&#8217;impossibile”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2013 09:35:28 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/teatro-e-cinema/quando-la-speranza-supera-limpossibile/">Naomi Watts &#8211; Quando la speranza supera “l&#8217;impossibile”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Quando-la-speranza-supera-“l’impossibile”_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Quando-la-speranza-supera-“l’impossibile”_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Quando-la-speranza-supera-“l’impossibile”_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Quando-la-speranza-supera-“l’impossibile”_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Quando-la-speranza-supera-“l’impossibile”_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Maria (<strong>Naomi Watts</strong>) ed Enrique Belon (<strong>Evan McGregor</strong>) iniziano le vacanze invernali e partono per la Thailandia insieme ai loro tre figli: Lucas, Simon e Thomas.</p>
<p>Trascorrono allegramente insieme il giorno di Natale uniti e spensierati, ma la mattina del 26 dicembre, mentre sono immersi nella calda meraviglia di quel paradiso terrestre, vengono travolti da un gigantesco muro d’acqua che sommerge tutto. <strong>Maria ed Enrique</strong> si trovano separati: lei rimane con il figlio più grande, mentre lui riesce a trovare i due figli più piccoli, dopo la paura per aver creduto di averli persi per sempre. Da quel momento non si daranno pace nel continuo tentativo di ritrovarsi per riunirsi.</p>
<p>Ogni membro di questa famiglia esprime una straordinaria forza d’animo, lottando contro un destino crudele. Questo dimostra quanto può essere forte la natura sulle nostre vite, senza lasciarci nessuna possibilità di controllo, ma anche come solo la voglia di vivere senza arrendersi mai diventi l’unica possibilità di salvezza.</p>
<p>Si tratta di una storia vera, ispirata alla tragica esperienza della <strong>famiglia Belon che nel 2004</strong>, durante le vacanze, <strong>è stata sconvolta da un terribile tsunami</strong>, colpevole della morte di 200 mila persone. La potenza di questo film sta nel realismo delle scene, che trasmettono pienamente lo stato di angoscia, di caos e perdizione di queste persone al punto da lasciare col fiato sospeso lo spettatore per tutta la visione.</p>
<p>Bayona ha voluto ricostruire tutto nei minimi dettagli. Per esserle il più possibile vicino alla verità, registrato le scene in un albergo di <strong>Phuket che realmente venne sommerso dall’acqua</strong>. Acqua anch’essa reale, cosa insolita anche nei film ad alto budget, perché troppo pericolosa.</p>
<p><strong>Naomi Watts</strong> per preparare al meglio il suo personaggio ha incontrato la vera Maria; attraverso i suoi racconti, le sue emozioni riaffiorate, il terrore che ancora si legge nei suoi occhi, l&#8217;attrice ha cercato di cogliere ogni suo sentimento legato a questa vicenda che ha segnato per sempre la sua vita. L’essere madre di due bambini, inoltre, l’ha aiutata a interpretare al meglio la sofferenza provata nel momento in cui credeva di aver perso due dei suoi tre figli e il marito. Ha portato sul grande schermo un’interpretazione forte e sincera, tanto da farle guadagnare una<strong> nomination agli Oscar di quest’anno</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <em><strong>Hilary Tiscione</strong></em>)</p>
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		<title>Gucci Timepieces &#8211; Bamboo, l&#8217;orologio “Responsible Life”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 21:04:52 +0000</pubDate>
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<p>Non a caso, nel 2009,&nbsp;<strong>Li Bingbing</strong>&nbsp;ha fondato&nbsp;<strong>L.O.V.E</strong>, un marchio di beneficenza che ha come obiettivo la promozione di un comportamento&nbsp;responsabile verso la vita e che, come suggerisce il nome, incoraggia un approccio più attento al pianeta. Il motto di&nbsp;<strong>L.O.V.E</strong><strong>&nbsp;</strong>è infatti &#8220;<strong>Responsible Life&#8221;</strong>, vita responsabile: in effetti questa organizzazione collabora con ONG, media e aziende per lo sviluppo di progetti benefici e pubblici. Ecco spiegato quindi il motivo che ha spinto la&nbsp;<strong>maison fiorentina</strong>&nbsp;a portare avanti questo progetto: ai valori di qualità, creatività e lavorazione artigianale italiana che hanno reso famoso il marchio,&nbsp;<strong>Gucci</strong>&nbsp;affianca proprio la consapevolezza dell&#8217;importanza di un comportamento responsabile nei confronti delle persone, dell&#8217;ambiente e delle comunità in cui opera.</p>
<p>“Molti pensano che moda e protezione ambientale siano incompatibili. In realtà, sempre più protagonisti del settore integrano nei loro design forme di protezione ambientale. In questo contesto,&nbsp;<strong>Gucci Timepieces &amp; Jewelry</strong>&nbsp;sta già facendo passi considerevoli sulla strada della protezione ambientale. Insieme a&nbsp;<strong>L.O.V.E</strong>&nbsp;, la mia organizzazione benefica, mi sono unita a&nbsp;<strong>Gucci Timepieces &amp; Jewelry</strong><strong>&nbsp;</strong>per presentare questa collezione&nbsp;<strong>Bamboo</strong>. È un immenso onore e una grande emozione per me poter condividere questi valori fondamentali con l&#8217;industria della moda”, ha commentato l’attrice cinese.</p>
<p>Il nuovo orologio femminile ha forma rotonda e lunetta in leggero&nbsp;<strong>bamboo</strong>, bracciale bangle in acciaio e bamboo con il morsetto simbolo della maison. Di misura media (35mm), ha un quadrante semplice mentre il logo&nbsp;<strong>Gucci</strong>&nbsp;e il timbro “<strong>Swiss Made</strong>”&nbsp;(i modelli sono infatti realizzati in Svizzera) sono visibili rispettivamente alle ore 12 e alle ore 6. Sul fondello sono incise le parole “<strong>Gucci and Li Bingbing for Responsible Life</strong>”, a ricordo di questa&nbsp;<strong>partnership.</strong></p>
<p>Il&nbsp;<strong>bracciale,</strong><strong>&nbsp;</strong>in&nbsp;<strong>special edition,</strong>&nbsp;è decorato da perle bianco latte in noce di Tagua (“avorio vegetale”) e si abbina perfettamente all’orologio grazie agli elementi di&nbsp;<strong>bamboo</strong>. Ha un cordoncino regolabile ed è ornato da una perla in argento con inciso il logo&nbsp;<strong>Gucci</strong>&nbsp;e da due ciondoli in argento con il logo&nbsp;<strong>Gucci</strong>&nbsp;e il logo <strong>&#8220;Responsible Life&#8221;</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Li Bingbing</strong><strong>.</strong></p>
<p><strong>Gucci</strong><strong>&nbsp;</strong>celebrerà il lancio della collezione con un evento la sera del 17 gennaio 2013 nella storica città di Lijiang, in Cina, patrimonio dell&#8217;Unesco, con la partecipazione di&nbsp;<strong>Li Bingbing</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(di <strong><em>Paola Redaelli</em></strong>)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Si è spenta l&#8217;ironia di Mariangela Melato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 18:11:11 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Si-è-spenta-l’ironia-di-Mariangela_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Si-è-spenta-l’ironia-di-Mariangela_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Si-è-spenta-l’ironia-di-Mariangela_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Si-è-spenta-l’ironia-di-Mariangela_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/01/Si-è-spenta-l’ironia-di-Mariangela_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Aveva solo 71 anni <strong>Mariangela Melato</strong>. 71 anni di ironia, intelligenza, umorismo. Sulla scena come nella vita. L&#8217;attrice si è spenta in una clinica romana in seguito a una grave malattia contro cui stava combattendo da tempo.</p>
<p><em>&#8220;Se ne è andata in modo sereno. Si è spenta senza sofferenza, lucidissima fino all&#8217;altro ieri, ieri il crollo. Si è rivolta a noi 20 giorni fa per essere assistita nel migliore dei modi&#8221;</em>. Così <strong>Giuseppe Casale</strong>, coordinatore sanitario dell&#8217;<em><strong>Antea Onlus</strong></em> per l&#8217;assistenza ai pazienti in fase avanzata di malattia che ha seguito Mariangela Melato <em><strong>presso l&#8217;hospice di S. Maria della Pietà</strong></em> dove era ricoverata. La camera ardente è aperta nella clinica. Il <em><strong>funerale si terrà a Roma domani alle ore 15 presso la Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo</strong></em>.</p>
<p>Tra le attrici più versatili del teatro e del cinema italiano, capace di affrontare ruoli comici o drammatici, di trasformarsi in personaggi molto lontani tra loro ma sempre con grandissima intensità, la Melato matura la sua formazione artistica sotto la guida di <strong>registi come Dario Fo, Luchino Visconti e Luca Ronconi</strong>. Nel 1969 debutta nel <strong>cinema con un film di Pupi Avati, &#8220;Thomas&#8221;</strong>, e, due anni dopo, <strong>recita in &#8220;Per grazia ricevuta&#8221; di Nino Manfredi</strong>. Nel 1972 ottiene un grande successo popolare con la sua interpretazione di Fiore, l&#8217;amante milanese di Giannini, in <strong>&#8220;Mimì metallurgico ferito nell&#8217;onore&#8221; di Lina Wertmuller</strong>. Contemporaneamente dimostra di saper affrontare (anche sul grande schermo) ruoli non solo comici e grotteschi ma anche drammatici, come quelli che interpreta accanto a <strong>Gian Maria Volonté in &#8220;La classe operaia va in paradiso&#8221; (1971) e &#8220;Todo modo&#8221; (1976), entrambi di Elio Petri, o quello di Mara in &#8220;Caro Michele&#8221; di Mario Monicelli.</strong></p>
<p>Artista di straordinario talento, si dimostra un&#8217;abile ballerina sul palcoscenico del Sistina interpretando <strong>Belcore di &#8220;Alleluja, brava gente&#8221;</strong>. Oppure, al cinema, in <strong>&#8220;Aiutami a sognare&#8221;</strong>, ancora diretta da Pupi Avati, o in <strong>&#8220;Domani si balla&#8221;</strong> di Maurizio Nichetti. Se sul palcoscenico recita nell'&#8221;<strong>Orlando Furioso</strong>&#8220;, nell&#8217; indimenticabile &#8220;<strong>Orestea</strong>&#8221; di Eschilo e in &#8220;<strong>Quel che sapeva Maisie</strong>&#8221; da Henry James, spettacoli tutti diretti da Luca Ronconi, dopo essere stata sulla scena ora Fedra ora Medea ora Madre Coraggio, sul grande schermo si ritrova con Ugo Tognazzi, tra i fasti della Belle epoque, ne &#8220;<strong>Il petomane</strong>&#8221; (di Pasquale Festa Campanile, 1983) per essere poi trasportata tra le anime burlone di un cimitero in &#8220;<strong>Mortacci</strong>&#8221; di Sergio Citti.</p>
<p>Negli anni &#8217;90 si dedica soprattutto al teatro ma nel 1999 non rinuncia a comparire nell&#8217;affollato cast di &#8220;<strong>I panni sporchi</strong>&#8221; di Mario Monicelli. Molto attiva anche sul piccolo schermo, dopo il successo dei primi due episodi del film televisivo &#8220;<strong>Una vita in gioco</strong>&#8220;, rispettivamente diretti da Franco Giraldi (1991) e Giuseppe Bertolucci (1992), compare in &#8220;<strong>Due volte vent&#8217; anni</strong>&#8221; (di Livia Giampalmo), tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Lidia Ravera.</p>
<p>Torna al cinema per interpretare la sorella di Enzo Tortora in &#8220;<strong>Un uomo per bene</strong>&#8221; (di Maurizio Zaccaro, 1999) e &#8220;<strong>L&#8217;amore probabilmente</strong>&#8221; di Giuseppe Bertolucci (2001). Nel 2007 si era presa una pausa dal teatro impegnato portando in scena “<strong>Sola me ne vo&#8217;</strong>&#8216;” dove ballava e cantava come una vera show girl. In tv si è vista negli ultimi anni in Rebecca, la prima moglie regia di Riccardo Milani (2008) e in una splendida Filumena Marturano (2010), con Massimo Ranieri andata anche in replica su Rai1 nel giorno di capodanno.</p>
<p>Grazie Mariangela&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lipstick collection by Liv Tyler</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Dec 2012 10:30:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Lipstick-collection-by-Liv-Tyler_1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Lipstick-collection-by-Liv-Tyler_1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Lipstick-collection-by-Liv-Tyler_1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Lipstick-collection-by-Liv-Tyler_1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/12/Lipstick-collection-by-Liv-Tyler_1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>La sua prima collezione di rossetti per Givenchy. Tra innocenza e rock.</p>
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<p>La <em><strong>Lively collection</strong> </em>esce questo mese in edizione limitata&nbsp;nelle migliori profumerie. La linea è composta da cinque colorazioni che&nbsp;spaziano dalla nuance più chiara e nude, al classico rosso, fino ad arrivare a&nbsp;una tonalità quasi nera, very rock chic, che indossata assume sfumature violacee.</p>
<p>Ancora una volta <strong>Givenchy</strong> si conferma sinonimo di chic metropolitano, haute&nbsp;couture e femminilità&nbsp;rappresentato da donne di personalità e classe Liv in testa. Seguita dall’altro testimonial di eccezione della maison, <strong>Mariacarla Boscono,&nbsp;</strong>volto del&nbsp;nuovo eau de toilette, <strong><em>Dahlia Noir</em></strong>.</p>
<p>(di <em><strong>Gaia Ginevra Pignataro</strong></em>)</p>
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