<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>alice &#8211; Gilt Magazine</title>
	<atom:link href="https://www.giltmagazine.it/tag/alice/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<description>Un mondo dorato a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Apr 2021 09:23:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.6.2</generator>

<image>
	<url>https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2021/03/cropped-giltmagazine-favicon-32x32.jpeg</url>
	<title>alice &#8211; Gilt Magazine</title>
	<link>https://www.giltmagazine.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Alice Etro, primogenita di Kean Etro</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/interview/alice-etro-primogenita/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/interview/alice-etro-primogenita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2013 09:35:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alice]]></category>
		<category><![CDATA[Etro]]></category>
		<category><![CDATA[fil rouge]]></category>
		<category><![CDATA[kean]]></category>
		<category><![CDATA[larusmiani]]></category>
		<category><![CDATA[marangoni]]></category>
		<category><![CDATA[marchio]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[stile]]></category>
		<category><![CDATA[trend]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giltmagazine.it/?p=20219</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/12/visore_alice_etro-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/12/visore_alice_etro-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/12/visore_alice_etro-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/12/visore_alice_etro-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/12/visore_alice_etro.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Gilt Magazine intervista Alice Etro</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/alice-etro-primogenita/">Alice Etro, primogenita di Kean Etro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="230" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/12/visore_alice_etro-768x230.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/12/visore_alice_etro-768x230.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/12/visore_alice_etro-300x90.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/12/visore_alice_etro-480x144.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2013/12/visore_alice_etro.jpg 1000w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p style="text-align: justify;"><b>ALICE ETRO &#8211; </b>25 anni, studi alla &nbsp;Marangoni di Milano e ossa formate nell&#8217; ufficio stile <b>Larusmiani</b>, sotto la supervisione di <i>Liborio Capizzi</i> (n.d.r. :già assistente di Gianfranco Ferré), che la porta nel 2010 a firmare la sua prima collezione donna. Primogenita di <b>Kean Etro</b>, a capo dell&#8217; omonima Maison, e nipote di <b>Guglielmo Miani</b>, in testa alla Casa di Moda Larusmiani, Alice Etro rappresenta oggi il trait d&#8217; union tra due dinastie, due capisaldi del Fashion-biz Nazionale e Internazionale, la nonchalance &nbsp;di &#8220;indossare&#8221; con forza e indipendenza un cognome tanto importante.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> <b>1. Alice, Lei stessa ha sempre detto di essere cresciuta in una casa &#8221; tappezzata di libri, foto e ispirazioni&#8221;. Respira moda fin da bambina.</b></em><b><em>Una strada obbligata la sua, una trasmissione genetica o pura e semplice passione incondizionata per il design?</em> </b></p>
<p style="text-align: justify;">La moda è parte del mio dna. Sono cresciuta tra tessuti, stampe e colori&#8230; Fin da piccola giocavo nel magazzino dell’azienda di famiglia con gli scampoli di tessuto che mi regalavano e la passione per questa realtà credo sia innata: da sempre mi piace sperimentare con le forme, trarre nuove ispirazioni a partire dalla quotidianità, da un’idea, da un ricordo o un oggetto.&nbsp;Ed è così che ne ho fatto un progetto di vita, che si è concretizzato nei miei studi, con la specializzazione in Fashion Design presso l’Istituto Marangoni prima, fino a divenire Art Director della Collezione Donna Larusmiani.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> <b>2. A 25 anni, stilista della linea Donna Larusmiani. Oltre alla passione occorre talento, un talento oggettivo e riconosciuto!&nbsp;</b><b>Ci racconta il momento in cui ha saputo che la prima stilista sarebbe stata lei? </b></em></p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è stato un momento preciso che ha segnato la svolta, tutto é avvenuto in maniera del tutto graduale e spontanea. Ho vissuto ogni istante della mia vita intensamente, fino ad acquisire piena consapevolezza dell’opportunità che mi è stata data nonostante la mia giovane età. Sicuramente la mia famiglia ha giocato un ruolo importante nella mia vita e &nbsp;in questo percorso, ha creduto nelle mie capacità e mi ha trasmesso valori che sono diventati parte integrante di me e che si riflettono nelle mie collezioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> <b>3. Lei mette in scena una donna sofisticata, charmant, tuttavia le sue collezioni hanno il grande pregio di avere una vestibilitá ottimale nel reale.&nbsp;</b><b>Direi creato da una donna per le donne, sbaglio? </b></em></p>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso mi chiedono se ho un’ideale di donna, un’icona da cui trarre l’ispirazione. Desidero che ogni donna possa incarnare donne diverse, che possa sentirsi a suo agio in ogni situazione: mi piace immaginare la donna Larusmiani come una donna elegante, un pizzico sofisticata, ma anche dinamica, sognatrice e che ama viaggiare. Una donna versatile, che porta con stile anche capi del guardaroba maschile reinterpretati in chiave femminile; io stessa inoltre provo i capi di persona, per garantirne il comfort e la vestibilità. Le donne sono alla costante ricerca d’innovazione e il mio intento è proprio quello di aggiungere un tocco personale alle mie creazioni, pur mantenendomi fedele ai valori e alla tradizione Larusmiani a cui sono strettamente legata.</p>
<p style="text-align: justify;"><b><em>4. Se dovesse sbilanciarsi, quale pensa sia l&#8217;invenzione assolutamente geniale nel campo della moda, quella che non morirà mai, quella che avrebbe voluto lanciare lei?</em> </b></p>
<p style="text-align: justify;">La moda per me è una forma d’arte&nbsp; in tutte le sue sfaccettature,&nbsp; è un universo in costante evoluzione e ritengo sia veramente&nbsp; importante saper reinterpretare il passato nel rispetto della tradizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><b>5. Com&#8217; é la donna di Alice Etro per questa SS2014, a chi si è&#8217; ispirata? </b></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il fil rouge della collezione Larusmiani Donna SS2014 è un viaggio metafisico dechirichiano: un sogno che svela suggestivi paesaggi di Capri, luogo d’incontro dell’uomo e della donna Larusmiani, con sfumature e influenze orientali.&nbsp;Per il giorno predominano colori accesi e contrastanti come il blu mare , per la sera l’eleganza dell’oro e del color chiaro di luna; leitmotiv: stampe, frange, e macramè.</p>
<p style="text-align: justify;"><b><em>6. I 3 pezzi di questa collezione cui è&#8217; più legata e che sopra ogni cosa rappresentano il mood che voleva rendere?</em> </b></p>
<p style="text-align: justify;">Come ho già sottolineato l’atmosfera del sogno ricorre sempre nelle mie collezioni e i pezzi della collezione che più incarnano il mood dream sono sicuramente l’abito gilet stampato, casual e sofisticato, reinterpretazione femminile di un capo più maschile, la giacca motor-bike in cotone stretch Larusmiani con inserti in nappa a contrasto per un look più casual e sportivo, che ben si abbina ai jeans in cotone e seta con risvolto color senape, e infine il caftano oro con frange nere per le serate estive.</p>
<p style="text-align: justify;"><b><em>7. Ci dia 3 keyword da tenere in mente per l’estate 2014..</em> </b></p>
<p style="text-align: justify;">Le prime due sono connesse l’una con l’altra e sono understated-elegance: &nbsp;il vero lusso, sinonimo di eleganza e stile, è quello discreto, non ostentato, che solo pochi sanno davvero cogliere. La terza è lightness, ambivalente, che evoca la luminosità di colori caldi e brillanti e la leggerezza e morbidezza dei tessuti che scivolano dolcemente sulla silhouette.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> <b>8. Ci consiglia un Look passpartout per la sera?</b></em></p>
<p style="text-align: justify;"><b> </b>In alternativa all’abito da sera la tuta in seta stampata, capo iconico Larusmiani, abbinata con accessori e cintura gioiello.&nbsp;O ancora il completo macramè color chiaro di luna, mini dress e pantalone, elegante e allo stesso tempo sinonimo di comfort.</p>
<p style="text-align: justify;"><em> <b>9. Ci avviciniamo alle feste, ci dice una tendenza cult per questa fredda stagione? Il master pièce da avere e quello proibito da indossare?</b></em></p>
<p style="text-align: justify;"><b> </b>Il must-have dell’inverno è sicuramente possedere un capo in pelliccia, ad esempio il colbacco, innovativo nel taglio e nei colori brillanti, come il blu pavone o il vinaccia.&nbsp;Onestamente credo che non esista un capo proibito da indossare, una donna deve imparare a conoscersi, valorizzarsi e fare la scelta giusta in base all’occasione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>di Federica Piacenza</em></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/alice-etro-primogenita/">Alice Etro, primogenita di Kean Etro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/interview/alice-etro-primogenita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;orto di Alice è sempre più verde</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/interview/lorto-di-alice-e-sempre-piu-verde/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/interview/lorto-di-alice-e-sempre-piu-verde/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 18:13:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[alice]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[cacciagione]]></category>
		<category><![CDATA[erba]]></category>
		<category><![CDATA[ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[kilometro]]></category>
		<category><![CDATA[mamma]]></category>
		<category><![CDATA[naviglio]]></category>
		<category><![CDATA[orto]]></category>
		<category><![CDATA[pavese]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[salsiccia]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>
		<category><![CDATA[verdure]]></category>
		<category><![CDATA[zero]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giltmagazine.it/?p=10659</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Lorto-di-Alice-è-sempre-più-verde_2-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Lorto-di-Alice-è-sempre-più-verde_2-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Lorto-di-Alice-è-sempre-più-verde_2-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Lorto-di-Alice-è-sempre-più-verde_2-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Lorto-di-Alice-è-sempre-più-verde_2.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Chef dell'Erba brusca a Milano, usa prodotti a km zero.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/lorto-di-alice-e-sempre-piu-verde/">L&#8217;orto di Alice è sempre più verde</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Lorto-di-Alice-è-sempre-più-verde_2-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Lorto-di-Alice-è-sempre-più-verde_2-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Lorto-di-Alice-è-sempre-più-verde_2-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Lorto-di-Alice-è-sempre-più-verde_2-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Lorto-di-Alice-è-sempre-più-verde_2.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Quando entriamo nella sua locanda, il primo a venirci incontro è <strong>Groove</strong>, un bassottino tutto nero, dal musetto furbino e lo sguardo dolce; è vecchiotto Groove, e non vede più. Ma fa buona guardia al ristorante della sua padrona: guai a entrare se non è lui a darti il benvenuto.<em> “Non dà volentieri confidenza agli estranei”,</em> ci raccontano i collaboratori dello chef. Eppure a noi riserva attenzioni e tenerezze, mentre ci fa le coccole strusciandosi contro le nostre gambe. È attento, Groove, a quello che accade intorno a lui, e soprattutto attorno ad Alice. E così ecco che, mentre ci apprestiamo a iniziare l&#8217;intervista, si appallottola sul cuscino rosso della sua poltroncina preferita e, con apparente nonchalance, ascolta con attenzione ciò che accade nella stanza.<br />
<strong>Alice Delcourt</strong> è la giovane chef dell&#8217;“<strong>Erba brusca</strong>”, ristorante alle porte di Milano, sul Naviglio Pavese. Padre francese, mamma inglese, ha vissuto gran parte della sua vita in America. Da otto anni si è trasferita in Italia, dove conduce una vita “il più possibile green”.<br />
<strong>In che senso?<br />
</strong>Vado in bici praticamente ovunque, non ho mai comprato una macchina, che uso solo in casi di estrema necessità e noleggiandola, faccio la raccolta differenziata, cerco di non sprecare l&#8217;acqua, utilizzo per la mia cucina per lo più prodotti a chilometri zero e del mio orto. Faccio del mio meglio, insomma, ma vorrei poter fare molto di più, magari coinvolgendo solo produttori locali, “bio”, nel totale rispetto dell&#8217;ambiente. Non è impossibile, difficile sì, soprattutto quando in cucina si è in cinque ai fornelli. Purtroppo manca la cultura: nessuno alla scuola alberghiera ti insegna più ad avere rispetto dell&#8217;ambiente, a non sprecare.</p>
<p><strong>A proposito di bici, pedala lei ma fa pedalare anche i suoi clienti&#8230;<br />
</strong>Già (ride). All’ingresso le biciclette dell’<strong><em>Erba Brusca </em></strong>sono a disposizione dei clienti per passeggiate sul lungo fiume&#8230;</p>
<p><strong>Da dove nasce l&#8217;idea dell&#8217;orto?<br />
</strong>In America ci sono tante fattorie con ristorante. E ovviamente con l&#8217;orto sul retro. Vedere da dove arrivano i prodotti ti aiuta a capire cosa mangi, la genuinità dei prodotti. Ora il nostro orto è ancora piccolo, diciamo che è un micro-esperimento; da lì provengono le insalate che serviamo in tavola, i pomodori e tutte le erbe aromatiche che utilizziamo in cucina. Ma voglio svilupparlo di più; vorrei avere più terreno per rifornire del tutto il ristorante.</p>
<p><strong>Cosa ci dice delle sue origini? Quali sente più forti in lei?<br />
</strong>Mi sento soprattutto americana, perché è lì che ho vissuto la maggior parte della mia vita.</p>
<p><strong>Chi le ha trasmesso l&#8217;amore per la cucina?<br />
</strong>La mia nonna inglese, che era una grande cuoca, e uno zio materno, che ha aperto diverse catene di ristoranti a Londra. È stato lui il primo a portarmi in Italia, a Bologna per la precisione, a farmi conoscere i sapori della cucina italiana e la cultura di mangiare al ristorante. Sarà strano, ma è la mia parte anglosassone che mi ha influenzato nell&#8217;arte culinaria. Mia nonna era un po&#8217; come le classiche nonne italiane, preparava tutto in casa, a mano. E io in questo sono molto simile a lei. La mia parte francese la ritrovo invece in quei sapori che mi rendono vivi i ricordi, che mi riportano alla mente vecchie emozioni. Quei sapori li rielaboro e li faccio miei.</p>
<p><strong>Cucinare è più istinto o razionalità?<br />
</strong>La cucina in generale è istinto, la pasticceria assolutamente razionalità.</p>
<p><strong>In cucina è più importante la memoria o l&#8217;ispirazione?<br />
</strong>Ahimè spesso mi dimentico le ricette. Tante le scrivo, tante invece sono basate sull&#8217;istinto. Mi piace molto sperimentare, essere libera di esprimermi quando sono ai fornelli. Diciamo che, senza ricette scritte, è più che altro difficile per chi lavora con me starmi dietro.</p>
<p><strong>Quello della cucina è un mondo maschilista. Quanto è stato difficile emergere?<br />
</strong>Molto maschilista (<em>sorride</em>). Ma sono stata fortunata, dato che ho potuto fare una cosa tutta mia, ossia aprire un ristorante tutto mio; ma anche quando ho lavorato nelle cucine di altri chef sono sempre stata accettata bene e mi hanno insegnato moltissimo.</p>
<p><strong>Ha un maestro in particolare?<br />
</strong>Sicuramente Viviana Varese, del ristorante <em>Alice</em>, che mi ha fatto crescere, dandomi lo spazio per imparare, sbagliare, sperimentare. A lei devo molto. È una gran donna: ha fatto tutto da sola, non ha mai lavorato per qualcuno. Per ben sette anni ha lavorato ogni giorno, senza mai una pausa, una vacanza&#8230;</p>
<p><strong>La cucina è passione pura&#8230;<br />
</strong>Una passione che a un certo punto, però, rischia di farti male, diventando come quegli amori malati che ti distruggono, ma di cui non puoi fare a meno.</p>
<p><strong>Altri maestri?<br />
</strong>Andrea Provenzani, del <em>Liberty</em>, e il <em>River Cafè </em>di New York, per la modalità unica dell&#8217;organizzazione della cucina.</p>
<p><strong>Qual è il piatto che predilige cucinare?<br />
</strong>Amo tantissimo preparare i dolci, anche se molti chef non vogliono farli. La pasticceria richiede tanto tempo, non puoi avere fretta né mettere fretta alla torta che cuoce nel forno. Devi solo aspettare i suoi tempi.</p>
<p><strong>Quale deve essere l&#8217;obiettivo di un cuoco moderno?<br />
</strong>I cuochi di oggi, soprattutto quelli stellati, spesso sono lì più che altro per stupire. Per me il cuoco, invece, deve fare cibi che conquistano, far stare bene chi li assapora, facendo&nbsp; scoprire nuovi aromi o emozionando riportando a galla i ricordi più piacevoli.</p>
<p><strong>Un po&#8217; come la madeleine di Proust?<br />
</strong>Esattamente. Noi abbiamo inoltre una grande responsabilità, ossia quella di far capire cosa voglia dire mangiare certi prodotti, da dove arrivino, l&#8217;impatto ambientale. Io uso prodotti che costano di più, ma sono felice perché rispetto di più l&#8217;ambiente e so cosa servo ai miei clienti.</p>
<p><strong>La cucina di oggi è cultura o business?<br />
</strong>Ormai è business, però sfortunatamente per me non lo è ancora (<em>ride</em>). Però quando diventa business si risparmia su tutto, compresa la qualità, e si fanno scelte a volte non etiche. Per me è ancora cultura. Fortunatamente.</p>
<p><strong>Quale ingrediente non deve mai mancare nella sua cucina?<br />
</strong>Le verdure in generale. Ma anche i limoni sotto sale e le acciughe.</p>
<p><strong>Che differenza c&#8217;è tra uno chef e un cuoco?<br />
</strong>Lo chef mi dà l&#8217;idea di qualcuno che non cucini più, che gestisce la cucina e il personale, più che altro. Farsi chiamare chef rende molto forte una gerarchia che io cerco di evitare. La cuoca&#8230;(<em>ride</em>)&#8230;pulisce ancora la cucina&#8230;</p>
<p><strong>Aspetti positivi e negativi del suo lavoro.<br />
</strong>L&#8217;aspetto più positivo è sicuramente che si vedono subito i frutti della mia fatica. Il rischio sono le critiche dirette che ti arrivano, che fanno male, ma fanno anche crescere, se costruttive. L&#8217;aspetto negativo è che non vado al cinema da cinque anni&#8230;</p>
<p><strong>Tradizione e innovazione si sposano in cucina?<br />
</strong>Si. Ormai, è brutto dirlo, nessuno inventa più niente dal nulla. Si pesca sempre nelle proprie tradizioni, nei sapori che ti riportano alla mente emozioni e sensazioni,&nbsp; e poi li si rielabora.</p>
<p><strong>Una ricetta per conquistare un uomo&#8230;<br />
</strong>Salsiccia e patate o purè. Così non sbagli mai (<em>ride</em>).</p>
<p><strong>E per conquistare una donna?<br />
</strong>Sicuramente i dolci.</p>
<p><strong>E per conquistare Alice?<br />
</strong>Un buon vino. Anzi, dello Champagne, che non fa mai male&#8230;</p>
<p><strong>Si dice che gli chef non siano una buona forchetta e non amino mangiare&#8230;<br />
</strong>É vero. Ma più che altro per la vita frenetica che conduciamo. I maschi sono anche peggio delle donne, amano una cucina tecnica, non provano gioia quando mangiano una cosa buona e salutare. Noi cuochi ci cibiamo in effetti male, perché non abbiamo tempo: si mangia quello che c&#8217;è e in piedi. Peggio di così&#8230;</p>
<p><strong>Qual è il suo piatto forte?<br />
</strong>I legumi, che sono un ingrediente dimenticato. Ceci, lenticchie, fave&#8230;sono buonissimi. E poi la cacciagione, soprattutto il piccione, che fa un po&#8217; ritorno al passato, quando era un piatto lussuoso.</p>
<p><strong>Deve cucinare per un ospite esclusivo. Cosa prepara?<br />
</strong>A uno straniero farei conoscere i prodotti più genuini della cucina italiana: olio, aglio fresco, pomodori di stagione. Una bruschetta ai sapori dell&#8217;Italia, insomma. Se dovessi cucinare un piatto chic, allora presenterei una testina di vitello in cassetta e scottata.</p>
<p><strong>Qual è il piatto ideale per stupire?<br />
</strong>Sicuramente fa una scena pazzesca lo stinco di vitello o di agnello intero e servito sull&#8217;osso.</p>
<p><strong>In tv spopolano programmi di cuochi, chef, cucina. Parteciperebbe a un reality show o a trasmissioni-gare tipo Master Chef?<br />
</strong>Ho fatto diverse cose in tv. Sono stata ad esempio da Benedetta Parodi e mi sono divertita molto. È una bella vetrina, ti permette di farti conoscere e farti pubblicità. Ma non lascerei mai la mia cucina&#8230;<br />
E ora spazio a una <strong><em>ricetta di Alice Delcourt</em></strong>. Siamo certi che farete un figurone&#8230;</p>
<p><strong><em></em></strong></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Ristorante Erba Brusca</em></strong><br />
Alzaia Naviglio Pavese 286<br />
20142 Milano &#8211; 02 87380711<br />
Da mercoledì a domenica, pranzo e cena<br />
<a href="http://www.erbabrusca.it/" target="_blank" rel="noopener">http://www.erbabrusca.it/</a></p>
<p><a href="http://www.erbabrusca.it/" target="_blank" rel="noopener"><br />
</a><a href="http://www.erbabrusca.it/" target="_blank" rel="noopener"></a></p>
<p>(di<strong><em> Silvia Tironi</em></strong>)</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/interview/lorto-di-alice-e-sempre-piu-verde/">L&#8217;orto di Alice è sempre più verde</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/interview/lorto-di-alice-e-sempre-piu-verde/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Zucca al forno lardellata</title>
		<link>https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/zucca-al-forno-lardellata/</link>
					<comments>https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/zucca-al-forno-lardellata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 17:42:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ristoranti & Food]]></category>
		<category><![CDATA[alice]]></category>
		<category><![CDATA[arancione]]></category>
		<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[cipolle]]></category>
		<category><![CDATA[fette]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[ingredienti]]></category>
		<category><![CDATA[lardo]]></category>
		<category><![CDATA[olio]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[stagione]]></category>
		<category><![CDATA[zucca]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://giltmagazine.it/?p=10662</guid>

					<description><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Zucca-al-forno-lardellata_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Zucca-al-forno-lardellata_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Zucca-al-forno-lardellata_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Zucca-al-forno-lardellata_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Zucca-al-forno-lardellata_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p>Un piatto semplice, povero, ma dal palato sopraffino.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/zucca-al-forno-lardellata/">Zucca al forno lardellata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="768" height="273" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Zucca-al-forno-lardellata_1-1-768x273.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" srcset="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Zucca-al-forno-lardellata_1-1-768x273.jpg 768w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Zucca-al-forno-lardellata_1-1-300x106.jpg 300w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Zucca-al-forno-lardellata_1-1-480x170.jpg 480w, https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2012/11/Zucca-al-forno-lardellata_1-1.jpg 930w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /><p><em>Alice Delcourt</em>, chef dell&#8217;<strong>Erba brusca</strong> di Milano, intervistata da Giltmagazine, regala alle nostre lettrici una ricetta gustosissima e soprattutto di stagione&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ZUCCA AL FORNO CON LARDO</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>Ingredienti:<br />
</em><br />
<em>1 zucca mantovana</em><br />
<em>10 fette di lardo</em><br />
<em>sale</em><br />
<em>pepe</em><br />
<em>berbere (curry eritreo, oppure mix di cumino, curry e peperoncino)</em><br />
<em>olio d’oliva</em></p>
<p>Tagliare una zucca mantovana in 10 fette (<em>o a vostro piacimento &#8211;&nbsp;di conseguenza conterete le fette di lardo necessarie</em>)&nbsp;e togliere i semi. Condire con sale, pepe, berbere (<em>oppure mix di cumino, curry e peperoncino</em>) e olio d&#8217;oliva. Mettere le fette su una teglia con la pelle rivolta verso il basso e cuocere in forno a 200 gradi fino a cottura ultimata (<em>lo capirete dal colore e dalla morbidezza della polpa, infilzata con le punte di una forchetta</em>). Servire tiepide&nbsp;col lardo affettato e, per un tocco in più,&nbsp;cipolle sott’aceto.</p>
<p><strong><em>Alice Delcourt&nbsp;</em></strong></p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
var aa=new Array();
				aa=document.getElementsByTagName("a");

				ab=document.getElementsByTagName("area");
				if(aa!=null){
					for(i = 0; i <= aa.length-1; i++) {
						if(aa[i].setAttribute &#038;&#038; (aa[i].href.indexOf(document.location.href+"#") == -1 || false)) {<br />
							aa[i].setAttribute("target","_blank");<br />
						}<br />
					}<br />
				}<br />
				if(ab!=null){<br />
					for(i = 0; i <= ab.length-1; i++) { if(ab[i].setAttribute) { ab[i].setAttribute("target","_blank"); } } } // ]]&gt;</script></p>
<p><em><strong>Ristorante Erba Brusca</strong></em><br />
Alzaia Naviglio Pavese 286<br />
20142 Milano &#8211; 02 87380711<br />
Da mercoledì a domenica, pranzo e cena<br />
<a href="http://www.erbabrusca.it/" target="_blank" rel="noopener">http://www.erbabrusca.it/</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/zucca-al-forno-lardellata/">Zucca al forno lardellata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/zucca-al-forno-lardellata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
