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	<title>500 anni Leonardo Da Vinci &#8211; Gilt Magazine</title>
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		<title>La Madonna Litta, il genio di Leonardo torna a casa</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Nov 2019 13:03:09 +0000</pubDate>
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<h3>Trent’anni di amore a distanza</h3>
<p>Dopo quasi trent’anni passati nel più grande museo russo, <b>l’Ermitage di San Pietroburgo</b>, uno dei più celebri capolavori del genio di Da Vinci torna in modo del tutto eccezionale a Milano, <b>al Museo Poldi Pezzoli</b> di Via Manzoni. Grazie alla <b>Fondazione Bracco</b> e alla collaborazione di <b>Pietro C. Marani e Andrea di Lorenzo</b>, curatori della mostra, <b>La</b> <b>Madonna Litta</b> può finalmente tornare a casa, in Italia, per tre mesi.<br />
Che l’evento sia capitato proprio quest’anno non è però un caso, ma più una perfetta occasione per celebrare nel migliore dei modi il <b>cinquecentesimo anniversario</b> della morte di Leonardo. Non solo La Madonna Litta, ma anche una <b>ventina di opere</b> di sì minore importanza, ma allo stesso tempo grandissima qualità, provenienti da collezioni pubbliche e private sparse per il mondo. Si tratta di dipinti e disegni datati fine Quattrocento, periodo in cui il Da Vinci si trovava ospite a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro, svolti da Leonardo in persona o dai suoi allievi più vicini, da Giovanni Antonio Boltraffio a Marco d’Oggiono.</p>
<h3>Milano, la casa della Madonna Litta</h3>
<p>La Madonna Litta, il grande capolavoro di Da Vinci, è sicuramente molto affezionata alla città di Milano. Oltre ad esserci nata, nel 1490, nel capoluogo lombardo ha anche goduto della sua più grande fortuna, per passare poi, nell’Ottocento, ad essere il pezzo più pregiato della collezione d’arte privata dei <b>Duchi Litta</b>, custodita gelosamente nel palazzo di Corso Magenta. Ecco allora svelato anche il perché del suo nome.<br />
Ad affiancare La Madonna Litta in questo suo “soggiorno milanese” sarà un’altra composizione di Leonardo, <b>La Madonna col Bambino</b>, dipinta da <b>Giovanni Antonio Boltraffio</b> a partire dai disegni preparatori del maestro, e da anni parte della collezione del Museo Poldi Pezzoli. Un’occasione perfetta per avvicinare due opere frutto dello stesso genio, che più di un secolo e mezzo fa fecero parte della stessa collezione privata, quella dei Duchi Litta.</p>
<h3>L’influenza di Leonardo</h3>
<p>Oltre alla Madonna Litta e alla Madonna con il Bambino, all’interno del Museo Poldi Pezzoli saranno presenti altre opere: un esempio fra tutti, la Madonna col Bambino di <b>Marco d’Oggiono</b>, di <b>Francesco Napoletano</b> e del <b>Maestro della Pala Sforzesca</b>, segno di quanto Leonardo e i suoi più stretti seguaci siano stati in grado di affrontare e reinterpretare questo nuovo soggetto. E come se questo non bastasse, la Fondazione Bracco, principale organizzatore della mostra, grazie a tecniche all’avanguardia è stata in grado di evidenziare differenze e affinità tra i diversi <b>disegni preparatori</b> dei vari artisti che operavano all’interno della bottega di Leonardo in un determinato periodo, quello della permanenza del maestro a Milano.</p>
<h3>Il Poldi Pezzoli insegna</h3>
<p>Quella del Poldi Pezzoli non sarà semplicemente una mostra, piuttosto una grande occasione per mostrare al pubblico di ogni età una tecnica molto importante, quella <b>dell’attribuzione di un’opera d’arte</b>. Ai visitatori verrà spiegato in che modo l’esame dei documenti di archivio, delle informazioni sulla provenienza collezionistica e sulla fortuna critica abbiano consentito di avanzare le più svariate ipotesi sulla provenienza dei dipinti.<br />
I dati acquisiti dalle analisi scientifiche condotte sulle opere saranno presenti in mostra grazie ad un apparato multimediale di supporto, nonché pubblicati e consultabili, con libero accesso da parte di tutti gli utenti, anche sul <a href="https://museopoldipezzoli.it/">sito internet</a> del Museo Poldi Pezzoli e di Fondazione Bracco. Sarà inoltre organizzata una <b>giornata di studi</b> aperta a tutto il pubblico interessato, con interventi dei maggiori specialisti degli argomenti affrontati nella mostra. Un’occasione, quindi, anche per <b>imparare</b>: per tutta la durata della mostra saranno infatti organizzate <b>attività didattiche</b>, <b>visite guidate</b> per le famiglie e itinerari didattici per le scuole.<br />
Ricordiamo che la mostra è visitabile <b>tutti i giorni tranne il martedì, dalle 10:00 alle 18:00</b>. In più, a partire da sabato 16 novembre l’apertura sarà prolungata <b>tutti i sabati fino alle 21:00</b>, con la possibilità di <b>visite guidate gratuite</b>.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Giulia Rizzi </i></b></p>
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		<title>Pininfarina celebra il grande Leonardo Da Vinci</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jun 2019 12:16:54 +0000</pubDate>
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<h3>L’azienda</h3>
<p>Portabandiera del <b>Made in Italy</b>, quest’azienda nei primi anni dalla sua fondazione (1930) era una realtà artigianale che permetteva ai clienti benestanti dell’epoca di potersi far costruire a loro piacimento la carrozzeria delle proprie automobili. L’ingegno e l’estro di Pinin, però, puntavano in alto, tanto da evolversi col tempo sino a diventare una vera e propria industria in grado di coprire tutte le esigenze del mercato, dalla progettazione della carrozzeria a quella di interi autoveicoli e mezzi di trasporto.</p>
<p>Se Battista Farina è stato tra i primi ad interessarsi all’aerodinamica (basti pensare alla Giulietta Spider), non è stato da meno il figlio Sergio, designer di fama mondiale, ha preso in mano l’azienda Pininfarina fino alla sua morte, continuando il lavoro del padre ed ampliandolo sempre più grazie a notevoli collaborazioni e partnership.</p>
<h3>Pininfarina Segno rende omaggio a Leonardo Da Vinci</h3>
<p>La collezione firmata Pininfarina è stata presentata presso la libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele II, luogo simbolo della cultura e del sapere, con il sottofondo delle memorabili parole di due studiosi del Rinascimento Italiano. <b>Leonardo 500th &amp; Codex</b> nasce in primis come celebrazione dell’anniversario della scomparsa di Da Vinci, e vuole farsi promotrice del binomio tradizione e innovazione, ieri-oggi-domani, come fa presente Paolo Farina, Presidente del Gruppo. Per realizzarla infatti, alla base c’è un progetto super cool lanciato agli studenti dello IED di Torino, i quali, entusiasti e stimolati, hanno dimostrato grande impegno contribuendo in ogni aspetto.</p>
<h3>Codex</h3>
<p><b>Codex</b> è il nome che la Pininfarina Segno ha voluto dedicare al genio toscano, ispirandosi al carattere di Leonardo, un uomo che amava il design ma al tempo stesso era felice di conservare dei segreti, che a volte faceva scoprire come fossero degli enigmi. Si tratta di un oggetto cilindrico in alluminio e legno di noce massello, e per scoprirne il contenuto è necessario inserire la corretta sequenza di lettere che compongono il codice segreto. Sono 500 gli esemplari disponibili di <b>Codex by Pininfarina Segno</b>.</p>
<h3>Leonardo 500th e Filum</h3>
<p>Per interpretare questa nuova linea di stilo griffate Pininfarina Segno, occorre avere un pizzico di genialità ed estro, caratteristiche che camminano di pari passo all’artigianalità. Tra i pezzi presentati, quello che rappresenta al meglio la figura di Leonardo è sicuramente la <b>Silver Luxury Edition</b> in argento 925, che custodisce, tra i vari, due diamanti, i Leonardo Da Vinci Cut, tagliati secondo i disegni de la <i>De Divina Proportione.</i></p>
<p>Il particolare taglio Leonardo Da Vinci Cut è stato brevettato da un’importante azienda fiorentina specializzata nella fornitura di diamanti. A completare la collezione si aggiunge <b>Filum</b>. Ispirata ai “nodi vinciani”, è l’ultima stilo nata in casa Pininfarina e la prima in assoluto ad essere<b> realizzata completamente in titanio</b> secondo la tecnica del Direct Metal Laser Sintering.</p>
<p>Tutti i pezzi proposti da Pininfarina sono dei veri e propri capolavori, nonché progetti d’ingegneria che ci ricordano quanto si abbia sempre da imparare e sperimentare, ma soprattutto che insegnano a trasmettere ai giovani, i designer del domani, più stimoli possibili al fine di poter mettere l’amore in ogni progetto da realizzare. <i> </i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli</i></b></p>
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		<title>I piatti di Leonardo, uno show cooking da mille e una notte</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2019 12:40:54 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/luxury-escape/ristoranti-food/piatti-leonardo-uno-show-cooking-mille-notte/">I piatti di Leonardo, uno show cooking da mille e una notte</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Nell’anno focalizzato sui 500 anni dalla morte di <b>Leonardo Da Vinci</b>, numerosi eventi hanno coinvolto svariate associazioni ed enti meneghini per rendere questa celebrazione qualcosa di unico. È il caso, ad esempio, de <b>I piatti di Leonardo</b>, uno show cooking da mille e una notte realizzato a Palazzo Bovara dal Circolo del Commercio di Confcommercio.</p>
<p>Milano ha approfittato della presenza di <b>100 chef </b>provenienti da tutto il mondo per la presentazione di Melius (network dei Best e Leading ristoranti italiani, che si occupa di promuovere le migliori offerte di ristorazioni italiane all’estero) e della Giornata Mondiale della Cucina Italiana, che hanno stuzzicato le papille gustative dei presenti con prelibatezze di ispirazione rinascimentale.</p>
<h3>Rinascimento a tavola, un amore incondizionato</h3>
<p>È ormai noto che il periodo del <b>Rinascimento</b> avesse fatto del food una vera e propria arte, portando in auge la creatività e facendosi portavoce dell’alta cucina italiana al massimo grado di raffinatezza e prestigio. Il Cinquecento poteva vantare i cuochi più abili di sempre, quelli che amavano osare, provocare e stupire anche i palati più esigenti, giocando con il cibo e le spezie come fossero delle amanti perfette.</p>
<p>Ovviamente vi erano delle differenze notevoli tra i lussureggianti banchetti dei ricchi, dove il modus vivendi si esprimeva tramite i fasti dell’arte gastronomica con abbondanza di selvaggina, pesce, bouquet di frutta fresca, e le tavole delle classi sociali inferiori, che invece facevano largo uso di legumi e verdure.</p>
<h3>Leonardo: il genio che venerava il buon cibo</h3>
<p>Il lifestyle di Leonardo Da Vinci dovrebbe essere fonte d’ispirazione per molti, dedito al viver bene e rispettoso nei confronti di ogni forma di vita, tanto che alcuni avrebbero insinuato fosse stato vegetariano. Per rendere omaggio anche a questa sua passione, dieci chef, di cui 6 stellati, hanno selezionato proprio dieci elementi culinari amati dal genio, reinterpretandoli al fine di realizzare dei piatti pensati ad hoc per un degno banchetto rinascimentale. Lo <b>show cooking</b> è stato condito dagli interventi della scrittrice <b>Marina Migliavacca Marazza</b>, grande esperta di Leonardo, che ha ammaliato i presenti con approfondimenti culturali inediti sul celebre artista.</p>
<h3>I piatti di Leonardo</h3>
<p>“Un involtino d’acciuga in cima a una rondella di rapa scolpita a mo’ di rana”: preparazione di Felice Lo Basso (Felix, Milano*)</p>
<p>“Un’altra acciuga avvolta attorno a un broccolo”: preparazione di Angelo Sabatelli (Angelo Sabatelli, Putignano, Bari*)</p>
<p>“Un cuore di carciofo”: preparazione di Heros De Agostinis (Beck at Brown’s*, Londra)</p>
<p>“Una carota bellamente intagliata”: preparazione di Donato De Santis (Cucina Paradiso, Buenos Aires)</p>
<p>“Due mezzi cetrioli su una foglia di lattuga”: preparazione di Armando Codispoti (Osteria Rossini, Beirut, Libano)</p>
<p>“Un petto d’uccello”: preparazione di Davide Caranchini (Materia, Como*)</p>
<p>“Un uovo di pavoncella”: preparazione di Luigi Taglienti (Lume, Milano*)</p>
<p>“Un testicolo di pecora con panna (freddo)”: preparazione di Nicola Cavallaro (Un posto a Milano)</p>
<p>“Una zampa di rana su una foglia di tarassaco”: preparazione di Tano Simonato (Tano passami l’olio, Milano*)</p>
<p>“Uno stinco di pecora cotto, con l’osso”: preparazione di Marco Bottega (Aminta, Genazzano &#8211; Roma*)</p>
<p>Un’atmosfera unica e un percorso gustativo che ha lasciato davvero senza parole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>di Agnese Pasquinelli </i></b></p>
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		<title>Leonardo Da Vinci in mostra al Castello Sforzesco di Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2019 09:00:04 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/leonardo-vinci-mostra-al-castello-sforzesco-milano/">Leonardo Da Vinci in mostra al Castello Sforzesco di Milano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Allestita per celebrare il quinto centenario della morte del genio toscano, la <b>mostra di Leonardo Da Vinci al Castello Sforzesco di Milano</b> è un&#8217;occasione unica per ammirare uno dei più noti capolavori leonardeschi, <b>la Sala delle Asse</b>. Il 15 maggio 2019 si è svolto l’evento inaugurale del palinsesto, “Milano e Leonardo 500”, con la collaborazione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e delle istituzioni territoriali del MiBAC. La Sala delle Asse è l’ambiente più illustre del Castello, collocata al piano terra della torre angolare posta a nord-est, ornata di <b>affreschi</b> a motivi araldici per <b>Galeazzo Maria Sforza</b>. La sala ha ricevuto sotto Ludovico il Moro la celebre decorazione leonardesca, nel 1498.</p>
<h3>Il grande restauro</h3>
<p>Si deve alle ricerche dell&#8217;architetto <b>Luca Beltrami</b> e soprattutto dello storico tedesco <b>Paul Müller-Valde</b> il rinvenimento nel 1893 di significative tracce di pittura nella volta, cui seguì un ampio restauro compiuto da Ernesto Rusca nel 1902, che reinterpretò la decorazione quattrocentesca ricreando un insieme a colori straordinariamente vivace. Il cantiere di studio e restauro della Sala è stato aperto nel 2013, successivamente sospeso per la prima volta durante il semestre di Expo 2015, permettendo ad oltre 450.000 visitatori di ammirarla, la Sala delle Asse si ripresenta al pubblico dopo una nuova fase di lavori, svelando il pergolato di gelsi.<br />
Nessuno infatti, a parte gli addetti ai lavori, ha ancora potuto osservare a poca distanza tronchi nodosi, paesaggi, rami e foglie che continuano ad affiorare, cambiando progressivamente la percezione della Sala, spostando l’attenzione dalla volta alle pareti laterali. Leonardo ha sviluppato il suo concetto di imitazione della natura tanto da immaginare un sottobosco e, al di là degli alberi, case e colline all’orizzonte.</p>
<h3>Sulle tracce di Leonardo</h3>
<p>La sala venne <b>decorata da Leonardo nel 1498</b>, e presenta la <b>tecnica di pittura a tempera su muro</b> che rimanda alle sperimentazioni che, negli stessi anni, Leonardo Da Vinci stava tentando nel celebre <b>Cenacolo </b>in Santa Maria delle Grazie. La mostra di Leonardo a Milano prevede anche una<b> sezione multimediale</b> che illustra le complesse tecniche diagnostiche e conservative adoperate nel restauro dell&#8217;opera e che, al contempo, crea una forte sinergia tra la Sala delle Asse stessa e i principali interventi di Leonardo a Milano, dal Cenacolo ai Navigli, dalla chiesa di San Francesco Grande, che ospitava la Vergine delle Rocce, agli importanti studi scientifici presenti nei Codici.<br />
Di questi ultimi, la mostra di Leonardo nella Sala delle Assi presenterà alcuni fogli estremamente significativi per comprendere la complessa elaborazione dell&#8217;<b>iconografia leonardesca</b>, in dialogo con suggestioni di altri importanti artisti italiani ed europei, tra cui spicca Albrecht Dürer.<b> Leonardo trascorse quasi vent&#8217;anni della propria vita a Milano</b>, dove lasciò vaste tracce; si pensi al Cenacolo di Leonardo, al Codice Atlantico, al ritratto di Musico della <b>Pinacoteca Ambrosiana</b>, al Codice Trivulzio del <b>Castello Sforzesco</b>, ai progetti per i <b>Navigli</b> di Milano.</p>
<h3>Progetti itinerari intorno a Milano</h3>
<p>Sarà inoltre allestita la mostra “<b>Intorno alla Sala delle Asse Leonardo tra Natura, Arte e Scienza</b>”, a cura di Claudio Salsi e concepita attorno a una rigorosa selezione di disegni originali di Leonardo da Vinci e di altri <b>maestri del Rinascimento</b> che mostrano relazioni iconografiche e stilistiche stringenti con particolari della <b>decorazione naturalistica e paesaggistica</b> della Sala delle Asse. Il progetto è concepito dalla Soprintendenza del Castello con la partecipazione di grandi musei internazionali, con prestiti provenienti da Her Majesty, <b>The Queen from the Royal Collection</b>, dal <b>Musée du Louvre</b>, Parigi, dal Kupferstichkabinett, Berlino, e dalle <b>Gallerie degli Uffizi</b>, Firenze.<br />
Infine, nella <b>Sala delle Armi</b>, dal 16 maggio 2019 al 12 gennaio 2020, un percorso multimediale in città e con 8 itinerari nel territorio lombardo (promossi dalla Regione Lombardia in collaborazione con Explora, dal titolo “<b>Leonardo a Milano</b>”), condurrà il visitatore <b>alla scoperta della città di Milano</b> così come doveva apparire agli occhi del maestro durante i suoi soggiorni milanesi.<br />
Sempre al Castello, nel Cortile delle Armi, è stato svelato il 15 maggio un vero <b>pergolato di alberi di gelso</b>, in scala 1:2, che riproduce dal vivo ciò che Leonardo ha rappresentato nella Sala: una vera e propria <b>architettura vegetale</b>, progettata e realizzata con Orticola, che crescerà con il ciclo naturale delle stagioni; un richiamo permanente all’opera leonardesca per i milioni di visitatori che attraversano ogni anno le corti del Castello.<br />
<b><i>di Eleonora Pretta</i></b></p>
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		<title>Leonardo Da Vinci in mostra a Palazzo Reale</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2019 14:41:46 +0000</pubDate>
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<p>Fino al 14 luglio 2019 a <b>Palazzo Reale</b> si terrà la mostra multimediale <b>“Leonardo. La macchina</b> <b>dell’immaginazione”</b>, che attraverso le sezioni<i> Le Osservazioni sulla natura, La città, Il paesaggio, Le</i> <i>Macchine di pace, Le Macchine di guerra, Il Tavolo anatomico, La pittura</i>, a cui corrispondono altrettante <b>macchine scenografiche</b>, ci permetterà di penetrare nel mistero del grande genio.<br />
L’esposizione, che contiene <b>appunti, diari e disegni </b>vergati dalla mano di <b>Leonardo Da Vinci</b>, è stata realizzata da Studio Azzurro e Treccani e allestita grazie al fondamentale apporto scientifico del grande storico dell’arte <b>Edoardo Villata</b>: «Il visitatore si troverà quindi a contatto con alcuni esempi delle idee e degli studi di Leonardo: la veduta a volo di uccello, le macchine, sia a uso civile, sia a uso militare, le mappe, gli studi sull’anatomia dei cavalli e dei volatili; ma anche a terrificanti immagini di diluvio, a volti trasfigurati dall’ira, a malinconici pensatori, a tenere e divertite immagini di cani, di gatti o di granchi. Il tutto sempre commentato da suoni, che talvolta accennano a diventare un abbozzo di frase musicale, e da citazioni tratte dai manoscritti leonardeschi».</p>
<h3>Un viaggio nella mente di Leonardo Da Vinci</h3>
<p>In quattro delle sezioni in cui è scandito <b>il viaggio nel pensiero di Leonardo Da Vinci</b>, che fa parte delle iniziative ufficiali per la celebrazione dei <b>500 anni della sua morte</b>, saranno le sue parole-chiave a fare da guida allo spettatore, seguite poi da filmati talora iperrealistici, talora astratti, che vogliono sottolineare il carattere allo stesso tempo sistematico e visionario di quella “macchina dell’immaginazione” che fu la mente del grande scienziato ed artista.<br />
Questa mostra a Palazzo Reale, luogo dove tra l’altro l’intellettuale più noto del <b>Rinascimento italiano</b> ebbe anche dei laboratori, è <b>uno degli omaggi che la città di Milano vuole tributargli</b>; una città di cui non fu originario, né vi morì, ma che gli offrì le maggiori possibilità di sviluppare il suo talento, caratteristica che contraddistingue la città meneghina anche al giorno d’oggi.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Alessandra Baio</i></b></p>
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		<title>Essere Leonardo da Vinci: lo spettacolo al Teatro Studio Melato</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2019 09:43:37 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/lifestyle/arte-e-design/leonardo-vinci-lo-spettacolo-al-teatro-studio-melato/">Essere Leonardo da Vinci: lo spettacolo al Teatro Studio Melato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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<p>Dal 2 al 5 maggio il meraviglioso <b>Teatro Studio Melato</b> in via Rivoli 6 (Milano) ospiterà un evento specialissimo: un’intervista con <b>Leonardo da Vinci</b> “in persona”, uno dei simboli di cui la città di Milano può giustamente ritenersi più orgogliosa.</p>
<h3>Un omaggio teatrale al grande scienziato</h3>
<p>Insieme a molti altre iniziative organizzate nella città meneghina in occasione dei 500 anni dalla morte del genio, il Piccolo Teatro, in collaborazione con Movie e Theater, decide di omaggiarlo e celebrarlo attraverso 75 minuti di uno “<b>show-intervista</b>” in cui due ipotetici giornalisti, interpretati da <b>Gianni Quillico</b> e <b>Jacopo Rampini</b>, affronteranno un colloquio con Leonardo da Vinci ripercorrendo le tappe più importanti della sua vita e della sua carriera: la sua infanzia e la sua giovinezza, i libri e le opere, il suo rapporto con le arti, con la scienza, la vita privata e quella civile e pubblica.</p>
<h3>Massimiliano Finazzer Flory nei panni di Leonardo da Vinci</h3>
<p>I panni dello scienziato, ingegnere, architetto, saranno vestiti dal grande <b>Massimiliano Finazzer Flory</b>, ideatore anche della drammaturgia e regia dello spettacolo, che risponderà alle domande in un autentico italiano rinascimentale e con un make-up assurdamente realistico.<br />
Per questa messinscena sarà utilizzata in anteprima la sceneggiatura del film <b><i>Being Leonardo da Vinci</i></b>, premiato a New York e in uscita sul grande schermo a fine maggio, che si basa a sua volta sugli scritti autentici dello stesso Leonardo, in particolare sul <i>Trattato di Pittura</i>.<br />
Il progetto di realizzare uno spettacolo dedicato a una delle personalità italiane più conosciute e apprezzate al mondo, nasce a Londra nel gennaio 2012, dove in occasione della mostra a lui dedicata <i>Leonardo da Vinci. Painter at the court of Milan </i>alla National Gallery, viene letto per la prima volta il testo del grande regista, attore e drammaturgo Flory.<br />
Un’occasione eccezionale e una location d’eccezione per conoscere o per richiamare alla memoria la vita di un uomo visionario che ha cambiato il nostro paese e la storia di tutta l’umanità.<br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Alessandra Baio</i></b></p>
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		<title>Leonardo e Warhol: la Milano di ieri, oggi, domani</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 10:29:12 +0000</pubDate>
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<p>Cos’hanno in comune <b>Leonardo da Vinci</b>, straordinario architetto, pittore e ingegnere del XVI secolo, e <b>Andy Warhol</b>, il visionario padre-fondatore della <b>Pop Art</b>, made in Pittsburgh, USA, 1928? Il genio, naturalmente…ma non solo. Un arco di sei secoli separa questi due veri e propri talenti, e la città di Milano, straordinariamente, ne rappresenta il punto di incontro, la congiunzione astrale.<br />
In occasione del quinto centenario della morte del portentoso scienziato, il Gruppo MilanoCard, gestore della Cripta di San Sepolcro, in co-produzione con la Veneranda Pinacoteca e Biblioteca Ambrosiana, il Credito Valtellinese e MedialArt, presenta <b>LEONARDO &amp; WARHOL. The genius experience</b>: la prima <b>mostra immersiva</b> che ospita anche opere originali, visitabile dal 1 marzo al 30 giugno 2019.</p>
<h3>Leonardo e Warhol: the genius experience, la prima mostra immersiva con opere originali</h3>
<p>Il percorso all’insegna dell’intelligenza fuori dal comune ha inizio nella <b>Sala Sottofedericiana</b> della Biblioteca Ambrosiana con uno <b>show multimediale a 360 gradi</b>, che con musiche e immagini suggestive proietta il pubblico nella Milano vissuta, sognata e amata da Leonardo, per poi accompagnarlo nella <b>cripta di San Sepolcro</b>, luogo nevralgico della metropoli e che già lui stesso in una mappa del Codex Atlanticus indicava come i preciso centro della città. La cripta, di cui verranno a breve terminati restauri, importantissimo monumento archeologico della città, ospiterà <b>The last supper</b>, interpretazione personale dell’artista statunitense del Cenacolo vinciano, realizzata nel 1987 ed esposta nell’ultima mostra di Warhol tenutasi presso il Refettorio delle Stelline.<br />
L’esposizione, curata da Giuseppe Frangi, approfondisce l’uso delle acque, il rapporto con la terra e con la natura, <b>l’innovazione tecnologica</b> e quella architettonica, che hanno portato alla Milano dei grattacieli e del Bosco verticale; non vi sono migliori parole di quelle dell’amministratore del Gruppo MilanoCard, Edoardo Filippo Scarpellini, per descrivere l’obiettivo della mostra: &#8220;<i>Sono almeno 500 anni che a Milano il genio da potenziale può diventare reale, il genio del singolo ha portato alla Milano di oggi e sta costruendo la Milano di domani. Qui vogliamo celebrare Milano, il genio, la bellezza ma soprattutto qui vogliamo celebrare ogni persona che ha contribuito a rendere Milano quella che è e che sarà&#8221;. </i><br />
&nbsp;<br />
<b><i>di Alessandra Baio</i></b></p>
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		<title>Nel meraviglioso mondo della natura, una favola ultrasensoriale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Clara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2019 10:28:27 +0000</pubDate>
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<p>Dal 13 marzo al 14 luglio nel cuore di Milano, a <b>Palazzo Reale</b>, e precisamente nella Sala delle Cariatidi, sarà possibile compiere uno straordinario viaggio “<b>nel meraviglioso mondo della natura: una favola tra arte, mito e scienza</b>”, organizzato in occasione dei <strong>cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci</strong>.<br />
Si tratta di una mostra, o meglio, un’esperienza visiva e visionaria tra arte, storia, botanica e natura promossa da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, alla cui realizzazione hanno collaborato tantissime organizzazioni e istituzioni meneghine quali, per citarne solo alcune, il Museo di Storia Naturale, la GAM, il Civico Acquario e la Biblioteca Ambrosiana.</p>
<h3>Il Ciclo di Orfeo: un gioiello dell’arte italiana e molto altro</h3>
<p>L’originale progetto espositivo, curato da Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa (storici dell’arte e docenti all’Università degli Studi di Milano) e dalla scenografa Margherita Palli, ruota attorno ad un’originalissima e poco conosciuta opera d’arte da anni conservata nella “sala del Grechetto” di palazzo Sormani: il <b>Ciclo di Orfeo</b>, una serie di grandi tele commissionate da Alessandro Visconti negli anni ’70 del ‘600 che raffigurano più di 200 specie di animali, autoctoni e non, reali o immaginari, dipinti a grandezza naturale.<br />
A questo unicum nella storia dell’arte italiana faranno da cornice più di 130 esemplari tra mammiferi, rettili, uccelli e pesci che, assieme alla scenografia e alle luci (a cura di Pasquale Mari) realizzate appositamente per l’occasione, permetteranno allo spettatore di vivere un “safari” nel centro di Milano, vivendo un’<b>esperienza ultrasensoriale</b> unica e irripetibile.<br />
Ad accompagnare le 23 tele allestite secondo l’antico assetto e la verosimile sequenza originaria con cui si doveva presentare per Palazzo Visconti ci saranno: opere figurative che hanno ispirato gli allestimenti, due punte di diamante della natura morta lombarda, <i>la Canestra di frutta</i> del Caravaggio e il <i>Piatto metallico con pesche</i> di Giovanni Ambrogio Figino, oltre ad un codice tardo gotico lombardo, l’<i>Historia plantarum </i>della Biblioteca Casanatense di Roma, con illustrazioni di piante e animali.<br />
Durante tutto il periodo dell’esposizione vi sarà una <b>raccolta fondi</b> finalizzata al restauro del capolavoro seicentesco, e l’intervento di pulitura e consolidamento è già inserito tra quelli finanziabili dal MiBAC grazie all’Art Bonus.<br />
ORARI:<br />
Lunedì: 14.30–19.30; Martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; Giovedì e sabato: 9.30-22.30<br />
<b><i>di Alessandra Baio</i></b></p>
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		<title>La Moda Vinciana &#8211; Milano omaggia Leonardo Da Vinci</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 18:29:30 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it/fashion/trends/la-moda-vinciana-milano-omaggia-leonardo-vinci/">La Moda Vinciana &#8211; Milano omaggia Leonardo Da Vinci</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.giltmagazine.it">Gilt Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="80" height="80" src="https://www.giltmagazine.it/wp-content/uploads/2019/03/Leonardo-Da-Vinci-2.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Leonardo Da Vinci" loading="lazy" style="display: block; margin-bottom: 5px; clear:both;max-width: 100%;" link_thumbnail="" /><p>Mai come adesso Milano si tinge d’arte. In onore dei cinquecento anni trascorsi dalla morte dell’artista fiorentino più famoso al mondo, che visse degli anni proficui alla corte degli Sforza, la città meneghina stila un calendario fitto di eventi. A partire da Maggio 2019 a Gennaio 2020 si susseguiranno gli appuntamenti dedicati a <b>Leonardo Da Vinci</b>. Nel frattempo a conquistare l’interesse degli amanti dell’arte saranno <b>Antonello da Messina</b> a <b>Palazzo Reale</b> ed eventi come <b>Mia Photo Fair</b> e <b>MIART</b>, per citarne alcuni.</p>
<h3>Leonardo Da Vinci e Milano</h3>
<p>Come <b>Ludovico Sforza</b>, detto il Moro, accolse l’artista fiorentino nel 1482, Milano accoglie il progetto Leonardo 500 per commemorare gli anni trascorsi dalla sua morte. Un calendario ricco di esposizioni che non esclude il <b>Cenacolo</b>, meta di turisti da tutto il mondo, insieme al <b>Museo della Scienza e della Tecnologia</b> a lui dedicato, alla <b>Sala delle Asse del Castello Sforzesco</b> dopo una lunga chiusura, e molto altro. Grandi testimonianze legano Leonardo Da Vinci alla città di Milano, e altrettante legano l’artista al motore di questa città: la moda. Sulla famosa raccolta di disegni e scritti denominata <b>Codex Atlanticus</b>, non sono da meno riferimenti a macchinari tessili, creati per Ludovico il Moro; studi su accessori, gioielli e abiti caratterizzati dai famosi <b>nodi vinciani</b> che influenzarono le arti del ricamo negli anni a seguire.</p>
<h3>L’eterna riproducibilità dell’immagine della Gioconda</h3>
<p>Seppur Milano vanta il Cenacolo, l’opera più discussa e più riprodotta di tutti i tempi è senz’altro la <b>Gioconda</b>, conservata al Museo del Louvre di Parigi. Desacralizzata e denudata della sua aura, per dirla con le parole del filosofo <b>Walter Benjamin</b>, tutto ebbe inizio con <b>Marcel Duchamp</b>. L’artista esponente del movimento <b>Dada</b>, nato a Zurigo nel 1906, con la sua opera di ready-made (già fatto) costituito dall’immagine della Gioconda con aggiunta di baffetti e pizzo, diede inconsapevolmente il via a qualcosa che ancora oggi non vede tregua. <b>Monna Lisa Gherardini</b>, moglie di <b>Francesco del Giocondo</b>, col suo mezzo sorriso e lo sfumato leonardesco ha sedotto e destato critiche e studi come nessun’altra opera al mondo.</p>
<h3>La Gioconda nella moda</h3>
<p>Altrettanto discussa e considerata inappropriata la scelta di porre l’immagine della Monna Lisa sul famoso bauletto Speedy di <b>Louis Vuitton</b> firmato dall’artista <b>Jeff Koons</b>. Insieme a <b>Van Gogh, Gauguin, Monet</b> e <b>Tiziano</b>, Koons alla stregua di Duchamp decontestualizza l’opera e la rende a portata di mano. Ma non è il solo ad usufruire del potere mediatico di quest’opera.</p>
<p><b>Gherardini</b>, brand di accessori del gruppo <b>Braccialini</b>, per il 130esimo compleanno della maison fiorentina, allestisce le vetrine con l’opera pop realizzata da <b>Andy Warhol</b>, ironizzando sulla possibilità che Lisa Gherardini sia davvero un antenata della famosa famiglia. Più recentemente il fotografo americano <b>Pari Dukovic</b> ha realizzato un progetto per <b>Harper’s Bazaar USA</b> affiancando particolari modelle a dei quadri famosi. Per la Gioconda ha scelto la modella canadese <b>Winnie Harlow</b>, famosa per la sua vitiligine, come ad ostentare la bellezza della diversità.</p>
<p>Moda, arte, fotografia, mille i volti che ha assunto quest’opera e mille ancora le emozioni che Leonardo da Vinci regalerà a tutto il mondo.</p>
<p><b><i>di Pamela Romano</i></b></p>
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