Le cose non dette racconta le crepe invisibili delle relazioni

Le cose non dette esplora fragilità, silenzi e verità nascoste che cambiano ogni equilibrio.

a cura della Redazione

Arriva al cinema dal 29 gennaio Le cose non dette, il nuovo film diretto da Gabriele Muccino, tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron. Al centro del racconto c’è una coppia apparentemente solida che, lontana dalla routine quotidiana, si confronta con ciò che non è mai stato detto, con conseguenze profonde e irreversibili.

Una coppia tra successo e fragilità

Carlo ed Elisa vivono a Roma una vita brillante, fatta di riconoscimenti professionali e stabilità apparente. Lui è un professore universitario e scrittore in crisi creativa, lei una giornalista affermata anche a livello internazionale. Il loro rapporto, però, mostra crepe sottili ma persistenti, segnali di una distanza emotiva che il film esplora con uno sguardo diretto e senza filtri.

Il viaggio come detonatore emotivo

La decisione di partire per il Marocco insieme agli amici di sempre, Anna e Paolo, e alla figlia adolescente Vittoria, rompe l’equilibrio consolidato del gruppo. In un paesaggio caldo e immobile, lontano dalla quotidianità, emergono dinamiche irrisolte, segreti e sguardi che mettono in discussione certezze mai davvero affrontate. Il viaggio diventa così un catalizzatore emotivo, capace di far esplodere tensioni latenti.

Blu e il confine dell’ambiguità

L’arrivo di Blu, giovane studentessa di filosofia di Carlo, introduce un elemento destabilizzante. La sua presenza misteriosa accende interrogativi, sospetti e attrazioni mai dichiarate, spostando continuamente il confine tra ciò che è lecito e ciò che è taciuto. Il film costruisce attorno a questo personaggio un’atmosfera ambigua, in cui ogni gesto sembra carico di significati nascosti.

Un racconto sulle verità taciute

Muccino firma un film che indaga l’intimità delle relazioni adulte, mostrando come basti una crepa minuscola per far crollare equilibri che sembravano stabili. Le cose non dette parla di identità, di percezione dell’altro e di quanto sia difficile conoscere davvero chi ci sta accanto. Il cast corale, guidato da Stefano Accorsi e Miriam Leone, rafforza un racconto intenso e profondamente umano.

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