Nel pieno delle festività natalizie, Teatro alla Scala porta in scena La Bella Addormentata nel bosco, uno dei titoli più iconici del repertorio classico. Tra le repliche previste nella stagione di balletto, una rappresentazione va in scena il 30 dicembre, inserendosi nel calendario degli spettacoli più attesi del periodo festivo.
Un classico intramontabile del balletto
La Bella Addormentata nel bosco è considerato uno dei massimi capolavori della danza classica. La produzione proposta alla Scala si basa sulla coreografia di Rudolf Nureyev, ispirata all’originale di Marius Petipa, con musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Un balletto che richiede grande virtuosismo tecnico e che mette in risalto l’eleganza del corpo di ballo scaligero, offrendo al pubblico una visione fiabesca e solenne.
Una produzione centrale nella stagione scaligera
Lo spettacolo rientra nella Stagione di Balletto 2025-2026 del Piermarini e rappresenta uno dei titoli di punta del cartellone. Le scenografie e i costumi contribuiscono a costruire un mondo sospeso tra sogno e racconto fiabesco, mentre l’orchestra accompagna la danza con una partitura tra le più amate del repertorio classico. La scelta di programmare questo balletto durante le feste conferma il suo ruolo di appuntamento trasversale, capace di attirare appassionati e nuovi spettatori.
Il pubblico e il clima delle feste
Le repliche registrano una forte affluenza, in particolare nel periodo natalizio, quando la Scala diventa una delle mete culturali centrali di Milano. Il balletto si presta a essere vissuto come esperienza condivisa, ideale per il pubblico internazionale in città e per chi sceglie il teatro come rito delle festività. L’atmosfera è quella di un grande classico che continua a parlare a generazioni diverse.
Un simbolo di tradizione e continuità
Con La Bella Addormentata, la Scala riafferma il valore della tradizione coreutica all’interno della propria identità. Il balletto diventa così non solo uno spettacolo, ma un simbolo di continuità culturale, capace di coniugare rigore, bellezza e immaginazione. Un titolo che, anche in questa stagione, conferma il suo posto centrale nella storia del teatro milanese.
