Arriva nei cinema italiani dal 5 febbraio 2026 *Hamnet (Hamnet, Nel nome del figlio), il nuovo film della regista Chloé Zhao, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Maggie O’Farrell. La pellicola racconta una storia intensa di amore, perdita e ispirazione artistica, esplorando il dolore di William Shakespeare e della moglie Agnes dopo la morte prematura del loro figlio Hamnet, evento che potrebbe aver influenzato la genesi della celebre tragedia Amleto.
Un dramma familiare come origine di un mito
Hamnet si concentra sulla vita domestica del grande drammaturgo e sulla relazione con la moglie, Agnes, interpretata da Jessie Buckley, il cui ritratto della madre straziata dal dolore ha già valso riconoscimenti internazionali e premi importanti per la sua performance. Al suo fianco, Paul Mescal dà voce al William Shakespeare che lotta con la perdita e tenta di trovare significato e forza nell’arte e nella famiglia. La storia non è un documentario storico, ma una fiction emotiva e intensa che riflette su come il cordoglio personale possa trasformarsi in linguaggio creativo.
Regia, stile e messinscena
Chloé Zhao, premiata in passato con l’Oscar, applica al film il suo stile visivo distintivo: un linguaggio cinematografico sospeso tra realismo e poesia, fatto di inquadrature ravvicinate, luce naturale e attenzioni ai dettagli. La sceneggiatura, co-scritta con l’autrice del romanzo, privilegia i silenzi, le relazioni e l’introspezione, più che l’azione narrativa, creando un tono lento, riflessivo e profondamente umano.
Premi, accoglienza e aspettative
Hamnet ha già riscosso significativi riconoscimenti prima dell’uscita italiana: ha vinto il People’s Choice Award al Toronto International Film Festival e si è imposto come uno dei film più discussi e applauditì della stagione. Inoltre, la pellicola ha ottenuto due Golden Globe, tra cui quello per Miglior Film Drammatico, consolidando il suo status di candidato forte per la stagione dei premi cinematografici.
Un racconto di dolore, arte e rinascita
Oltre a essere un ritratto storico, Hamnet, Nel nome del figlio è un’indagine sulla natura del lutto, sul rapporto tra arte e vita e sulla resilienza umana. La morte di Hamnet diventa così fulcro narrativo ed emotivo, con un impatto che si riverbera sulla creazione artistica e sulla memoria collettiva, offrendo al pubblico un’esperienza intensa e toccante, lontana dai cliché dei biopic tradizionali.
