Mahmood firma Le cose non dette, la canzone originale del nuovo film di Gabriele Muccino. Il brano esce il 16 gennaio come singolo inedito e accompagna l’uscita del film omonimo, nelle sale dal 29 gennaio. Una collaborazione che segna un momento significativo nella carriera dell’artista, chiamato per la prima volta a confrontarsi con il linguaggio del cinema.
Una canzone che racconta l’emozione del film
Le cose non dette nasce per accompagnare e amplificare l’universo emotivo del film. Il brano porta lo stesso titolo della pellicola e si inserisce nel racconto come elemento narrativo, capace di restituire tensioni, silenzi e sentimenti inespressi. La canzone accompagna anche le immagini del trailer ufficiale, offrendo fin da subito un assaggio dell’atmosfera intensa che attraversa la storia.
Il debutto di Mahmood nel mondo delle colonne sonore
Per Mahmood si tratta di un esordio assoluto nel campo delle colonne sonore cinematografiche. L’artista porta sul grande schermo la propria identità musicale, fondendo sensibilità pop, elettronica e urban in una forma nuova, pensata per dialogare con le immagini. La produzione e la direzione musicale sono affidate a Paolo Buonvino, figura centrale del cinema italiano, che contribuisce a modellare il brano come parte integrante dell’esperienza filmica.
Il film e il cast
Diretto da Gabriele Muccino, Le cose non dette è tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron, che firma la sceneggiatura insieme allo stesso regista. Il cast vede protagonisti Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini, affiancati da Beatrice Savignani e Margherita Pantaleo. Il film è prodotto da Lotus Production, con Rai Cinema, e distribuito da 01 Distribution.
Un nuovo tassello nel percorso di Mahmood
Con numeri che parlano di 38 dischi di platino, sei d’oro e due vittorie al Festival di Sanremo, Mahmood si conferma una delle figure più influenti della scena musicale contemporanea. Questa collaborazione cinematografica apre una nuova fase del suo percorso artistico, ampliando i confini espressivi e rafforzando il legame tra musica, racconto e immaginario visivo.
