Quando l’oggetto quotidiano diventa luce

Seletti e BIC riscrivono l’icona della Cristal tra memoria, design e cultura pop

di Serena Giani

Ci sono oggetti che attraversano le epoche senza mai perdere riconoscibilità. Entrano nelle case, negli uffici, sedimentandosi nella memoria collettiva fino a diventare parte di un immaginario condiviso. La collaborazione tra Seletti e BIC, presentata a Maison&Objet 2026, nasce proprio da questa consapevolezza: trasformare la penna a sfera più venduta al mondo in un oggetto luminoso, amplificandone il valore simbolico attraverso il linguaggio del design contemporaneo.

Un’icona universale, ripensata 

La BIC Cristal non è solo uno strumento di scrittura, ma un segno trasversale, riconoscibile a qualsiasi latitudine. Seletti parte da qui, scegliendo di non snaturarne la forma ma di ingrandirla, isolarla, renderla protagonista. Il risultato è BIC® Lamp, una lampada che replica fedelmente le proporzioni e i dettagli dell’originale, portandola in scala 12:1 e trasformandola in presenza domestica. Un gesto che non punta alla nostalgia, ma alla rilettura critica di un oggetto che ha segnato la quotidianità di intere generazioni.

Il progetto di Mario Paroli: fedeltà e sorpresa

Firmata da Mario Paroli, la lampada mantiene l’inconfondibile silhouette della Cristal, rispettandone l’essenza formale con rigore quasi filologico. Allo stesso tempo, introduce un cortocircuito visivo: ciò che era pensato per stare in mano ora occupa lo spazio, diventa arredo, illumina. Disponibile come lampada da terra, a sospensione o applique, e declinata nei colori iconici — nero, blu e rosso — BIC® Lamp gioca sull’equilibrio tra precisione industriale e ironia pop, cifra distintiva del linguaggio Seletti.

Design della memoria

Il progetto si inserisce coerentemente nella visione del brand italiano, che da sempre lavora sul concetto di memoria affettiva applicata agli oggetti. Qui il design non inventa ex novo, ma riattiva un ricordo collettivo, portandolo in una dimensione inaspettata. La penna, che ha accompagnato i primi esercizi di scrittura, gli appunti universitari, le riunioni di lavoro, diventa una fonte luminosa che racconta il passaggio dal gesto funzionale a quello simbolico. Un’operazione che restituisce dignità progettuale a ciò che spesso viene dato per scontato.

Tra cultura pop e istituzioni del design

Non è un caso che la BIC Cristal faccia parte delle collezioni permanenti del MoMA di New York e del Centre Pompidou di Parigi. La sua forza risiede nella semplicità assoluta, nella capacità di rispondere a un bisogno universale con una soluzione essenziale. Seletti intercetta questa eredità e la rilegge attraverso il proprio sguardo anticonvenzionale, trasformando l’oggetto industriale per eccellenza in un elemento di design narrativo, capace di dialogare tanto con il quotidiano quanto con il sistema dell’arte.

Una luce che parla al presente

Presentata a Maison&Objet 2026, la BIC® Lamp segna anche la chiusura simbolica dei 75 anni della BIC Cristal, celebrandone le origini e proiettandole nel presente. 

In un panorama dominato da continue reinvenzioni formali, Seletti sceglie la strada più sottile: lavorare sull’immaginario, sulle proporzioni, sulla funzione che cambia senza perdere identità. 

È in questa trasformazione silenziosa che il design trova oggi una delle sue espressioni più interessanti — non tanto nel creare nuovi oggetti, quanto nel dare nuova luce a quelli che già conosciamo.

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