M77 Gallery inaugura il 2026 con Maria Lai | Antonio Marras: Paso Doble, una mostra che mette per la prima volta in relazione due universi artistici profondamente diversi ma sorprendentemente affini. A cura di Francesca Alfano Miglietti, il progetto prende forma come una danza a due, un movimento continuo di avvicinamenti e distanze che attraversa oltre duecento opere negli spazi della galleria milanese.
Un passo a due tra equilibrio e contrappunto
Come nel tradizionale paso doble, ogni opera segue un ritmo preciso, fatto di gesti, pause e contrappunti. Il percorso espositivo alterna isolamento e dialogo, permettendo ai lavori di raccontarsi senza annullarsi. La mostra diventa così una coreografia visiva, in cui similitudini e differenze emergono con naturalezza, lasciando spazio a un confronto aperto tra identità artistiche autonome.
Due linguaggi, una tensione comune
Se Maria Lai costruisce il proprio universo attraverso fili, stoffe, libri e poesia, trasformando il gesto in concetto, Antonio Marras sperimenta una pluralità di linguaggi con un approccio più teatrale e immaginifico. Eppure, entrambi condividono una stessa tensione creativa: l’arte come separazione dal mondo conosciuto, come atto di isolamento necessario per immaginare un altrove possibile.
L’opera come spazio di sospensione
Nei lavori esposti, l’opera diventa luogo di sospensione e di ribellione silenziosa. È uno spazio in cui la realtà si frammenta per ricomporsi in nuove visioni. Disegni, dipinti, collage, sculture e installazioni raccontano una comunicazione visiva che supera i propri limiti, generando incontri inattesi e significati stratificati. Le citazioni degli artisti rafforzano questa visione: l’arte come invenzione di un altrove, come bolla temporale in cui concentrarsi e allontanarsi dal reale.
Un dialogo che si fa anche collaborazione
La mostra include opere che attraversano decenni diversi, dal 1954 al 2011 per Maria Lai e dal 2000 al 2025 per Antonio Marras, insieme a lavori inediti e a quattro mani, come un grande lenzuolo ricamato. Frammenti di arte, vita e identità si intrecciano, offrendo allo spettatore la possibilità di ricomporre nuove narrazioni attraverso lo sguardo e l’esperienza diretta.
