Stéphane Rolland firma una couture scultorea e solenne

Stéphane Rolland riafferma una couture architettonica, solenne e potente alla Paris Haute Couture Week.

a cura della Redazione

Alla Paris Haute Couture Fashion Week, Stéphane Rolland presenta una collezione che riafferma con forza la sua visione dell’alta moda. La sfilata si impone come un momento di grande rigore estetico, dove la couture diventa gesto architettonico, presenza scenica e affermazione di identità.

Una messa in scena rituale

L’atmosfera è solenne, quasi cerimoniale. La passerella si trasforma in uno spazio sospeso, privo di distrazioni, pensato per concentrare lo sguardo sull’essenza dell’abito. Ogni uscita è calibrata, ogni movimento misurato. Rolland costruisce il défilé come un rito visivo, in cui il tempo rallenta e l’abito assume il ruolo di protagonista assoluto, senza bisogno di artifici narrativi.

Silhouette architettoniche e potere femminile

Le silhouette sono scolpite, monumentali. Spalle strutturate, mantelle fluide, abiti colonna e volumi netti definiscono una femminilità forte, assertiva, lontana da ogni idea di fragilità. Il corpo non è decorato ma guidato, sostenuto da costruzioni sartoriali che richiamano l’architettura e la scultura. È una couture che parla di presenza e autorità, più che di ornamento.

Colore, materia e luce

La palette resta fedele ai codici iconici della Maison: nero profondo, bianco assoluto, avorio e accenti dorati. I materiali, crepe, satin, tessuti strutturati e ricami grafici, sono utilizzati per esaltare la forma, creando giochi di luce e ombra che amplificano la tridimensionalità degli abiti. Ogni superficie è pensata per dialogare con lo spazio e con il movimento.

Una couture coerente e senza compromessi

La sfilata conferma Stéphane Rolland come uno dei custodi più rigorosi della couture contemporanea. In un panorama sempre più orientato alla spettacolarizzazione, la sua proposta sceglie la disciplina formale e la coerenza stilistica. È un’alta moda che non cerca consenso immediato, ma afferma una visione precisa: la couture come arte del controllo, della misura e della potenza visiva.

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