Venerdì alla Paris Fashion Week Uomo, Rick Owens presenta la collezione Uomo Autunno-Inverno 2026/27, intitolata Tower e mostrata al Palais de Tokyo. Lo show porta in scena il linguaggio radicale e provocatorio che da sempre contraddistingue il designer: un’estetica di contrasti che fonde armature di ispirazione militare, silhouette oscure e dettagli artigianali, trasformando la passerella in una dichiarazione estetica e concettuale.
Un’architettura di forza e ironia
La collezione si muove tra protezioni e provocazioni: asciutte linee che richiamano l’uniforme militare si confrontano con elementi volutamente esagerati, come stivali da polizia iper-gonfi e dettagli che sembrano parodie di autorità. Questo gioco di contrasti non è gratuito, ma una riflessione ironica sull’idea stessa di potere e controllo nelle società contemporanee, presentato con una visione poetico-brutale tipica di Owens.
Materiali, volumi e contrasti
I materiali giocano un ruolo fondamentale nel narrare questa tensione: kevlar, pelli lucide e cuoi strutturati convivono con lane spesse e tessuti artigianali provenienti da collaborazioni con atelier specializzati. Alcuni capi modulari si aprono o si scompongono, rivelando lunghe vesti interne o giacche componibili, mentre texture diverse danno corpo a contrasti forti e visivi. Ogni pezzo diventa così un elemento narrativo, sospeso tra brutalismo industriale e sofisticazione artigianale.
Collaborazione e artigianalità
A Emilian tre dimensioni dell’estetica Owens vengono messe in evidenza dalle collaborazioni con creativi esterni: giacche flight di shearling net, maglieria realizzata a mano e maschere macramé frutto di ore di lavoro. Questo approccio comunitario e cooperativo riflette la volontà del designer di aprire il proprio processo creativo a nuove energie, integrandole nella visione centrale della collezione.
Contesto e posizione nella moda contemporanea
La sfilata conferma Rick Owens come una delle voci più distintive e influenti nell’attuale scena del menswear. In un periodo in cui molte collezioni si orientano verso funzioni pratiche o formalismi tradizionali, Owens continua a proporre un’estetica che non teme la contraddizione, l’ironia o la critica sociale, trasformando ogni abito in una dichiarazione e ogni passo in passerella in un gesto estetico e simbolico.
