In un’atmosfera intima e raccolta, Paul Smith presenta a Milano la collezione uomo Autunno-Inverno 2026. Il brand sceglie un format in stile salone per raccontare un menswear che celebra sartoria iconica, memoria e spirito giocoso, all’interno della settimana di Milano Moda Uomo.
Il piacere di collezionare come filo conduttore
La collezione nasce dall’idea di magpie dressing, l’arte di raccogliere e combinare tesori. Oggetti, storie e riferimenti personali diventano il punto di partenza di un racconto visivo che attraversa l’archivio del brand e la storia creativa di Paul Smith. L’ispirazione si muove tra la cultura dei bookworm britannici e il mondo bohémien di Jean Cocteau, trasformando il guardaroba in una collezione di ricordi da indossare.
Sartoria riletta con occhi nuovi
Guardare al passato con uno sguardo fresco diventa il principio guida del progetto. Paul Smith lavora a stretto contatto con il nuovo Head of Men’s Design Sam Cotton, rileggendo alcune delle silhouette più riconoscibili del brand. I modelli iconici degli anni Ottanta e Novanta vengono condensati in una proposta essenziale per l’uomo contemporaneo, arricchita da dettagli decostruiti e interventi inside-out che interrompono le regole del classico.
Materiali, colore e archivi personali
Harris Tweed e Donegal portano in scena ironia e tradizione britannica, mentre la palette cromatica si concentra su toni autunnali profondi, punteggiati da colori e stampe d’archivio. Fotografie tratte dall’archivio del padre di Paul Smith vengono stampate sulle camicie, affiancate da pois trasparenti, ombre e pere disegnate a mano. Le fodere, ispirate alla teoria del colore giapponese, raccontano una ricerca minuziosa che parte dall’interno del capo.
Un’estetica vissuta tra moda, arte e musica
L’influenza di Jean Cocteau emerge in un’eleganza vissuta, fatta di camicie, cravatte e uniformi quotidiane. Polsini stratificati, tessuti sheer e copribottoni arricchiscono la narrazione sartoriale, mentre accessori in pelle tumble e trattamenti distressed completano il look. Anche lo spazio diventa parte del racconto: murales, trompe-l’œil e oggetti quotidiani trasformano la sede milanese in un luogo di scoperta, coerente con l’anima narrativa della collezione.
