Giovedì, durante la Paris Fashion Week Uomo, Kenzo presenta la collezione Uomo Autunno-Inverno 2026/27 attraverso una presentazione fotografica, rinunciando alla passerella tradizionale. Sotto la direzione creativa di Nigo, il brand sceglie un formato narrativo più intimo e riflessivo, capace di mettere al centro immagine, spazio e identità.
Un ritorno simbolico alle origini
La collezione viene svelata all’interno della storica casa parigina di Kenzo Takada, luogo carico di memoria e significato. La scelta della location non è casuale: la presentazione diventa un omaggio alle radici del marchio e al suo fondatore, reinterpretate attraverso uno sguardo contemporaneo. Il racconto visivo si sviluppa come un “ritorno a casa”, dove passato e presente convivono senza nostalgia.
La fotografia come linguaggio principale
In assenza di una sfilata, la fotografia assume un ruolo centrale. I capi vengono raccontati attraverso immagini studiate, che li inseriscono in contesti domestici e quotidiani, enfatizzando il rapporto tra abito e vita reale. Questo formato consente di soffermarsi su dettagli, colori e materiali, offrendo una lettura più calma e stratificata della collezione. L’immagine diventa così strumento di racconto, più che semplice documentazione.
Un’estetica tra heritage e cultura urbana
La collezione riflette la visione di Nigo, che continua a intrecciare l’heritage Kenzo con riferimenti alla cultura urbana e giovanile. Le silhouette parlano un linguaggio riconoscibile, dove tradizione franco-giapponese e spirito contemporaneo si incontrano. Il risultato è un menswear che mantiene una forte identità grafica e culturale, senza dipendere dall’impatto scenografico della passerella.
Un formato che guarda al futuro
Con questa scelta, Kenzo si inserisce in una tendenza sempre più diffusa nel sistema moda: ripensare i formati di presentazione. La presentazione fotografica permette al brand di controllare il ritmo del racconto e di amplificare la dimensione concettuale del progetto. Più che un’assenza, la rinuncia alla sfilata diventa una dichiarazione di intenti, coerente con un approccio che privilegia contenuto, narrazione e identità.
