Alla Milano Fashion Week, Moschino presenta la collezione Autunno/Inverno 2026-2027 sotto la direzione creativa di Adrian Appiolaza. Il designer guarda alle proprie radici e trasforma la passerella in un viaggio personale attraverso l’Argentina: dalla vitalità urbana di Buenos Aires alle atmosfere delle pampas. Il risultato è una collezione che intreccia memoria, cultura pop e ironia, mantenendo viva l’attitudine provocatoria che da sempre definisce il DNA della maison.
Un racconto personale tra Buenos Aires e le pampas
Appiolaza costruisce la collezione come una sorta di lettera d’amore alla propria terra d’origine. I riferimenti culturali attraversano l’intero show: dalle suggestioni legate al tango e alla figura iconica di Eva Perón fino all’immaginario dei gauchos e del calcio argentino.
Questi elementi non vengono tradotti in modo letterale, ma filtrati attraverso l’estetica eccentrica di Moschino. Il risultato è un linguaggio visivo ricco di contrasti e citazioni ironiche che trasformano la collezione in un racconto autobiografico ma allo stesso tempo universale.
Ironia, eccentricità e cultura pop
La collezione resta fedele allo spirito irriverente della maison. Oggetti quotidiani e simboli della cultura pop diventano elementi di design: clutch a forma di cactus, borse che ricordano churros o salvadanai e accessori ispirati al mondo dei fumetti.
Anche i riferimenti culturali più iconici trovano spazio nella collezione, come il personaggio di Mafalda, figura simbolica della coscienza sociale argentina. Questo gioco di citazioni conferma la capacità di Moschino di trasformare la moda in una forma di narrazione visiva, dove ironia e critica convivono con il glamour.
Silhouette tra tradizione e teatralità
Accanto agli elementi più ironici emergono capi che rivelano una forte attenzione alla costruzione sartoriale. Tra i look più significativi compaiono abiti stampati con motivi equestri, pantaloni ispirati all’abbigliamento gaucho e giacche dal taglio anni Quaranta abbinate a look coordinati per lui e per lei.
L’effetto complessivo è volutamente teatrale ma mai casuale: una collezione che alterna humour e raffinatezza, ricordando che Moschino è sempre stato un marchio capace di unire moda e commento culturale con leggerezza.
