Sanremo : il ponte generazionale di Carlo Conti

L’ultima direzione di Carlo Conti tra tradizione e nuove generazioni, mentre il palco dell’Ariston si prepara ad accogliere le voci che stanno riscrivendo il pop italiano.

di Marco Gennari

COVER CREDITS

Ph: Davide Frandi

Stylist: Domenico Diomede

Model: Aka7even e LDA

Fashion editor: Markus

Dal 24 febbraio l’Italia si rimette l’abito buono. Si spengono le luci delle case, si accendono quelle dell’Ariston e il Paese torna a fare quello che gli riesce meglio: discutere di musica, di look, di politica travestita da spettacolo e di spettacolo che inevitabilmente diventa specchio sociale. Torna Sanremo. E questa volta con un sapore speciale. Anche per noi.

Sarà l’ultima edizione guidata da Carlo Conti, che chiude il suo percorso da direttore artistico e conduttore con quella cifra stilistica che lo ha sempre definito: eleganza, misura, centralità della musica. Un Festival solido, costruito sul racconto delle canzoni e sulla forza del palco. E mentre già si rincorrono le voci su un possibile ritorno di Amadeus il prossimo anno, il presente è tutto qui, concentrato in cinque serate che promettono di essere dense, emotive, decisive.

Il cast dei Big è ampio e trasversale. Ci sono le voci che rappresentano una memoria collettiva — Arisa con Magica favola, Ermal Meta con Stella stellina, Malika Ayane con Animali notturni, Raf con Ora e per sempre, Patty Pravo con Opera — e c’è la contemporaneità che pulsa tra pop, urban e nuove contaminazioni: Levante con Sei tu, Tommaso Paradiso con I romantici, Dargen D’Amico con Ai ai, Mara Sattei con Le cose che non sai di me, Luchè con Labirinto, Tredici Pietro con Uomo che cade.

E poi ci sono loro. AKA7EVEN e LDA. In gara con Poesie clandestine.

Ed è proprio qui che questo editoriale si fa personale.

Perché questo numero del magazine esce con una cover che abbiamo voluto, cercato, costruito con cura: una copertina intensa, visivamente potente, che racconta due artisti giovani ma già consapevoli, capaci di trasformare fragilità e generazione digitale in linguaggio musicale. AKA7EVEN e LDA non rappresentano solo una fanbase importante: rappresentano una nuova grammatica emotiva. Poesie clandestine è un titolo che parla da solo — intimità esposta, sentimenti sussurrati ma pronti a diventare coro collettivo.

Abbiamo scelto di dedicar loro una cover perché Sanremo è anche questo: un punto di svolta. Un momento in cui un artista smette di essere “promessa” e diventa presenza. Il nostro editoriale speciale nasce da questa consapevolezza. Raccontare il Festival significa raccontare le sue generazioni. E quest’anno abbiamo deciso di farlo partendo dal volto di chi sta scrivendo una nuova pagina del pop italiano.

Naturalmente Sanremo non vive solo di gara. Tra gli ospiti attesi: Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti, Alicia Keys, Andrea Bocelli. In piazza Colombo Max Pezzali, Francesco Gabbani, The Kolors e i Pooh celebrano la storia della musica italiana. E sullo sfondo resta il sogno di una possibile incursione di Adriano Celentano, ipotesi non confermata ma già entrata nell’immaginario collettivo.

Non mancano le polemiche, come quella legata ad Andrea Pucci e alla sua rinuncia tra critiche e discussioni social. Perché il Festival è sempre un campo aperto: artistico, culturale, mediatico. Ogni scelta diventa simbolo, ogni presenza genera dibattito.

Ma alla fine, oltre le polemiche, oltre i pronostici, resta la musica. Restano tre minuti che possono cambiare un anno intero. Restano canzoni che diventano colonna sonora di stagioni personali.

Questo editoriale è quindi un omaggio al Festival, ma è anche un manifesto: credere nei nuovi linguaggi, dare spazio a chi sta ridefinendo il pop, raccontare il presente con uno sguardo che sa leggere il futuro.

Dal 24 febbraio l’Italia canta. Noi lo facciamo con una cover che è già dichiarazione d’intenti.

Buon Sanremo a tutti. E che queste Poesie clandestine diventino la voce di una generazione.

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