Durante le festività in molti mi hanno chiesto di prendere le distanze dalla vicenda che ha coinvolto Alfonso Signorini, nata dalle dichiarazioni di Fabrizio Corona. Qualcuno ha persino suggerito di rimuovere la copertina e la sua intervista. È proprio in momenti come questi che emerge quanto, troppo spesso, si smarrisca il senso della misura. Il buon senso. E, soprattutto, la capacità di leggere i fatti con lucidità, senza farsi trascinare da reazioni emotive o da una narrazione urlata.
Ad oggi, i fatti sono pochi e chiari. Fabrizio Corona ha portato alla luce dinamiche che esistono da sempre e che riguardano gran parte del mondo dello spettacolo, non solo la televisione italiana, ma anche quella internazionale. Meccanismi noti, raccontati sottovoce da decenni, che attraversano televisione, cinema, moda, musica. Questa volta, però, il racconto si è concentrato su un nome preciso, probabilmente per motivi personali. E tutti gli altri? Come mai non abbiamo altri nomi da far emergere ?
Non stiamo assistendo a una rivelazione epocale, né a una scoperta sconvolgente. Stiamo piuttosto osservando l’ennesima rappresentazione di un sistema che funziona così da sempre. Ciò che abbiamo oggi in mano sono immagini e messaggi, estrapolati dal loro contesto e restituiti al pubblico attraverso un’intervista. Ma le modalità, le responsabilità, le testimonianze e le reali dinamiche non possono essere decifrate guardando uno spezzone video o seguendo un’ondata social.
Sia chiaro: non si tratta di giustificare nessuno. Si tratta di rifiutare l’idea che ogni scandalo mediatico debba trasformarsi automaticamente in una sentenza collettiva. Reagire d’istinto significa accettare di essere guidati, ancora una volta, da una narrazione che vive di polarizzazione e semplificazione. La verità – quella vera – non nasce nei talk show, né sui social network. La verità la stabiliscono le indagini, i fatti verificati, e solo in ultima istanza la magistratura. Tutto il resto, almeno per ora, è spettacolo, intrattenimento, rumore.
Ma veniamo a noi. Il nuovo anno doveva aprirsi con il botto. E, in effetti, di botti ce ne sono stati. Purtroppo, anche tragici. Non possiamo non fermarci un attimo davanti alla terribile tragedia di Crans-Montana, dove giovanissimi hanno perso la vita in una discoteca la notte di Capodanno. Alle vittime e alle loro famiglie va la nostra vicinanza più sincera, con l’auspicio che venga fatta piena luce e che la giustizia faccia il suo corso.
Un altro evento che ha scosso il mondo intero è l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro, accusato di aver facilitato il narcotraffico dal Sudamerica verso gli USA. A livello geopolitico, il clima è incandescente: Colombia, Messico e Cuba si stanno mobilitando per prevenire ulteriori attacchi, definiti “scellerati e fuori da ogni logica”, in difesa del Venezuela. Il quadro globale non è rassicurante. Le tensioni aumentano, le guerre si moltiplicano, e non resta che osservare, quasi trattenendo il fiato, sperando che il peggio venga scongiurato.
Sul web, come sempre, le opinioni sono arrivate a raffica: politici, celebrity, opinion leader. Tutti pronti a dire la loro. Ma la domanda resta una sola: quello che vediamo è davvero la realtà? Chi decide cosa percepiamo? Chi costruisce la narrazione?
A questa domanda prova a rispondere – con profondità e visione – la nostra lunga intervista di copertina a Luciano Floridi, professore e oggi titolare della cattedra di Filosofia ed Etica dell’Informazione a Yale. Un dialogo intenso, ricco di spunti, che apre riflessioni fondamentali sul presente e soprattutto sul futuro, in particolare sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo della moda e del lusso.
Il numero di gennaio, come da tradizione, apre l’anno ed è un numero maschile, dedicato al tema dell’innovazione. La moda uomo è protagonista assoluta: Pitti Uomo, Milano Fashion Week Uomo, Parigi Fashion Week e Haute Couture sono al centro del racconto.
Tra gli eventi imperdibili, uno sguardo ai Golden Globes, andati in scena questa notte a Los Angeles, e a uno degli appuntamenti automobilistici più iconici al mondo: ICE St. Moritz, l’evento di auto d’epoca sul ghiaccio più cool di sempre. L’anima maschile attraversa anche le nostre rubriche beauty, motori, gioielli, teatro, arte, design e lifestyle, come da nostro DNA.
Non vi svelo altro. Vi lascio il piacere di scoprire questo numero frizzante, mentre all’orizzonte si avvicinano le Olimpiadi Invernali, che saranno senza dubbio uno dei temi più discussi del prossimo numero.
Buon anno a tutti.
E buona lettura.
