Il discusso adattamento di “Cime Tempestose”
Margot Robbie continua a dimostrare di essere molto più di una star: è un’artista capace di muoversi con intelligenza tra interpretazione e produzione, scegliendo progetti che raccontano un’idea precisa di cinema contemporaneo. Il 2025 e il 2026 la vedono protagonista davanti alla macchina da presa ma anche sempre più influente dietro le quinte, attraverso la sua casa di produzione LuckyChap.
Tra i titoli più attesi c’è, sicuramente, “Wuthering Heights” (“Cime Tempestose” in italiano), nuova trasposizione del classico di Emily Brontë. Un romanzo fatto di passioni estreme, ossessioni e tormenti, che offre a Robbie l’occasione di confrontarsi con un personaggio femminile intenso e stratificato. In un racconto dominato da relazioni distruttive e atmosfere gotiche, la sua presenza nei panni di Catherine promette di restituire una figura complessa, sospesa tra vulnerabilità e forza primordiale. È una scelta che conferma il suo interesse per ruoli iconici ma da rileggere con sensibilità contemporanea.
La pellicola ha fatto parlare molto di sé, soprattutto dall’uscita delle prime immagini; gli amanti del classico l’hanno trovato da subito un riadattamento un po’ troppo personale da parte della regista Emerald Fennel, soprattutto per la scelta dei costumi e dell’interpretazione della relazione tra Catherine e Heathcliff (interpretato da Jacob Elordi), più complessa di quanto non lasciasse trasparire il trailer. L’uscita del film, avvenuta in Italia il 12 febbraio, ha confermato queste perplessità, ma è stata molto apprezzata la fotografia.
Non solo davanti alla telecamera
Di tono diverso è “A Big Bold Beautiful Journey”, progetto evocativo già dal titolo, che suggerisce un viaggio – fisico o emotivo – capace di trasformare i suoi protagonisti. Qui Margot Robbie, insieme a Colin Farrell, si inserisce in una narrazione che punta sull’introspezione e sulla scoperta; il magico incontro e percorso affrontato dai due li porta a confrontarsi con le scelte prese nella vita e i loro sogni per il futuro.
Parallelamente, il suo lavoro come produttrice sta ridefinendo il panorama hollywoodiano. Con “Barbie”, l’attrice non solo ha interpretato un’icona globale, ma ha contribuito a trasformarla in un fenomeno culturale capace di mescolare intrattenimento e riflessione sociale. Con “Saltburn” ha sostenuto un progetto più provocatorio e autoriale, dimostrando coraggio nella scelta di storie meno convenzionali. “My Old Ass” ha invece puntato su una narrazione generazionale fresca e originale, mentre “Borderline” rappresenta un ulteriore passo nella volontà di investire in racconti capaci di sorprendere e spiazzare il pubblico.
Attrice magnetica e produttrice lungimirante, Margot Robbie sta costruendo un percorso coerente: un equilibrio tra grandi classici reinterpretati, viaggi emotivi e una produzione attenta a voci nuove e prospettive femminili. Più che inseguire il successo, sembra volerlo modellare, scegliendo storie che parlano al presente e contribuiscono a ridefinire l’immaginario collettivo.
