Può un profumo diventare un linguaggio visivo?
Valentino Beauty risponde sì, e lo fa partendo proprio da Born in Roma, una delle fragranze più iconiche della Maison.
Ci sono profumi che si ricordano e altri che si consumano nel tempo. Born in Roma appartiene a una terza categoria: quella dei simboli e del linguaggio. Con questo nuovo capitolo, il brand rilegge la fragranza non come semplice oggetto, ma come un codice culturale, affidando la sua reinterpretazione a sette artisti internazionali.
Il messaggio è forte e chiaro. Non vuole essere un classico esercizio estetico di rebranding, ma una scelta ben precisa: andare oltre il beauty, comunicare sensazioni, bellezza ed emozioni attraverso un dialogo diretto con l’arte digitale contemporanea. Raccontare cosa significa oggi “appartenere” e mescolare identità.

Il manifesto del design digitale
Il punto di partenza resta lui, il flacone iconico borchiato rosa, ormai simbolo della Maison. Un po’ couture e un po’ punk, tra una Roma classica e uno spirito urbano. Valentino Beauty ha deciso di esplorare proprio questa sua tensione identitaria invitando i sette artisti digitali — Infiniteyay, Daily Splice, Xeocho, Chrissie Abbott, Andrew Knives, Maria Ines Guil e Simon Bailly — a interpretare e dar voce secondo il loro linguaggio visivo Born in Roma Donna e Uomo. Ognuno di loro utilizza strumenti differenti — dall’animazione all’illustrazione, dal collage digitale alle estetiche 3D — condividendo però la stessa libertà: non replicare l’icona, ma tradirla creativamente per restituirle nuova energia.
Il profumo non deve essere un oggetto da contemplare, ma una storia da vivere, reinterpretare e attraversare. Ancora. E ancora.
Instagram come spazio espositivo
Dove è possibile vedere il progetto?
Le opere non abitano una white box museale, ma Instagram. L’account ufficiale Valentino Beauty si trasforma infatti per l’occasione in una galleria digitale fluida e accessibile, rimanendo così coerente con l’idea di bellezza come esperienza comunicativa condivisa.
Ogni intervento artistico racconta un universo diverso, il flacone rimane centro simbolico del dialogo, mentre le narrazioni diventano personali, intime e talvolta contrastanti.
Born in Roma è una costellazione di sguardi, non un’immagine unica e definitiva ma — come ogni vera opera d’arte — espressione di emozioni intime soggettive.

Oltre il profumo
Quello che emerge non è soltanto un progetto visivo, ma una vera dichiarazione di intenti. Il beauty dialoga con l’arte digitale, la fragranza diventa racconto e Born in Roma si conferma come uno dei pilastri identitari più solidi di Valentino Beauty. Non una semplice fragranza, ma un emblema di individualità, di libertà di essere, di scegliere e di contaminare codici.
Roma, non è una città ma come uno stato mentale, siamo noi: un equilibrio instabile e in continua evoluzione tra tradizione e rottura, memoria e futuro.
