Per la collezione Autunno/Inverno 2026-2027, Saint Laurent torna alla sua essenza più pura. Il direttore creativo Anthony Vaccarello costruisce una collezione che si concentra sulle fondamenta stilistiche della maison: silhouette essenziali, costruzione sartoriale e precisione architettonica. Come tracciate da pochi segni di matita, le linee dei capi definiscono una nuova grammatica dell’eleganza, dove la memoria storica della casa dialoga con una visione contemporanea della femminilità.
Architettura per il corpo
La collezione nasce da un’idea di purezza formale. Vaccarello elimina ogni elemento superfluo per concentrarsi su struttura e costruzione, lasciando che siano i tagli e i materiali a definire la silhouette.
Gonne ampie dall’effetto stone-washed si abbinano a blouson in pelle, creando un gioco di contrasti tra volume e rigore. La palette rimane concisa ma intensa, composta da versioni sature dei colori iconici della maison, che accompagnano linee nette e definite.
Il tailoring come linguaggio della maison
Il cuore della collezione è la sartorialità. Vaccarello apre lo show con una serie di completi neri, monopetto e doppiopetto, che richiamano la severità stilistica della fine degli anni Settanta e dei primi anni Ottanta.
Le spalle decise si stringono verso una vita più morbida, creando una silhouette che unisce forza e fluidità. Questo equilibrio tra maschile e femminile si ritrova in tutta la collezione e culmina nella reinterpretazione di un’icona della maison: Le Smoking, simbolo dell’eleganza notturna di Saint Laurent.
Materia, texture e sperimentazione
Se la costruzione rimane minimalista, la ricerca sui materiali introduce una dimensione più sperimentale. Tessuti elasticizzati si combinano con guipure couture, mentre seta cigaline stampata con motivi animalier e floreali viene trattata con silicone per ottenere una texture tecnica e inedita.
Le scarpe a punta sono decorate con una rosa quadrata in satin, mentre i gioielli in cristallo di rocca — pietra portafortuna di Yves Saint Laurent — aggiungono un tocco luminoso e simbolico.
Cinema, letteratura e vulnerabilità
Come spesso accade nel lavoro di Vaccarello, la collezione è attraversata da un forte immaginario cinematografico. L’ispirazione arriva dall’attrice Romy Schneider e dal suo film del 1971 Max et les Ferrailleurs, dove eleganza e malinconia convivono in un equilibrio delicato.
A questa dimensione si aggiungono suggestioni letterarie come The Roman Spring of Mrs. Stone di Tennessee Williams e il romanzo The City and the Pillar di Gore Vidal. Da queste influenze nasce una collezione che celebra l’intimità e la vulnerabilità come forme di forza.
La scenografia amplifica questa atmosfera: un grande ovale in onice e un ambiente modernista in vetro, legno e pelle evocano uno spazio privato e cinematografico. Attraverso le pareti di vetro si intravede la Torre Eiffel, ricordando che la casa di Saint Laurent è, e resterà sempre, Parigi.
