Al Piccolo Teatro di Milano, Quel ladro del Lago di Como prende forma come una rilettura essenziale e potente de I Promessi sposi di Alessandro Manzoni. In scena al Teatro Studio Melato, lo spettacolo utilizza il grande classico della letteratura italiana per interrogare il presente, trasformando il lago, i bravi e i potenti di ieri in simboli universali di sopruso, paura e resistenza.
Un classico ridotto all’osso
La drammaturgia sceglie la sottrazione: pochi elementi scenici, ritmo serrato e una lingua diretta rendono la narrazione immediata. Il racconto si concentra sui meccanismi del potere e della violenza, mettendo in primo piano figure come Don Rodrigo, i Bravi e l’Innominato, osservati non come personaggi storici, ma come archetipi. Manzoni diventa così uno strumento per parlare di abuso di potere e responsabilità collettiva.
Legalità, paura e scelta individuale
Quel ladro del Lago di Como ruota attorno a una domanda centrale: cosa significa legalità quando la legge non protegge i più deboli? Attraverso le vicende dei personaggi, lo spettacolo riflette sulle diverse reazioni alla violenza: la fuga, la sottomissione, la ribellione. Il teatro si fa spazio di confronto, dove il pubblico è invitato a riconoscere dinamiche ancora presenti nella società contemporanea.
Un teatro pensato per dialogare
Inserito nel progetto Benvenuti al Piccolo!, lo spettacolo è pensato anche per un pubblico giovane e scolastico, senza rinunciare alla profondità dei temi. La durata contenuta e la messa in scena agile favoriscono l’attenzione e il coinvolgimento, rendendo il testo manzoniano accessibile senza semplificarne il significato. Il risultato è un teatro che educa senza essere didascalico.
Il Piccolo come luogo civile
Con questa produzione, il Piccolo Teatro conferma la sua vocazione di teatro pubblico e civile. Quel ladro del Lago di Como non celebra il classico, ma lo mette in discussione, dimostrando come Manzoni possa ancora parlare al presente. Il palcoscenico diventa così uno spazio in cui la letteratura si trasforma in esperienza viva, capace di stimolare domande e consapevolezze.
