In occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, l’artista Marco Tamburro presenta Eyes to the Sky, una mostra personale che mette in dialogo arte e sport attraverso una serie di opere inedite. Il progetto è visitabile in doppia sede, alla Fabbrica Eos Gallery di Milano e alla Galleria Luigi Proietti di Cortina d’Ampezzo, inserendosi nel programma culturale che accompagna i Giochi.
Arte e sport come linguaggio universale
Eyes to the Sky nasce come riflessione sui valori condivisi da arte e sport: disciplina, dedizione, inclusione, resilienza. Tamburro utilizza il suo linguaggio pittorico potente e immediato per raccontare il gesto atletico non come semplice competizione, ma come atto umano e simbolico, capace di parlare a culture e generazioni diverse. Le opere trasformano lo sport in metafora di superamento, impegno e ricerca di senso.
Lo sguardo che si solleva verso il cielo
Il titolo della mostra rimanda a un gesto universale: alzare gli occhi al cielo dopo una vittoria, un traguardo raggiunto, ma anche dopo una caduta o una sconfitta. Questo movimento diventa il fulcro concettuale del progetto espositivo. Per Tamburro, guardare in alto significa cambiare prospettiva, allontanarsi dall’individualismo e aprirsi a una dimensione collettiva e condivisa, dove l’arte collega idealmente terra e cielo.
Dal murale alle opere inedite
Il dialogo tra arte e sport si inserisce in un percorso già avviato dall’artista con il murale Apri alla Vita, realizzato presso l’Ospedale Niguarda come tributo alle Olimpiadi invernali. In Eyes to the Sky questo dialogo si amplia attraverso dipinti di grande formato che raffigurano città italiane e discipline olimpiche invernali, mantenendo un segno rapido, energico e una cromia intensa che riflette il dinamismo del movimento.
Un progetto tra Milano e Cortina
La scelta della doppia sede rafforza il legame con il territorio olimpico. Milano e Cortina diventano poli complementari di un’unica narrazione visiva, dove la pittura di Tamburro si confronta con contesti diversi ma uniti dagli stessi valori. Il progetto conferma la vocazione dell’artista a costruire opere capaci di dialogare con lo spazio pubblico e con il tempo presente, fissando nell’arte ciò che nello sport è istante irripetibile.
