Ritorno al cinema
Rachel McAdams continua a costruire un percorso elegante e misurato, lontano dall’iper-esposizione ma sempre ricco di scelte interessanti. Negli ultimi anni l’attrice canadese ha alternato cinema, teatro e momenti simbolici che raccontano una carriera ormai solida e riconosciuta a livello internazionale.
Tra i progetti più attesi c’è “Send Help” di Sam Raimi, film che segna il ritorno all’horror del regista, dopo “Drag Me to Hell” (2009), e che riporta McAdams al centro di un racconto ad alta tensione. È un tipo di ruolo che le permette di uscire dai territori più romantici o brillanti che l’hanno resa celebre, confermando la sua capacità di affrontare narrazioni più dure e stratificate.
La pellicola segue le vicende di Linda Liddle, un’impiegata del settore “strategia e pianificazione” all’interno di una compagnia il cui presidente, Bradley Preston (interpretato da Dylan O’Brien), ha recentemente assunto le funzioni dopo la morte di suo padre. Ma il figlio disattende le promesse del padre di promuoverla, alimentando il senso di umiliazione della donna. Bradley decide comunque di portarla con sé, insieme ad altri colleghi, a Bangkok, per un’acquisizione aziendale; durante il volo, però, l’aereo si imbatte in una tempesta a cui consegue un incidente. Gli unici sopravvissuti, che si ritroveranno su un’isola deserta, sono proprio Linda e il suo capo, e fra i due crescerà una tensione che finirà per degenerare giorno dopo giorno.
Nuovi traguardi
Nel 2024 l’attrice ha preferito il teatro con “Mary Jane”, opera intensa e profondamente umana. Si tratta di un dramma in due atti scritta dalla drammaturga americana Amy Herzog. Ha debuttato ufficialmente a Broadway il 23 aprile 2024. Il cast è guidato da Rachel McAdams nel ruolo della protagonista.
L’opera è semi-autobiografica e basata sulla figlia di Herzog, Frances, nata con miopatia nemalinica e morta all’età di 11 anni; nella sceneggiatura Mary Jane affronta le cure di Alex, il suo giovane figlio affetto da una malattia cronica, e nel frattempo si ritrova a costruire una comunità di donne provenienti da diversi ceti sociali. Per il ruolo, l’attrice ha ricevuto la nomination per il Tony Award alla miglior attrice protagonista in un’opera teatrale.
A suggellare questo momento della sua carriera c’è anche un riconoscimento simbolico ma importante: la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame. Un segno tangibile di quanto il suo percorso abbia lasciato un’impronta nell’industria cinematografica. È il riconoscimento di un’attrice che, pur evitando eccessi mediatici, è riuscita a costruire una filmografia amata dal pubblico e rispettata dalla critica.
