Al cinema con “Le cose non dette”
Miriam Leone continua a muoversi con eleganza tra cinema e televisione, scegliendo progetti che mettono al centro figure femminili complesse, spesso attraversate da contraddizioni e zone d’ombra. Negli ultimi anni la sua carriera ha assunto un tono sempre più maturo, lontano dall’immagine iniziale legata alla bellezza e sempre più orientato verso ruoli intensi e narrativamente stratificati.
Con “Le cose non dette” di Gabriele Muccino, l’attrice è al centro di un racconto emotivo che ruota attorno ai silenzi, ai segreti e a tutto ciò che rimane sospeso nei rapporti umani. Il film esplora dinamiche familiari e sentimentali in cui il non detto pesa più delle parole, e l’attrice costruisce un personaggio trattenuto ma vibrante, capace di comunicare attraverso sguardi e pause. I temi sono quelli classici del regista: il tradimento, la crisi dell’individuo e della coppia.
Nel cast, anche Carolina Crescentini, Stefano Accorsi e Claudio Santamaria. Il film è al cinema dal 29 gennaio.
Il ritorno dopo la maternità
Nel dicembre 2023, Miriam Leone è diventata mamma di Orlando, e per questo il suo ritorno sulle scene è stato ancora più atteso e ricco di progetti. Nel 2025, infatti, è stata protagonista di “Amata”, progetto che l’ha vista confrontarsi con un racconto intimo e femminile, in cui amore, identità e memoria diventano i cardini della narrazione. Anche qui Leone si muove in un registro emotivo sottile, dando vita a una donna che affronta il proprio passato e le proprie scelte con una consapevolezza dolorosa ma lucida. È una linea narrativa che sembra ricorrere spesso nelle sue scelte recenti: personaggi che non cercano risposte facili, ma attraversano la complessità dei sentimenti.
Sul fronte televisivo, uno dei ruoli più attesi è stato quello in “Miss Fallaci”, serie dedicata alla figura di Oriana Fallaci. Per Leone è probabilmente stato un passaggio cruciale, che l’ha portata a confrontarsi con un personaggio reale e simbolico allo stesso tempo, in un racconto che unisce storia, politica e ritratto psicologico.
A questo si aggiunge la partecipazione a “Call My Agent – Italia” 3, dove è tornata in un contesto più leggero e metanarrativo. La serie, ambientata nel mondo dello spettacolo, gioca con il confine tra finzione e realtà, e la presenza dell’attrice (che, come nella realtà, vuole tornare sulle scene dopo la maternità, ma anche evitare di interpretare solo ruoli di madre) ha donato quel mix di ironia e sguardo dietro le quinte che ha reso il format così amato. È un lato brillante e autoironico del suo percorso, che bilancia perfettamente i ruoli più drammatici.
Nel complesso, Miriam Leone sta costruendo una traiettoria coerente, fatta di storie che parlano di identità, memoria e forza femminile. Che sia in un dramma intimo, in una serie biografica o in un racconto corale e ironico, l’attrice sembra ormai muoversi con sicurezza in territori narrativi complessi, confermandosi una delle presenze più interessanti e versatili del panorama italiano contemporaneo.
