Con Zero, Benji & Fede inaugurano una nuova fase del loro percorso artistico. Il singolo, in uscita venerdì 23 gennaio per Warner Records Italy, segna una ripartenza netta, costruita sull’idea di azzeramento emotivo e creativo. Un brano che mette da parte sovrastrutture e aspettative per lasciare spazio a una dimensione più autentica e vulnerabile.
Ripartire dall’essenziale
“Zero” nasce come una ballad intensa e diretta, fondata sull’idea di spogliarsi di tutto ciò che non è necessario. Benji & Fede scelgono un approccio minimale, in cui la scrittura diventa il centro del racconto. L’azzeramento evocato dal titolo riguarda ruoli, difese e certezze, in favore di un’espressione emotiva più sincera. La canzone si apre in modo essenziale, creando uno spazio intimo che invita all’ascolto e alla riflessione.
Una crescita emotiva graduale
Dal punto di vista musicale, il brano segue una costruzione progressiva. Dopo un inizio misurato, nuovi elementi entrano gradualmente, ampliando l’atmosfera e intensificando la carica emotiva. Le immagini evocate dal testo sono semplici ma potenti, capaci di raccontare sentimenti complessi senza ricorrere a eccessi. È un equilibrio tra delicatezza e intensità che accompagna l’ascoltatore in un percorso emotivo condiviso.
Vulnerabilità come forza narrativa
Il cuore di “Zero” è la vulnerabilità. Il testo mette al centro il bisogno di essere visti per ciò che si è davvero, senza filtri né maschere. Esporsi, arrivare a sentirsi “zero”, significa anche rinunciare all’orgoglio pur di essere riconosciuti e amati. Il brano racconta l’amore come atto di totale apertura, dove il dare tutto a qualcuno comporta il rischio di perdersi, ma anche la possibilità di ritrovarsi.
Un nuovo capitolo dopo il ritorno live
Il singolo arriva dopo un anno che ha segnato il ritorno di Benji & Fede con nuova musica, a partire da “Stupido Me, Stupida Te”, e con il TOUR ESTIVO 2025, che li ha riportati dal vivo in tutta Italia. “Zero” rappresenta così un punto di svolta: uno sguardo verso il futuro che non cancella il passato, ma lo integra in una nuova consapevolezza artistica e personale.
