A dieci anni dalla scomparsa di David Bowie, arriva in libreria David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo, la nuova biografia rock firmata da Paul Morley per Hoepli. Non un semplice racconto cronologico, ma un viaggio tematico nell’universo di un artista in perenne metamorfosi, capace di dialogare costantemente con il proprio tempo storico e di anticiparne estetiche e inquietudini.
Un ritratto in continua trasformazione
Il libro sceglie di raccontare Bowie come figura sfuggente, mai definitiva. Morley costruisce una narrazione che riflette la natura duale dell’artista, attraversando le sue molteplici identità senza fissarle. Bowie emerge come creatura culturale in movimento, sempre un passo avanti rispetto al contesto in cui opera. La biografia segue questo principio, alternando analisi, memoria e interpretazione, per restituire la complessità di un’icona che ha fatto della trasformazione la propria cifra espressiva.
Un paesaggio culturale oltre le hit
David Bowie. Oltre lo spazio e il tempo va oltre la dimensione musicale più conosciuta. Attraverso estratti di interviste, analisi di performance e collaborazioni, Morley delinea il paesaggio culturale e sociale in cui Bowie si muove. Il racconto prende la forma di una vera e propria “playlist esistenziale”, che supera le hit per esplorare paure, visioni e tensioni del XX e XXI secolo, mostrando come Bowie abbia saputo intercettare e anticipare i cambiamenti del presente.
Dalla Londra degli anni Sessanta a Blackstar
Il percorso attraversa le tappe fondamentali della carriera dell’artista: dalla Londra ribollente degli anni Sessanta alla Berlino sperimentale, dalla nascita di Ziggy Stardust al mistero del Duca Bianco, fino all’ultimo saluto cosmico di Blackstar. Ogni fase rivela un Bowie diverso, ma sempre coerente nella sua spinta a riscrivere le regole della musica, dell’arte e dell’identità.
Una prefazione a più voci
La versione italiana, curata da Ezio Guaitamacchi con traduzione di Leonardo Follieri, è arricchita da una prefazione scritta a quattro mani da Manuel Agnelli e Paolo Fresu. Due voci autorevoli che dialogano con l’eredità bowiana, sottolineando l’impatto trasversale di un artista capace di influenzare generazioni e linguaggi diversi.
