Toni Servillo in stato di grazia

Negli ultimi anni Toni Servillo ha confermato la sua posizione di protagonista incontrastato del cinema italiano contemporaneo

di Maria Giulia Gatti

Dopo il successo di Venezia

Toni Servillo, uno degli attori italiani più raffinati e coerenti, continua a confermarsi protagonista di una stagione artistica di grande spessore, con ruoli intensi capaci di spaziare tra cinema di impegno civile, riflessioni storiche e incursioni nel dramma italiano contemporaneo. La sua presenza in pellicole e performance recenti testimonia una carriera pienamente vitale, che unisce prestigio internazionale e radicamento nella cultura cinematografica nazionale.

Il 2025 ha visto Servillo al centro di uno dei progetti più attesi del cinema italiano: “La grazia”, il nuovo film di Paolo Sorrentino presentato come film d’apertura dell’82ª Mostra del Cinema di Venezia e al cinema dal 15 gennaio. In questo dramma di profonda tensione morale interpreta il Presidente della Repubblica Mariano De Santis, una figura di potere immersa in dilemmi etici legati alla grazia da concedere a condannati e alla legge sull’eutanasia. La sua performance è stata riconosciuta con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, uno dei riconoscimenti più prestigiosi della Biennale.

Questo lavoro segna non solo l’ennesima collaborazione con Sorrentino, ma anche una conferma della capacità di Servillo di portare sullo schermo personaggi di alta complessità morale con grande misura stilistica e umana.

I progetti degli ultimi anni

Nel 2024 era uscito “Caracas,” diretto da Marco D’Amore, in cui Servillo interpreta uno scrittore napoletano tornato nella sua città dopo anni di assenza, dove incontra il suo vecchio amico Caracas che, lasciatosi alle spalle il suo passato da naziskin, si sta convertendo all’Islam. La pellicola è l’adattamento del romanzo “Napoli ferrovia” di Ermanno Rea.

Nel crime drama “Iddu – L’ultimo padrino”, diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, Servillo è Catello Palumbo, politico di lungo corso coinvolto in un complesso intreccio con la mafia siciliana, ispirato alle vicende reali legate alla latitanza di Matteo Messina Denaro.

Nel 2025 l’attore ha preso parte anche a “L’Abbaglio”, film storico-drammatico diretto da Roberto Andò ambientato durante la spedizione dei Mille. In questa pièce cinematografica, che fonde riflessione storica e commedia drammatica con una forte dose di ironia sociale, Servillo interpreta il colonnello Vincenzo Giordano Orsini, figura che incarna idealismo e contraddizioni dell’Italia in formazione.

Negli ultimi anni Toni Servillo ha confermato la sua posizione di protagonista incontrastato del cinema italiano contemporaneo. Una traiettoria che mostra non solo una grande padronanza della recitazione, ma anche una costante ricerca di ruoli che riflettono la ricchezza della storia, della società e dell’animo umano: un percorso di maturità artistica che continua ad affascinare pubblico e critica.

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