Mangia prega ama: tempo per sé, tempo per la propria anima

20 Luglio 2020 • cinezoom

Mangia prega ama, un viaggio per sconfiggere l’infelicità

Non sarà un caso che l’autobiografia di Elizabeth Gilbert, su cui il film si basa, si intitola Mangia, prega, ama – Una donna cerca la felicità; perché i viaggi di Elizabeth/Julia Roberts sono bellissimi ed emozionanti, ma hanno un fine comune, difficile da raggiungere: curare un senso di insoddisfazione e infelicità che sembra non volerla più lasciare. Sono tre anni che ha divorziato dal marito Stephen e, nel frattempo, ha avuto una storia d’amore tutt’altro che tranquilla con David. Non è più serena da tanto tempo. E allora perché non lasciare tutto? La protagonista scopre così il piacere dato dal cibo in Italia, dove visita Roma e Napoli; la pace data dalla meditazione in un centro di preghiera in India; infine a Bali, in Indonesia, uno sciamano la aiuta a guarire la tristezza che porta nel cuore e ritorna, finalmente, ad amare.

Mangia prega ama: il manuale della felicità su pellicola

Per fare come Elizabeth c’è sicuramente bisogno di molto tempo libero e denaro. Il regista Ryan Murphy, insieme a un cast brillante (Javier Bardem, Richard Jenkins, James Franco, Billy Crudup, Luca Argentero, Viola Davis), però, riesce a trasmettere un senso più alto di tutta la vicenda, che va al di là dei magnifici viaggi della protagonista in giro per il mondo. Certo, scoprire luoghi magici e incontaminati, vivere la profondità di un’esistenza così diversa da quella occidentale, sono tutte esperienze sfidanti, ma, allo stesso tempo, incantevoli.

Scopriamo così che le difficoltà non sono necessariamente legate al luogo che Elizabeth sta visitando, quanto alla sua resistenza nel lasciarsi andare e perdonarsi il fallimento del matrimonio. Liberare il cuore dalla malinconia le permette, finalmente, di tornare ad amarsi e, di conseguenza, poter innamorarsi di un’altra persona. Perché non c’è amore più grande di quello per sé stessi e, quando lo capisci, puoi finalmente dire di aver trovato la felicità, quella reale. Ci vuole tempo per raggiungere questa serenità, ma quando la si conquista, tutto si ferma e si torna a vivere, davvero.

 

di Maria Giulia Gatti

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