Midnight in Paris: nostalgia di un tempo passato

3 Gennaio 2020 • cinezoom

Midnight in Paris, il film di Woody Allen che ha saputo emozionare

Il tempo, tra le ossessioni dell’uomo, dall’invenzione della meridiana a quella del calendario. Di film sull’argomento ce ne sono stati tanti, ma forse uno dei più belli a riguardo è proprio Midnight in Paris, tra le ultime opere di Woody Allen che ha saputo emozionare così bene il pubblico. Gil (Owen Wilson) e la sua fidanzata Inez (Rachel McAdams) sono in vacanza a Parigi con i genitori di lei e una coppia di amici. Lui è uno sceneggiatore ad Hollywood che aspira a scrivere il suo primo romanzo.

A metà tra il sogno e la fantasia, una sera accetta il passaggio da una macchina d’epoca che lo trasporta nella capitale francese degli anni Venti, in cui incontra i protagonisti della Generazione perduta, Francis Scott e Zelda Sayre Fitzgerald (Tom Hiddleston e Alison Pill), il compositore Cole Porter, Ernest Hemingway e Gertrude Stein (Kathy Bates). Le sere in questa età adorata dal protagonista proseguono così come gli incontri con artisti importanti, quali Salvador Dalì (Adrien Brody), Pablo Picasso e Man Ray. Conosce anche Adriana (Marion Cotillard), una volta compagna di Picasso e Modigliani, che, come Gil, non ama vivere il suo presente, gli anni Venti appunto, e a sua volta viene proiettata nella sua età dell’oro, la Belle Époque.

Midnight in Paris e la sindrome dell’epoca d’oro

Il fulcro del film, che, non a caso, ha vinto Golden Globe e Premio Oscar come migliore sceneggiatura originale firmata da Allen, è quello che viene definito la sindrome dell’epoca d’oro. Si tratta del rifiuto del proprio presente, considerato banale e non soddisfacente, e per questo si guarda al passato con una romantica nostalgia. Quello che però questa pellicola ci insegna, è che si tratta di un errore comune: la maggior parte di noi pensa che se fosse nato e cresciuto in un’altra epoca sarebbe stato meglio. E come Gil ama gli anni Venti, Adriana, che in quell’età ha vissuto, ama un altro periodo passato, la Belle Époque. Il tempo tiranno, il futuro incerto, un passato malinconico: l’uomo in eterna lotta con esso. La vittoria sarà possibile solo quando riusciremo ad accettare il nostro presente e a vivere davvero il nostro tempo.

 

di Maria Giulia Gatti

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